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Vagina Picciosa + The Versatile Blogger Award

Oggi è una giornata picciosa, che io sono sempre convinta che “piccio” sia una parola perfettamente italiana e resto puntualmente interdetta quando l’interlocutore settentrionale mi guarda con aria interrogativa. Va bene tutto, io penso, ma un minimo di elasticità semantica potete pure avercela. Ecco, che “piccio” viene da “capriccio”, ce la potete fà, eddaje!
Un’altra mia posizione di estremismo dialettale prevede l’indiscussa liceità dell’uso transitivo del verbo “uscire”. Ma questa è un’altra faccenda. Anche un po’ sporca.
Tornando a noi, oggi è una giornata picciosa, una di quelle nate da un sonno breve, inquieto e inappagante, come certe infelici relazioni sentimental-sessuali. Una di quelle giornate che una se sveja storta e lo sa già mentre si strofina lo spazzolino duro (perché “duro” is megl che “medio”) sui denti, che nulla e nessuno potrà risollevarle le tragiche sorti umorali. Ma la Vagina saggia non indugia, non teme. La Vagina saggia lo sa, tutto questo ha un nome: premestruo. E’ semplice.
La Vagina saggia affronta con consapevolezza il proprio destino, la giornata di lavoro singhiozzante, la ceretta in pausa pranzo con estetista polacco-milanese che disperatamente tenta invano di stabilire un dialogo, il mezzo trasloco d’ufficio senza tirar giù tutte le madonne del calendario, e fa tutto questo con totale rassegnazione, sposando senza resistenze il proprio Scoglionamento-Hard-Core.
Alcuni esperti sostengono che la perturbazione emotiva potrebbe essere aggravata dalla concomitanza con il festival di Sanremo, con rovesci piovosi sulla persona di Elisabetta Canalis e un vertice di bassa pressione sulla triangolazione cerebrale Celentano-Morandi-Pupo, che la Vagina non ha visto, ma ne ha letto – decisamente troppo – e quindi la sua idea ce l’ha, anche se non l’ha visto può giudicare, perché è in premestruo, quindi essa può, perché è una Vagina, quindi essa può.
E poi mentre zuzzurellavo storta, nella mia giornata storta, bazzicando i miei storti account social, ho scoperto di essere candidata al The Versatile Blogger Award, per opera di un’altra vagina blogger, mamma e piuttosto gnocca – a mio modesto e vaginale avviso: Elena di Fai la Nanna, madre di un pupetto malefico tendente all’insonnia, che pubblicamente ringrazio per la nomination (la mamma, non il pupo).
L’attività consiste nel dire 7 cose di sé  e nell’interpellare altre/i 15 blogger che facciano altrettanto.
Diamoci sotto, cercherò di essere sintetica (che di solito è il preludio per 5 pagine di deliri ormonali):
1. Vagina, 26 anni, pugliese, single, umorale, grassa, mi sono ritirata in me stessa per deliberare: sono fondamentalmente stronza con picchi di dolcezza o sono fondamentalmente dolce con picchi di stronzaggine?
2. Vivo e lavoro a Milano, amo il mio lavoro ma non credo alla monogamia, nemmeno a quella professionale.
3. Il miglior preliminare è farmi ridere. Quando sorrido per cortesia, naturalmente, non vale.
4. Fumo troppo.
5. Amo vergognosamente mangiare a letto di notte guardando un film di Scorsese, o di Sorrentino, o di Spike Jones.
6. Ascolto il progressive per fare la fica, l’indie-rock perché mi piace, i cantautori italiani perché mi fanno piangere. Discrimino chiunque abbia gusti diversi.
7. So cos’è l’amore perché me lo insegnano i miei genitori, da sempre.
E adesso i 15 (urka) blogger a cui passo la palla!
Preuzio’s Blog (mi perdoni)
Partecipate, avanti, non fate i blogger radical chic!
Cordialmente (si fa per dire)
VaginaInPremestruo

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