è che sono una stronza viziata

Ultimamente mi dicono tutti che ho gli occhi tristi.
Io rispondo: “No, è che non dormo”.
Il ché è vero. Che non dormo, intendo.
Forse anche che ho gli occhi tristi è vero.
Certo è che dormire 3-4 ore a notte da oltre du mesi e tesserarsi al partito “Io mi sveglio troppo tardi al mattino per truccarmi” decisamente non aiuta.

Non è che io non dorma perché non mi piace dormire. Io non dormo perché non ci riesco e non ci riesco perché ho mille pensieri del cazzo, perché penso alle occasioni che ho perso invece che pensare a quelle che ancora devo cogliere. E allora io me ne sto pure sotto il mio piumone sintetico a girarmi e rivoltarmi, al buio del primo vero gelo milanese…e penso. Penso che il mio ex c’avrà già n’artra, che è sicuro, che è sempre stato così, perché sempre nella mia vita sono stata così criminosamente presuntuosa da:

– lasciarli
– pensare che si sarebbero circoncisi senza anestesia pur di non perdermi
– accorgermi che non era così
– impazzire all’idea che non mi trovassero così unica e irripetibile come credevo io
– essere rimpiazzata in du giorni
– vederli convivere con la donna della propria vita entro e non oltre 6 mesi dalla nostra rottura
Poi mi cheto, penso che devo essere matura e mi metto a pancia in su. Respiro profondamente.
E penso che se lui, d’altra parte, trova una che è capace a renderlo più felice di quanto non l’abbia reso io, beh, è giusto così, perché io a lui gli voglio bene e voglio che sia felice, e poi la legge è uguale per tutti, basta rispettare i diritti altrui, non si devono avere pregiudizi, ognuno può professare la propria religione e non esistono più le mezze stagioni.
Niente, ancora insonnia. Allora mi metto a pancia in giù. E provo a contare le pecore, che quando ero piccola la Vagina Maestra diceva che si faceva così. Ma io non sono mai riuscita a prender sonno contando le pecore, anche perché che minchia voleva dire contare le pecore? Cioè cosa facevano queste pecore? Pascolavano? Le facevo uscire o entrare dal recinto? A me, così, creativamente, piaceva immaginarle che saltavano un muretto a secco con un ulivo alle spalle. Il ché, pur risultando discretamente bucolico, rimaneva assai dinamico e poco idoneo al collasso mentale. In sostanza facevo una gran fatica a contarle. Mio padre, invece, sempre quando ero piccola, nel disperato tentativo di indurmi alla pennica pomeridiana (perché per il genitore meridionale il massimo optional che si può avere in un figlio è la capacità di dormire il pomeriggio togliendosi dalle palle per un par d’ore) si inventava la favola di Cecco-Rivolta-che-rivoltava-i-maccheroni. Solo che, a me, quella narrazione orale deliberatamente improvvisata m’appassionava  così tanto da svegliarmi ancor di più, piuttosto che farmi addormentare.
Insomma, è sempre stato difficile, a quanto pare.
Inoltre, quando condividi con il resto del mondo la tua capacità a dormire, si verifica quello strano fenomeno per cui chiunque ti propina il suo antidoto, che oscilla dal rimedio della nonna all’oppiaceo, passando per dodici milioni di stronzate omeopatiche. Il top è stato quando la mia collega mi ha suggerito: “Prendi il LEXOTAN, qualche goccina e vai liscia”.
CoooooSA? GIAMMAI! Io non assumerò mai uno psicofarmaco (perché questo sembrerebbe, dal nome) per dormire, a costo di diventare schizofrenica e iniziare a parlare con il mio alter ego immaginario, controparte femminile di Tyler Durden che sarà mora, ricca e col culo a mandolino!
Diamine, io sono terrona e non prenderò MAI una medicina per dormire e non andrò mai in analisi, perché come al sud sanno tutti benissimo, solo i pazzi fanno queste cose.
In realtà io il mio rimedio ce l’avrei pure, l’ho capito quando GuruVagina ha compiuto 29 anni e noi siamo andati a festeggiarla in un posto molto milanese, in una zona molto milanese di Milano, una zona molto deca-glam (il ché significa “questo quartiere faceva cagare ma ci abbiamo costruito delle case senza pareti con grandi vetrate che chiamiamo loft ed è diventato figo). Il posto in questione era una libreria, dove però si beveva vino. Ecco io quella sera, ed è stata l’unica sera da ottobre ad oggi in cui mi è successo, alle 23 sono andata a dormire, avvinazzata e felice. Dopo dieci minuti forse facevo la bolla al naso, dritta, fino al mattino.
In realtà mi basterebbe avvinazzarmi ogni sera, per dormire. Ci penserò.
…poi mi metto di lato e conto le pecore che non mi hanno fatta addormentare mai. Finché mi arrendo a un’altra nottata insonne, votata ai miei pensieri fuori tempo e fuori luogo…ma dopotutto non è colpa mia se la cosa che vorrei di più è sentirmi stretta da lui e dondolata piano piano, come quando ci mettevamo a letto, come l’unico uomo che sia stato capace di farmi addormentare tra le braccia sue, io che non avrei dormito mai tra le braccia di nessuno mai. Non è colpa mia se ciò che vorrei più di ogni altra cosa è fargli le carezze sulle guanciotte molli e riempirgli il viso di baci, piccoli, fitti fitti, anche sulle palpebre socchiuse mentre si rannicchia a me, nell’illusione patetica e disperata di poter cancellare gli errori, di poter tornare indietro, di poter far meglio tutto quello che ho fatto di merda. Di non perderlo mai più. Di dimostrargli come non ho saputo fare mai quanto fosse speciale per me. Forse unico, forse irripetibile.
Ma questo, come direbbe lui, è feticismo del rapporto, e conta poco.
La verità, come direbbe lui, è solo che sono una stronza viziata che rivuole quello che ha perso.
Io non cambierò mai, come direbbe lui.
 Sì, dev’essere questo. Dev’essere che sono una stronza viziata. Sicuramente non sono innamorata di lui.
E’ che sono solo una stronza viziata.
E poi dev’esserci già n’artra, perché è sempre stato così.
Ma ciò che conta è che io stasera vado a cena fuori con l’unico amico “imprenditore” che ho. E siccome paga l’impresa sua, io stasera mi avvinazzo. Di brutto.
E poi, finalmente, dormo.

10 thoughts on “è che sono una stronza viziata

    1. il vino è molto meglio del Lexotan: apre la mente a nuovi orizzonti e agevola il sonno.
      Consiglierei anche la TV accesa su una trasmissione “pallosa” (tipo università di Nettuno….)

      1. e l’erba è molto mejo del vino, ma un ce l’ho 🙂
        per addormentarmi io amo lucerelli, che mi interessa anche però ha quella voce che mi fa andare al sonno…sognando poi la storia delle BR o i delitti del mostro di firenze, ma poco conta!

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