Scatola Nera Vaginale

Quanto segue è una ricomposizione estrogena e parziale.

E’ basata sui frammenti estratti dalla Scatola Nera Vaginale, recentemente recuperata dai vulvanauti, sommozzatori genital-emotivi che si sono calati negli abissi inesplorati della Vagina più profonda, per indagare gli effetti del più recente schianto emotivo, verificatosi durante la pausa pranzo di ieri. 

***

“Pronto”

“Pronto…ciao!”
“Ciao!”
“Ho trovato le chiamate ieri…ma ti disturbo?”
“No no, sono in pausa praticamente…t’avevo chiamato per farti gli auguri a voce”
“Lo so…è che ieri non prendeva. Sono saliti i miei per il compleanno…ma stai andando a pranzo?”
“Vado tra un po’. Anzi vado a prendere qualcosa al cinese, che qui diluvia, pare novembre, non maggio”
Segnale disturbato
“E quindi so 34!”
“Sei sempre più vecchio, non vorrei dirtelo ma…”
Segnale disturbato
“Come stai?”
“Mah…”
“In effetti io so tutto di te…ti leggo sempre…”
“Ah sei ancora sul pezzo?”
“Sì sì…pure quella roba lì…sua prostaticità, è inenarrabile!”
“Ecco sì, io invece di te non so nulla e non voglio sapere un cazzo, se permetti”
“Va bene, va bene, non ti dico niente…tanto io so che tu sai”
“Che egli sa, che noi sappiamo…abbiamo sempre saputo, del resto”
“Sempre…senti, i tuoi post sono fichissimi, anche quello su Melissa, veramente bello…”
“Grazie…”
“Però, volevo dirti che io non ti leggerò più tanto spesso…”
“Perché?”
“Perché non posso piangere leggendo i tuoi post”
“Perché, tu piangi quando leggi i miei post?”
“A volte è successo”
“E quali ti hanno fatto piangere?”
“Lo sai benissimo, sei perfettamente padrona di ciò che scrivi”
“Allora sono sicura che sono gli stessi, che tu hai pianto a leggerli e io ho pianto a scriverli”
“Può essere…”
“E che magari prima di scriverli ero anche di buon umore, poi mi mettevo lì, a ricordarmi che sono un soggetto sofferente, e giù a piangere sulla tastiera, non puoi capire, un caso umano…”

Segnale disturbato 

“Senti ma quello là, la prostata con la vasca idromassaggio, forse non dovrei dire niente, tanto lo sai quello che penso, ma insomma oh, tu davvero a uno così ci pisci in testa…”
Segnale disturbato
“Io di te non voglio sapere niente. Tanto so già tutto…”
“Cosa sai?”
“Beh, sì, lo sai, il copione, lo schema evolutivo di tutti i miei ex che prevede che a questo punto tu già conviva con una vagina…”
“No, non convivo”
“…e che abbia adottato il suo pastore tedesco”
” No, no…ti confondi con quell’altro tuo ex”
“Ah, e cos’è? Un dobermann? Un carlino? Oppure un chihuahua portato in giro dentro una Pinko Bag?”
“Non fare la Memorie di una Vagina”
Segnale disturbato
“Vabbè, insomma, sei fidanzato sì?”
“Sì…”
Segnale disturbatissimo
“E da quanto, 5 mesi?”
“No, da dopo…”
“Da quanto?”
“Da dopo…”
“Eddaje, dammi un po’ di materiale!”
“Manco morto! E comunque io non ho accavallato un cazzo, finché ci sei stata tu, sei stata solo tu. Io sono stato monogamo, con te”
Segnale disturbato
“Oh ma fammi capire, che me la porti giù quest’estate? No eh, daje su, andatevene in Thailandia, dai…”
“Smettila…”
“Vabbé comunque io volevo dirti una cosa…”
“Dimmi”
“Volevo dirti che ti voglio un sacco di bene…”
“E pure io…”
“No, aspetta, non ho finito”
“Dimmi…”
“Volevo dirti che quando ripenso a come sono stata con te, proprio non posso crederci d’esse stata così stronza, e che io ho ben presente tutto quello che sei stato per me, e che ho pensato a lungo a tutte quelle cose che mi dicevi e che io non capivo. Però adesso lo so, che avevi ragione quasi su tutto.”
“Ma io lo so che sei intelligente…pure troppo”
“E io lo so che preferisci le idiote…”
“Beh, non proprio idiote…”
Segnale disturbato
“Ma vedi che anche io ci penso spesso a come sono andate le cose, cavolo, cosa credi. E’ che è stato un casino…”
“Sì, ma tranquillo, non c’è niente da aggiungere, io so che tu sai che egli sa che noi sappiamo. Poi magari un giorno ne parleremo meglio se capiterà, è solo che non era il nostro momento: tu eri un uomo e io ero una bambina in-caz-zzzza-tis-si-ma”
“Minchia…”
Segnale disturbato
“Senti, mi raccomando, non farmi stare in pensiero”
“No no, mi raccomando a te…”
“E fai la brava, almeno un po'”
“Faccio fin troppo la brava!”
“Come no…”
“Dai…”
“Ci sentiamo”
“Un bacio”
“A te”
***
Poi ho perso le tracce.
Le mie. Le sue.
E ancora le mie.
Poi ho pianto. Un po’. In bagno. In ufficio.
Poi ho fumato una sigaretta con la mia collega milanese purosangue, che m’ha detto “chapeau”, m’ha detto.
M’ha detto che sono stata bravissima. Io le ho detto che ero solo triste, che lo adoro, che piove, che ho il ciclo, che voglio che sia felice, che non altererò mai l’equilibrio che s’è creato lontano da me. 

Poi sono tornata alla mia scrivania e ho finto d’essere forte.
Ho finto che non mi mancasse da morire.
Ho finto che mi bastasse e che non ne volessi ancora. E ancora. E ancora. Di noi.
Ho finto di non ricordare tutto, perfettamente.
Ho finto di non ricordare come stringono le sue braccia, come baciano le sue labbra, come ridono i suoi occhi. 
Ho finto di non pensare che lui ha un altro amore, che si addormenta tra le braccia sue, che erano le mie, che restano le uniche tra cui io sia riuscita ad addormentarmi mai.
Ho finto d’essere adulta.
E ho finto di essere felice, per come siamo stati durante la telefonata. 
Perché siamo stati belli. E maturi. E intelligenti. E ironici.
Siamo stati tutto ciò che, in un tempo assai lontano, ci aveva fatti innamorare l’uno dell’altra. 
Ho finto di non chiedermi perché due persone che non si sentono per mesi, si commuovano davanti allo stesso post. A chilometri di distanza. Costruendosi vite diverse.
Ho finto di non chiedermi come si possa volersi più bene da lontani che da vicini. 
Ho finto di accettare che le cose vadano come devono andare. 
Ho finto di aver imparato quell’antica lezione per cui con i “se” e con i “ma” non si fa la storia.

59 commenti

Archiviato in Amicizia, Amore, Casa, Donne, Paturnie e dintorni

59 risposte a “Scatola Nera Vaginale

  1. Diamine. Hai finto proprio bene. Io a fingere ancora non ci riesco, forse mai ci riuscirò. Ma mi rileggo questo post, ancora un paio di volte. Non vuoi mai che mi faccia da ispirazione.

  2. E questa volta sei tu che fai piangere me, leggendoti… (principio d’identificazione, lo chiamano all’Università… o almeno credo…) Thanks a lot, Vaggì! And with my compliments!

  3. quanto coraggio, che hai. quanto.
    un abbraccio forte.

  4. Hai tenuto botta. Almeno per un po. Non è facile.
    E comunque, non bisogna rifiutare o respingere sempre la tristezza, piangere. E’ uno stato d’animo. E servono tutti al cervello.

  5. B O O M .
    Dalla tua scatola nera, si dipartono domande indirizzate alla mia. Ma finché è così.. posso dirti che ti sei fatta un gran bel regalo: la maturità della consapevolezza di te e qualcun altro.

  6. sono indeciso se smettere di leggerti perché mi immedesimo in un modo cosi perfetto che mi prenderei a sberle ( e poi lo faccio) o continuare a leggere e sperare di riuscire a piangere, che ne avrei bisogno, che non ci riesco più, che è solo dolore e dolore solo.
    A volte senti una persona cosi vicina pur non avendola mai vista.
    Grazie Memorie.

  7. Fiiiiiga! (come direbbe la mia coinquilina piacentina)…Adesso piango anch’io, un po': per te, per me, per noi, per voi, ecc. ecc.
    (Into my ars è puro masochismo, ma almeno ti dovrebbe far toccare il fondo del pianto, poi risali, col broncio)

  8. Silvia

    Posso darti un consiglio? con estrema modestia e umiltà, e solo perchè ci sono passata anch’io, e leggendo i tuoi post mi immedesimo spesso, soprattutto in questo: NON CHIAMARE MAI UN EX PER NESSUN MOTIVO!! Vuoi fargli gli auguri? Bene, mandagli un sms.Stop.
    Un conto è cercare di elaborare un lutto, un conto è farsi del male deliberatamente, e chiamare gli ex rientra in quest’ultima categoria. Sempre secondo me.
    E poi noi donne siamo troppo brave ad assumerci sempre tutta la responsabilità di una storia finita a puttane, ma non posso crederci davvero, perchè se davvero ti sei comportata come una stronza, magari nemmeno lui è stato bravo a capirti, e con lui non riuscivi a tirar fuori il meglio di te!
    E’ capitato sempre anche a me: i miei ex dopo di me sono sempre andati avanti, si sono sempre comportati meglio con quella successiva che con me! E nemmeno a me scende questa cosa. Ma forse (e dico forse perchè non credo affatto di aver capito gli uomini!!!) è semplicemente che loro hanno imparato la lezione, e ne hanno fatto tesoro con quella successiva. E se noi donne non facessimo l’errore di stare lì a sviscerare tutti i nostri errori, veri e presunti, forse ci metteremmo meno tempo a riprenderci e andare avanti.Come invece fanno loro.
    Ci rifletto molto anch’io su queste considerazioni, e spero davvero possano essere d’aiuto.
    Mi scuso: sono prolissa e forse anche invadente! Ma sono argomenti su cui mi scaldo troppo!

    • Prolissa, ma veramente forte cazzo. Sono d’accordissimo con te: le colpe non stanno mai tutte da una parte. Ma voi vi divertite a prendervele tutte. Mah..

    • Tutto piuttosto vero. Tutto abbastanza condivisibile.
      Poi, certo, anche lui aveva le sue responsabilità. Certo.
      E poi ci sono le circostanze. E poi, e poi, e poi…
      Quanto alle responsabilità, in realtà in passato le ho sempre date ai cazzetti. E’ solo che a questo giro voglio essere cosciente di chi sono stata. Perché a questo giro so di non aver perso il solito coglione. E, mentre piango, se e quando piango, voglio capire perché lo faccio.
      E’ scomodo. Ed è faticoso. Ma sono persuasa che a qualcosa condurrà.

      Sul resto hai la mia approvazione, masturbarsi nei perché e nei per come è sbagliato, poi non sei affatto invadente e il tuo commento ci stava benissimo, poi non sei prolissa, hai argomentato e hai detto tante cose, quindi pollice alto.

      Infine, no, non lo chiamo. L’ho chiamato perché era il compleanno. Perché erano passati 5 mesi. Perché ho pensato che non mi avrebbe destabilizzata. Ecco. Sì, ah-ah, proprio così.

  9. M

    Non commenterò questo post e sorrido per la goffa ironia della sorte dei nostri percorsi paralleli. O forse perpendicolari in questo caso.
    Vedi, io ho passato la giornata di ieri nella più muta disperazione chiedendomi se loro si fossero sentiti…o si fossero scritti…e cosa si sono detti…
    Ti voglio bene.
    M

  10. Into my arms è come quando io ascolto Nothingman dei P.J. cercando di forzare il pianto per dimostrarmi di avere ancora un Quore. Poi penso a Californication, Hank Moody e la puntata in cui questo pezzo compare, e la commozione se ne va a donne perdute.
    (quando si parla di sentimenti, a me parte lo svacco automatico, sono una brutta persona)

  11. Quanto mi ci rivedo…
    Fingere di essere felice, indossare la maschera perfetta per non far vedere agli altri quanto, in realtà, ti manchino certi attimi…
    Ma si va avanti. Non ci si può fermare. ;)

    • In realtà, gli altri, che mi stavano intorno credo abbiano visto i miei occhi annebbiarsi di nostalgia e lucciconi. Ecco.
      Ma io ho finto, che non mi fosse tremata la terra sotto i piedi.
      E no, non ci si può fermare, come dici tu…:)

  12. Io ho finto per anni di essere felice e di ignorare un ex con cui non avrei mai voluto che finisse e che poi alla fine sono stata io a lasciare…

    E cazzo piango

  13. io ti seguo su twitter, non ti avevo mai letta.
    alla faccia!

  14. Ebbi gia a dire: mal comune mezzo gaudio, ora dico solo: solidarietà ed un abbraccio.
    Quanto alle canzoni io ho degli sbalzie emotivi paurosi verso il basso con: “Fountain”/”Is that all there is?” (PJ Harvey), “True love waits” (Radiohead), “Time has told me” (Nick Drake), “Hurt” (Nin), “Intimisto” (CSI), “Soma” (Smashing Pumpkins), “Down in a hole” (Alice In Chains), etcetera… probabilmente tali sbalzi comunque servono… e la musica è una cosa per la quale vale la pena vivere. Non so il resto :)

  15. Vabbè che in questo periodi ho gli ormoni fumati però mi sono commossa pure io!
    Sei una grande!
    Hai un coraggio da fare invidia, veramente!
    Complimenti.
    :D

  16. Musica per Vagine tristi: niente di più facile. Ce ne sono a migliaia, che ci puoi campare per anni e ancora avere lacrime da versare che la musica non è finita! Le mie preferite sono quelle dai titoli che dichiarano tutta la loro tristezza senza vergogna: “Yesterday waas hard on all of us” Fink, “Blue Valentines” Tom Waits, “I can’t make you love me/nick of time” Bon Iver. Ma anche in svedese “Jag saknar dig mindre och mindre” Melissa Horn e l’italianissima “Nostro anche se ci fa male” dall’ultimo album degli Afterhours.
    Piena solidarietà per la botta emotiva dal profondo Nord!
    Frou

    • Ecco, io ringrazio anche te per questi nuovi spunti che mi torneranno certamente utilissimi. Oltre ad avermi fatto tornare in mente anche “musa di nessuno” degli after, appropriata quanto mai.
      grazie della solidarietà, dal profondo nord :)
      ciao
      v

  17. stefania

    complimenti per tutto!!!!
    per come racconti, per la sincerità, per la leggerezza e per la musica che ascolti…
    sono una tua lettrice da poco più di 48 ore e ho letto quasi tutti i tuoi posts.
    solo una domanda…. e se leggesse anche questo???è come se ti vedesse nuda…ancora!!!

    • guarda che io così arrossisco…
      grazie per tutto. mi fa piacere sapere che i post scorrono ecco :)

      quanto a lui, se leggesse…….
      sticazzi. mi vedesse nuda, mi vedesse una volta ancora. mi leggesse attraverso. mi guardasse finché saprà riconoscermi. ricordasse tutti i miei nei e le mie imperfezioni. ricordasse quello che sono e che siamo stati.
      intrecciasse pure le sue dita con le mie, una volta ancora, se vuole.

      senza dirlo. senza che nessuno lo sappia. oppure procedesse per la strada sua. che qui, tutto sommato, non cambia niente.

      mi conosce così profondamente, che ad essergli nuda davanti, non provo imbarazzo.
      un abbraccio
      v.

  18. Eh.
    Un Mojito?

    Ok, pirlata tipicamente milanese.
    Ma bel post, di quelli che avrei scritto qualche anno fa, anni in cui mi spaccavo di Pendolino tutti i w.e.

  19. Fulvia

    Evito ogni commento, che sarebbe superfluo…ti lascio, nel caso in cui le canzoni che istigano il taglio di vene e sconsigliabili flash back non fossero sufficienti, un altro brano che mi piace sempre: diamonds and rust, di Joan Baez…dedicata al suo grande amore, Bob Dylan… Buon ascolto! “we both know what memories can bring, they bring diamonds and rust”

  20. hscic

    Col dovuto rispetto…e senza l’intenzione d’invadere il tuo spazio privato ma dato che questo è un blog…e non il tuo diario segreto che tieni nascosto in una scatola di scarpe…ed anche tenendo in considerazione il fatto che tutte queste cose oltre allo scriverle tu le legge lui….mi chiedo….perchè non spegni un attimo il pc e non gli chiedi un randez-vous?….così…tanto per vedere l’effetto che fa…… Aspettare la prossima reincarnazione per ribeccare la persona giusta mi sembra un pò lunghetto come tempo.

    • No figurati, ci mancherebbe. E’ un blog, non un diario. I commenti sono quanto mai leciti.
      Quanto al resto, è finito il tempo in cui “chiedevo”, in cui “pretendevo”, in cui ero ciò che ero.
      Io non voglio alterare il suo equilibrio. Io non voglio niente.
      Cresco e digerisco. Ho l’intestino pigro, ma prima o poi ce la farà.
      E quando avrò di nuovo fame, mangerò. Qualcosa di succulento e pesantissimo, come sempre.
      Lo so che sarà lungo. E non mi fa piacere.
      Ma un rendez vois su richiesta non è una soluzione. Credo…o no?

  21. hscic

    Ma smettila…..18 anni? 20 anni? 30 anni? Queste cose non le capisce mai nessuno ……specie se innamorati. Anche fosse? E dici niente? Sai……non è che di solito si piange per una persona che non ci interessa …..e glielo si dice per giunta…..

  22. koala

    Ciao Vagina! Finalmente mi sono decisa a scriverti e lo faccio commentando questo post che sento mio, che mi fa venire le lacrime agli occhi. Ti ho scoperta da poco e trovo mille cose di me in tutto quello che scrivi. Soprattutto quando parli di lui, della tua famiglia lontana, di quanto sia dura la vita da single terrona a Milano. Ho chiuso una storia incredibile, una di quelle sbagliate, una di quelle “io non lo farò mai”! E invece l ho fatto, con tutta l anima, il cuore, il corpo, le energie, senza risparmiarmi. Ora piango tanto, ma dopo tanto tempo sono orgogliosa di me, perché forse la la chiave della mia felicità sarà “la disobbedienza in sè a quello che non c è”… Intanto ho letto tutti i tuoi post e mi hai fatta sorridere, ridere proprio a volte e volevo ringraziarti per questo inconsapevole aiuto. Sei brillante! Non smettere di scrivere e non smettere di sperare che ci sia qualcosa di bello dietro l angolo che ti aspetta! Che ci aspetta perché siamo singolari, ma profondamente fiche e sticazzi :-)

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