IL COLERA AI TEMPI DI FACEBOOK è una brutta storia. Guarire è difficile. Lo sappiamo tutti. Ai tempi del mio ex-ex (che bel momento quello in cui inizi a riferirti agli ex come “ex” “ex ex” “ex ex ex” fino al punto in cui ti rendi conto che forse è il caso di piantarla, di fermarsi un po’ e di muoversi solamente quando ne varrà veramente, ma veramente, la pena… se mai la pena ne varrà…è che c’è sempre sta cazzo di storia del perpetrare la specie umana di mezzo, che a noi donne ce l’impiantano tramite microchip nel cervello e a un certo punto iniziamo a svalvolare, iniziamo a cercare non tanto un compagno, quanto uno che abbia un lavoro, magari una casa e che non sia proprio un roito…).
Dicevo, ai tempi del mio ex ex ebbi modo di saggiare la pericolosità e la difficoltà del chiudere la relazione con Facebook di mezzo. Difficilmente dimenticherò la facilità con cui ci si ritrova inghiottiti dallo stalkeraggio 2.0, grazie al quale, surfando tra sconosciuti, ti ritrovi persa da un par d’ore a farti i cazzi di persone estranee e non sufficientemente intelligenti da chiudere il profilo. Fermo restando che, sia chiaro, non sarà certo un profilo chiuso ad arrestare la furibonda e ossessiva ricerca di informazioni e indizi per ricostruire l’evidenza.
E lì, a quel punto, di solito, la vagina impazzisce. Ricostruisce, ipotizza, immagina, soffre.
Dio mio quanto soffre la vagina a quel punto. E piagne. E magna. E fuma.
E soffre ancora, perché certe vagine sono convinte che amare significhi soffrire e a quanto pare io sarei una di quelle, stando all’accurata analisi psicologica condotta dal mio ex, che a Raffaele Morelli ci fa un baffo, se permettete, e che risponde a “La Posta del Cuore” della famosa rivista “A me i luoghi comuni mi piacciono“.
Ragione per cui, se faccio parte di quella categoria e se ho già manifestato in passato la propensione alla scimmia pesante su Facebook, a questo giro per dimostrarmi che sono passati 3 anni e che io sono cresciuta (d’altra parte, ho fatto il giro di boa verso i 30) devo comportarmi diversamente.
Devo essere matura, disinvolta, nonchalant. Devo essere matura, mi ripeto.
Tecnicamente non mi esporrei nel definire “maturo” il mio piagnisteo di fronte al wall del mio ex, stamani, appena sveglia. Dove poi, in realtà, non c’era scritto niente. Soltanto delle squallide battute e doppi sensi scambiati con i piccoli big jim di risulta con i quali si sta frequentando, sulle differenze tra montare un ciuco e montare un purosangue (e si parla di un altissimo livello intellettuale che, addirittura, esplora parallelismi inediti tra le donne e i cavalli…stasera m’hanno detto che ci paragonano alle automobili e domani alle squadre di calcio, il tutto accompagnato da rutti e peti perché loro sì, che sono maschi veri). In mezzo a questo tripudio di normo-demenza, una specie di vagina di quelle toniche e tatuate che sarebbe stata oggetto, come minimo, di condivisa ammirazione, ieri sera.
Non avrei potuto esigere miglior rimedio contro la stitichezza.
Ed è bizzarro, perché del mio ex avevo sempre ammirato la differenza rispetto ai big jim di risulta. Sia fisica che mentale.
La mia prima reazione è stata frignare, un par di minuti, sufficienti per pensare tutte le amenità del mondo (vedi “Tipico masochismo femminile“). Poi, per ribilanciare il ph nel mio spirito ho pensato “sarà divertente quando capirai dalle battute con le mie amiche che ad essere montata per du ore sono stata io”. Perché, prima o poi, dio mi abbia in gloria, succederà.
Ma questo no, questo non era maturo. Allora ho fatto l’unica cosa saggia da fare.
Ho cliccato “Rimuovi dagli amici”.
Mi ha pure chiesto conferma, Facebook. Perché bisogna proprio esserne convinti di certe cose.
E io, con convinzione, ho cliccato “Rimuovi”.
Il mio ex, che dev’essere ancora tramortito dall’esperienza umana di ieri sera, ancora non ha capito e mi chiede il motivo per il quale gli ho oscurato il mio profilo. E’ a dir poco avvincente, osservare il rapporto tra i maschi meridionali nati negli anni settanta e i social network.
(Dichiaro aperta l’Operazione 2: FBC – Facebook Cleaning)











Facebook è una malattia grave, anche le persone mentalmente sane non sono immuni. Si riescono a fare cose assurdi, roba che te ne penti due secondi dopo e gridi “Questa non sono io!”, quindi hai tutta la mia comprensione! Ah, in bocca al lupo per le tue missioni, da donna mediamente soddisfatta della sua vita, ma abbastanza disillusa, sono con te!
Ahahaah lo sooooooo!
Facebook ha complicato moltissimissimo le relazioni, sia quelle finite che quelle in essere. E quando ci si trasforma in un ibrido tra un’agente della CIA e un’impicciona, si scopre spesso più di quello che si dovrebbe scoprire. E se non lo so si scopre lo si immagina…insomma, bisogna maneggiarlo con cautela, faccialibro!
Crepi il lupo!
Avevo rimosso il mio ex dagli amici per lo stesso motivo, lui mi tenevo sul filo di lana dicendo di “non poter stare con me perché depresso” e simpatiche mononeuroniche gli scrivevano in bacheca ricordando episodi divertenti della sera prima e ringraziandolo per i regalini. Ho fatto il grave errore di aggiungerlo di nuovo, su sua richiesta, dopo un incontro chiarificatore a base di “volemose bene”, che però era sempre la solita solfa: mi piaci, tra noi c’è qualcosa, ma io non mi guardo mai indietro. Ora cedo ogni tanto alla tentazione dello stalkeraggio, ma almeno evito di accedere al suo account (perché sì, ho la sua password). Quanto a te, ti auguro di guarire in fretta e di uscirne nel modo meno doloroso possibile!
Cara Iris,
grazie! Io spero di fare chiarezza, con o senza facebook. La verità è che stimo moltissimo il mio ex e mi auguro che questi teatrini e queste prese per culo non ci siano, questo “volemose bene”, questo “non posso stare con te” …perché devo sta con l’artre. Ma chi lo sa…
Però so com’è, avere una password di troppo. In passato ho avuto, come accennato, anche io un periodo in cui Facebook mi ha posseduta e ti dico che non dovresti entrarci mai più, nel suo account. Anzi dovresti mandargli un messaggio e scrivergli “Senti, gnucco d’un super-cazzolo, ma perché non cambi password di Facebook, eh?”. Tanto per essere sicuri che anche con la peggiore tentazione potrai risparmiarti il tour nel suo account…:)
Grazie ancora per l’augurio!
Bnotte,
V.
puahahahahhahahaahahhahahahahah cavoli cavoli cavoli ma perchè non è mai successo di essere single insieme??? Ma sai che spassoooooo. Chiedo al mio lui se posso salire per un week end FEMMINA a MILANO (anche se mi sa che me la boccia)
Raffy
non lo soooooooooooooooo!!! dannazione!!!!
con debby sono capitate delle suggestive situazioni di congiunta singletudine+festini e altro ma con te no!!!
uffa!
quanto al tuo lui, puoi portarlo a milano, la nuova frontiera della singletudine prossima ai 30 è essere amica delle coppie, don’t worry.
e resta sempre in auge il polipo su crostone + serata tra gli studentelli a sentirsi vecchi, intesi?
bacino
una vagina amica:)
Sai…la mia storia è un po diversa. Non lo avevo inserito tra gli “amici”; non ho un profilo di fb con i miei amici in realtà. Non siamo mai stati fidanzati. C’è un anno di blog palloso dove parlo di lui, in cui altermo questa strana relazione e il mio “lavoro”.
in ogni caso…
Grazie per essere passata
PS ti ho aggiunta tra i miei preferiti
non ho avuto ancora tempo di leggere tanto…approfondirò!
di nulla, figurati. è stato un piacere averti scoperta!
mi raccomando a te!
un abbraccio
v
questo è il tuo post più bello. Mi hai fatto ripensare alla mia ultima relazione. Ovviamente nel ripensarci mi sono sentito colpevole… come mi accade sempre, ma soprattutto ho letto come un frammento di neorealismo contemporaneo la frase: ricerca di informazioni e indizi per ricostruire l’evidenza
sentirsi colpevoli ripensando a certe relazioni è normale.
ma sticazzi.
a tal proposito me so lanciata in un altro post alquanto social
ciao!
v
ho chiuso il mio profilo facebook per mancanza di palle nel cliccare quel “rimuovi” (ogni tanto anche noi donne attraversiamo la fase “senza palle”)
ho pensato: tanto gli amici veri li sento comunque
all’epoca mi sembrava mi avessero tagliato un braccio
ero convinta che sarei rimasta tagliata fuori dal mondo (ndr mi sono trasferita e le mie amiche li le beccavo in un colpo solo tutte)
poi c’è stata la fase “scrematura”, non le becco tutte, solo quelle con cui ne vale la pena
l’altro giorno ero vicina ad una collega che aveva aperto il suo profilo facebook e “ho fatto un giro” dopo un anno e mezzo
confermo che la scrematura è stata la scelta migliore e che come diceva mia nonna, non tutto il male viene per nuocere (un uomo di più di trent’anni che gestisce la sua vita sentimentale solo grazie a facebook…. meglio perderlo che trovarlo)
bisogna avere una grande forza di volontà per non sbirciare.
e io, conoscendomi, ho preferito fare così. avrei accesso ancora ai cazzi suoi, se volessi.
ma non voglio e ho detto ai miei amici, che ce l’hanno tra i contatti, di non dirmi nulla.
a meno che, chessò, non si sposi con mia cugina!
tua nonna è saggia e dalle nonne c’è sempre da imparare, si sa