I diari della Palestra – 1

Dunque, io c’ho sempre avuto un rapporto melodrammatico con lo sport.
E c’ho provato. O meglio, so stata obbligata a provarci finché sono rientrata in quella fascia d’età in cui i medici dicono ai genitori che la bambina deve fare sport, meglio se di squadra, così impara anche i valori del gruppo. E allora giù di pallavolo, pattinaggio, tennis, ginnastica ritmica, nuoto. Devo dire che io li ho sempre vissuti con una fantastica predisposizione d’animo, un po’ come se mi dicessero di scalare il Golgota con Platinette sulle spalle. A Solo il catechismo poteva essere peggiore.

Da anni avevo lasciato perdere. Avevo accettato di buon grado la mia dimensione puramente intellettuale e il fatto che il fascino sui cazzetti l’avrei esercitato attraverso la mia dialettica e non grazie a un paio di chiappe sode. Anche perché la dialettica può solo migliorare, le chiappe invece, per quanto tu possa affaticarti, peggioreranno e basta. Insomma, nun me pareva un investimento poi così vincente. Me sbajavo, ma questo l’ho capito solo dopo.

Ad ogni modo, la primavera scorsa, dopo tre anni di vita sedentaria e 7 kg in più rispetto a quando mi sono trasferita qui, ho iniziato a sentire – sparsi per il corpo – dolori di ignota provenienza che, uniti a uno strano scricchiolio osseo, mi hanno fatto sorgere il velato sospetto che le mie membra necessitassero di una pur minima forma d’attività fisica. Quindi me so iscritta in palestra, una palestra media, di medio livello e medio costo.  Me so intrippata per 1 mese e mezzo, m’ero pure seccata, sapessi. Poi, però, mi è scesa la fissa e il divano ha ri-avuto il sopravvento sulla mia sensibilità.

Erano mesi che nun c’annavo più e ieri ce so tornata.

Obiettivo prefissato: 60 minuti di cyclette.
Obiettivo raggiunto: 40 minuti di cyclette.
Esercizi in sala pesi: 0
Fiato: cortissimo
Affaticamento: immenso
TeoTeocoli: non pervenuto

Sì, perché è stata dura. Dura davvero. Certo, ogni volta che faccio sport ho paura di andarmene in insufficienza respiratoria, di avere un infarto o un aneurisma, che non so se sia possibile ma serve a rendere l’idea, e ogni volta penso che prima o poi dovrò smettere di fumare, il ché è molto complesso per una che non sa resistere a un pacco di patatine PiùGusto Gusto Vivace – che teoricamente non dovrebbero dare dipendenza – figurarsi alla nicotina. E mentre io penso ste cose, c’ho un 65enne accanto che, in calzoncini blu e maglia della salute, pedala una meraviglia: non è affaticato, non è paonazzo, non sta vedendo tutta la sua vita passargli davanti agli occhi come se dovesse schioppare a terra – con conseguente tonfo – da un momento all’altro. Io lo guardo e penso che sto vecchio, di sto passo, vedrà più primavere di me.

Faccio fatica. Faccio un sacco fatica. Non sudo nemmeno, mi surriscaldo un casino e me so pure scordata gli auricolari a casa, quindi non posso sentire la musica e mi tocca guardare Gerry Scotti su Canale5 mentre pedalo, che è una visione altamente motivante, com’è facile intuire.
Però non posso mollare, non sotto i 40 minuti. Allora continuo, continuo, mi carico, mi guardo nello specchio, penso che sta settimana devo riattivarmi l’organismo e poi, dopo, dopo sì, torno in sala pesi.

Perché, sia chiaro, io corsi non ne faccio. L’ultima volta che ho fatto un corso in vita mia, ero diventata talmente rossa (probabilmente avevo raggiunto una temperatura corporea di 57°) che l’istruttore si è voltato a guardarmi preoccupatissimo e m’ha fatto con le mani segno di placarmi. Quindi no. Io tra culi turgidi scolpiti in panta-collant da palestra, a ricordarmi tutti i passi d’una coreografia der cazzo costruita su musica truzza, no, io non ci andrò!
Pedalo e faccio un sacco di fatica. TeoTeocoli non c’è, grazie al cielo non si vede. A me TeoTeocoli mi inquieta assai, che sarebbe il più vecchio dei personal trainer, che c’ha il codino bianco, la carnagione marrone pure a dicembre e delle gambine magre magre con le quali si muove incautamente per i 4 piani, ponendo le sue oscene semi-nudità alla mercé di chiunque. Io pedalo.
Rallento. So stanca. Bevo.
Minchia, che fatica.

Oh quasi mollo. Cioè non è che posso morire.
Invece no. No! Io continuo!

Allora, quando l’acido lattico sta per mandarmi in corto circuito, quando la mia motivazione vacilla, quando sento di non avere più alternativa, faccio l’unica cosa che può darmi energia per continuare e – sia chiaro – è una scelta estrema: penso al mio ex. Ma non è che io pensi al mio ex in ragione del fatto che per 2 anni quello ha cercato di fare il mio personale Roberto Re. No, no, io penso al mio ex, McGyver di Deretano, e a quella che nella mia testa – e probabilmente anche nella realtà, perché la storia insegna che le mie capacità divinatorie sono spesso verosimili – è la sua nuova donna, VT, che non sta per Vagina Troia, come i più potrebbero pensare. VT sono, semplicemente, le sue iniziali.
Allora io penso al mio ex che sta con lei, che le sorride, che l’abbraccia, che ce parla, che la lumaca, che ce progetta una vacanza senza farla penare come faceva penare me. E mi tira talmente il culo che pedalo, pedalo, pedalo così forte da far arrivare il battito cardiaco a 140 e superare le 200 calorie consumate. Dicono che in palestra ci si sfoghi. Allora oggi, ci torno.
Stessa cyclette, stesso obiettivo!

14 pensieri su “I diari della Palestra – 1

  1. Se ci torni sei troppo avanti! Una domanda: ma VT è già nel tuo network? Una precisazione: l’aneurisma non ti viene se fai sport, quindi poche scuse! 🙂

    1. Ci sono tornata e…stupisciti: adesso esco!
      La storia di VT già nel mio network mi ha fatta piegare, oltre a tentarmi di narrare in una prossima puntata questo dettaglio.
      Ma non sto più usando quel network! Me ne sbatto, o qlc del genere! (oggi ce credo un sacco oh!)

      Ok, niente aneurisma, meno male! 😀
      ti amo
      v.

  2. Oh, finalmente qualcuno che mi capisce! Applicata la stessa tecnica, ma le cyclette mi addormentava, così l’ho girata a spinning e bilancieri C’ho le braccia da camionista ma tutto sommato non è che mi dispiacciano). E quando proprio me rode vado sul tappeto. Che è stupido correre su un tappeto pure rimanendo immobili, lo so, però aumento la velocità e mi sparo gli Slayer a palla. E il sessantenne in maglietta della salute (che c’è in ogni palestra, peggio di Gerry Scotty, che pure lui…) mi guarda perplesso e continua a pedalare annoiato…
    Continua così Vagì, secondo me ne trarrai sommi benefici!

    by un’ex scamorza irrecuperabile!

    1. uuuuhh quindi tu dici che si può passare dallo stato di “scamorza” (e nemmanco affumicata) a quello di fitness addicted?
      cioè tu dici che è possibile e che la pigrizia cronica non sarà sempre in agguato dietro l’angolo?

      uuuh. molta fiducia tu dare me!
      (cmq io lo faccio perché scricchiolo di brutto e c’ho i dolori e me sento n’ottantenne imprigionata nel corpo di una 26enne, sia chiaro :))

  3. A me capita sempre sta cosa: quando c’ho qualcuno con cui non fila per bene ingrasso. E poi mi tocca andare a correre che oramai è diventata na droga,da quando non bevo e non mi drogo più a intervalli irregolari divento una tossicomane della corsa.Spendo meno in effetti.
    Che stavo a dì?Ah si…
    Allora mi so ricordata di una volta che stavo con uno,che mio fratello lo chiamava Camomilla per quanto era noioso,e quando son stata con lui ho accumulato 10kg bonus di felicità (sticheizz),così chiesi a una mia amica dopo un pò -Adrià secondo te mi devo iscrivere in palestra?Sto sempre a magnare so diventata na buatta (boccaccio,barattolo per i non pugliesi) – e lei,me lo ricordo manco fosse ieri,co lo sguardo saggio saggio che fa pensare ad Albus Silente,mi rispose -Eh,vedi se perdi quei 60kg de stronzaggine del tuo ragazzo.
    Eh,comunque ha funzionato sa?
    Sei nella fase.

    1. uhm…ahahah
      1. sono pugliese e mi hai fatta ridere un sacco con BUATTA…anche perché m’immagino “m’agghj fatt na buatt” o qlc del genere. ahahaha oddio quanto mi manca il vernacolo!
      2. io i kg in più li pijio a prescindere, sia che il cazzetto me faccia star bene, sia che me faccia star male
      3. venendo alle cose serie: tuo fratello è fico? 🙂 (scherzo, of course)
      4. grazie dell’incoraggiamento! è muy importante!
      muack
      v.

  4. Stupendo quel riferimento al catechismo: io neanche ci volevo andare e mia madre mi ci doveva trascinare con la forza!
    Con lo sport, idem, anche io sempre stata scamorza: da piccola odiavo gli sport di squadra (sempre stata asociale) e da grande la palestra mi ha sempre suscitato un salutare sentimento di ribrezzo.
    Così per caso ho cominciato a correre e proprio oggi mi è venuto da pensare che se cinque anni fa mi avessero detto che a me sarebbe piaciuta la corsa… mica ci avrei creduto!

    Cmq, Vagina, io appoggio il tuo buon proposito di fare sport: male che vada, avrai fatto il pieno di endorfine! 😉

    1. appunto!
      il 2012 è iniziato con una priorità: volemose bene. da sole, prima di tutto.
      poi se pensa.

      e cmq io a correre non ci riesco proprio per niente.
      stimo molto chi lo fa. guardo la gente sul tapis roulant con grande ammirazione!

    1. effettivamente hai vinto. ahahaha. sei top!
      ti capisco assai, perché anche io all’università avevo nello studentato la palestra, ed ero studentessa, n sacco de tempo libero…macché.
      respect! per tutti quelli che resistono!

  5. Eh mo, fitness addicted è un po’ troppo (almeno per me), ma da quando palestro non ho più mal di schiena. E riesco a correre per le scale per tre-quattro piani prima di stramazzare al suolo e perire (prima ne bastava uno)!
    …e mangio pure meglio. Ché non so bene perché ma mi vien meno da ingurgitare chili di maionese e Nutella…
    …ah, e sono più magra e più tonica ma, soprattutto, mi sento bene!

    Io molta fiducia dare te, perché tu meritare, io crede! ^_^

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