Infanzie Vaginali

Oggi, a VaginaLand, il mio ufficio popolato solo da vagine, mi è stata detta, così, ironicamente, una cosa terribile. Mi è stato detto che io non ho avuto un’infanzia.

La suddetta affermazione è sorta quando ho dichiarato di non conoscere – e di non essere minimamente sedotta – da una specie di opossum bisognoso di cure odontoiatriche spinte, anche noto come STITCH, protagonista del film d’animazione Lilo & Stitch.

Ora, posto che potrebbe anche essere parzialmente vero che io ho abdicato piuttosto precocemente alla mia dimensione infantile, mi pare un’affermazione comunque avventata, considerato che scaturirebbe dal fatto che io, nel 2002, anno di uscita del film d’animazione suddetto, non mi sia scapicollata per andare al cinema a vederlo. Né, per ovvie ragioni, abbia avvertito la necessità di vederlo negli anni successivi. Tanto più considerato che no, non parrebbe nemmeno un film d’animazione trasversale, come sono andati molto di moda dai primi anni duemila. No no, parrebbe proprio un cartone animato per mocciosi, ma di quelli tristi della Melevisione, per intenderci.

A quel punto non ho potuto non chiedermi cosa guardassi, io, a 16 anni. E mi è venuto in mente che io a quell’età andavo con la mia amica Vaginaffa, che è alta e magra-magra, a vedere, chessò, Holy Smoke con Harvey Keitel e Kate Winslet, oppure altre assurdità come La Stanza del Figlio di Nanni Moretti, oppure altre amenità come La Neve Cade sui Cedri. Insuperabile, negli annali, quella volta in cui decidemmo di pagare per vedere Viaggio a Kandahar, o Kahandahar, o come cazzo si scrive.

L’aspetto più interessante di queste nostre missioni cinefile, era che tutti i film che sceglievamo venivano dati solo in un ex cinema a luci rosse, in una zona dimenticata da dio di una città dimenticata da dio, che aveva le poltroncine bassissime e affossatissime, con le file una addosso all’altra, che accavallare le gambe era roba da contorsionisti. Tuttavia, l’esperienza di Viaggio a Kandahar, o Kahandahar, o come cazzo si scrive, fu talmente estrema che io e Vaginaffa decidemmo di darci un taglio, con quella posa da adolescenti cultural di stocazzo.

La verità, per dirla tutta, è che io ho smesso molto presto di vedere i cartoni animati. Giovanissima, ho preso un caposotto per le serie tv. A 11 anni, mentre le mie amiche guardavano Sailor Moon e si innamoravano di Marzio, io mi innamoravo di Chandler Bing in Friends. E le puntate di Friends le sapevo a memoria, e ridevo come un’ossessa, e forse allora ho deciso che mi sarei sempre innamorata di uomini capaci di farmi ridere.

Per onestà intellettuale, devo ammettere di aver fruito saltuariamente delle più inconfessabili serie tv che siano state trasmesse a metà degli anni novanta. E quando dico tutte, intendo dire tutte, senza discrimine: da Otto sotto un Tetto, a Baywatch, a Willy Il Principe di Bel Air, a Beverly Hills – che tuttavia la Vagina Maestra non voleva guardassi (del resto, avevo 5 anni quando iniziò) – a Genitori in Blu Jeans, passando per Supercar e qualcosa di McGyver. D’accordo, ho sicuramente anche visto più di 10 puntate de La Signora in Giallo nella mia vita.

A dispetto delle apparenze, tuttavia, non ero una bambina asociale che si alienava di fronte alla tv. Ci tengo a precisarlo. Avevo degli amichetti, andavo in bicicletta e sui pattini, che erano una sottomarca dei FisherPrice e ciò ho fatto fatica a perdonarlo ai miei genitori (ero pur sempre una bambina esposta a sollecitazioni commerciali costanti ad ogni intervallo pubblicitario). Giocavo a pallavolo e a nascondino e quando giocavo a nascondino, mi nascondevo sempre nello stesso punto. E, per anni, nessuno mi ha mai scoperta.

E poi io, a 6 anni, ho visto per la prima volta un mostro vermiforme squarciare la pancia di un uomo dall’interno, grazie ai miei cugini maggiori, che mi hanno esposta a una visione precoce di Alien. Come minchia sarei potuta tornare a Pollon, dopo quello? Sarebbe stato come scoprire che Babbo Natale non esiste e continuare a credere alla Befana o al topolino dei denti. Non si può!

E sempre grazie ai miei cugini maggiori, a 8 anni scoprii X-files. E per me fu un’epifania. E corsi da mio padre a dirgli che c’era questa serie e che era fichissima e che dovevamo troppo guardarla. Ma mio padre non voleva che guardassi storie di fenomeni paranormali e di extraterrestri (del resto, avevo 8 anni) e finse di non apprezzare le avventure di Mulder e Scully. Solo una volta cresciuta, mi ha confessato che sapeva benissimo dell’esistenza di X-files, che lo guardava di nascosto, e che, fin quando possibile, mi aveva tenuta all’oscuro per preservare invano la mia sanità mentale.

Ma il danno era fatto, io X-files volevo vederlo e, non so come, d’un tratto la domenica sera diventò un appuntamento fisso per me e papà. E oggi, il desiderio che ho di andare a vedere Prometheus insieme con mio padre è così forte, ma così forte, che non può non affondare le sue radici in qualcosa di ancestrale. E allora io vorrei dire 3 cose, solo 3, alle mie colleghe vagine che dicono che io non ho avuto un’infanzia:

1. Per me concludere la settimana guardando le due puntate di X-files della domenica sera con mio padre, sul divano in tavernetta, per poi discuterne e confrontare le rispettive interpretazioni (caratteristica precipua di X-files era che non ci si capiva mai un cazzo), ecco per me quella è stata infanzia. E, della mia infanzia, è uno dei ricordi più belli. E non era emulazione, non era per fingere di avere il pisello e compiacere mio padre. Mio padre voleva una femmina e non mi ha mai obbligata a giocare a calcio. Io guardavo X-files con lui perché a me i loschi intrighi dell’FBI piacevano. E il bello era che piacevano anche a lui, perché siamo padre e figlia e c’assomigliamo, e se aver abbandonato il mio senso infantile del cinema e della tv mi ha portata a condividere con mio padre il gusto per qualcosa già a 8 anni, io sono ben lieta che tutto sia andato così.

2. Io ho tifato per l’amore tra Romoaldo e Fantaghirò, io ho consumato la videocassetta de La Bella e la Bestia e ho fatto anche la collezione delle figurine, io sapevo a memoria le battute di Mamma Ho Perso l’Aereo e di Mrs Doubtfire. Io avevo 9 Barbie e il camper di Tanya (che era la sottomarca della Barbie, la versione slava del sogno americano, che è una cosa che ho fatto fatica a perdonare ai miei genitori, ero pur sempre una bambina esposta a sollecitazioni commerciali costanti ad ogni intervallo pubblicitario). Io giocavo con i Polly Pocket e la Nouvelle Cuisine. E, sticazzi, io ho avuto pure Gira la Moda quindi, stronze, io la mia infanzia l’ho avuta.

3. E’ grazie a vagine come voi, che a circa 30 anni ancora sbroccano per i pupazzi, che il mondo è pieno di cazzetti convinti che a noi piacciano i peluches. Ed è grazie a vagine come voi che a vagine come noi succede di ricevere in dono i peluches, con 20 anni di ritardo, dovendo anche fingere entusiasmo per una cosa inutile, ingombrante e incapace di apportare alcun beneficio alla nostra vita. E’ grazie a vagine come voi, che vagine come noi devono spiegare che NO, non è accettabile, che non siamo bambine da tipo 15 anni, che vogliamo regali da vagine adulte, che vogliamo una borsa, un gioiello, un iPhone, oppure un massaggio, fosse anche un McBacon Menù ma no, non un cazzo di peluche!

E tremate, mie care, perché un giorno il mondo tornerà e sarà diverso, i poli si invertiranno, e sarete voi che per il vostro mesiversario riceverete una mano aliena con 4 dita!

E quel giorno, io riderò di gusto.

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50 commenti

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50 risposte a “Infanzie Vaginali

  1. Oddio, mi stai dicendo che non tutte le donne amano i peluches? Questa è un’epifania. Grazie, sentitamente grazie.

  2. chiara

    “…che vogliamo una borsa, un gioiello, un iPhone, oppure un massaggio, fosse anche un McBacon Menù ma no, non un cazzo di peluche!”
    IDOLO.
    baci, c.

  3. Dopo tutto questo, dichiaro confermo e sottoscrivo che non aver visto Stitch significa essersi persi almeno due battute di ottima qualità … il che è un vero peccato.

  4. Aragorn

    “a vagine come noi succede di ricevere in dono i peluches, con 20 anni di ritardo, dovendo anche fingere entusiasmo per una cosa inutile, ingombrante e incapace di apportare alcun beneficio alla nostra vita.” –> Leggasi tra le righe: “che minchia mi regali il regalo di Shreck che in versione peluche fa pure più cagare del vero cartone animato??!”…
    Tanya la versione slava di Barbie! Uaahahahahaahahahah!! Io ti amo! :) “ma già lo sai” (cit.)

    • Aragorn

      *gatto di Shreck

      • ahahahahah ok, non l’ho detto io. l’hai detto tu.
        la cosa meravigliosa del gatto di shreck non era che faceva semplicemente cacare. è che era anche il regalo del compleanno con una settimana di ritardo.
        quando ripenso a certe cose mi chiedo se siano accadute davvero. perché, se sì, lui era oggettivamente un genio.

        quanto al resto, ti amo anche io.
        bada di far combaciare le ferie tue con le ferie mie, ad agosto.
        per sempre tua,
        vagina

  5. Gira la moda si incartava ogni tanto, allora dovevi mettere la camicia col foulard sopra la gonna lunga, con la testa della ragazza con il caschetto. E veniva fuori un obrorio.
    Che fosse una lezione da tenere a mente negli anni futuri in cui stivali di pelle sono sfoggiati alla madonna d’Agosto, con una gonna per benino e il capello punk?
    Se hai avuto gira la moda hai indubbiamente avuto un infanzia!

  6. Rossella

    Io confesso di aver comprato a 23 anni la serie completa di “Ransie la strega” in dvd su ebay, e di aver riso come una pazza dalla prima all’ultima puntata.
    Evvaffanculo ai pelouche che non fanno ridere nessuno!

  7. Bullbé

    esclusa la passione per x-files e tanya abbiamo avuto lo stesso percorso (mi divertivo un casino col giramoda delle mie cugine)!!!! e per prometeus sono in trepidazione da un anno!!!!
    leggere questo post mi ha fatto lo stesso effetto di risentire le canzoni dei cartoni animati =)

  8. Non sarà mica normale a 16 anni guardare Lillo e Stich! Ma non saranno mica normali le tue colleghe!

  9. Mi sa che le tue colleghe, per quanto giovani possano essere, abbiano qualche problema di collocazione spazio-temporale.
    Il suddetto film con l’orrore sdentato lo guardava mia figlia, che è parecchio più giovane di te.
    Per inciso mi fece pure comprare il peluche in svendita al Disney Store.
    Poi però a 16 anni leggeva “It” e guardava “Shining”.
    Io a 16 anni passavo i pomeriggi a Bolognaquantomimanca, attaccando preservativi ai manubri delle biciclette ( li avevo appena scoperti. i preservativi, non i manubri, ) mangiando mozzarella in carrozza alla friggitoria Lazzarini e comprando LP d’importazione – se e quando avevo i soldi – al negozio di dischi Blaffard.
    L’Era Glaciale, e non parlo del cartone animato, ma era fantastico.

    • oddio.
      oddio anche io volevo attaccare preservativi ai manubri delle biciclette rubate tra i portici di bologna.
      invece mi limitavo a bere birra seduta per terra, sentendomi così fica, ma così fica.
      bei tempi. e comunque sì, evidenti problemi di collocazione spazio-temporale.

  10. rita

    Io avevo Cicciobello ed era la versione scrausa di BabyMia, la bambola parlante e ciò ho fatto fatica a perdonarlo ai miei genitori (ero pur sempre una bambina esposta a sollecitazioni commerciali costanti ad ogni intervallo pubblicitario). Non penso di non aver avuto un’infanzia solo perchè ho guardato i tuoi stessi telefilm compresi anche ER-medici in prima linea e La signora del west. Ma quanta verità c’è nel punto n°3??? Santa Vagina!

  11. vale

    ho lasciato il mio exex anche perchè si ostinava a parlare con la vocina di stitch e mi comprava peluches ad ogni ricorrenza il mio quasi ex che ha la bellezza di 46 anni si ostina a voler vedere ogni cartone animato e s’incazza se io non voglio…lasciamo perde

    • no vabbé. l’uomo che fa le vocine meriterebbe un post a sé, onestamente.
      hai fatto bene a lasciarlo. anzi: sempre diffidare dell’uomo che parla con le vocine. quasi sempre ha qualcosa di spostato.
      quanto al 46enne, che dirti, nessuno è perfetto…ecco…

  12. L’infanzia con Xfiles è la migliore del mondo. Pure io ero innamorata di Xfiles e la domenica cascasse il mondo ma io le due puntate non me le perdevo.
    E guarda come sono venuta su bene! ;)

  13. Vedi, la differenza sostanziale tra le vagine come te e le vagine come loro è che te ti innamori di Chandler. Loro di Joey. È per questo che io adoro te, e non loro.

  14. Vagare per la Nostromo in cerca del cattivone plurimascelluto.
    Sport di primissa fascia.
    Dio, ho adorato quel film, come ho adorato la coppia FBI e i loro intrighi e gli sputtanamenti del tabagista.
    Oppure anche Kurt Russell al polo guidato da Carpenter e preda del polimorfo “Cosa”.
    Che tempi, che film.
    Ricordo quando è uscito “The Wall” ci siamo fatti largo a spintoni nel cinema in via Durini che manco c’è più e l’abbiamo gustato con le lacrime agli occhi dalla galleria, con le gambe penzoloni e la balaustra sotto il mento.

    Moretti della “Stanza” mi ha lasciato un groppo nero in gola per ore e allora neanche avevo figli.

    Immagini, flash, musiche.

    Lilo & Stitch eh?
    Personalmente l’atmosfera Zen di Kung Fu Panda 1 e 2 mi fa sballare…

    Forgive, sono prolisso ed è un fatto.

      • come dice sempre mio padre: non li fanno più quei bei film d’una volta.
        la stanza del figlio non lo rivedrei nemmeno sotto retribuzione, sinceramente. ma non rivedrei nessuno di quei film, nemmeno sotto retribuzione.
        the wall ogni tanto lo riguardo, ce l’ho. non ricordo regalo di quale ex o ex ex o ex ex ex o ex ex ex ex.
        insomma, ce l’ho.
        la prolissità è un dono condiviso
        ciao
        v

  15. Io avrei ucciso per Gira la moda, ma dalla direzione decisero che era meglio la Friggi friggi. In ogni caso il mio libro preferito afferma che “nonè mai troppo tardi per farsi un’infanzia felice”… senza peluches, çvsd!

    • oddio la friggi friggi…non la trovavi lussuriosa? chissà, forse il mio rapporto col fritto sarebbe stato diverso oggi, se l’avessi avuta durante l’infanzia. mi fai ricordare che, a tal proposito, io ho avuto la macchina del gelato. ma non funzionava.
      comunque sì, quanti minchia di giocattoli avevamo (o avevo)?

  16. Silvia

    Per le tue simpatiche colleghe ci vorrebbe proprio il mostro di Alien…
    Io ho avuto un percorso molto simile al tuo, solo che i miei cugini a me, a 6 anni, hanno fatto vedere “Lo squalo” !

  17. MUAH MUAH MUAH anche io sono stata una di quelle bambine cresciute con gravi e incurabili risentimenti nei confronti dei genitori a causa della loro pessima odiabile e riluttante scelta del camper di “Tanya-chi-cazzo-la-conosce-sta-bambola-brutta-liliputziana-con-un-camper-su-cui-la-più-figa-Barbie-non-entra!”

    • ahahahaahahah è veroooooo
      è verooooo!!! era un camper per hobbit!
      però io comunque apprezzai il gesto, ad essere onesta. dopotutto me l’ero meritato, perché della casa di barbie (quella con l’ascensore) avevo perso/rotto tutti i mobili!
      forse la sottomarca ci stava. era parte di un processo educativo che allora non potevamo cogliere…
      ci penso!
      abbracci cara
      v

  18. Bellissimo post, sottoscrivo in pieno!
    C.

  19. ti ho messo nel mio blog roll, mi fai troppo ridere! http://precariestorie.wordpress.com/

  20. Io Lilo e Stich l’ho visto ed è bellissimo, ma avrei tanto voluto la nouvelle cousine! L’ho chiesta a babbo natale ogni anno, ma niente! Per non parlare di gira la moda! (Genitori crudeli)
    Credo sinceramente che l’infanzia non dipenda da un cartone o da un gioco, ma dall’essere semplicemente felice con mamma e papà…le tue colleghe vagine sono un po’ tonte…(eufemismo per essere gentile) :-)

    • con questo potrei darti il colpo finale, è uno dei miei grandi desideri mai realizzati: la magika! la macchina elettrica, il piccolo maqggiolino giallo. du iu rimember it?

      ahaha “un po’ tonte” è un umorismo quasi poetico.
      un abbraccio
      v.

      • oddio la magika non l’ho avuta nemmeno io!!! Ma mia cugina aveva la moto della polizia (roba di lusso), ed io in qualità di cugina maggiore me ne impadronivo :-)

  21. sabina

    Hahaha si! Una bella mano con 4 dita per le ‘hallo kitty addicted’, basta che il dito mancante non sia il medio!!
    Carissima vagina come ti capisco… ci sono in giro persone davvero raccapriccianti. Tempo fa ero sicura che sarebbe arrivato il giorno fatidico di cui parli ma ora credo che certe persone non capiranno proprio mai…. qualunque cosa succede non li smuove dalle loro certezze.
    Tu invece sei grande

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