Io odio fare i regali, specificatamente quelli di Natale.
Odio l’idea stessa di “pensierino” che per me non ha alcun senso, perché “pensierino“, lo dice la parola stessa, è una roba inutile. Una cosa di cui il destinatario potrebbe benissimo fare a meno, perché tutto sommato non è che ci sia un bisogno esistenziale di una nuova collana di Accessorize, voglio dire.
E poi perché, per “pensierino” che sia, devi comunque cagarti almeno 15/20 euri, moltiplicati per il numero di pensierini da fare, ci vien fuori una borsetta o un paio di scarpette che avresti potuto comprarti e non compri, perché quel dinero l’hai investito per dispensare inutilità al resto del mondo, e ricevere a tua volta inutilità di cui non avevi bisogno.
Tuttavia è una norma sociale imposta, quella del pensierino, cui tocca adeguarsi, perché ci son casi, come in ufficio, in cui se una ti fa il regalo tu devi essere pronta a ricambiare. Se non lo sei, sei una stronza. E io non ho bisogno di ulteriori incentivi alla mia fama di “stronza”. Quindi devo essere munita di una gran quantità di cagate da dispensare, l’ultimo giorno di lavoro prima delle ferie.

Devo dire, a onor del vero, che qui a Milano ho alcune amiche – profondamente bon ton – che fanno dei regali belli, che son maestre, loro, in questo, che proprio amano farli. Ma questa è una rarità. Nella mia vita posso annoverare una quantità imponderabile di regali fecali, per i quali ho comunque dovuto rendere grazie e fingere entusiasmo. E io non sono brava, a fingere entusiasmo.
Allora ho pensato di stilare questa Mini-guida al pensierino di Natale per vagine dolcemente complicate, che mi auguro possa tornare utile ai ritardatari che ancora non hanno idea (oppure hanno un’idea sbagliata) di cosa donare nella notte più magggica dell’anno.
1. Libro: sinceratevi che la vagina di riferimento ami la lettura. Viceversa, se come me è un’analfabeta che non riesce a superare le 50 pagine di qualsivoglia strumento stampato, di grazia, non regalate libri perché l’istinto primordiale sarebbe quello di restituirveli. No, neanche se ci chiedete di farlo per voi, di leggere quel libro, che quel libro ci cambierà la vita. L’unico alibi che riusciamo a darci è che i libri sono comunque di arredamento, in casa, e li conserviamo, ahinoi, sulla mensola. A fare i vermi.
2. Libro fotografico: più idoneo alla vagina analfabeta, che può guardare le figure e non leggere. Spiegatemi, comunque, l’utilità di un libro fotografico in tempi di austerità. Grazie.
3. DVD: a meno che non ci sia un profondo senso, un riferimento personale a qualcosa che vi lega alla vagina in questione, come dire, anche no. Cioè, sì, grazie. Ma è come se mi avessi regalato niente. Ciò non si riferisce, ovviamente, a quella volta in cui stavo strippando per i Pink Floyd e una mia amica a Bologna mi regalò il dvd del Live at Pompei. No, quello era perfetto e ci stava di brutto. Si riferisce a quando mi regali, cazzonesò, il dvd del secondo film di X-files, regalo così tremebondo da meritare la menzione in ben 2 post di questo blog.
4. Cd: io i cd li amo molto, li trovo belli, oggetti che arricchiscono la casa e lo spirito. Naturalmente devono essere giusti. Mi regali Sgt Pepper’s, posto che io non lo abbia già, vai liscio. Mi regali Mengoni, non ti saluto più. E, inoltre, ai cd c’è comunque un limite. A un certo punto devi capire, maschio, che io non sono te, che ho mille esigenze e mille ammennicoli che mi servono per affrontare la quotidianità – tipo anche uno stock di collant di vari denari, per capirci – e se proprio vuoi spendere soldi per me, spendili meglio cazzo.
5. Trousse: questo è, per quanto mi riguarda, il regalo più inappropriato che si possa fare. E, va da sé, è quello che si riceve più spesso. Il passepartout indistintamente adottato da chi non ti conosce abbastanza, non sa bene cosa regalarti e pensa, con la trousse, di andare sul sicuro. Sicuro che sbagli, non c’è dubbio. Io ne ho di tutte le fogge possibili e immaginabili: riccio, matriosca, bambolina cinese, girandola, bocciolo di rosa e poi quella classica rettangolare ma maculata. Ecco: NO! Sono anche costose, di grazia, quindi vi prego, proprio vi imploro, non fatelo! Sono una cagata fotonica. Di tutti i colori che ci sono dentro a stento ne usiamo 2, e poi sono scomode, certe serve una laurea in ingegneria per usarle senza farle rovesciare, che hanno un baricentro ignoto e s’accappottano sempre e noi viviamo di corsa, non c’abbiamo il tempo, e quindi le lasciamo lì a marcire. Per cui, vi prego, no alle trousse.
6. Trucchi: piuttosto sono preferibili dei cosmetici sfusi, quello sì, ma anche lì, abbiate percezione dello stile della vagina. Cioè se quella si trucca, per esempio, sempre con colori scuri, evitate l’ombretto fucsia con pigmento di culo di babbuino e brillantini. Viceversa, anche un buon mascara – che solo una vagina sa quanto costi un buon mascara e di solito il cazzetto va in shock anafilattico – è un pensiero gradito.
7. Cosmesi per il corpo: su questo per me non sbagliate mai. Cremine e unguenti che ci rendano levigate e desiderabili sono sempre graditi. Se non volete essere insultanti, evitate lozioni anticellulite, magari. Per piacere, evitate accuratamente anche tutte le creme Aquolina, il genere vaginale ha superato da circa 10 anni l’indescrivibile fascinazione per le creme che odorano di zucchero filato e cioccolato bianco. Non siamo meringhe viventi. Siamo vagine. Grazie.
8. Profumo: il profumo NO. A meno che non conosciate esattamente la fragranza usata dalla vagina in questione. Chiaro che se quella vi dice: “oh mai god! ho finito il mio j’adore!” e voi c’avete voja di spendere 90 euri per un profumo, ben venga. Viceversa, per cortesia, evitate di regalare quelle cose immonde tipo di Byblos, che ogni volta ti chiedi perché quel packaging sia arrivato nel ventunesimo secolo e non sia stato relegato negli anni novanta, come Non è la Rai.
9. Guanti: ottima idea regalo, usatela con buon senso. Se una è una consulente McKinsey, evitate i guanti comprati da Terranova a righe colorate fluo, voglio dire. Evitate in generale qualunque cosa comprata da Terranova, se possibile, nel caso in cui abbiate superato i 20 anni di età. Se una, poi, ha le mani di Gianni Morandi, per piacere, chiedete se, nel caso, può andare a cambiare il regalo e conservate lo scontrino.

10. Sciarpa: vale quanto detto per i guanti. E’ un regalo ottimo che può diventare pessimo. Anzi, oserei dire che il potenziale di orrore insito in una sciarpa è insuperabile. Ho una quantità sconsiderata di sciarpe demmerda, tutte ricevute in regalo. Il ché indica che comunque ci vuole talento, a scegliere le sciarpe più brutte, perché dopotutto con una pashmina te la cavi anche con poco e a sbagliare ci vuole decisamente una marcia in più. Mi spiego. Se io non uso lana grossa, perché già paro l’omino michelin quindi evito di mettermi addosso cose troppo ingombranti, tu non regalarmi una sciarpa che pare io mi metta al collo un intero allevamento di pecore sintetiche. Se, poi, ti accorgi che vesto sempre di nero, non farlo, non la voglio quella sciarpa a fantasia sulle tonalità del violetto, ommioddio.
11. Cappello: giammai! La vagina deve provarlo. Non si regala un cappello così, a scatola chiusa, nella stessa misura in cui non ci si sposa vergini, così, a scatola chiusa.
12. Abbigliamento: comunque rischioso, evitatelo come fosse il demonio, se la vagina in questione è curvy.
13. Collane, orecchini, bracciali: osservate lo stile della vagina a cui dovete fare il dono. Se non usa mai orecchini vistosi, evitate di darle i pendenti del vostro lampadario Roccocò. Se non usa braccialetti sottili perché ha il polso da Mike Tyson e in compenso indossa bracciali importanti, assecondate lo stile che ha naturalmente scelto per se stessa. Se ha il collo taurino evitate le collanine girogola, insomma, piccoli accorgimenti, grazie ai quali con questo genere di cadeu potrete non sbagliare. Va da sé, che se una è una punkabbestia, non le regalerete un pendente a forma di cuoricino tempestato di zirconi. Viceversa, se è la consulente McKinsey di cui sopra, eviterete qualunque oggetto colorato in lana cotta, presi come siete dall’idea catto-comunista per cui la lana cotta sia una cosa figa. NO. La lana cotta fa cagare. Sempre. E se anche la vagina in questione fosse una studentessa del dams di Bologna, non esisterebbe un solo valido motivo al mondo per foraggiare simili orrori.
14. Oggetti per la casa: anche no. Facciamo che casa mia decido io come arredarla.
15: Regalo Ironico: serve a un beato cazzo, però è sempre meglio di un regalo con velleità serie ma sbagliato. Calze buffe da usare in casa, pantofole orrorifiche antistupro, pigiamoni che Berlusconi si farebbe frate, cose così, alla fine, vanno anche bene.
16: Intimo: un po’ retrò, l’idea. Nel caso, siate accorti. Niente completini con il pelo rosso o perizoma uber-misogini fatti di autentico filo spinato. Anche lì conservate lo scontrino.
17: Scarpe: vi amerà incondizionatamente. Pleonastico dire che dovete sceglierle insieme.
18: Peluche: dico, curatevi.
E se poi, invece, avete gli strumenti per donarle un iPhone 5, una miu miu, un portafogli Prada, una Reflex, un nuovo piumino, una vacanza, ecco in quel caso tanto meglio per lei.














