Dev’essere premestruo

Dev’essere premestruo.

Sono appena rientrata a casa. Ho mangiato un pan-ciok o una cosa del genere, una di quelle merendine di compromesso – che come dice la mia amica AstroVagina: la vita è piena di compromessi e uno dopo un po’ si rompe anche le palle di accettarli (e non ci riferiamo a quel genere di compromessi che portano l’intellighenzia femminile italiana in parlamento o al meteo di Rete4) – di quelle che mi piacciono ma non troppo e che, di conseguenza, mi permettono di dominare l’impulso bulimico.

Sono andata su YouTube perché c’avevo una voglia matta di ascoltare Next Exit degli Interpol, che io con Next Exit degli Interpol mi sono fatta più pugnette mentali di quante se n’è fatte fisicamente il maschio medio italiano sui calendari di Manuela Arcuri.

(Se vero è che le riviste vendono di più mettendo le battone in copertina, voglio fare un esperimento e scoprire se questo post riceve più click co sta foto nella sharing-preview)

Ecco mi sono collegata a YouTube, che comunque ha deciso che deve piacermi Willwoosh (…) perché continua a piantarmelo in Home, nemmeno fosse Gemma del Sud vojo dì. Ecco, mi sono collegata ed è successo che Next Exit degli Interpol su YouTube non ce sta più. Questo non è che vada benissimo. Io vorrei che la piantassimo con questa storia dei diritti d’autore e dei copyright e vorrei, altresì, trovare esattamente ciò che voglio sentire, esattamente nella versione che dico io, senza spendere soldi (perché lo sanno tutti benissimo che gli artisti non vanno pagati) e soprattutto senza dover surfare tra decine di video di inutili live che, non per essere stronza ma se non sei Roger Waters con David Gilmour, Richard Wright e Nick Mason a Pompei,  9 volte su 10 puoi pure lasciar perdere.

Morale: non ho trovato la canzone che volevo ascoltare, che è una cosa fastidiosissima, vagamente assimilabile a quando rinvieni nel mobile il tubo delle Pringles alla paprika vuoto. In più è tutto il giorno, ma proprio tutto il giorno, che me pare d’averci Moira Orfei seduta sul petto. Non so come dì.  (*del perché scimmiotto la parlata romana pur essendo una pugliese che vive a Milano, ne tratteremo in seguito).

Insomma c’ho una specie di paranoia sottile e ineluttabile, che mi rimbalza tra ovaie e cervello, causandomi apocalittici smottamenti umorali. Allora penso “dev’esse il premstruo“, perché una vagina normale ed equilibrata avrebbe imparato da circa 14 anni a segnarsi quando le viene il ciclo. Io no, perché vivo della gratuita presunzione di poterlo ricordare “a mente”. Naturalmente non lo ricordo pe gnente, ho giusto un’idea del tutto approssimativa, del tipo che me viene all’inizio, alla metà o alla fine der mese e, siccome da 1 mese e mezzo non vivo più, me rimane pure difficile trovare dei riferimenti nel flusso incondizionato e ininterrotto della mia squisita alienazione esistenziale.

Insomma, comunque io mi dico che non può essere altro che il premestruo. Non può essere che oggi la mia stagista ha assestato un bel paio di colpi cogliendomi impreparata (cosa che io vivo piuttosto male perché ho un’innata tendenza alla spontanea performanza, combinata con un insano feticismo per i complimenti). No, non può essere che non vado in palestra da mesi, che ingrasso, che fumo troppo, che dormo un cazzo, che fisso negli occhi la solitudine e la sfido, che al telefono coi miei cerco di dissimulare, senza avere nessuna voglia di parlare, illudendomi che nascondermi in poche frasi di circostanza ed evadere qualunque domanda sulla mia vita possa evitare preoccupazioni a chi mi ama e mi è lontano. E la Vagina Maestra, d’altra parte, lo dice sempre: “a figghja mut, a mamm ‘ndenn” (o qualcosa del genere) che vorrebbe dire che anche se i figli non parlano, le madri comprendono. Con questo non che la Vagina Maestra sia solita parlare in dialetto, solo che i proverbi hanno senso così, sono popolari, sono antichi, sono saggi e i più belli sono pure volgari, quindi tradurli in italiano sarebbe quasi delittuoso.

No, deve essere il premestruo. Sono talmente convinta che sia il premestruo che credo che scoppierò a piangere nel giro di qualche ora. Non lo so perché. Magari perché Tiziano Ferro è “fidanzato e felice”, oppurre per solidarietà nei confronti della marmotta che subisce del mobbing da parte della Milka e continua a incartare tavolette di cioccolato da 10 anni. Non lo so, un motivo per piangere, quando si è in premestruo, lo si trova sempre…o meglio, è lui che trova noi. E mi troverà.

Perché questa puzza di vita non può essere altro che premestruo.

Niente di più.

13 pensieri su “Dev’essere premestruo

  1. Ecco, deve essere quella.
    Poi c’e la sindrome mestruale, la post-mestruale, la preovulazione, l’ovulazione, la postovulazione e poi di nuovo la sindrome premestruale.
    Non siamo fortunate? Voglio dire, non è mai colpa nostra, son gli ormoni.
    Mi piace assai qui.

    1. Ecco, vedo che sei ben preparata! Appunto! Cazzo di colpa c’avemo noi, se sono gli ormoni, io non lo so.

      Grazie per tutti gli altri spunti, che non avevo mai messo così bene a fuoco, me li devo ricordare: preovulazione, ovulazione, postovulazione e anche l’innovativa “sindrome post-mestruale”.
      oh ripassa! 🙂
      V.

      1. Mi sa che ci posto sopra, sulle sindromi. Le mie teorie sono scentificamente provate, su di me e sulle mie amiche, con le quali sono sincronizzata, mestraulmente parlando. Passami il neologismo : )

  2. Ciao,
    rileggevo questo tuo post…ovviamente sono totalmente daccordo con ogni parola…i giorni del premestruo sono favolosi a livello ormonale…tutta quella voglia di piangere a ogni minima cazzata…insomma…
    Ma come fare con quei giorni, che lo sai benissimo che non sono di premestruo, ma c’hai lo scazzo cosmico lo stesso? Come li vogliamo battezzare? Shit-days? Forse un pochetto eccessivo…sono quei giorni che sembrano premestruo, ma non lo sono…e non sai che fare se non buttarti nello shopping ossessivo-compulsivo…o nel gelato al cioccolato piú fondente che trovi….ma sai giá mentre lo fai che non serviranno a nulla…devono solo finire e basta…
    Beh, fine della riflessione!
    Ciao! 🙂

    1. mia cara, per quei giorni lì, gli shit-days che dici tu, io uso una serie di alibi che sono sempre e comunque riconducibili alle ovaie.
      recentemente ho appreso che, in realtà, il rapporto è inverso e che se stiamo male noi, sta male il nostro utero.
      ma comunque sia, in quei casi, io opto per la stasi, non do un nome alle cose e aspetto che quella manciata d’ore passi. perché passa.
      e poi si riprende un po’ in salita.
      un abbraccio
      v.

  3. Mi piace tantissimo come scrivi e cosa scrivi ! E mi sto leggendo un sacco di post tuoi , facendomi un mare di risate, ma non solo. Alcuni mi vedono completamente d’accordo . Questo e’ quello che mi ha fatto più di tutti pensare : le devo scrivere e dirle che si e’ scordata un’ ulteriore sindrome : quella intra mestruale !!! Io le ho tutte. In pratica passo in Santa pace un paio di giorni al mese!
    Baci , Gio’

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