God save the COLF

Nella vita di una giovine vagina, quale io sono perché io sono giovine, c’è sempre una vagina più importante delle altre che, nella gerarchia emotiva, è immediatamente successiva alla Vagina Maestra.

La seconda vagina più importante della vita di una giovine vagina proviene solitamente dall’estero, ha un italiano claudicante e per mestiere ti pulisce casa, ti cambia il letto, ti ordina le stoviglie secondo una sua propria logica (che quasi sempre è distonica rispetto alla tua). Trattasi della ColfVagina.

La mia ColfVagina si chiama Cecilia, viene dall’Ecuador, è piccoletta, grassoccia, ha gli occhi nerissimi e dei denti bianchissimi. Sorride sempre un sacco, conosce i miei più intimi segreti – non foss’altro perché non esiste un minchia di angolo della casa dove lei non giunga con le sue operose manine – e, soprattutto, ogni giorno quando va via mi lascia un bigliettino con su scritto “Ciao bela, por piacer me puo comprar li foyi di carte? Grazie bela, Dio le benedica“.

Io amo profondamente la mia ColfVagina, salvo tirar giù tutti i santi del calendario (tra i quali tendo a preferire San Procopio che non so manco se esista ma lo invoca sempre mio zio e ciò mi diverte alquanto, tanto più perché mio zio  arricchisce l’espressione con “l’ muert d” per una summa che diventa “l’ muert d san procopj”….che segna l’evoluzione ontologica della bestemmia in poesia, trascendendo l’invocazione del misero santo e arrivando a interpellare i suoi cari defunti) quando non trovo nulla in casa perché la ColfVagina ha optato per la modalità “ordine creativo: ovvero come ti ripongo le pantofole nel freezer“.

Detto ciò, in ogni caso, io amo profondamente la mia ColfVagina al punto che le ho fatto tirar su un business esentasse da far invidia alla camorra, sponsorizzandola presso tutto il mio network di conoscenze. Ad oggi, la mia ColfVagina guadagna più de me. Non che ce voja tanto, ma sono quelle robe che te fanno pensà che della vita tu non hai proprio capito un cazzo.

La mia ColfVagina viene a casa mia una volta alla settimana e se pija 10 euro all’ora. Ci viene da quasi 2 anni e, per quanto mi riguarda, è la cosa più simile a una madre che ho qui a Milano. E’ un po’ una certezza e, soprattutto, io so che c’è un giorno alla settimana, uno soltanto ma dio quanto è bello, in cui rientro dal lavoro sfatta-annientata-sciatta e la casa è magicamente pulita e ordinata. Che sensazione meravigliosa.

Se non fosse che stamattina, mentre andavo al lavoro in tram in uno stato di comatosa ibernazione, mi è arrivato un sms. Ho preso in mano il telefono senza avere alcuna sensibilità tattile (del rapporto tra il terrone e il freddo, ne parleremo prossimamente) e ho letto la ferale notizia: la ColfVagina ha la febbre. Non viene.

Naturalmente, essendo una vagina neo-single tendente alla paranoia illecita, il mio primo pensiero è: “Vuole mollarmi! Ha trovato clienti migliori di me!!!” (Razionalità? Per me no, grazie. Per me solo isteria). Poi riprendo possesso delle mie capacità cognitive e penso che, semplicemente, si è ammalata.

Questa, che a prima vista potrebbe sembrare una notizia non terribile, frutto di una naturale e umana cagionevolezza della ColfVagina, ha delle implicazioni gigantesche su una giovine vagina alle soglie del suo sesto weekend da single. No perché con tutto il rispetto, un conto è mangiare cibo spazzatura e fumare sigarette calcificandosi nel divano con una casa ordinata e pulita attorno, BEN ALTRA COSA è farlo in una casa che porta su di sé gli evidenti segni di una settimana di dissoluta trascuratezza.

Con tutto il rispetto, cosa facciamo: lavoro 5 giorni alla settimana per 10 ore al giorno e al weekend faccio pure le pulizie, lavo, stendo, faccio la spesa, raccolgo i pomodori, impasto il pane e mungo le vacche??? A quanto pare…sì.

E poi io proprio un le so fà le pulizie. Per esempio, stirare mi piace (i motivi di ciò sono evidentemente sepolti in qualche trauma infantile, ma è così).  Mi piace l’odore dei vestiti puliti e del vapore che incontra l’appretto che spruzzo ovunque, pure sulle lenzuola, perché così poi profumano di più e mi ricordano di più le lenzuola della Vagina Maestra (che sono sempre maledettamente più profumate delle mie). Mi piace l’idea di rendere ordinato ciò che non lo è, mi piace il gesto e persino un po’ il rumore del ferro caldo che scorre sull’acrilico dei miei vestiti di merda. Però è così, mi fa sentire proprio bene (del “vaffanculo femminismo” ne parleremo più avanti)…forse me dovrei aprì na lavanderia. 

Comunque, dicevo, io le pulizie un le so fà. Ti posso creare un piano di comunicazione in mezz’ora, posso farti un powerpoint che persino Borghezio potrebbe capire che cazzo voglio dire, posso aprire un blog, fare una battuta ecco, ma le pulizie NO: sono disorganizzata, dispersiva, lenta e pignola.

E se poi restano capelli sul parquet (perché è inutile, questo lo sa qualunque vagina, il capello bastardo che sfugge all’aspirapolvere e allo swiffer c’è, sempre, e di solito lo vedi quando hai già messo tutto a posto e sei fiera di te), ecco io poi entro in una brutta sindrome di intolleranza alle impurità e me applico a notare tutto ciò che rende imperfetta la mia fatica.

Oppure non so, potrei perde 2 ore a spolverare tutti i miei dvd e al momento di fare le pulizie vere potrei già essermi sfavata e mollare tutto a metà dell’opera. Oppure ancora, potrei accorgermi che la ColfVagina non pulisce da 13 mesi sui mobili e che convivo con un allevamento di acari coi quali potrei organizzare un golpe, se solo riuscissi a persuaderli del mio carisma, e questo mi innervosirebbe molto. 

Sostanzialmente, la malattia della mia ColfVagina ha degli esiti per me imponderabili e, proprio in un momento in cui tutte le mie certezze vacillano, nun ce voleva! 

Però mi cheto, placo l’ansia galoppante.

Chiudo gli occhi, respiro profondamente e penso: “PLEASE GOD, SAVE THE COLF

7 pensieri su “God save the COLF

  1. secondo me è molto meglio disfarsi in una casa disfatta. Il contrasto tra l’ordine della casa e il disordine interiore m distruggerebbe. Presente quando Bob Geldolf sfascia tutta la stanza?

Parla con Vagina, Vagina risponde

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