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Vaginali Epifanie

Negli ultimi giorni ho capito un sacco di cose.
Cose che avevo già capito e dimenticato. E quindi m’è toccato ricapirle.

Ho capito che il mio rapporto con lo shopping è simile al mio rapporto con il  cibo, che è simile al mio rapporto con il sesso: digiuno a lungo e poi mi ingozzo.

Ho capito che sarebbe importante fare degli spuntini: un frutto a metà mattina, una sveltina a metà pomeriggio. Cose così.

Ho capito che la musica elettronica non mi piace, anche quando fica. Non mi mette a mio agio, mi fa sempre sentire troppo lucida.

Ho capito che gli uomini devono piacermi almeno quanto mi piaccio io.

Ho capito che nell’idromassaggio le mie inquietudini si distendono.

Ho capito che non possono pretendere di farci credere che esistano ancora le Brigate Rosse dopo tutte le puntate di Blunotte di Lucarelli.

Ho capito che mi piacciono gli status symbol anche se disprezzo chi li ostenta.

Ho capito che il mondo tornerà capovolto e il mio capo d’estate andrà in vacanza a Torvaianica. E io in Malesia.

Ho capito che mi piace essere terronacicciona e arrogante.

Ho capito che alcuni che sarebbero stati volentieri nazisti, s’accontentano di fare la sicurezza nei locali.

Ho capito che al nero non rinuncerò mai, perché snellisce, ma che posso osare con gli accessori.

Ho capito che posso sbagliare e che il risultato non dipende necessariamente dal mio valore.

Ho capito che il cambio di stagione posso anche farlo con i miei tempi. E se lo finirò a settembre, sticazzi.

Ho capito che il silenzio del mio divano è bello.

Ho capito che, sola o accoppiata, troverò sempre un valido pretesto per struggermi. Perché sono così.

Ho capito che si può andare a letto con qualcuno senza spogliarsi.

Ho capito che si può piangere tra le braccia di chi non ci apparterrà mai.

Ho capito che se le persone le fai divertire, ti vogliono più bene.

Ho capito che tra un po’ tornerò a casa e non vedo l’ora.

Ho capito che a volte la semplicità non è una scelta e che ci sono vagine per cui le linee rette non sono un’opzione possibile.

Ho capito che le mie aspettative sono delle grandi sgualdrine. Ma, volendo, posso essere peggiore di loro.

Ho capito che vorrei dell’erba e un iPhone bianco, perché mi piace bianco, perché sono un po’ tamarra, si vede.

Ho capita che mi piace tantissimo chiacchierare con i tassisti  mentre mi traghettano da una parte all’altra delle mie giornate e delle mie nottate, attraverso una città che inizia ad essere mia anche se non è di nessuno mai.

Ho capito che faccio una gran fatica a parlare con le estetiste mentre mi strappano via i più sacri dei miei peli.

Ho capito che ho voglia di fare pace con tutti i miei spiegoli.

E con tutte le ombre. E con tutte le luci.

Ho capito che non perdonerò mai al mio ex ex la presunzione di avermi insegnato tutta la musica più fica possibile, senza avermi mai fatto sentire

And if a double-decker bus
Crashes into us
To die by your side
Is such a heavenly way to die
And if a ten-ton truck
Kills the both of us
To die by your side
Well, the pleasure – the privilege is mine 

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