Ero in pausa pranzo fuori dall’ufficio, spalmata sotto quel raggio di sole che oggi illuminava Milano e che, come sempre avviene, assottigliava pericolosamente il confine tra homo sapiens sapiens e rettile.
Ero in pausa pranzo fuori dall’ufficio e fumavo una sigaretta, sparlando di qualcuno o di qualcosa, quando ho visto passare sull’altra sponda della strada una vagina infante di tutto punto vestita che doveva presumibilmente essere una principessa. Una di quelle classiche. Della serie Walt Disney.
Allora me so ricordata che oggi sarebbe carnevale.
Carnevale è una festa di cui non mi accorgo mai, finché non è passata e vedo i coriandoli sporchi per strada. Sì, sì, ce lo so che la gente awannasgheps va a ballare il weekend prima di martedì grasso. Ma io non sono awanna. E nemmeno sgheps. Quindi del carnevale me dimentico sempre. E non escludo che si tratti anche di un postumo della mia difficile infanzia, durante la quale la Vagina Maestra ritenne opportuno che io fossi travestita da “corsara“.
Ora, io indubbiamente apprezzo l’originalità della scelta che la Vagina Maestra compì, antesignana rispetto al successo che di lì a SOLI 10-15 anni avrebbero riscosso personaggi come Jack Sparrow, quasi avanguardistica direi. Un’opzione senza dubbio audace. Non discuto che l’outfit da amante di un pirata fosse più affine alla mia indole, oltre a risultare di più raffinato tessuto e più pregiata fattura. Ne ricordo altresì i colori sgargianti e i sofisticati merletti. E dopotutto nun me stava manco male: ero una bella bambina obesa vestita da corsara.
Il problema, però, era che io nun volevo esse na corsara.
Bene inteso: questa è solo una volgare approssimazione di ciò che io nei fatti indossai.
Io volevo esse na principessa der cazzo. Oppure Minnie. Oppure una fata. Io nun me lo ricordo manco cosa volessi essere, ricordo semplicemente che nun volevo esse na corsara! Che volevo avere anche io la mia gonna fucsia svolazzante, che volevo il mio cazzo di ombrellino, che volevo la mia bacchetta magica con in punta una stella e che volevo essere una bella bambina obesa vestita da qualcosa di putrido e glicemico.
Invece, ero una corsara.
E solo oggi, dopo quasi vent’anni, guardando la principessa di Walt Disney sull’altra sponda della strada, per la prima volta penso che essere stata una corsara sia stato un bene. E che, dopotutto, la Vagina Maestra ha sempre ragione.
Detto ciò, auguro buon carnevale a tutti quelli che nella vita non c’hanno un cazzo da fà e festeggiano anche le feste più inutili.











no vabbè però non mi puoi abbatte così il carnevale, cacchio! e quando 2 anni fa mi sò mascherata da 7 nano col fiaschetto? e quando l’anno scorso mi sò mascherata da gem e le holograms? e quando mi sò inventata e costruita tutte le altre maschere della mia oramai lunghissima vita? eh?
Se ti sei veramente vestita da Jem io voglio vestirmi da te.
Sallo.
meglio, eravamo in 4, abbiamo fatto tutto il gruppo. avevamo pure gli strumenti fucsia gonfiabili!
No ti supplico,non dirmi di più,sono commossa (che è uno modo molto british se vuoi di dire “ammazza come sto a rosicà”)
io direi che l’anno prossimo dovresti chiedere consulenza a smila pe carnevale. poi fai te!
la mia è solo invidia -_-
e poi io volevo davvero la bacchetta magggica.
ora mi commuovo. te la regalerei io la bacchetta!
ecco sì. sob.
ma lo sai che nemmeno io ieri avevo capito che era martedì grasso?
Ecco grazie, questo mi consola e mi fa capire che non sono sola nella mia alienazione.
Grazie. Sì. Grazie.
a me il carnevale mi inquieta parecchio, è veramente una storiaccia. Però suppongo che chi ama travestirsi sostenga che noi siamo seriose.
P.s. che cazzo vuol dire awannaetcetc?
ahahah awannasgheps sarebbero quelle persone/attività supposte fighe/cool intraprese da persone apparentemente gagliarde e in sostanza poco interessanti. Ma per completezza d’informazione devo dirti che trattasi di un termine jolly. Puoi darci le sfumature che vuoi. A volte anche noi possiamo sentirci awannasgheps e, in quel caso, diventa un attributo a connotazione del tutto positiva!
Io ho sempre detestato il carnevale, ma mia mamma mi portava di forza alla sfilata dei carri e, quel che è peggio, per ben 2 volte mi ha fatto il vestito: da maialino la prima, da biancaneve anoressica la seconda. Non credo di essermi mai ripresa.
Però domenica ho visto un coso carino, un infante in carrozzina col costumino a righe, rigorosamente peluchato date le temperature, e un cartello sul mezzo con la scritta “sono stato dentro 9 mesi”.
Certo bisognerà valutare l’effetto del tutto tra un 4, 5 anni.
ahahaha in effetti è talmente geniale che, se mai avessi un figlio, potrei replicare l’idea!!!
grazie!