Ma l’amore che minchia è?

Sono rientrata adesso. Ascolto Janis Joplin fumando l’ultima sigaretta.

Sono stata a cena fuori con un amico. Cena cinese. Ho mangiato due involtini primavera con salsa agrodolce, maiale con arachidi in salsa gong-bao e riso in bianco. E purtroppo non avevo più spazio per il gelato fritto. Sono un’amante del junk food. Amo tutto quanto di unto e insano possa esistere nel regime alimentare di qualunque tradizione gastronomica. Devo tecnicamente ammettere che questo ha delle evidenti conseguenze. Ma resta il fatto che quando ho in mano un vassoio con il Crispy McBacon menù da consumare, sono una donna piuttosto felice. Ognuno c’ha i vizi sua.

Negli ultimi giorni mi chiedono tutti cosa sia l’amore o, in seconda istanza, se io ci creda, nell’amore. Me lo chiedono i miei amici, perché quando una storia finisce le domande degli amici sono sempre così, partono dallo specifico e poi assumono una dimensione esistenziale, filosofica, mistico-metafisica in un certo senso. Non di tutti gli amici, specificatamente degli amici storici, quelli di giù, come si suol dire, quelli terroni della terronia mia, che sarebbe un po’ come cercare salute dall’ospedale, chiedere cosa sia l’amore a qualcuno che s’è appena lasciato, ma tant’è…

E quando me lo chiedono non so mai cosa rispondere. Allora, mi son detta, forse non lo so nemmeno cosa sia l’amore. So cos’è l’innamoramento, quello sì, e quello effettivamente è roba gagliarda, che ti fa camminare 3 metri sopra il cielo alla disperata ricerca di Federico Moccia, solo per rincorrerlo a calci in culo ed estorcergli finalmente la confessione “è vero, faccio cagare”. L’innamoramento, il flirt, il corteggiamento sì, quelli li conosco. E sono così fighi che a volte penso che le storie dovrebbero giusto durare 5 mesi, il tempo di godersi i morsi nello stomaco, lo sfarfallio, l’improvviso e insensato canticchiare in qualsiasi momento della giornata, l’intrigante scoperta dell’altro.

Ma dopo?

Dopo io non lo so cosa sia l’amore. Non credo nemmeno che esista l’amore per come ce l’hanno venduto, non credo nemmeno che sia semplice o necessariamente piacevole. Credo anche che a volte sia difficile distinguere l’amore dall’abitudine, dall’inerzia, dalla paura di essere soli e rimettersi in gioco e ricostruirsi. 

Credo però nell’idea di avere qualcuno che ci completi. Credo nell’idea di crescere con una persona e vedere un cammino condiviso. Credo nell’esclusività dei gesti e delle parole. Credo nei piedi freddi che si cercano sotto il piumone. Credo nei respiri che s’appoggiano sull’orecchio, un po’ fischiano, e poi rotolano giù sul collo mentre ci si tiene stretti stretti a letto prima di dormire guardando un’altra puntata di Romanzo Criminale La Serie. Credo nel cucinare ai fornelli e ricevere un bacio alle spalle, credo nel chiacchierare in bagno mentre  lui si fa la doccia, dicendogli che se finisse in carcere, a quel culetto, gli farebbero un sacco di male. Credo nell’odore del mio profumo che si confonde nell’odore del suo mentre ci prepariamo per uscire la sera. Credo nell’andare al cinema e aver voglia di vomitarci addosso tutto ciò che pensiamo, appena usciti, dopo essersi accesi una sigaretta, Camel Light lui, Camel Silver io. Credo nello stirare le sue magliette e scoprire che amo farlo, credo nel velluto che sento tra le sue dita quando ci passo i polpastrelli, credo nel fatto che mi dirà sempre che la pasta è buona anche se è scotta e sciapita.  Credo che si cresca insieme. Credo nel fare a botte sul letto e ridere e riguardare i lividi sulle gambe il giorno dopo pensando “ce li fossimo almeno fatti trombando!”, e sorridere. Credo che a volte sia necessario perdersi per riscoprirsi. Credo nel giocare a burraco con i suoi genitori. Credo nei baci sulle palpebre socchiuse. Credo nel prendersi in giro. Credo nella seduzione ma credo anche nella tuta e nei calzettoni. Credo nel progettare un viaggio. Credo nel concedersi il bisogno dell’altro, per conservare tutta la poesia della vulnerabilità e offrirla soltanto alla persona di cui più ci fidiamo.

Io  non lo so cosa sia l’amore, ma credo a tutto questo. 

E so che la mancanza che sento, invece che diminuire, aumenta. 

E sorprendentemente, non la patisco. La vivo. Me ne nutro. Ci cresco.

17 pensieri su “Ma l’amore che minchia è?

    1. non mi sento in grado di dare una risposta di alcuna natura in questo momento, né di esprimermi in merito 🙂
      considerata l’instabilità con la quale penso al beneamato sentimento, che oscilla tra la più nauseante iperglicemia e il più feroce cinismo….

  1. Mi è piaciuto e mi ha fatto ridere. L’amore è, e a volte fa male. Tre metri sopra il cielo era per dare una distanza e ancora non è abbastanza. E credo che tu lo sappia. Federico

    1. Sei molto cortese e il mio tono sembra così grottesco. Ho un caratteraccio e un’insana tendenza alla ferocia verbale. Credo anche di rosicare perché non sono una scrittrice, perché non so cosa sia l’amore, perché non saprò mai scriverne un libro.
      Però il mio migliore amico frocio “3 metri sopra il cielo” se l’è divorato in 2 giorni 🙂

  2. questo post è davvero bello e intenso…e anch’io credo fermamente al bacio ricevuto mentre si è ai fornelli…fra un po’ mi parte la lacrimuccia, oggi non è giornata…notte

  3. Troppi elementi di questo post costituiscono un SERIO problema: sei la prova vivente che certe mie fantasie non sono tali e che anche una donna può provare “certi” sentimenti… ma perché allora non ne ho mai incontrata una? O almeno che fosse in grado di verbalizzare par tuo?
    La voragine della mancanza mi sta lentamente fagocitando.
    Grazie di esistere.

    1. ahahahah io ripeto: quando vuoi il numero del mio ex, te lo mollo.
      vedrai che ti spiegherà che è molto meglio scegliere una vagina idiota e con scarsissima capacità dialettica.
      tuttavia, grazie anche a te, di dirmi queste cose dopotutto così belle.
      ciao
      v

  4. Ripescando un post vecchissimo (cit,), credo che tu abbia ragione. Ma aggiungerei a tutto ciò che l’amore è anche e forse sopratutto passare periodi di c**ca, litigare per stupidaggini e saltarsi reciprocamente alla gola solo per poi capire che le cose belle che si hanno in comune superano i fisiologici difetti.
    Adoro il tuo blog!
    L.

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