Amicizia tra ex. E Ammortizzazione Vaginale del Sentimento

Ci sono molti misteri di cui l’umanità non è mai venuta a capo. Dagli alieni al mostro di Loch Ness, passando per la materia grigia di Roberto Giacobbo, fino alla famigerata amicizia tra ex.
Sono giorni che ci penso e giorni che mi interrogo in merito e non riesco a capire se sia un’opzione reale oppure la solita strategia della tensione dei servizi segreti deviati per confonderci e far sentire tutte noi in colpa. Noi, vagine che amiche dei nostri ex difficilmente siamo. Noi, vagine che ci rode sempre un po’ il culo. Noi, vagine che se a una persona siamo appartenute – più o meno profondamente – e che se quella è appartenuta a noi, ci sarà sempre un pezzetto d’anima, tra colon e intestino crasso, pignorato: uno spazietto per ricordare quel po’ d’esclusivo che c’è stato – o che non c’è stato mai, ma a noi è piaciuto immaginarcelo.
Noi, vagine di questo genere, restiamo sempre un po’ spiazzate quando sentiamo leggende metropolitane di vagine altre che, invece, sono grandissime amiche dei propri ex. Di solito, rosichiamo anche un po’, perché magari ci piacerebbe d’essere così evolute, così disinvolte, così mature da accettare serenamente i cicli (e ricicli) sentimentali, colloquiando amorevolmente con la nuova fidanzata di lui senza pensare che sia naturalmente assai meno di noi e che lui l’abbia scelta semplicemente perché più docile e meno bacacazzi.
Però nun jaa famo ad esse amiche dei nostri ex, il ché è pure un peccato perché poche cose ci sono nella vita divertenti come chiavarsi gli ex.
E allora iniziamo ad arrovellarci, noi che c’avemo pure una certa presunzione di modernità in capo, per capire come minchia sia possibile che non riusciamo a superà questo limite.
S0no giorni che ci penso ed elaboro teorie come quella sull’Ammortizzazione Vaginale del Sentimento che prevede che si possa diventare amici solo dopo aver ammortizzato il costo della relazione, valore che si ottiene addizionando le variabili B (bene) ed M (merda) che hanno caratterizzato il rapporto, moltiplicate per la durata della relazione.
Sono giorni che ci penso e poi succede che ricevo un sms su Blackberry Messenger dal mio ex in pausa pranzo, quindi politicamente correttissimo, mica come quei messaggi che certe volte uno se manda co gli ex a tarda notte, languidi e intimissimi, illuminati solo dalla luce sul comodino, che ti perturbano il sonno e te fanno sognà performance sessuali come non se ne sono viste mai, a onor del vero, nella realtà. No no. Un messaggio adorabile. Pulito. Col sole alto nel cielo e due vagine colleghe intorno pronte a commentare “Che stronzo”, perché comunque l’ex, in quanto tale, è ontologicamente uno stronzo, in linea di massima, pure se l’hai lasciato tu.
E tutto mi diventa più chiaro e in poche ore capisco che, di fatto, l’ex è ex. E l’amico è n’artra robba.
E quando ce ripenso, nel corso della giornata, capisco che io non voglio essere sua amica.
E mica lo odio. Anzi, lo adoro e penso n sacco de cose belle di lui. Semplicemente, me devo preservà e un decennio di storie finite m’ha insegnato a volé più bene a me che a loro. Inoltre, io non sono elastica, i cambiamenti mi stressano e se alcuni sono obbligata ad affrontarli, tipo quello del guardaroba al cambio di stagione, altri me li posso pure evità.
Il cambio di rapporto, ad esempio, ma che me da? Di sentirmi nuda sotto l’occhi sua senza nemmeno potermi spogliare più? Oppure d’accorgermi che i suoi occhi non sanno manco più scalfirmi. Oppure de scoprì che c’ha ancora paura de sorbirse le mie mirabolanti masturbazioni cerebrali. Oppure de sentirmi dì che sono più intelligente di quella che se sposerà e non poté manco risponne “grazie ar cazzo”.
No, ecco no, ma che me frega a me de fà la figa? De parlarci, de farlo ride, de ostentà sicurezza davanti all’artri, de faje ricordà quant’ero divertente, tanto per scorticarmi di nuovo tutte le infezioni che c’ho dentro. Ma no. Se dalla mia vita è voluto uscì, ne restasse fori. Ner bene e ner male. E se nun ce sta per le mie paturnie, nun ce deve stà nemmanco per le mie soddisfazioni. Se nun se pijia le lacrime, nun se pijiasse manco le risate.
Perché non è un mio amico.
E’ quello tra le cui braccia mi perdevo, alle cui mani m’offrivo, sotto i cui baci ansimavo, fino a pochi mesi fa.
E io non fingerò d’essermelo dimenticato per metterlo a suo agio.
Quando, prima o poi, inciamperemo l’uno nell’altra.

56 pensieri su “Amicizia tra ex. E Ammortizzazione Vaginale del Sentimento

  1. Ahahahaha, bellissimo, sono completamente d’accordo.

    Unica cosa che eccepirei: preferisco la nuova fidanzata, all’ex.
    Cheppoi lei è tutte le cose che hai detto tu, meno di me.
    E c’ha la santità di sopportare quel borioso coglione.
    Che stanotte l’ho pure sognato e penso non passerà mai il vederlo come ex, e nemico.
    Devo smettere di leggerti.

    1. Beh dunque, anche l’ex è un gran bel capitolo, in effetti.
      No, comunque, tu non devi smettere di passare di qui, perché io e te siamo gemelle separate alla nascita. Almeno in quanto a tappe esistenziali fondamentali. You know.
      Ciao cara.

  2. Ste cose patetiche alla Dawson’s Creek io non l’ho mai tollerate!Tutti che si trombano e tutti che si vogliono bene all’inversomile..Mavaffanculo va!Se ti ho lasciato è perchè non ho più sopportato la tua persona,la tua presenza,cose che comunque non cambiano da amico ad ex..insomma,sempre di te stamo a parlà!Se mi hai lasciato te,beh,là ti faccio le peggio macumbe,altro che amica..”amica di chi?”..”de sto cazzo”!Ecco!

    1. ahahaha beh ma dipende, non è mica sempre così.
      al momento è così. forse le cose cambiano dopo. forse cambiano quando non ti importa più che siano diverse.
      forse il passato è solo passato. e bisogna attendere pazientemente che lo diventi.
      tutto qui, direi.

  3. Beh…se t’esprimi in dialetto quando sei presa…stavolta sei decisamente presa. Ma perchè in romano? Non sei pugliese? Boh…misteri della georgrafia linguistica. Hai ragione. Gli ex son ex. Non so se l’ex è qualcosa di più o di meno di un amico ma sicuramente è qualcosa di diverso. Come relazionarcisi invece non è così univoco. Anche io seguo la tua strada. Ho provato in passato qualcosa di diverso ma il trascorso conduceva alla fine alla conflittualità più o meno latente. Pensare a loro tocca troppo e ti trovi dibattuto trà il desiderio di cancellarli e la sensazione che alla fine non ci riuscirai mai. Di conseguenza, tutto quello che si può fare è limitare i danni. Sperando che prima o poi discenda su di te lo Spirito Santo a metter pace tra i tuoi sentimenti…… passati e presenti.

    1. Scrivo in romano perché mi va così, pur avendo diversi detrattori su questo punto.
      Inoltre, il romano, che AMO, è più universale del pugliese che oltre ad essere assai difficile da scrivere, lo è ancora di più da comprendere. E forse rispetto troppo il mio dialetto per scriverlo in maniera maccheronica.
      Detto ciò, su tutto il resto, non posso che essere assolutamente d’accordo con te, convivendo con una sensazione assai simile a quella da te descritta.
      Alla prossima,
      ciao
      v

  4. mi sa che il romano (dialetto) è LA lingua deputata alla disquisizione sugli ex (o sulle ex del titolare, pro tempore, del ruolo di fidanzato). suona meglio, che je devi fà.
    per il resto via. che hai proprio ragione tu, se una storia è finita tu appartieni al passato (e non appartieni più a me), che quelle che abbiamo condivise sono intimità peculiari, non riproducibili con un amico, per ovvie ragioni, e limitate nel tempo e nello spazio dall’esistenza di quell’amore che ora non c’è più. nzomma, tu resterai sempre tra colon e pancreas, almeno un po’, per quella risata, per quella scopata, perchè eri presente alla mia laurea o al mio matrimonio, ma il mondo in cui esisteva un noi non c’è più, quindi aria.

  5. Aspè, non puoi essere amica con l’ex che ancora un po’ ti turba, vuoi perché magari hai ancora un po’ voglia in fondo in fondo di fartelo, vuoi perché hai del rancore, vuoi perché checazzo ne so. Ma con l’ex con cui ti sei lasciata da dieci anni, se sono almeno 12 anni che non hai più voglia di fartelo, ecco, puoi tranquillamente fare la splendida con la sua tipa, puoi scambiarti sporadici sms, puoi salutarlo calorosamente se lo incontri. A me viene facile. In fondo è sempre una persona che ti conosce bene, e ognuno s’è fatto la sua vita.

    1. ecco sì, ce lo so. forse ho omesso di dirlo, ecco.
      non voglio essere sua amica ora.
      poi forse vorrò. forse vorrà pure lui e lo diventeremo. e ci conosceremo come le nostre tasche.
      e se non sono pronta ora non è per risentimento, come qualcuno forse ha inteso.
      non sono pronta solo perché il suo sorriso mi squaglierebbe ancora. e nun me va.
      tempo al tempo, come dicono i saggi.
      e come dici tu.:)
      ciao
      v

  6. Polly ha ragione, Vagì! Mi sembra evidente che non si può essere “subito” amici degli ex; deve passare del tempo, a volte anche mooolto tempo, prima di poter tornare a guardarsi in faccia (e negli occhi) senza rancori più o meno latenti. E quando il tempo è passato e ognuno dei due ex-parteners s’è rifatto una vita, beh, non dico che poi si possa essere “amici” per sempre, però verrà più facile, verrà quasi naturale parlare, ricordare i vecchi litigi, le scazzottate passate, i baci dati e ricevuti, le tenerezze che ci si scambiava quando si era una coppia. Almeno, questo è quello che a me è capitato (e mi sento fortunato, in tal senso; e mi sembra d’avertelo già scritto in qualche altro commento a quale altro tuo bel post che, a quel punto, ci si può anche sentire per telefono e ridere, sì, addirittura ridere delle cazzate fatte insieme in passato).
    Besos
    Rendl

  7. Vagy carissima, son la zia Simo. Sono l’Enciclopedia Britannica dei rapporti tra ex, se non altro perchè vecchiaia = più esperienzE.
    Or dunque, c’è un passo nel tuo post che può essere altamente esplicativo:

    “Noi, vagine che se a una persona siamo appartenute – più o meno profondamente – e che se quella è appartenuta a noi, ci sarà sempre un pezzetto d’anima, tra colon e intestino crasso, pignorato: uno spazietto per ricordare quel po’ d’esclusivo che c’è stato – o che non c’è stato mai, ma a noi è piaciuto immaginarcelo.”

    Anche i maschietti ce l’hanno quello spazio, ed anche per loro è uguale: fa sì che si portino dentro quell’esclusività che fu. Però il loro spazietto ha una collocazione diversa, e precisamente conficcata nel loro shuttle, o salsiccetta ( otta, one, ) nel loro creapopoli, nell’uccello, insomma.
    Si ricordano di quello spazio in alcune circostanze abbastanza precise: quando la mucca nuova ( vedi sul mio blog vecchio post titolato “La teoria della mucca nuova” ) inizia a rivelarsi per quello che è ( un essere con anche qualche difettuccio, ) o quando subodorano il ronzio di qualche cazzetto sorvolante la ex. Raramente per una genuina volontà di ricreare un legame di tipo amicale. Più che altro ribadiscono e rivendicano a periodi il possesso territoriale, un po’ come i gatti quando pisciano qua e là per ribadire “Mio! Mio! E mio pure qua!”

    1. Perfettamente d’accordo, ma, piccola parentesi, le donne sono altrettanto territoriali, e finchè non si imparerà a “stare presso” qualcuno piuttosto che ad “avere” qualcuno dubito che la situazione si risolverà. Scommetto che è una ruota infinita -.-

  8. Non c’ho un cazzo da dire.
    C’hai ragione. Ma è un problema molto “femminile”. Non penso gli uomini si facciano tutte ste seghe mentali.

    /I vantaggi d’esser uomo.

  9. Assolutamente un mito da sfatare l’amicizia fra ex, e assolutamente ti consiglio di far passare un tempo proporzionato a quanto profonda e quanto lunga sia stata la relazione, prima di avere la presunzione che si possano gestire le emozioni. Parlo per esperienza, si capisce? Il mio ex da circa 6 anni, con cui ho condiviso circa 5 anni della mia vita, ogni tot mesi mi viene a trovare al lavoro con scuse banali e sempre diverse. Ancora io non ho capito perchè visto che è risaputo che siamo entrambi accoppiati con altre persone da svariati anni, e non si è mai menzionato nulla riguardante il passato, se non qualche battuta scema. Ci ho messo del tempo, parecchio davvero a gestire anche solo il tremore alle mani, anche se mai e poi mai tornerei indietro. E non è stato facile digerire l’ultima volta di poche settimane fa in cui mi annunciava che sarà padre fra breve. A volte mi viene di mandarlo a quel paese, e di chiedergli che ne ha a vedermi ogni tanto.
    Scusa la lunghezza del commento…. capirò se non vorrai postarlo.
    Vorrei farti i complimenti, ti seguo da qualche settimana. Volevo conoscere wordpress, e il tuo blog mi ha colpito molto!

    1. ma figurati! non scusarti e, anzi, grazie di essere passata e di aver detto la tua.
      io sono della tua categoria, e capisco assai bene anche questo, che mi è successo con un altro uomo, in un’altra vita. quando mi sono sentita dire che andava a convivere, poi che si sposava, poi che diventava padre.
      sono cose che succedono. ma il bello è che, in verità, un giorno passano. e quando son passate, quasi manca l’incoscienza di quel tempo in cui le mani si lasciavano tremare.
      ciao
      v.

  10. dopo un anno di black out assoluto sono tornata a parlare con il mio ex, lasciato da me dopo 9 anni.
    e siamo diventati amici, amci veri, l’ho spinto a tornare a cercare una donna, a mollare la moglie (che per me non aveva lasciato), ad andare a vivere con la nuova compagna, e anche a fare sesso in modo diverso, più complice, meno “puro”.
    conosco tutti i suoi difetti, come lui conosce i miei, gli racconto delle mie storie, quando sono stata lasciata mi è stato vicino… unico problema: la sua ex non capisce come possiamo essere amici, ma alla base c’è la sua gelosia, la paura che possa tornare con me.
    cosa che nessuno dei due farebbe mai… il tempo è servito a metabolizzare e capire che non eravamo fatti l’uno per l’altra.
    quindi se è passato un po’ di tempo e se non c’è rischio di fiammate di ritorno questa amicizia mitologica esiste, e vi assicuro che è piacevole parlare con chi ti conosce così bene.

    1. in effetti sono sicura che conoscersi così profondamente possa essere un grosso plus in un rapporto d’amicizia. il punto è che bisogna lasciar passare il tempo. allontanarsi prima. e ritrovarsi, nel caso in cui ci si voglia davvero bene.
      let’s wait.
      baci
      v.

  11. Dopo anni e anni dalla rottura con mio ex ora posso dire che siamo veramente amici. Non mi turba sentirlo parlare delle sue conquiste e lui non si turba del fatto che concico ormai dai 3 anni. Ma c’è voluto tempo, un sacco di tempo………..

  12. Mi piace pensare che i passaggi romanescheggianti siano un voluto omaggio al Grande Artista che ha cantato l’unica Verità su questo tema.
    Che poi io sarei anche in grado di essere amico delle mie ex, se non avessero tutte il malsano istinto di mettersi con dei viscidi idioti a cui vorrei gonfiare il muso. E violento non lo sono affatto, ma rancoroso un po’ si.

  13. no. l’amicizia con gli ex non esiste. che io l’ex di cento anni fa lo cerco su fb, guardo com’è la sua vita, quasi mi viene voglia di scrivergli, a volte, per scusarmi di quanto sono stata stronza allora. poi non lo faccio. perchè è un ex. io sono stata stronza e a dirglielo ora non ci guadagnerebbe niente nessuno dei due (tranne forse lui a potermi dire in effetti sì, stronza), soprattutto non ci guadagneremmo un’amicizia. anche se adesso io penso a lui con dolcezza, riconoscenza ed un sorriso. nun c’è gnente da fà. amici nun zi può fare.

  14. “Perché non è un mio amico.
    E’ quello tra le cui braccia mi perdevo, alle cui mani m’offrivo, sotto i cui baci ansimavo, fino a pochi mesi fa.
    E io non fingerò d’essermelo dimenticato per metterlo a suo agio.
    Quando, prima o poi, inciamperemo l’uno nell’altra.”

    Ancora peggio è quando il tuo migliore amico diventa il tuo uomo e poi ex e tu stai ancora arrovellandoti per risolvere una situazione alla cieca.
    Una via d’uscita ci può mai essere?

    1. oddio. ma quel famoso adagio che non si scopa/non ci si innamora del migliore amico?
      rupert everett e julia roberts non ti hanno insegnato niente? 🙂
      è una situazione complessa. direi che ci vogliono intelligenza e tanta pazienza. e l’affetto che sicuramente non manca da parte di entrambi…

  15. cara Vagina, ma come si spiega il fatto che tu saresti una 26enne pugliese trasferita da qualche anno a Milano mentre i tuoi post sono letteralmente pieni di frasi in romanaccio che nessuno a milano conosce con tanta disinvoltura, e curiosamente non compare MAI un’espressioncina pugliese?

    1. il romano si capisce, il pugliese no.
      il “romanaccio” lo conosco con tanta disinvoltura perché ho fatto un corso accelerato.
      la mia pugliesità è evidente.
      se poi sospetti che io sia un 38enne di torvajanica col pisello, beh, m’hai proprio sgamata.

  16. Ho letto tutto, il post e anche i commenti questa volta.
    Come sai, credo nell’amicizia tra ex, ma ritengo che non sia possibile porre la domanda o l’alternativa.
    Il post è molto divertente, ma cosa è un ex? una carica? una funzione? o una dimensione spazio temporale tutta nostra?
    L’ex non esiste per me. Non esiste semplicemente perché “ex” è una prospettiva personale di colei o colui che ne furono partner. Non si tratta di un ex poliziotto o di un ex galeotto; in questo caso saremmo dinanzi ad un fatto obiettivo, socialmente e collettivamente riconosciuto.
    Mi si risponderà che “Lui” (per rimanere in vaginolandia) è un ex ragazzo, o moroso o fidanzato.
    Io non so se sia corretto o concepibile quello che sto per dire: credo che “ex” sia più vicino a “ex se”, inteso come da sé.
    La sensazione è che quella persona non sia più considerata da colei che ne fu morosa come una persona, ma solo una parte di se stessa fissata in un tempo che non esiste più. Una parte che è andata via, non importa come, ma non c’è più.
    Io penso sempre sia un problema di accettazione. Un ex è una persona, come lo è l’amico o la suocera, una persona con cui abbiamo deciso di condividere tempo, sentimenti, progetti, speranze, paure.
    Non poteva di certo essere una polizza assicurativa stare insieme; lo si sa, è un rischio, una scommessa. Comprendo che la fine non è mai piacevole, non è mai gratificante, a volte è pure offensiva, ma forse non potrebbe essere altrimenti. Mi chiedo perché a distanza di tempo non si riesce ad apprezzare il bello di una relazione, di una persona con cui si è stati insieme, la cui vita è stata la nostra. Si guarda solo la fine? L’ego ci porta a concentrarsi solo sulla fine, piuttosto che su tutto il tempo trascorso insieme, sui sorrisi e sulle mani intrecciate nei tristi lunedi di novembre.
    Io penso sempre alle mie ex come persone che mi hanno concesso il loro tempo, il loro affetto, il loro interesse, persone che hanno condiviso indefinitamente un’emozione stupida o un’angoscia oggi sepolta; persone che hanno sognato con me gratis. Io non posso fare altro che ringraziarle per quanto mi hanno dato e per avermi sopportato per ogni mio slancio ( e quando io parto, mi si sente)
    E se qualcuna di loro la pensa come te, Cara Vagina, il le voglio bene lo stesso.
    So che quello che ho dato loro le farà mie per sempre in una parte.
    Parliamo di persone, non di funzioni, a mio parere.
    Mi son sempre chiesto come fa una donna a stare con me se non ci vorrei stare neanche io. Grazie care ragazze, spero siate semplicemente felici. C’è altro nella vita, i sentimenti hanno mille modi di esistere.
    E’ forse il sesso, dunque? o il possesso generato dalla passione istintuale? L’istintivo e primordiale senso di proprietà che noi tutti abbiamo? Beh si supera con la ragione, perché come dice il buon Gibran, passione e ragione stanno sullo stesso piano, ci rendono umani. Ho sempre immaginato a questo proposito che se un giorno tra 100 anni quando ci porteranno in una casa di riposo rivedessimo il ns famigerato ex, saranno solo lacrime ed affetto, solo vita e riconoscenza.
    Non sarò io a far cambiare idea a nessuno, ma credo che l’odio dell’ex (o come lo si voglia chiamare) sia direttamente proporzionale all’insoddisfazione del presente e all’ansia di vedersi accantonati dai sogni con cui siamo cresciuti. L’ex fa anche questo per noi, si prende le responsabilità di una storia finita, le ns colpe (che sappiamo di avere).
    Scusa se son stato troppo sintetico.

    1. ma io condivido per lo più tutto.
      ma quando avrei detto di odiarlo? mi pare di aver detto chiaramente di adorarlo.
      per tutto quello che mi ha dato. e per tutto quello che s’è preso (bello e brutto).
      e per mille altre cose.
      e questo periodo di solitudine mi serve esattamente per far pace con me. e con i miei errori.
      ciao
      v.

      1. Non hai detto di odiarlo, come non esiste l’odio del resto, è solo un impulso che ci fa dire “stronzo”.
        Secondo me, tu non sei sola perché essere single non è solitudine, come non lo è aggiustarsi la lavatrice da soli. Vedo persone più sole quando sono in coppia o in mezzo a “fantastici” mille amici e con 1800 contatti sui social network.
        Mi piacerebbe essere una mosca con la macchina del tempo per sapere come stavi tu quando eri FELICEMENTE zita (non è romano), se eri soddisfatta nei giorni rossi come in quelli grigi.
        Hai scritto che l’ex è uno stronzo anche se lo lasci tu, pienamente d’accordo. A prescindere da come finisca, c’è un malessere che porta all’estinzione dell’innamoramento senza che questo si tramuti in altro, Finisce, muore e ci dispiace, ma non è solitudine, si tratta del nostro istinto di autoconservazione che ci spinge a salvarci prima di trasformarci in qualcosa che non è nella nostra indole.
        Anche se ti avesse lasciato lui, sono quasi certo che la causa è nella tua complessità che chiami “paturnie”, nella personalità dinamica e curiosa che ti caratterizza, che definisci masturbazioni cerebrali.
        Per quello che leggo ho la sensazione che tu sia esigente, non nel senso di rompiballe (dotazione di serie di tutte le donne), piuttosto come necessità di una personalità forte e articolata accanto e nemmeno questa sarebbe una polizza alla precarietà delle tue certezze che costituiscono la tua fragilità anche se la spiaccichi qua e la sul muro..
        Sii meno esigente e ne trovi a palate di mezz’uomini, ominicchi, quaquaraquae piglian…., sono scelte.

        P.S. Il giorno prego.

  17. se eravamo amici prima, bene.
    altrimenti perchè diventarlo dopo?
    se ti incontro per strada viva la civiltà, due chiacchiere di aggiornamento e magari anche piacevoli ci possono stare. ma non mi va proprio di chiacchierare di cinema o di andare a prendere un aperitivo con uno che mi ha visto nuda e mi ha sentito urlare. proprio no.
    non eravamo amici, trombavamo. e magari ci amavamo pure un pò.

    v.

  18. È bello rimanere in buoni rapporti con le ex. In ogni momento della tua vita puoi avere al massimo due, tre – diciamo quattro quand’è tutto – donne ufficiali, mentre le ex sono sempre molte di più. Perché guastarsi i rapporti con chi ti ha dato il meglio o almeno ci ha provato senza riuscirci?

    E poi la scopata con l’ex è sempre fra le più sublimi. Basterebbe questa considerazione a chiudere la questione.

      1. Sei molto romana secondo me… apprezzo pure che rispondi a tutti i commenti che ti fanno , infatti oltre agli articoli mi leggo anche quelli , e me tajo….insomma continua cosi cara V.

        saluti e stima

  19. In realtà è possibile. A me è capitato (e quindi anche alle ex in questione).
    Certo, una era stata una storia di un mese, ma eravamo amici prima, avevamo 20 anni circa quindi è stata intensa anche se breve, per un p’ non ci siamo potuti vedere (nel senso che ci stavamo sulle balle); poi chiarimento, e in pratica la relazione è stata una parentesi all’interno di una lunghissima amicizia.
    Non ci vediamo tanto ma non è quello: semplicemente, a me è passata e a lei pure, e ora parliamo con una confidenza che hai con poche altre amicizie.
    E mi è successo pure con un’altra ex: lasciati male, odio per un periodo, poi il tempo spegne e resta una confidenza costruita nel tempo.
    Mi sa che non è possibile l’amicizia tra ex quando non è passata l’attrazione o l’odio in cui si è trasformata.

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