Quando sei single, dopo essere stata accoppiata per molti anni, ti chiedi quale delle due condizioni sia la migliore. Naturalmente, come tutti i saggi nominati da Napolitano sanno, ci sono pro e contro in entrambi gli status di Facebook.
Ne parlavo qualche sera fa con la mia amica IndieVagina, famosa per il suo sense of humour Made in Bari e per il fatto di essere la mia più cara amica single, che mi diceva di essere giunta al suo quinto singleversario. La frase era velata da un sottile scoramento e ciò che una buona amica single (io) deve fare in questi casi, è lanciarsi senza paracadute in un’inoppugnabile arringa sugli innumerevoli e indiscussi vantaggi della singletudine.
Chiaro sia, essere accoppiati, in linea di massima, torna utile in una moltitudine di situazioni esistenziali e sociali come ad esempio: quando troviamo un insetto in casa, quando bisogna parcheggiare ad agosto di domenica mattina per andare in spiaggia, quando salta il contatore della luce alle 23 di una sera di gennaio e bisogna scendere in cantina per riattivarlo, quando c’è da imbustare la spesa mensile alla cassa dell’Esselunga, quando viaggiamo con una valigia di 27 kg e dobbiamo sollevarla, quando compiamo gli anni e quando c’è da lavare la macchina. Non perché lavare la macchina sia una cosa difficile. Semplicemente il nostro dna non contempla il gene deputato al lavaggio auto. Non ci riesce di comprendere, in parole povere, che l’automobile, parimenti con tutto il resto del creato, è passibile di insozzamento e necessita d’esser pulita almeno una volta a biennio.
Per contro, essere single ha naturalmente molti ma molti più vantaggi. Ora, senza arrivare a eccessi disdicevoli come farsi tatuare sul pube “Single is better” che, davvero, non ce n’è bisogno, essere single significa un sacco di cose splendide.
Per esempio:
1. Non devi mai per nessun motivo ringraziare un uomo per averti regalato un peluche
2. Non devi mai per nessun motivo ringraziare tua suocera per averti regalato un golf a rombi taglia M
3. Non devi mai svegliarti la domenica mattina con l’idea di andare a pranzo dai suoi.
4. Non devi mai fingere che ti interessi ascoltarlo mentre parla del suo lavoro.
5. Non devi tenere un tutorial quotidiano sull’incapacità dei calzini di riporsi da soli nella cesta della biancheria
6. Non devi mai sentirti dire mai cose come: ”Sei pazza/calmati/cambia il tono/non farti le paranoie/mi hai rotto il cazzo/sei in premestruo quindi vuoi sicuramente litigare per questo io ora farò di tutto per rendermi insopportabile così da farti confermare la mia tesi sulla tua irragionevolezza ovarica”
7. Non devi spendere ore della tua vita a stendere le sue mutande.
8. Non devi mai sopportare che lui sia in viaggio di lavoro all’estero con il suo capo milf
9. Non sei mai obbligata a fingere di desiderarlo e non devi mai nutrire sensi di colpa se desideri un altro
10. Non devi sopportare il fatto che il suo diritto di russare ti privi del tuo diritto di dormire.
11. Non devi schivare un’ischemia al giorno, realizzando che è stato su whatsapp fino alle 4.30 del mattino non sai con chi
12. Non devi mai sentirti mediocre a guardare le fotografie delle sue ex su Facebook, tutte straordinarie testimonial Amerika Star
13. Puoi usare disgustosi pigiami in pile senza praticare un’eutanasia permanente alla sua libido
14. Puoi continuare a ritenere che crackers riso su riso e philadelphia siano una pietanza dignitosa
15. Se hai mangiato legumi, puoi fare le puzzette senza per questo compromettere la tua incommensurabile, inodore e silenziosissima femminilità.
A me, comunque, non sembrano vantaggi da poco.
Ma soprattutto, più di ogni altra cosa, essere single significa dedicarsi alla propria pelle (sia in senso cosmetico che concupiscente). Significa esplorarsi e scoprirsi. Significa conoscersi e diventare padrone di sé, compiersi il più possibile, indagarsi nei propri limiti, risolversi o accettarsi. Salvo che non ci risolviamo mai fino in fondo, e non ci accettiamo mai fino in fondo, ed è su questa antitesi dinamica che consumiamo il nostro personale odi et amo, la ricerca di un equilibrio con il nostro – più o meno gigantesco – ego.
E poi compiamo la missione più difficile. Più straordinaria. Più miracolosa: impariamo ad amarci, o almeno ci proviamo. Per forza. Perché facciamo di necessità virtù. Perché non possiamo demandare a un cazzetto l’ingrato compito, il vituperato amore per noi stesse. Perché siamo le uniche che di noi si prendono cura. E dobbiamo imparare a farlo per bene.
Bene, come nessun uomo potrà insegnarci mai.
Bene, come non dovremmo smettere di fare mai.
E questo, le vagine single lo sanno bene, è un piccolo miracolo quotidiano.





























