Il vuoto del maschio domestico

Stasera il mio raffinato menù da single prevedeva dei tost con prosciutto cotto pieno di conservanti e formaggio da tost Special Tost, che forse si scrive toast, ma io non andrò su google a verificare, perché la mia pigrizia non conosce compromessi. Quindi, siccome questo blog è una regime autocratico poco illuminato, famo che se dice “tost”.

Stasera il mio raffinato menù da single, dopo aver già espugnato nei giorni precedenti l’alimento in scatola e l’alimento surgelato, prevedeva dei tost. Li ho preparati, con gran cura, come solo una gourmand come me poteva fare. Li ho posizionati. Ho attaccato il tostapane e TAAAN (lo so, ho scarse capacità onomatopeiche), mi è saltato il contatore.

Allora io ho pensato “Cristodiddio“, perché io sono una Vagina bestemmiatrice. Lo sono per colpa del mio ex ex che bestemmiava. Allora io ho acquisito questa cattiva abitudine. Questa, il gusto per la musica prog e la condiscendenza per il cinema indipendente.

Io ho pensato “Cristodiddio” e ho sentito, enorme nella mia vita, un vuoto: quello maschile. Quello dell’uomo che se mette le scarpe e la giacca e scende in cantina (che poi io le raccomanderei le cantine dei condomini milanesi, che sono un po’ come l’anima dei milanesi: belle fuori e na merda alla base) a riattivare il contatore. Ho sentito il vuoto del maschio domestico, senza pensare ai calzini putrescenti che l’uomo disseminerebbe nei miei 40 mq, senza pensare alla memoria urinale che allieterebbe puntualmente la tavoletta del mio cesso, senza pensare ai residui di dentifricio nel lavandino perché il maschio non può arrivare al concetto di sciacquare il sanitario una volta utilizzato (altro esempio: plotoni di peli pubici e capelli nel piatto doccia). Ecco, io non pensavo a tutto questo. Io pensavo solo che non c’era un uomo che andasse a riattaccare il contatore. Che è quello che di solito penso davanti ai miei drammi da casalinga,  quando mi si fulmina la lampadina del mobiletto del bagno, oppure quando trovo un insetto in casa e sento chiaramente dentro di me i miei limiti scalpitare e rivendicare il loro diritto ad esistere perché che vagina sarei se non potessi nemmeno frignare in preda al panico di fronte a la cosa diJohn Carpenter che si muove sul mio parquet?

Ma niente. Io n’omo in casa non ce l’ho, purtroppo e per fortuna, quindi me so messa scarpe e giacca e ho fatto da me, come fanno sempre le vagine con un accenno di pene nell’anima.

Tornata in casa ho pensato che è finita, tra me e il mio tostapane, che persino quel patetico Philips da venti euri m’ha mollata e che un’altra relazione è fallita.

Allora ho capito che, probabilmente, in questo periodo, io e il genere maschile – globalmente inteso – nun ce pijiamo. Ma proprio a livello di sostantivi, ecco. Banalmente: il tostapane (sostantivo maschile) mi dura 6 mesi. La piastra (sostantivo femminile) ce l’ho da 6 anni. Il tram fa tardi, la metro è puntuale. And so on.

In questo periodo è così. Io e i sostantivi maschili nun ce pijiamo.

E pensare che non li provoco nemmeno con un uso impertinente dell’apostrofo…

20 pensieri su “Il vuoto del maschio domestico

  1. Che strano…Ti prego prendila come una provocazione e non come una critica al post o al tuo modo di pensare, dicevo:

    Che strano se avessi scritto un post del genere ma a rovescio, dove dico che mi manca una donna al momento che mi abbellisca la casa con quel tocco di femminilità, con quel gusto per i particolari, chissà cosa mi avrebbero detto alcune autrici di blog “femministe”.

    Intendiamoci, io per mia natura sono per la parità dei sessi, per me cara Vagina potete andare da sole a riattaccare la luce, non vi mancano certo cervello e mani, però se non si sfocia nella violenza, se si crede veramente che tutti abbiano diritto alle stesse possibilità, senza distinzione di sesso, credi che un pensiero simile al tuo, con gli attori rovesciati sia dannoso alla figura femminile?

    Detto questo io sono favorevole a risolvere i vostri problemi, come genere, il lavoro, lo stipendio a volte non paritario, l’accesso a contraccettivi moderni osteggiati in Italia, che non dovrebbero morire più donne per mano di uomini, che in alcune province sia difficilissimo trovare medici che non obbiettano e poter decidere più serenamente se e quando abortire senza fare ping-pong tra strutture ospedaliere, emancipazione delle donne straniere…

    Ci sono tanti altri ostacoli gravi da risolvere, non li elenco sennò facciamo notte.

    Dopo questo lungo preambolo, ecco la provocazione, non condivido quello che dici, eppure non mi sento offeso, è una tua visione del maschile che sinceramente a me non toglie e non aggiunge, per cui lo rispetto, lo trovo un poco sessista ma lo rispetto; perché invece al contrario ALCUNE donne di fronte ad un atteggiamento similare si stracciano le vesti?

    Detto questo posso anche andare a comprare un vaso con dei fiori per abbellire il balcone, che il gusto per me non cambia se si porta la Vagina o meno.

  2. Dimenticavo, capisco che il post sia scherzoso, siccome purtroppo in altro loco, sono stato tacciato di essere il solito maschilista un poco st…
    La st… sta per stolto, permettimi di prenderti un attimo sul serio.

  3. ” le vagine con un accenno di pene nell’anima”.
    Cioè, solo per questo sto ridendo da mezz’ora.

    Cmq, cercando di fare un commento vagamente in topic… io, sono sola da sempre. E però anche io ricordo di aver fatto una considerazione simile, quando una volta sono uscita da una libreria carica di codici commentati pesantissimi e senza nessun “uomo” (o presunto tale) che me li portasse.
    Ma, Vagina, se è solo questo che manca di un uomo, allora metti su quell’agenzia di cui parlavi in termini futuristici in un post precedente, ovviamente senza dimenticarti di attivare il servizio “emergenze”: né più, né meno di un idraulico che ti corre a casa perché ti si è rotto un tubo! 😉

  4. ahah, una volta ho scritto un post simile. Ti svelo un segreto: mai attaccare il tostapane quando c’è il vibratore sotto carica, sennò salta sempre la corrente.

    (non è vero)

  5. Oddio, a parte che io in quanto a cene sono messa esattamente come te (surgelato, scatolame e poi la mia cena-toast che, ti dirò, quando mi ci impegno è una delle mie preferite)!!! Ma poi faccio gli stessi pensieri! Finché vivevo coi miei, quando saltava la luce o c’era da ammazzare un insetto o cambiare una lampadina queste cose era scontato che le facesse mio padre. Poi ti trovi da sola… col ragnaccio che zampetta scatenato o il contatore saltato… e devi fare da sola! E poi, vabbe’, scopriamo che ce la possiamo fare benissimo (insetti a parte, per quanto mi riguarda… quello non riesco a superarlo)!!! Però rimane sempre l’idea che se salta la luce dovrebbe pensarci “lui” 😉

  6. Se salta il tostapane, prova a mettere il toast-o-tost-che-dir-si-voglia nella padella!!Di solito LEI non crea problemi, non ti delude e non ti abbandona nel momento del bisogno 😉

  7. Tanto non sanno mai riparare nulla, oppure se anche lo sanno fare si trincerano dietro un “Meglio che lo porti dall’aggiustatostiera, BASTA CHE NON CI COSTI UNA CIFRA!”
    Il toast a casa mia si con prosciutto rigorosamente da 4 soldi, di quello pieno di conservanti, lucido che “se se specia dentro”: è più saporoso.

Parla con Vagina, Vagina risponde

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