Pasquetta Parade

Siccome sto crescendo, ieri avevo deciso di accettare stoicamente il mio destino di terrona emigrante, immolando il mio lunedì dell’angelo sull’altare della presunta evoluzione, e di volare verso Milano Malpensa Terminal Uno cercando di contenere quegli tsunami nostalgici pre-partenza che mi travolgono per lo più da 8 anni.
Devo dire che l’avevo presa con un’ammirevole consapevolezza, contenendo il mio spiccatissimo senso del melodramma e senza scivolare in quella sconveniente incontinenza oculare che mette solitamente a durissima prova la lucidità della Vagina Maestra e del babbo.
Ero lì, da poco giunta all’aeroporto di Brindisi, con le mie bombette arrostite trangugiate in tutta fretta a pranzo, con l’immagine di tutti quei muretti a secco della valle d’Itria negli occhi e il fruscìo di tutti quei pini che si muovevano sotto il vento pungente di una Pasquetta in famiglia nelle orecchie. Ecco io ero lì, alle ore 16 del pomeriggio, pronta a ripartire per Milano ed ero anche discretamente fiera di me e del mio self control.
Fino a un certo punto, fino al momento in cui ho guardato il monitor con le partenze e ho visto lo stronzo ritardo di 2 ore. A quel punto ho sentito tutta l’architettura zen del mio spirito vacillare e venir giù come gli edifici antisismici italiani, portandosi appresso tutte le madonne del calendario. Ho sentito quella parvenza di serenità andare in frantumi e un odio tracotante esondare dentro di me e ho iniziato a pensare, nell’ordine:
1. non avrei potuto chiedere nulla di meglio, per tornare negli abissi della mia acidità milanese
2. sono così incazzata che se mordessi qualcuno gli farei venire rabbia e leishmaniosi
3. vorrei tanto trovarmi davanti il CEO di AirOneSucchiamelo e picchiarlo, selvaggiamente, sebbene io sia stata educata alla non-violenza.
E poi ho anche pensato che, del resto, io la Pasquetta l’ho sempre odiata e che quella di ieri ha stra-battuto tutte le altre, nella mia personale Pasquetta-Parade. Ha sbaragliato la concorrenza e s’è conquistata il titolo di Pasquetta Più di Merda degli ultimi 10 anni, peggiore persino di quella ai Laghi di Monticchio. Perché sì, nella vita di ogni terrone (forse anche dei settentrionali, ma io parlo per ciò che so), esiste un numero variabile di anni – solitamente i primi in cui si ha la patente – in cui ci si sente tanto più gagliardi, quante più ore si trascorrono incolonnati sulla basentana il giorno di Pasquetta.
Con i miei amici, di solito, la delicatissima questione veniva dibattuta con largo anticipo, culminando in un meeting la sera di Pasqua: tecnicamente la discussione si imbastardiva sull’orario di partenza e sulla distanza da percorrere, in quanto il popolo si divideva in chi voleva andare lontano – tipo a Istanbul – e svegliarsi all’alba (i più…) e chi voleva restare vicino – tipo caffé al mare –  e svegliarsi con comodo (io…).
Il tutto storicamente terminava con una fasulla pace di compromesso, un deal finto-democratico che scontentava comunque tutti, a cui si giungeva non prima della “camorra politik” messa in atto dai guidatori, qualcosa come “Io parto alle 5 del mattino, chi vuole venire in macchina con me, si facesse pronto”.
Di fatto, io andavo a dormire sperando fortemente che il giorno dopo piovesse e che tutto andasse a monte, dato che allora le mie barriere cognitive non erano abbastanza forti da tutelarmi dall’insano spirito di gruppo che mi portava ad aderive a iniziative che non condividevo.
Alla fine, non pioveva mai e il giorno dopo, sotto un tempo incerto, si partiva mediamente sfiduciati per improbabilissime destinazioni. Fonti vicine alle istituzioni rimembrano ancora una Pasquetta a Rotondella, che è praticamente un posto che puoi conoscere solo per due motivi al mondo:
1. ci sei nato
2. ci sei finito per sbaglio a Pasquetta mentre volevi andare altrove
Ricordo anche che, un anno, per protesta, invece che chiedere alla Vagina Maestra di prepararmi una delle sue leccornie da portare in scampagnata e condividere con tutti, arrivai alle ore 05.45 alla Concattedrale, fortemente ingrugnita, con una colomba bauli in mano. Era il mio modo per punirli, credo.
L’anno che sancì la fine di questa discutibilissima tradizione fu, per l’appunto, quello della gita ai Laghi di Monticchio che ci vide in auto per 9 ore, il tutto per immergerci nella fauna pugliese e lucana messe insieme (un mix sconsigliato da tutti i periti chimici) presso i suddetti laghi per non più di un’ora. Naturalmente, sotto la pioggia.
Ho sorriso, ripensando a tutto ciò. E ho lasciato che trascorressero le oltre 2 ore di stronzo ritardo del mio volo AirOneSucchiamelo. Poi sono partita, ho dormito tutto il viaggio, svegliata ripetutamente da un infante seduto dietro, ripetutamente pensando che bisognerebbe vietare il trasporto di esseri umani di età inferiore ai 15 anni.
Sono atterrata, ho affrontato la mia classica SRB (Sindrome da Ritiro Bagagli, ovvero “sono sicura che mi hanno perso il bagaglio, perché l’hanno già ritirato tutti tranne me?”) e sono, in ultimo, tornata alla mia quotidianità all’alba del martedì, di una nuova settimana, di un ennesimo inizio, sempre lontano, ogni volta un po’ di più.

38 thoughts on “Pasquetta Parade

  1. Apprezzo la sincerità nel sottolineare che il caffè sulla litoranea volevi sempre prenderlo tu…
    A me mancano quelle belle scampagnate invece e tanto!!

  2. chissà perchè la sindrome terra mia non finirà mai neanche a negarla…
    è uno stato d’animo subdolo, da un lato non vedi l’ora di partire dall’altro i sensi di colpa fiottano a raffica, per tacitarli ti dici che non avevi scelta e poi i ricordi, appunto i ricordi di agitano, e rigurgitano con tutta la loro nauseante benevolenza…il gesto tipico della partenza e scuotere la testa mandando i capelli all’indietro e sollevando il mento, una finta non curanza

  3. Aspetta, ma le Madonne del Calendario che cadono come stelle la notte di San Lorenzo (licenza poetica concessami da me stesso) sono qualcosa di fantastico quasi quanto l’idea di non trasportare esseri viventi in grado di spaccare i coglioni sotto i 15 anni…Salvo l’utilizzo della comoda e apposita gabbietta (mia aggiunta).

  4. Ho riso come non mai…anche perché conosco Rotondella e ho trascorso più di qualche ferragosto/pasquetta ai laghi di Monticchio essendo della zona…Ti adoro ogni post di più 🙂

  5. Ricordi ciò che ancora qui in Puglia accade.
    1° in campagna col cibo pronto troppo tardi e però si sistema tutto, basta non invitare ex amici di ex paranoici… e tutto scorre come il vino tra il primo e il secondo…

  6. «Entrambi i laghi hanno la temperatura più elevata dei laghi d’Italia.» Non so che cosa voglia dire, ma prenoto un b&b nei dintorni.

      1. che la fauna locale non è composta solo da «specie faunistiche come la lontra (il cui ultimo avvistamento di un cucciolo con la madre risale al 1983), il gatto selvatico, l’istrice, la puzzola, lo scoiattolo nero, il moscardino ed il quercino italico», ma anche da gitanti. Tra parentesi, pare che l’ultimo avvistamento della lontra col cucciolo fosse su una griglia, a Pasquetta.

  7. Appoggio per la storia delle partenze. Anche io sono uno di quegli stronzi rovina-pasquette-dal-culo-moscio a cui fa orrore l’idea di svegliarsi alle 5.15 per andà a magna in improbabili posti al confine tra lazio e toscana.

    Tanto la Pasquetta è na gara a chi se alza prima.

  8. Non ho mai fatto una gita di Pasquetta né mai la farò (soprattutto se c’è da alzarsi alle 5). Fortunatamente dalle mie parti (o tra i miei amici) non usa questa tortura 🙂

  9. Io semplimente ti amo! Ovviamente condivido tutto, soprattutto i due motivi per i quali conoscere la ridente cittadina di Rotondella e la ribellione ingrugnita con la Colomba Bauli! ❤

  10. Cara Vagina,
    io ho passato la mia Pasquetta malata e a letto.
    Si sa, amore e tosse non si possono nascondere…
    Avevo le mie care amiche attorno che mi leggevano alcune accurate selezioni di un libro, il cui titolo per il bene che ti voglio censuro, ma il cui primo capitolo è “Progettazione esistenziale e Legami d’amore”.
    E’ l’economia domestica dei nostri giorni, sostengono. E fanno tutto questo per tirarmi su, considerato che ultimamente la mia vita sessual-sentimentale è paragonabile a quella di un personaggio di second’ordine di una telenovela argentina con Andrea del Boca.
    Per cui l’anno prossimo ricordati di me e organizziamo finalmente una indimenticabile gita fuori porta in qualche spiaggia vicino Casamassima con tanto di colombabababauli.
    Love
    Paya

Parla con Vagina, Vagina risponde

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