La Vagina è pavida con Manuel Agnelli

La Vagina non sbaglia quasi mai. Ma quando sbaglia, sbaglia de brutto.

Ce mette proprio tutta se stessa, ecco.

Ed è proprio per questo che sono reduce da una settimana professionalmente di merda che, come i più acuti potranno intuire, non ha condizionato affatto il mio umore. Perché non è che io debba sentirmi dire sempre brava eh, cioè mica me pijiano gli tsunami de bile davanti alle critiche, specialmente quelle a cui non posso rispondere perché sì, di fatto, ho puramente torto. Non è che io abbia pubblicamente gambizzato il mio sinusoidale ego, in Piazza Presunzione, con l’aiuto della FlyDownBaby Onlus che raccoglie fondi per tutte le vagine bisognose di umiliazioni. No no. E che non si pensi che il mio triplo salto mortale di gaffe professionali mi abbia aperto sconfinati orizzonti di riflessione sfacciatamente masturbatoria, del tipo vagina stesa sul lettino, contro-interrogata da vagina allo specchio: “Vagina, perché ti succede questo, Vagina?”. No no.

C’è stata una sola nota di colore, nella mia suddetta settimana di merda: XL Revolution al Black Hole, la festa per il restyling della rivista. Premesso che a me XL me piace, nel senso che se so arrivata in aeroporto con du ore de anticipo e me devo comprà na rivista, io me compro XL. Premesso che ci sono stata invitata e quando vengo invitata alle cose fiche io mi sento fica di riflesso e quindi va bene. Premesso tutto ciò che da premettere c’è, per me la serata è stata molto gagliarda. Ce so andata con indie-vagina, una mia amica ex coinquilina, terrons inside come me, che c’ha questo mio stesso gusto per la musica uacciuwari. Hanno suonato per noi i Calibro35 che io non conoscevo, se non di nome, e li ho trovati validissimi, me so parsi ricchi, forti, virtuosi e rassicuranti. Abbiamo bevuto all’open-bar un cuba libre che pareva un chinotto e un gin lemon che pareva un gin lemon. Abbiamo chiacchierato, io e indie-vagina, girovagando per il locale e, ciò che più conta, abbiamo visto tanta bella gente.

Il primo, in ordine cronologico, è stato Dente, che però io me lo immaginavo assai più alto. Invece è un ragazzetto efebico con un’acconciatura mediamente audace. Il secondo, naturalmente individuato da indie-vagina, è stato Bugo. Ma non è che indie-vagina l’abbia semplicemente individuato. No. Indie-vagina m’ha afferrato il braccio e ha detto una frase meravigliosa del tipo:

“C’è bUUUUUUUUUUUUUUUUUUUgo”

Immediatamente seguita da una battuta sul fatto che noi sì, che siamo nel giro giusto.

Perché il problema è esattamente questo, per noi terroni para-evoluti. Noi non siamo come voi. Noi non siamo abituati a camminare per strada e a inciampare in vipS di varia entità. Se il problema non si pone per il terrone verace che, di fronte al vip, scatena incurante tutta la sua molestia (ricordo quando al lido che frequentavo in gioventù si creò scompiglio per l’avvistamento di Massimo Lopez…no, non sto scherzando; e ricordo pure una foto di gruppo in aereo con Adriano Pappalardo…no, non sto scherzando neanche in questo caso), si pone invece per noi, noi terroni emigrati che ci portiamo appresso, insieme al capocollo e alle melanzane sott’olio, pure questo rigurgito culturale: la fascinazione per il personaggio famoso.

Perché noi lo sappiamo che non va fatto, che è da provinciali. Sappiamo che in teoria ecco, insomma capirai, al massimo ci possiamo fumare una sigaretta fuori e no ecco, posso manifestarti stima, ma no, non essere una tua fan, un autografo…maffigurati…ahah la foto insieme, ma che davero? (al massimo lo scrivo su tutti i social e ne faccio un post dedicato ma no, l’autografo der cazzo non te lo chiedo).

Ecco, noi lo sappiamo, certo. Ma è più forte di noi. Cioè, ci emozioniamo proprio un po’, noi semo così, un po’ ingenui su queste cose. C’avemo il sole, il mare, lo iodio nell’aria e Leone di Lernia a piede libero…è pure normale che sbarelliamo un po’ se Roberto Dell’Era ci passa affianco.

Ad ogni modo io ho avuto un contegno magistrale, quasi da guerra fredda tra me e il panorama indipendente della musica italiana. Fino a un certo punto. Finché non l’ho visto (e potrei evità de dì che me so guardata intorno tutta la sera cercandolo). Lì. Meraviglioso. Oribbile (non è un refuso) con i suoi nuovi capelli lunghissimi che pare Ozzy Osburne di Lambrate. Secco. Bellissimo. Nell’ombra. Sempre più vecchio. Manuel.

Arrivato in ritardo, come solo i veri divi fanno.

 

Ho manifestato indifferenza, perché pure a volerci parlare, che cosa ci dico a uno che ho intimamente venerato come un dio nella mia ritardata e ritardataria adolescenza?  Tiro giù il cocktail e penso che sì, che certo, avrei potuto chiedergli se il nuovo album se chiamerà “Padania” pe davero. Allora io e indie-vagina siamo ripartite a cercarlo, l’avemo individuato, se semo posizionate lì, finto-disinvolte. Solo che non è che Manuel Agnelli sia solo e abbandonato a se stesso. Stava sempre a parlà. E io ho tergiversato, non sapevo che fa. Me pareva molto brutto interromperlo ma la verità è che io sono una vagina pavida e che ero proprio terrorizzata dall’idea che Manuel Agnelli, in una settimana già di merda de suo, me mandasse pure a fanculo.

Sicché me lo so guardato, giusto un po’.

E poi ho deciso che no, che non l’avrei interrotto. Perché in fondo non c’avevo n cazzo da dirci. Perché il mio ego era ai minimi storici sta settimana (o comunque molto vicino ad essi). Mi sono limitata a passargli vicino, vicinissimo, mentre andavo via. Tanto da ascoltarne la voce per qualche secondo.

E ho chiamato il taxi, sentendomi contemporaneamente sollevata e pentita.

(Comunque, Manuel, qualora tu leggessi mai questo post – perché le persone egocentriche si Googlano ed io credo nel potere di indicizzazione del mio blog – ecco sì – scriveme! Chiamame! Il mio numero di telefono è sempre lo stesso che t’ho ammollato a un concerto 7 anni fa! Me poi pure vestì de lividi, si vuoi!)

E finalmente è weekend.

27 thoughts on “La Vagina è pavida con Manuel Agnelli

  1. mi sono emozionata solo a leggere il tuo post(per farti capire come sto messa quando si parla di Mr Agnelli).
    comunque anche stavolta ti supporto e sostengo, perchè so esattamente cosa voglia dire quel rugurgito culturale sudista di cui parli. ci convivo anche io da anni, ostentando disinvoltura in certo tipo di situazioni.
    e comunque se tante volte ti serve una compagna di stalking su roma, sai a chi rivolgerti(tanto i posti dove vanno gli after a roma son 2 o 3) XD

    1. Ahahah grazie Frolla! Tutto ciò mi aiuta a sentirmi meno sola! 🙂
      Se capito su Roma te lo dico, io so che vengono avvistati al Circolo degli Artisti, per esempio. Anche se, Roma per Roma, me verrebbero in mente altri obiettivi di stalking. Prima o poi ne parlerò!
      bacino
      V.

  2. Certo…il famoso bigliettino da groopie in preda a scompensi ormonali dopo diverse ore di attesa e figura di merda con il batterista che alla domanda “tu sei il batterista” ha risposto “forse”! 🙂 Per fortuna ci pensò il violinista ninni a farti da messaggero (chissà poi, se mai lo fece)…quanti ricordi vaggì, quanti ricordi…

    1. ahahahaahahah! maledetto!!!
      quanti ricordi, un sacco! quando eravamo giovani e forti, e non ce ne eravamo accorti. eviterò di dirti che mi pare sia successo 5 vite fa.
      ti lovvo e lovvo quei ricordi, comunque.

  3. buuuuuuuuugo! un periodo ero in fissa con lui, e lui con me a quanto pare, infatti faceva un concerto ovunque io mi trovassi. andavo sempre a sentirlo perché lui è quello che canta il mio inno: “io mi rompo i coglioni”. aaaaaah, buuuuuuuuuuuuugo!
    cmq anche io reagisco come te coi vipsss: vaghissima, di sfriscio, contegno metropolitano fuori, megaemotion dentro. logico. come quando ho incontrato il tipo dei joy division e ho detto “nice to meet you”. che signora, oh!

  4. ahahahaha anche io avrei fatto lo stesso… anzi faccio lo stesso con tutti miei idoli, perchè alla fine poi se non c’è niente di cui parlare, non mi va di parlare con nessuno, anche se ascolto la sua musica a loop, o rivedo i suoi film fino all’alba o rileggo i suoi fumetti o suoi romanzi fino al bruciore d’occhi…
    Meglio ascoltare i nostri idoli che parlarci del nulla…. cmq se ti metti con lui mi raccomando i biglietti gratis per i concerti! 🙂
    PS: ti ho citata nel mio ultimo post 😉

  5. a me una volta Manuel ha preso la mia birra, ne ha bevuta un po’ e poi me l’ha ridata schifato dicendo “è calda”. io ovviamente interdetta e muta. forse un sorrisino beota, ecco.

    ps ti leggo da poco, ma mi piaci moltissimo!

  6. una volta dopo un concerto a Gallipoli mi ritrovo lì Manuel che beve cocktails circondato da vagine groupies probabilmente minorenni, seduto nell’area bar del parco in cui c’era stato il concerto. Così, lì di fronte a me, a meno di mezzo metro. Secondo te, avrei mai potuto resistere al gene meridionale di cui tu parli, tanto più giustificato perchè in loco? Voglio dire, se vieni in terronia a fà i concerti poi te devi appioppà pure le conseguenze. O no? Se no te ne resti a suonare a Milano dove la ggente ti incontra pure quando va a fare la spesa (ma la farà la spesa Manuel?). Quindi ricapitolando ho deciso: sì, a costo di far figure di merda vado e gli dico qualcosa, che quando mi capita più non lo so. Poi mica “pare brutto” avvicinarsi per dire qualcosa no?(nella mente terrona). Sicchè mi avvicino e con la faccia de cazzo interrompo pure il suo preliminare erotico co le vagine groupies bionde-strafiche nate negli anni novanta di sicuro. E gli dico “chiedo scusa, volevo solo fare i complimenti per il concerto, davvero grazie per le tue canzoni”. Discreto, elegante, non troppo cafone, brava vagina mi dico. In quel momento mi rendo conto che il mio innato gene terrone mi aveva sopraffatto, era andato oltre la mia volontà, e non essendo riuscito a esprimersi degnamente con le parole ha pensato di impossessarsi degli arti, muovendomi alle parole “davvero grazie per le tue…” a un mezzo inchino idiota accompagnato da mani congiunte che te devo dì, da Dalai lama. Potevo pure rigirarmela a vagina buddhista se non fosse che al momento di ricongiungere le mani, alzando le braccia mi so involontariamente alzata pure tutta la maglietta (che era un top di finto lino larghissimo) quasi fino alle tette. Rimango lì per qualche infiniterrimo secondo con le mie mani giunte il mio mezzo inchino, la maglietta impigliata nelle mani e la panza flaccida in bella mostra.
    Manuel mi ha cordialmente risposto “grazie a te”, probabilmente perchè gli ho fatto ricordare di quanto fosse bello essere famosi perchè a fine concerto ti fai le vagine fighebionde e non ste cesse qui con i rotolini in mostra e l’acne selvaggia.
    Da allora indosso solo maglie aderentissime a costo di sembrare un insaccato, odio i top larghi di fintolino, e chettelodicoaffà: odio Agnelli co tutti gli Afterhours.

      1. nu è tantiffimo!graffie!! ❤ (le dichiarazioni d'amore mi fanno sempre regredire da 25 a 5 anni)

Parla con Vagina, Vagina risponde

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