Ci risiamo.
E’ passato un altro anno, l’infame data è giunta e noi ancora non abbiamo un uomo con cui fingere che non ci interessi nulla della sciagurata ricorrenza: San Valentino.
Apogeo della stigmatizzazione sociale verso i single, febbraio è quel mese in cui qualunque cosa tu voglia fare o acquistare, deve essere necessariamente per due. Chennesò, vuoi andare alle Terme a farti fare un massaggio plus da 50 minuti? L’Home Page del sito, quella a cui chiunque di noi a prescindere dal suo status sentimentale dovrebbe avere diritto d’accesso immediato come sancito dal Concilio Vaticano Secondo, è infognata da un pop-up per coppiette toniche e biodegradabili.
Vuoi prendere un treno acquistando il biglietto online come si usa fare da tipo 15 anni? Questo è ciò che ti trovi davanti.
Che poi, a parte il fastidio intrinseco di questa offerta che risponde alla celebre strategia del “Cornuti&Mazziati Marketing” per cui: Sei single? Suca e paga il prezzo intero. Hai un’ameba accanto? Spendi la metà! Ecco a parte questo, io proprio mi concentro sulla difficile vita dei creativi di Trenitalia, che davvero poi uno pensa che era meglio quando si stava peggio e quando per creare bisognava farsi di LSD, ma almeno Syd Barrett non avrebbe mai partorito un abominio come “Par-Ti-Amo” che, vi prego, tenetemi la fronte mentre vomito.
Questo per sorvolare completamente sulle testate giornalistiche vaginali che io dico, va bene la festa degli innamorati, va bene vendere la skin dell’home page a un brand che ha per testimonial il pro-cugino da Fregene di Nicolas Vaporidis e che promuove anelli a forma di bulloni con il nome del partnAr inciso sopra, va bene porsi quesiti esistenziali come se a San Valentino sia giusto chiavare oppure no, va bene tutto, ma ricordatevi che ogni volta che dedicate spazio a questa ignobile ricorrenza, da qualche parte, nel mondo, c’è una vagina indipendente, mediamente gagliarda, presuntamente evoluta e fottutamente single che deciderà di non portarvi più traffico per un mese.
Perché sì, sappiamo tutti che San Valentino è una cagata fotonica, però è sempre l’occasione ideale per ricordare quello che manca, a chi un amore non ce l’ha.
E quindi, per tutte voi, amiche vagine, e tutti voi, amici cazzetti, che nessuno dovrà convicervi d’amarvi portandovi un tubo di Baci Perugina (graziaddio); per tutti quelli che non andranno a cena fuori a lume di candela e che non dovranno porsi il problema di quale sia la posizione del kamasutra più idonea alla festività; a tutti voi io dico: prendiamola per le palle, questa inutile festività meglio nota come Suca Valentino. Voi ci provocate con i vostri stupidi cuori, con i vostri stupidi regali e le vostre stupide vetrine addobbate da Pollyanna che si è fatta una striscia con Pollon su nell’Olimpo? E noi rispondiamo. Rispondiamo concedendoci quel romanticismo a cui cerchiamo di non cedere il passo mai, che scalciamo sotto le coperte della singletudine, quello controverso e irriducibile che si manifesta in una pizza alle verdure magnata sul divano, sorseggiando coca cola light ricca di aspartame, guardando quello.
Quello. Esattamente quello: il nostro film stracciamaroni preferito! Oh sì. Inutile negare. Tutti ne hanno almeno uno. Ecco, la sovversiva proposta per il Suca Valentino 2013 è di affrontare il nostro amore single, così: senza ansie, senza amici, senza esorcismi. Per quello che è.
Chiaro, ognuno ha i propri gusti. Magari siete 80′s addicted e quindi c’avete da rivedere Dirty Dancing, oppure Flashdance, oppure Pretty Woman, oppure Ufficiale e Gentiluomo. O magari ne volete uno con cui siete cresciute e vi sparate Ghost, oppure Il Tempo delle Mele (che io ho sempre considerato un escremento insensatamente sopravvalutato), oppure Vento di Passioni, oppure se c’avete voja di avere una crisi diabetica potete andare su cose come Il profumo del Mosto Selvatico, I ponti di Madison County e tutto quel filone lì. O magari siete fan di Baz Luhrman e allora vi fate Romeo + Juliet o Moulin Rouge. O magari ancora vi scegliete una commedia senza pretese, che vi faccia stare serene, tipo Il diario di Bridget Jones, o Serendipity, qualcosa che ci rassicuri, dolcemente, nel nostro essere vagine squisitamente medie.
Oppure, se ve l’accollate, ecco una selezione vaginale, la Top 5 stilata appositamente per la ricorrenza. Che tecnicamente sarebbe una Top 6, ma preferisco lasciare debitamente fuori Lolita, su cui ho già ammorbato a sufficienza. Sicuramente ho dimenticato titoli indimenticabili, ma questi sono quelli che mi sovvengono ora.
1. SE MI LASCI TI CANCELLO
Traduzione ignobile di Eternal Sunshine of the Spotless Mind. Visionario. Straordinario. Colonna sonora indimenticabile. Ci piango sempre, perché i ricordi non li cancello mai.
2. JANE EYRE
Un capolavoro. Non ci sono cazzi. Zeffirelli e la Gainsbourg (meravigliosa) mi fanno venir voglia di vivere in un altro secolo.
3. CLOSER
In questo film sono tutti bellissimi. Tutti imperfetti. Tutti controversi. L’amore è una cosa feroce. L’amore è una cosa spietata. Qui è chiaro. Per questo lo amo. Anche se sto male, malissimo, quando lo vedo. Perché lo vivo. E lo rivivo. Ogni volta.
4. PRIMA DELL’ALBA
Il genere di cose che nella vita non succederà MAI, parola di emigrante. Ma dice che i film servono a sognare…
5. HARRY TI PRESENTO SALLY
Perché c’è stato un tempo in cui ho creduto che il mio ex amasse il mio essere ad alto mantenimento. E perché ho capito che era una cazzata.
Che questo sia il nostro modo di celebrare l’amore single: ostinato, insensato, unilaterale e incompiuto, eppure straordinariamente perfetto, nelle sue velleitarie speranze.
Buon Suca Valentino a tutti!


























