Lassativi Emotivi

A volte penso che c’è un motivo se la selezione naturale ha deciso di eliminarmi.

Lo penso perché avendo il ciclo mestruale da 14 anni è pazzesco che io non abbia un anti-dolorifico in casa, un moment-rosa, dell’0ppio, qualunque cosa possa rimuovere questo machete che c’ho piantato nel ventre, altezza ovaie.

E’ una pura questione di intelligenza, di capacità di auto-gestirsi. Se uno non ce l’ha è del tutto legittimo che sia solo, che non metta su famiglia, che non perpetri il genere umano con altri esemplari di homo sapiens irriducibilmente snob e disorganici.

 

Phil dice che dovrei piangere.

Che non piango da un po’ (cioè tipo una decina di giorni, che per una vagina stronzamente complicata sono un sacco di tempo) e che se piangessi e tirassi fuori tutto, poi starei meglio. A parte che secondo me questa è una minchiata perché io di piangere ho pianto e non ho risolto un cazzo, gli dico che ho già pianto troppo per inutilità. Che mia madre non sta bene, che i motivi di inquietudine sono altri. E che comunque io non riesco più a piangere, soprattutto da sola, che sarebbe la quintessenza della solitudine. E non mi va.

Allora Phil mi dice di piangere con lui. Però io non ci riesco lo stesso. Perché non ho voglia. Perché non ho più voglia di spogliarmi e poi di rivestirmi. Ho accettato che sono sola, esistenzialmente, non socialmente. Ho accettato che devo cambiarmi le lampadine da sola, se si fulminano. Che devo uccidere gli scarafaggi da sola, se me li trovo sul parquet. Che devo portarmi da sola le buste della spesa, e la borsa, e le chiavi della macchina, e le chiavi di casa (perché per me l’uomo in realtà è un factotum, non un compagno).  E  non ho più voglia di versare lacrime per offrirle ai baci del Qualsiasi che, chiunque sia, prima o poi svanirà nelle pieghe di una vita in divenire, completamente dimentico del mio sapore. Anche perché ho pure la presunzione d’averci un sapore speciale, e vedermi sempre spazzata via con un Limoncello e un rutto, urta notevolmente il mio ego vaginale.

…senza contare che quando piango divento definitivamente un cesso: mi arrosso tutta, gli occhi mi si rimpiccioliscono manco mi fossi fumata 3 personal, il respiro mi si rompe, la faccia mi si deforma, la voce mi si altera e – se sono proprio disperata – inizio ad emettere un mugolio  incontrollabile dai connotati quasi paranormali.

Forse Phil ha ragione nella misura in cui non piangere è come non fare la cacca.

Non è che se caghi dimagrisci, ma almeno non ti gonfi.

Almeno non ti viene il mal di pancia.

Almeno non finisci come Alessia Marcuzzi che racconta a tutta Italia di drogarsi di Bifidus Essentius per cagare regolarmente via dall’anima le inquietudini.

Non ho pianto neanche in premestruo. Credo di essere diventata sentimentalmente stitica.

Credo di dover prendere un lassativo emotivo.

Potrei riguardare Closer, che mi ha sempre fatta piangere, ad esempio. Mentre stiro.

Così da prendere 2 piccioni con 1 fava (che per me ha un chiaro significato erotico) e unire l’inutile allo spiacevole.

 

…e pensare che finché nel mondo ci saranno uomini come Clive Owen, noi vagine non abbiamo motivo di rinnegare il nostro status genitale.

10 pensieri su “Lassativi Emotivi

    1. 🙂 Closer è il peggiore. La prima volta lo vidi con uno che mi faceva cornuta ogni 2×3. E la piccola parte intelligente di me lo sapeva. Fu un salasso emotivo. Comunque non l’ho fatto. E tecnicamente non ho nemmeno stirato.

      1. Smetti definitivamente di stirare e ti renderai conto che e’ un gesto superfluo. I vestiti tendono comunque allo stato di minore energia.

      2. ahahah ma a me stirare piace.
        senti ma tu ti chiami Pacey come quello di dawson’s creek perché pacey si trombava l’insegnante che pareva uscita da un set porno della west coast, oppure perché ha sputato in faccia al professore che metteva in imbarazzo Jack per la sua omosessualità?
        volevo chiedertelo da un po’…
        (dello stiraggio parlerò!)

  1. Quando ero più piccola mi tenevo tutto dentro, non piangevo mai.
    Poi ho scoperto che se piangi, butti fuori e poi ti senti meglio. E ora sono praticamente una fontana sempre aperta… non parliamo poi del periodo premestruale (e mestruale).
    Piangi, se riesci e finché riesci, ti farà bene. Un giorno magicamente ti accorgerai che non era l’unico al mondo e che non ne valeva la pena di stare così male. Non ne vale mai la pena per nessuno, a parte (forse) per i tuoi genitori. Ma, quello, è un altro discorso.

    1. Ecco a me è più facile che succeda se c’è qualcuno. Da sola evito. Credo sia auto-conservazione. O istinto di sopravvivenza al livello più basilare.
      Se tu ce la fai, a piangere a fontana, è meglio. Dice che combatte la ritenzione idrica.
      E le lacrime trattenute non sono per lui. Sarebbe semplice, se così fosse.
      Crescere è una sòla comunque.
      un bacio
      v

  2. La stitichezza emotiva è terribile. Ne sono affetta da qualche mese.
    In parte spero di rimanere stitica a vita, non potrei sopportare un altro anno piagnone come il 2011.
    E si…crescere è la cosa peggiore che possa succedere ad un essere umano.

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