#avereventanni

Le mie orecchie fischiano.
Tecnicamente non hanno mai smesso di fischiare.
Da ieri notte.
Famola breve: sono uscita da lavoro, sono andata in palestra, mi sono sperticata sulla cyclette conseguendo il risultato di 57 minuti e 34 secondi. So tornata a casa, masticando una Vigorsol Air Action (sì, quella della puzzola che scoreggia menta) perché ho deciso che appena dopo lo sport non è cosa buona e giusta fumare.
Me so lavata, me so mangnata la frittata, me so vestita secondo un codice softly-rock, ho pure tentato di sfoderare la mia borsa con la Union Jack che è estremamente indie ma s’è fatta vecchia, quella. Ecco io non so voi, ma io ho un serio problema a sbarazzarmi del vecchiume. Probabilmente nasce dal morboso rapporto con gli oggetti tipico della figlia unica, probabilmente è la ritrosia innata verso qualunque cambiamento esistenziale – inclusi quelli di guardaroba – però a me prende proprio male buttar via il vecchio per il nuovo. A volte ci riesco. Ma, di solito, succede se sono preda di una psicosi riordinante, fredda e lucida che mi fa accantonare tutti i ricordi che mi legano a quel determinato oggetto, in favore di una razionalità agghiacciante, secondo la quale, non è vero che in 40 metri quadri io posso conservare…TUTTO.
Comunque dicevo, alle 22.30 è passata a prendermi GuruVagina e siamo andate al Rocket, dove abbiamo incontrato giordièquasimagia – il suo migliore amico – e un’altra amica. Abbiamo bevuto 3 negroni lei e 2 vodka lemon io, in questo celebre locale che frequenta la gente awannasgheps milanese. Mediamente piccolo e sovraffollato di un foltissimo frociame, il Rocket accoglieva una popolazione variegata di giovanissimi e meno giovani, di occhiali da nerd su camicia a scacchi, vagine con invidiabili tagli lesbo e artisti del panorama rock indipendente italiano.
– sugli invidiabili tagli lesbo, di quelli cortissimi col ciuffo lunghissimo, io posso dire che: da vagina dotata di un pagliericcio crespo non meglio definito in testa + congenito sovrappeso – ho sempre invidiato quelle che hanno il bulbo docile e la possibilità di sbizzarrirsi creativamente con i tagli. Nel mio caso, un numero importante di traumi infantili, nati dalle manipolazioni psicologiche che la Vagina Maestra poneva in atto sulla mia piccola psiche per convincermi a optare per il mostruoso “taglio alla maschietto“, combinati con una scarsa audacia esistenziale che di solito mi fa dire al coiffeur “spuntali il minimo indispensabile”, fanno sì che io abbia da 10 anni – forse 15 – lo stesso taglio, suscettibile di modifiche minime delle quali – essenzialmente – mi accorgo solo io. L’ultima volta che la Vagina Maestra mi ha fregata è stato dopo la prima comunione, quinta elementare. Serafica, mi ha proposto il mostruoso “taglio alla maschietto” e, naturalmente, mi ha convinta. Perché non è che mi violentasse. No, no, mi persuadeva proprio. Io voglio, a questo punto, solo lasciarvi immaginare cosa abbia voluto dire per me affrontare la scuola media con un look degno dei Bee Hive (ciuffo rosso escluso, of course).
– sugli artisti del panorama rock indipendente italiano, io posso dire che: ho visto un tipo alto, un po’ lercio e allampanato. Ed era Roberto Dell’Era degli Afterhours. Poi ho visto un tipo buffo con la farfuglia in testa e la barba e una faccia troppo divertente. Ed era Dario Ciffo dei Lombroso, ex violinista degli After. E avrei voluto molto andare da lui e dirgli “so che sgroccavi sempre le sigarette (come racconta Manuel Agnelli in “Non usate precauzioni, lasciatevi infettare“), fumi?”, porgendogli come nella migliore tradizione da telenovelas sudamericana una sigaretta. Ma non l’ho fatto. Sono provinciale. Ma lo tengo per me.
A concerto finito stavamo valutando l’ipotesi di andar via ma giordièquasimagia ha detto che no, che lui sarebbe rimasto, anche perché era impegnato in uno sgamo-violento con un tipo che pareva Brandon di Beverly Hills 90210 però con lo stile di Dylan McKay. GuruVagina mi ha guardata e mi ha detto che una mezz’oretta in più a ballare potevamo anche farla e io, che avevo già composto lo 024040 per chiamare il taxi e tornare a casa, ho sentito che sticazzi anche sì, che tanto comunque soffro d’insonnia e prima delle 2 nun m’addormento mai. Allora abbiamo ballato tra questi giovani, con la musica messa da un deejay che secondo me era nato negli anni novanta, quando per radio passavano What is love?
E io me so sentita giovane, giovanissima, e faceva caldo, e la gente fumava dentro, e hanno messo i bloc party, e gli strokes, e gli arctic monkeys, e forse semo troppo vecchi, forse si vedeva che eravamo gli unici che il giorno dopo sarebbero andati a lavoro, in mezzo a una manica di fancazzisti, e universitari, e musicisti. Però mi sono sentita giovanissima, ho pensato a tutta la vita che me so persa negli ultimi 3 anni, a tutte le volte che non ho bevuto, che non ho riso, che non ho ballato, che non ho urlato perché riconoscevo una delle mie canzoni preferite dalle prime note.
Ho ripensato che ho 26 anni e che devo iniziare subito, iniziare subito a fare tutto prima di sentirmi troppo vecchia per farlo.
Ho pensato che tornare a casa con GuruVagina alle 02.30 per far tardi il giorno dopo a lavoro è divertente, parlando di Facebook e Twitter, e di quanto dobbiamo uscire di più, anche in settimana e frequentare questi posti e non gli aperitivi sfighi in corso sempione, decidendo che dobbiamo assolutamente #avereventanni e averli a lungo, fino all’ultimo giorno, prima d’averne 30.

26 pensieri su “#avereventanni

  1. Tu lo sai vero che io na volta a furia di fare così mi sono fatta un fidanzato minorenne che poi per poco la di lui famigghia non mi mandava i malandrini a casa e io che minchia ne sapevo che era minorenne era nel localino carino a ballare fino alle 4 giocava a carte ruttava e beveva era alto un metro e ottanta uh quant’era carino te lo vorrei far vedere ma tu lo sai vero che adesso stai correndo lo stesso rischio a fare la ventenne siiii????????
    Divertiti un mondo (e se vai con un minorenne non lasciargli mai messaggi sul cell)

    1. ahahahah no ma io:
      1. nun me vojo fa n fidanzato
      2. tanto meno minorenne e fancazzista 😀
      3. tendo semmai alla gerontofilia
      4. e comunque: NO!
      però proverò a divertirmi e, nel caso in cui mai fosse, ricorderò il tuo monito e non lascerò traccia di me sul cellulare 🙂
      bacio!!!

  2. cazzo, voglio veni pur’io!
    sono ancora studentessa ma mi sento vecchia comunque e quando vado nei locali oramai incontro quelli degli anni novanta..e un po’ mi deprimo.
    cercasi compagnia per uscite giovanili infrasettimanali e non.

    dall fort!

    1. Non fare il depravato. Ok per i 20enni ma ricordati che tra un po’ ne compi 27enne. Portati bene eh, ma sempre 27!
      Gh, grazie per i 57 minuti. Ho visto la Madonna fornicare con Ozzy Osburne già intorno al 43esimo minuto…ti lascio immaginare il dopo!

  3. Premesso e non concesso che avere 30 sia cosi’ spaventoso ;), si, corri a goderti la vita.
    Ricordo di un periodo merdoso in cui avevo una persona molto cara in ospedale che seguivo durante tutto il giorno, oltre che seguire lezione all’uni e preparare esami, in cui ogni sera…. e ripeto.. OGNI FOTTUTA SERA… anavo a ballare. Solo il lunedi stavo a casa. Il mio locale preferito era chiuso.
    Dormivo 4 ore e mezza a notte ed ero distrutta.
    Ma ho vissuto fino all’ultimo i miei 20 anni.
    E pure la mia prima metà dei 30 se è per questo! 🙂
    E ora.. bè… forse un po’ mi sono annoiata di fare le cose che ho fatto per dieci anni.. ma ogni tanto la voglia di sballarmi di rum al ritmo di rock ce l’ho ancora.. e vado a ballare… perché per forftuna esistono ancora le serate per noi vecchiette. 😉
    Quello che mi aguro sempre è… che quando avrò 80 anni.. nelle balere passino i System of a Down!
    Allora potrò dirmi che staro’ passando una vecchiaia felice che mi ricorda i tempi andati! 🙂

    1. Uh bello avere 80 anni così.
      Anche io! Voglio anche io!
      Sì!
      Inventiamo i rock club per la terza età, dove i vecchietti vengono, ascoltano la musica, bevono bevande moderatamente alcoliche e usano droghe pesanti perché, del resto, c’hanno 80 anni! 😀

      1. Ehehehhe.. guarda.. mi hai appena dato un’idea per il mio pensionamento.. tanto la pensione non la prendero’.. in qualche modo dovro’ pur arrotondare… perché non aprire “The 80 Club”… dove eighty sta per ottanta di età… e di anno di adolescenza! 😉

  4. Adoro i tagli lesbo alla maschietto 🙂

    Vivitela pure tu, Vagì!
    Io sono della stessa scuola, e magari di qualche classe avanti, di Sylvie e concordo con lei su tutto, anche per le serate “vintage” che ci spettano. Ma soprattutto nella speranza di sentire Serj Tankian tra una cinquantina d’anni nei revival per noi arzilli vecchietti. Forse non pogheremo più ma ci prendermo a legnate con i bastoni da passeggio 😀

    (anche dopo i trenta non è tutto da buttare via eh! a parte il poter ammettere di conoscere i Bee Hive…)

  5. Uh un locale dove girano anche gli Artic, devo andarci!

    Vagì ha ragione Sylvie che pure con i 30 non si scherza, ma i 20+ anni son i 20+ anni, quindi goditela tutta!

    PS. con questo post ti sei aggiudicata un coetaneo fallowaro…

  6. Gentile Vagina,

    (giuda ballerino!!! nenache nel mio sogno più femminista averei pensato di aprire una mail e/o commento con queste due parole).

    Allora premesso che di anni ne ho 35, ti posso assicurare una cosa, i venti sono anni belli, ma dai 30 in su sono una corsa in auto a folle per un prato toscano all’alba e senza freni funzionanti.

    Ho vissuto fino ai trenta nel perenne bilico di stasi fancazzista romantico, insegundo sogni non realizzati e sognando vite sognate da altri (altri che ovviamente sognavano sotto l’influenza di sostanze illegali in 50 stati).

    Poi dopo i trenta, mi hanno acceso un fiammifero nell’anima, e tutto il resto è diventata benzina bruciata.

    E’ come se mi fosse scatata l’autocoscenza di volermi divertire. Di dire per una volta, ehiiii…. ma questa è smell like teen spirit… siii ora si che si balla!
    Di dire i jeans stracciati li metto lo stesso, anche se la mattina passo la vita a viaggiare in giacca e cravatta in mille e nessuna classe business di troppi aerei. E che al massimo se dormo 4 ore per notte dopo 3 long island, l mattina dopo sono felice di ricordare una serata in cui sono stato felice di esserci.

    Nel tuo post ho riletto un pezzo di me post-30, quindi ragazzula… alza il volume, chiudi gli occhi e balla.
    E se qualcuno chiede quelacosa: PVL 🙂

    1. Uh quanto me piace ballare e cantare Smells like teen spirits.
      Ecco, spiegamela sta cosa: perché ho 10 anni meno di te e mi piacciono le stesse canzoni tua?
      Non so, forse dovrei iniziare ad ascoltare Justin Bieber per regredire a uno stadio semi-infantile.

      Cosa sarà dopo i 30 non lo so, però dopotutto, ne sono ancora lontana!!! O NO????
      Tanto per non smentirci: PVL???

  7. ahahahah….. vero.
    Mhmmm.. aspetta debbo diventare serio (e non è facile visto che sono in un treno a fingere di lavorare al pc aziendale in exclusive-class) perchè la seconda metà degli anni 90 sono un periodo-lago, un lago in cui sia io che te siamo stati a nuotare da (troppo) adolescenti o in cui sia io che te abbia bevuto e fumato troppe volte in riva. Per questo forse simao di quelli che sorridono quando in un cover concert riconosciamo orgogliosi-con-noi-stessi fin dai primi riverberi di chitarra-elettrica l’inno nazionale del buon vecchio Kurt.
    PVL= Pura Vida Loca
    E’ la mia filosofia di vita per ora… Sappi che se ti piace il rocket, devi provare il Goganga! ci vado ogni venerdì, e dire che io non vado nello stesso modo mai due volte nello stesso posto 😉 Lo conosci? ubriacato-fumato-riso-urlato-ballato mai lì?

    1. 1. ci tieni a stressare la classe in cui viaggi? 🙂 bah…
      2. ehm no, i cover concert sono una cosa troppo sfigata. smells like teen spirit la mette qualsiasi serata rock decente. ma io uno che canta emulando kurt non potrei accettarlo, no.
      3. goganga stata una volta nella vita. carino. e mi piace il capannone dove si fuma. ci tornerò prima o poi. adesso che ho deciso di dire no alla pirateria e alle droghe e di tornare a vivere.
      ciao!
      v.

      1. 1 – beh in compenso al vagone ristorante ho provato a pagare 5.30 euro per un panino e l’acqua con la carta di credito… e il poss mi ha rifiutato l’acquisto per credito superato!!! e ho pure dovuto lasciare il panino aperto alla barista davanti alla fila di manager usciti fuori da un remake sbagliato di wall street…. che figuraaaaaaaaaaaaa (così imparo che lo shopping convulsivo post-drama da nerd fa male!)
        2 – emulatori di Kurt… mhmm… naaaaa… ma il live paga!
        3 – hai detto di no alla pirateria? quindi compri i confanetti DVD?? non passi le notti a vedere in streaming serie tv, per poi giungere in ufficio con sei ore di sonno sulle spalle??? :))))

  8. ahahahahaha anche a me da figlia unica prende spesso la psicosi reordinante altrimenti non butterei mai niente, anzi da piccola calcola che mi tenevo le cose anche brutte e rovinate(le compravo addirittura) perché sennò mi faceva pena che non se le prendeva nessuno! sarà stato l’inizio di un animismo panteistico feticista?

      1. sì, credo che sia una specie di riversazione degli oggetti di un senso di abbandono che si ha su di sè. Insomma io non abbandonavo gli oggetti nella speranza che una giustizia divina non avrebbe fatto abbandonare me… Vabè mo nel patetico ci sto finendo io, però si faceva per spiegare!
        Ci becchiamo nei prossimi post!
        Un saluto!

  9. Si può #avereventanni sempre, senza nemmeo accorgersene, a 29 come a 55.
    L’unico vero problema sono i tempi di ripresa, quelli li senti, oh si, te li senti.

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