lesbo-chic. ma indie.

A volte penso che io Syd Barrett avrei proprio potuto amarlo.

Non perché fosse uno dei Pink Floyd e, secondo una comune diceria, il più figo dei già fighi.

Non perché fosse un tossico. Non perché sia diventato un’icona stampata sulle t-shirt alla miserabonda stregua di Marilyn Monroe e Audrey Hepburn.

No, no. Io lo pensavo già in tempi immemori, quando il cd con il suo best of si perdeva tra le pieghe del mio letto sfatto bolognese, ecco io già allora pensavo che fosse incredibilmente bello e che io sarei dovuta nascere in un altro tempo e che avrei dovuto incontrarlo e amare il suo viso, la sua fattanza, la sua genialità sprecata. Ecco, io già allora pensavo che avrei dovuto perdermi con lui, intrecciati e nudi, con un vinile finito, sul piatto, nell’angolo e noi, sconvolti e un po’ lerci, su un materasso sul pavimento. E pensavo anche che lui, in realtà, sarebbe dovuto morire giovane. Come Kurt. Perché non era giusto scoprire che s’era fatto vecchio, e grasso, e calvo. Perché quelli come lui dovrebbero essere per sempre giovani. Per sempre come ai tempi di The Piper at the Gates of Dawn. Per sempre come in Apple & Oranges.

A differenza di Syd Barrett, invece, noialtri potemo invecchià, ma nei giusti tempi. E siccome che io c’ho soltanto 26 anni, la scorsa settimana me so fatta uscite alterne, na sera sì e l’altra no.

Martedì sera, anteprima di Mission Impossible Protocollo Fantasma. Lo consiglio fortemente. Ma solo agli stronzi. Senza contare che Tom sta invecchiando – pure lui – quindi forse dovrebbe smetterla di correre in verticale sui grattaceli e dedicarsi, piuttosto, a sua moglie: Joey Potter, da Dawson’s Creek con furore.

Giovedì sera, io e Zia Vagina ci siamo concesse quella che è stata ufficialmente battezzata “serata lesbo-chic“, che solitamente ha luogo ogni 8-9 giorni e prevede l’aperitivo al Frizziellazzi e la cena da Hong Kong. La serata lesbo-chic ha una funzione catartica per entrambe, una specie di detergente emotivo capace di riequilibrare il pH nell’anima, durante la quale raccontarci tutto quello che non riusciamo a dirci nelle pause pranzo e a scriverci su whatsapp! E tra paturnie, insicurezze e pettegolezzi, ridiamo un macello. Quindi a me fa sempre un sacco bene, la serata lesbo-chic. Ci voglio molto bene a Zia Vagina, io. Soprattutto perché quando devo salire sul suo motorino, s’accosta al marciapiede, per facilitarmi nell’impresa, senza che io le chieda nulla. So questi i dettagli che fanno la differenza, nei rapporti interpersonali.

Sabato sera: con GuruVagina e gli altri ci siamo ritrovati in quello che, sulla carta, dovrebbe esse un Circolo Arci, il Bitte. Dopo la cena a casa di Giordi-è-quasi-magia siamo finite in questo capannone zona navigli, ma naviglio grande, che dopo 3 anni continuo a non prendermi la briga di capire la differenza, perché per me navigli = taxi, a prescindere. Ecco siamo finiti in questo posto che a me, più che un Circolo Arci, me pareva il Sound di Noi Ragazzi dello Zoo di Berlino. Ma dev’essere che sono provinciale. Siamo entrati e la musica era pesissima. Io e GuruVagina ci siamo guardate e abbiamo detto: “Giovani sì, ma fino a un certo punto!”

Me so guardata intorno per un po’, mentre cercavo di tracannare la consumazione inclusa, che era un whisky-merda allungato con non so cosa. Nel bicchiere ce stava pure un cubetto di ghiaccio lampeggiante, che non potevo smettere di chiedendomi “ma sarà sano/igienico sto coso lampeggiante nel mio bicchiere?”. Ecco, me so guardata intorno e ho pensato che grazie ar cazzo te devi pijià le paste, se c’hai 17 anni e vai a ballare in un posto così. Ecco, infatti, tutti (o almeno, molti) stavano impastati.

Però lì  io ho smesso de capì, mentre giovani ed efebici finocchi limonavano duro accanto a me. Io ho avuto un momento di confusione, perché i Circoli Arci che avevo conosciuto io, erano essenzialmente di “sinistra”. Nun ce vedevi tipi con la testa rasata, manco se te facevi un purino da solo. E, per l’appunto, si sentiva odore d’erba e pakistano. E semmai, ce se annava a vedè un concerto degli Offlaga Disco Pax al Circolo Arci. Ecco.

Invece no. Qui no. Sarà che dipende dalla serata. Sarà che il posto era TROPPO giovane e pervaso di quel fattume post-industriale e siderurgico pure affascinante – da un punto di visto sociologico – ma col quale davvero non potrò mai entrare in sintonia. Io non lo so. Però con GuruVagina se semo dette che alla prossima puntata preferiremmo tornare ad essere vagine-indie.

Che, a ben pensarci, è anche un bel concetto.

 

10 thoughts on “lesbo-chic. ma indie.

  1. e brava la vagina!
    una bella crono-cronaca di una settimana, con il giusto mix di flashback per dare nuvole pezzi del puzzle del tuo passato 🙂
    Cmq Protocollo Fantasma lo vedrò di sicuro, perchè come direbbe qualche mia ex sono decisamente stronzo.
    Nel mio letto disordinato di bologna (e si ci ho vissuto 5 anni) c’erano solo fumetti e l’unico best of era quello degli The Smiths.
    il romanzo neorealista di Christiane F. è un’emozione che mi porto dentro dall’estate del 2000, ed il sound è il palazzo della memoria in cui conservo quell’emozione.
    il Bitte non è male, ma solo nelle serate a tema anni 70 ed in più è praticamente sotto casa mia. Il taxi nei navigli è un must, come i giudaballerino che tiro al cielo quando vedo il tassametro a fine corsa!
    Sull’indi-locale-notturno stavo per andare al rocket ieri sera, proprio perchè ne avevo letto una simil recensione emotiva su di un certo blog, ma alla fine sono finito al goganga a bere pessimo rum scuro.
    Dovresti scrivere guide emotive alle città d’Italia 🙂 (se non passi prima alla tv 😉 )

    1. Caro Hellpesman…
      ahah protocollo fantasma, santo cielo. Ci vuole coraggio. Io punto ancora a Shame con Fassbender mercoledì. Vedremo.
      Di Christiane F. non ho letto il romanzo. Purtroppo non so leggere. Ho visto il film. Un po’ come per tutto.

      Devo essermi trovata nella serata peggiore del Bitte. Chi lo sa, magari ce ricapito. Lusingata dal fatto che volessi annà al Rocket per quella certa recensione. Solo che, chennesò, magari nun te piace! 🙂
      Passare alla tv? E come se fa? 🙂
      baci
      v.

      1. ahahahahahah
        ma hai un accento romano anche quando scrivi… cmq anche se vado al rocket e non mi piace… beh … no dai era bella la recensione 😉
        Per la tv beh dovresti lasciare il pacchetto adobe, feramere le rasterizzazioni e passare al final cut e ai render 😉 a parte gli scherzi scrivimi pure alla mail se vuoi qualche consiglio.
        ……. e poi protocollo fantasma ci sta benissimo con birra e sigaretta (scaricato of course visto che sono stronzo 😉 ).

Parla con Vagina, Vagina risponde

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