La Vagina e l’altrui Matrimonio.

Ho selezionato il volo di andata. Ho selezionato il volo di ritorno.

Ho guardato il totale senza bagaglio da stiva e ho pensato “Porcoddio“, perchè sono una vagina bestemmiatrice a causa del mio ex ex dal quale ho preso il malcostume di bestemmiare, il gusto per la musica prog e la condiscendenza verso il cinema indipendente.

Ho guardato il totale e mi sono fermata.

Ci sarebbe questo matrimonio in Sicilia a luglio, al quale sarei invitata. E a me piacerebbe un sacco andarci. E probabilmente sì, ci andrò. Se ne parlava giovedì sera a cena con i miei amici siculi e con la futura sposa al tavolo, mentre io mettevo seriamente a repentaglio la mia sopravvivenza intestinale mangiando alternativamente cinese e giapponese senza alcun criterio razionale.

Premetto che la futura sposa ha qualche anno più di me. Pochi, tipo 3. Sufficienti, tuttavia, alla conservazione della mia salute mentale che, piuttosto, vacillerà come Madre Teresa di Calcutta scossa da Mike Tyson quando sarà una delle mie amiche, proprio di quelle con me cresciute e mie coetanee, a sposarsi. Ma inutile pensarci adesso. Affrontiamo le cose una per volta.

Dicevo, ci sarebbe questo matrimonio in Sicilia al quale probabilmente andrò, ma non riesco a smettere di pensare al fatto che tra tutte le persone invitate, etero e non, sarò l’unica single.

Ho condiviso questa mia masturbatoria osservazione con un paio di persone ed entrambe hanno reagito con un “Ma che te ne fregaaaaaaa” che mi ha persuasa nella stessa misura in cui di solito persuadono i programmi elettorali del PD.

Entrambe hanno anche aggiunto: “E poi da ora a luglio…“, come se da ora a luglio io dovessi incontrare uno spaventa-passere da portarmi dietro, oppure l’uomo of my life preso con la raccolta di bollini del Carrefour. Ora, premesso che dentro di me non c’è lo spazio emotivo per alcun cazzetto, sappiamo tutti benissimo che a luglio finirò seduta in chiesa nella panca delle zie zitelle e che mi sentirò la vagina più sola del mondo, che farò il regalo da sola e che resterò seduta al tavolo con i cugini 17enni dello sposo, quando le coppie balleranno il primo lento – che di solito è la canzone degli sposi, che di solito è La Cura di Franco Battiato.

Sappiamo tutti benissimo che nelle foto sarò spaiata e che mi sbronzerò di vino per non percepire la mia solitudine vaginale, e che in preda a un drammatico picco di insicurezza femminile cederò alle avances del primo siciliano panciuto e sudato che mi molesterà.

Ciò che invece so io soltanto è che in quella terra meravigliosa, dove la gente è splendida e il cibo è lussurioso, tra duecento e passa invitati, la stronza cenerentola che abita il mio deretano cercherà lui. Come se fosse una vita fa, un altro matrimonio in Sicilia, in un tempo lontanissimo in cui tra decine di persone, illuminata dalle candele e dalla luna bianchissima, io pensai per la prima volta che lui mi piacesse. E che io piacessi a lui. E questa sensazione mi riempì petto e pancia, mani e cosce, come pochissime altre volte era successo prima. Come, di fatto, non è più successo poi.

Ciò che so io soltanto è che mi mancherà il suo profumo, mi mancherà il modo perfetto in cui si annodava la cravatta, facendomi notare come tutti gli altri l’avessero annodata male. Mi mancherà la sua dialettica, il vestito che gli calza perfettamente, l’orologio intorno al polso maschio, quella faccia da marito furbetto che gli veniva ogni volta che indossava una camicia. E le chiacchiere e le risate e il flirt e la sua presenza al mio fianco, in quel momento, quando  la stronza cenerentola che abita il mio deretano prenderà il sopravvento su tutto il resto e io mi ritroverò lì, emozionata, a chiedermi se capiterà mai anche a me, che dopotutto sono una terrona inside, che uno stronzo me se sposi. Perché in quel momento nulla conta. Non gliene sbatte una sega alla stronza cenerentola che il matrimonio è la tomba dell’amore, che è solo un contratto, che è uno sbattimento, che niente è “per sempre”. In quel momento la stronza cenerentola sentirà soltanto “nella buona e nella cattiva sorte, in salute e in malattia” e le scenderà una lacrimuccia senza senso sulla guancia paffuta.

Ciò che invece so io soltanto è che ho una paura fottutissima di sentirmi esageratamente fuori posto. Esageratamente estranea ed esageratamente sola. Ma so che dovrei andare. Che dovrei divertirmi, che dovrei guardare negli occhi il cugino 17enne dello sposo, che resterà seduto al tavolo con me mentre le coppie innamorate balleranno il primo lento, e che dovrò confessargli che non capisco un cazzo di ciò che dice, perché ha una parlata troppo, troppo stretta.

69 thoughts on “La Vagina e l’altrui Matrimonio.

  1. Il “Porcoddio” è un tocco di classe non da poco. Anche se sarebbe stato meglio un “Porchiddio”, perché con la I non lo usa quasi nessuno e suona estremamente meglio.

    Programmi elettorali del PD? Macchedavvero ne hanno avuti? Sono…Sorpreso? Confuso? Scioccato?

    Comunque di fronte alla parlata troppo stretta, fai “sì sì” con la testa e ogni tanto buttaci dentro un sorriso. Dovrebbe funzionare.

    E poi boh, i matrimoni mi sono sempre stati in culo tant’è che i pochi che ho visto mi hanno annoiato e non poco. Spreco di tempo, ecco la definizione corretta. (INB4 Sei la tomba del romanticismo)

    1. Ci penserò per la prossima volta, al “porchiddio” che – devo ammetterlo – è effettivamente molto più ricercato.
      Sulla parlata troppo stretta sono sfiduciata. Potrebbe pormi delle domande. E lì rispondere “sì sì” potrebbe rivelarsi problematico.
      (mi hai obbligata a cercare il significato di INB4 e per questo non so se odiarti un po’. ce penso)
      ciao
      v

  2. se ti può consolare a fine agosto devo andare al matrimonio di un mio amico carissimo, quello che conosco da più tempo ( più di 15 anni), e sto nelle tue stesse condizioni; la soluzione sono arrivato a capire che è solo una: ubriacarsi di brutto, così è pure più facile parlare con gente del quale non te ne fotte un cazzo…perlomeno il vino ti aiuta a fingerti interessato/a =)

  3. Avendo da poco vissuto un’esperienza del genere posso dirti che:

    La cosa migliore sarebbe non andare.

    La fuga non è da vigliacchi, è solo una ritirata strategica verso una vittoria che non puoi raggiungere.

    Le scelte sono due, avanzi come Napoleone, carica dei tuoi punti di forza ed avanzi o fai come il generale Mikhail Barclay de Tolly ed indietreggi.

    Indovina chi ha vinto la campagna di Russia?

    In entrambi i casi perdi qualcosa, però alla lunga potrebbe portarti alla vittoria.

    Si leggono troppi punti negativi per andare dalla tua ottica.

    Prendi in seria considerazione che, no, non partirai, che quel giorno farai qualcosa che ti piace per coccolarti.

    Anche iniziare a cercare un Cazzo, alza lo standard e smettila di cercare “cazzetti” ^_^ Intesi come maschi non come organi.

    1. Grazie del consiglio, cavalier amaranto 🙂
      E’ che la mia insensata presunzione di evoluzione temo mi indurrà ad andare.
      Perché sono un po’ in questa fase in cui tendo a punirmi. Ma non indaghiamo.
      E poi, magari me diverto, no? (l’importante è crederci)

      Quanto alla ricerca di un “cazzo” e non di un “cazzetto”, mi piace pensare che, semmai, arriverà da solo.
      Forse sbaglio anche in questo ma insomma, staremo a vedere!
      ciao,
      v.

  4. madonna quante paranoie che ti fai….ok hai le mestruazioni..non si sfugge agli ormoni…ma sono alo sensazioni dettate da qualcosa che ti scombussola da dentro non sono reali…
    quando racconti la tua vita non mi sembra che mi suoni come quella della terroncella tipica ( come invece ti definisci ) ….fai la vita che vuoi…esci , ti diverti , sei autonoma , vivi pienamente la tua liberta’ ..in tutti i sensi ..perche’ quindi devi sentirti legata solo a un certo tipo di tradizioni e non ad altre…ti se liberata da certe costrizioni che ancora esistono in certi posti , soprattutto al sud … e liberatene del tutto !
    soprattutto perche’ anche tu sai che sono solo reperti di un’era che e’ gia’ finita…da cui sei gia’ fuori…
    costrizioni che intrappolano in una condizione di sopportazione e ipocrisia e noia tremenda nella maggior parte dei casi…e che sai benissimo che non sopporteresti a vita…. ci vuole un fisico bestiale o una certa ottusita’ per sopportare il matrimonio e tu non hai ne uno ne l’altra …non ci sei portata e non hai nemmeno le remore morali che ti aiuterebbero a imbrigliarti in quel genere di vita.
    quindi perche’ non accetti sta cosa e smetti di permettere a quelle vocine che vengono dal passato di dirti come devi vivere e di deprimerti .
    ti dico una cosa…io se fossi un uomo perderei la testa per te….sei bellissima e complicata e rompicoglioni e hai tutto quello che puo’ riempire la vita a un uomo…

    1. Sarebbe tutto giusto quello che dici blondie ma c’è un ma,” perché devi sentirti legata ad un solo tipo di tradizioni e non ad altre” , per quanto sia spiacevole le tradizioni fanno parte di noi. Alcune le scegli perché ti piacciono, altre le elimini perché non ti appartengono, poi vengono quelle che comunque ti restano dentro non volendo. Tutto questo ti delimita, fa parte anche questo di come ti percepisci e come ti percepiscono. Si chiama identità.
      Vagina leggendola si vede che è orgogliosa di essere una donna del Sud, ma questo comporta un bagaglio di tradizioni sociali e famigliari che non sempre è facile gestire.

      Per il resto concordo, sei bella, complicata, intelligente…

      P.S. la smettiamo con questa favola delle donne rompicoglioni che riempiono la vita agli uomini? Se avete progetti a lunga scadenza, anche non fosse il matrimonio, certi atteggiamenti li allontanano gli uomini prima o poi, non il contrario. Fidati sono un uomo so di cosa sto parlando. I pochi che resistono? Una frangia di masochisti , e scusa la presunzione anche qui non sono proprio a corto d’esperienza.

      1. Avevo dimenticato una cosa, la coppia consolidata con lei che come dici tu riempie la vita ad un uomo dopo una cena con gli amici vengono etichettati come Acida e Povero Cristo, con la variante Povero Cretino.

        Non dirmi che non l’hai mai detto o sentito….

        Come razza amiamo le sfide, l’uomo poi è competitivo, ecco perché inizialmente la donna “rompicoglioni” suscita interesse, poi però la sfida non dura in eterno. Prima o poi ci si stanca.

      2. dunque, su tutta la prima parte, come anticipato a blondie, prima o poi ne scriverò.
        sul secondo punto, grazie.
        sul terzo punto, purtroppo non posso che darti ragione. in toto. è esattamente per questo, che sono sola. perché quando rompiamo troppo i coglioni, gli uomini si stancano. all’inizio affasciniamo. poi ammorbiamo ed esasperiamo.
        e restiamo noi e le nostre paturnie. fino al giorno in cui non capiremo che troppa presunta complessità ci tocca dissimularla, in gran parte.

  5. più che altro, amica, il fatto è che ai matrimoni si rimorchia una cifra. sempre, senza scampo. dunque se non ci saranno uomini single dovranno esserci donne cornute. cornute grazie a te! allora fatti megafica, goditi quel vino buono che a casa non bevi mai, e divertiti!

  6. direi che sono d’accordo con blondie. lascia perdere tutti i condizionamenti legati a una donna non sposata. FRE-GA-TE-NE. te lo dice una…che si è sposata due volte… ma non ho mai cercato ossessivamente l’òmo. del resto i condizionamenti e i luoghi comuni riguardano anche il matrimonio e chi si sposa. ognuno è diverso, non si può, non si deve mai generalizzare. non so se puoi decidere all’ultimo momento, non credo, ma …non ci pensare più per un po’. la vita è movimento. ma obbedisce anche alla legge di attrazione. più temiamo qualcosa più si realizza. meno pensiamo ‘pesantemente’ a qualcosa e abbiamo fiducia che si realizzi qualcosa di bello e più si realizza davvero. il trucco è essere easy. giuro, me l’ha insegnato mio figlio.
    sono d’accordo anche con l’ultima frase di blondie : se fossi omo ti farei la corte!
    un altro suggerimento, così ti diverti pure: vai lì con un’altra vagina e fate le vagine lesbiche. giusto per portare un po’ di scompiglio nell’ambiente.

    1. ahahaha tuo figlio potrebbe insegnarlo anche a me, per esempio 🙂
      no comunque comprendo il senso e lo condivido. hai ragione tu. come dire: sorridere porta fortuna.
      quanto a lesbicare ubriaca è qualche anno che non lo faccio. devo aver smesso intorno ai 23 anni 😀
      bacioni
      v

  7. Le cose sono due: o non vai inventandoti un’influenza intestinale improvvisa che sfortunatamente ti ha colto alla sprovvista o vai. Nel caso in cui tu vada hai due possibilità: 1. esattamente come hai detto tu, ti sbronzi e cerchi di comprendere la parlata del 17enne, 2. come nei classici film americani corrompi un tuo amico perchè faccia finta di essere il tuo ragazzo. A te la scelta, io personalmente fingerei l’influenza intestinale 🙂

    1. no no. andrei per la prima opzione.
      ahahaha corrompere l’amico finocchio mi sembrerebbe proprio troppo. anche se mi divertirei da pazzi. naturalmente, in quel caso, lui rimorchierebbe. io finirei a sbronzarmi comunque col cugino 17enne. ignorandone qualsiasi intento comunicativo.
      e il tutto quadrerebbe perfettamente 🙂

  8. Non so in quale parte del Regno sarai, ma son contento che ci sarai, magari ti intervisto, se ti va.
    Sono una vagina bestemmiatrice, non ha senso e tu lo sai. Se è un tocco di vanità, non sono d’accordo. A prescindere dal fastidio o dalla portata offensiva di carattere metafisico-religioso che può avere per chi ci crede, io credo che anche logicamente sia ingiusto, Se io, per ogni disgrazia, o solo per alcune, insultassi qualcuno quale sarebbe l’effetto oltre quello di destare scalpore o fastidio o risentimento in tutti coloro che avvertono un attacco gratuito nei confronti della persona amata (e in questo caso sono un po’tanti)?
    Sono ammirato dalla tua stima, anche estetica, nei dettagli che nutri per “lui”, mi fai sempre venire in mente con sommo dispiacere che non vorrei mai che le mie ex parlassero di me…non sarebbero parole di ammirazione.
    Cara Vagina, secondo me, più ci pensi e più non funzionano le cose; 1) qualsiasi cosa succeda ne vedi il riflesso sicché pure io ormai sento il problema e voglio risolverlo #Vaginalibera. 2) il passato è cosi presente che il “primo che incontri” sarebbe sommerso dalla valanga di “modi giusti” che tu hai in viva eredità. 3) ogni uomo diventa un quiz. 4) non lo incontri. 5) se accendi un mutuo, ti diranno ugualmente “nella buona e nella cattiva sorte” e verrà giù la lacrimuccia. anche qui non sono cose belle.
    E ora mi fermo.
    Abbraccioli.

    1. dunque, commento impegnativo. vado per punti.
      1. né tocco di vanità, né insulto. boh succede. in realtà lo fanno quasi tutti. quando eccedo, talvolta mi scuso. mi sto disintossicando con “porco il mondo”, che mi sembra legittimo, se permetti.
      2. la stima per il mio ex-lui è la sindrome della bambina viziata che apprezza ciò che aveva quando l’ha perso e ne mistifica il ricordo. se non fosse che ciò che scrivo lo penso e lo provo sul serio, mentre lo stimo (sì, è faticoso essere una vagina)
      3. #vaginalibera è un hashtag che stimo profondamente, don fabrizio, se non fosse che mi viene il sospetto sempre più sostanzioso che ce ne vorrà di tempo
      4. abbraccioli a te.

      1. hahahaha cazz hai ragione. c’erano troppi punti.
        non è ancora sicuro che sarò, ma se sarò, sarò nel palermitano.
        perché sono convinta che tu sia nel catanese? perché sono matta?

  9. Mi sono trovata nella tua stessa situazione un paio d’anni fa; stoicamente sono andata e mi sono seduta al tavolo designato, cioè assieme a persone che non conoscevo e che erano tutte rigorosamente accoppiate (neanche nelle mie aspettative più nere c’era l’idea che io potessi essere collocata in siffatta postazione, e dire che la sposa è tuttora una delle mie migliori amiche!). Corre la leggenda metropolitana che nei matrimoni altrui sia facile trovare il partner della propria vita tra gli altri invitati; a me non è successo e neanche il vino era granché. Comunque poi la lunga giornata finisce 🙂

    1. questa questione sui tavoli mi inquieta non poco, in effetti, tanto più se mi dici che la sposa era anche la tua migliore amica!
      il tuo “a me non è successo e anche il vino non era granché” mi sembra la più realistica delle prospettive. anzi no, sul vino resterei fiduciosa. 🙂
      un abbraccio
      v

  10. Io la trovo un occasione fantastica per prendere per il culo tutti gli invitati in ordine di QI. Dal più alto (cosi sei ancora fresca) al piu basso.
    Per fargli capire quanto sia stupido ed ipocrita vedere due persone che si giurano una falsità di fronte ad una entità presunta che nemmeno esiste.
    E alle brutte te poi sempre sfonnà de roba da magna! 😉
    Ah, poi dicce che vini c’erano..

    1. Cara mia, fottitene…vai a testa alta…e questo tuo stato attuale di “singolitudine” ha i sui riscontri positivi come quello della disponibiltà a tuo uso e consumo dei tuoi tempi, del tuo essere o voler non essere
      disponibile o meno ad incontri, di uscire o stare in casa, di agghindarti per un incontro o rinunciare perchè non ne hai voglia. Libera di scegliere.
      Io sto provando questa ebrezza dal 2 di gennaio di quest’anno e cioè da quando l’uomo con il quale vivevo da un anno e che soprattutto amavo a 360°, mi ha scaraventata fuori dalla sua vita e dalla sua casa!!!….sai che inizia a piacermi la “singolitudine”!!!!!
      FACCIO QUELLO CHE ME PAREEE!!…e prima o poi qualcuno arriverà…
      😉

    2. no vabbé ma è un’amica mia che si sposa, quindi – sebbene del matrimonio in via teorica si possano pensare le peggiori nefandezze – quando sono persone che conosci ti auguri che siano felici. e poi non è colpa nostra, se siamo cresciute con troppe favole che finivano con un matrimonio e un “vissero per sempre felici e contenti”. ora, non abbiamo gli strumenti per intentare causa alla walt disney, sappiamo che è na stronzata, però se semo capiti no?

      minchia al cibo non ci avevo pensato ancora, in effetti.
      grazie banale! 😀

  11. La prima cosa che mi viene in mente è un vecchio proverbio inglese che recita più o meno “Se gioventù sapesse, se vecchiaia potesse.” ma come ti viene in mente di poterti sentire FUORI POSTO??
    Una privilegiata, sarai! Poi quoto al 1000 x mille il Banale, qui sopra.
    E comprati un vestitino sexy, mica uno di quelli tristissimi “da matrimonio” che poi non vanno bene manco per un colloqui di lavoro e te lo vedi penzolare inutilmente nell’armadio. Tsk!

    1. la mia vagina madre, come la chiamerebbe vagina, diceva sempre, riferendosi alla sua vecchiaia rapportata alla gioventù: chi vo’ non po’. chi po’ non vo’, ossia chi vuole non può (più), chi può non vuole (ancora). era una saggia vecchia vagina terrona pure lei.

  12. C’è un condizionamento fortissimo, una sorta di vera e propria programmazione sociale basata sul falso ideologico matrimonio = amore.
    In realtà nella maggior parte delle culture
    matrimonio = allevamento dei figli
    oppure
    matrimonio = combinazione di potere e/o pratimoni.

    Semplicemente l’amore non c’entra(va) nulla.
    La realtà fiabesca ha mantenuto il concetto di matrimonio e ha aggiunto la componente amorosa. In realtà proprio per come è fatto l’amore, la gabbia -sicurezza del matrimonio è a medio e lungo termine semplicemente incompatibile con innamoramento e, quasi sempre, con ciò che dovrebbe seguire che io chiamo amoramento. Ci sono molteplici ragioni per l’incomatibilità tra innamoramento amore e matrimonio, almeno per come è creduto dalla maggior parte delle persone, ma non è qui il caso di sfrucugliare biochimica, psicologia, introspezione, (neo)tantra, società liquida o altro.
    Forse essere consapevole del colossale inganno sociale e dell’immaginario che prende in nome di matrimonio ti può aiutare a riderci su, a pensare che ti stai parando il culo da una serie industriale di problemi così grossi che spesso maciullano persone (e figli) come un tritacarne umano.

    1. Ma certo. Queste cose sono tutte assolutamente condivisibili e nella fattispecie le condivido. E le penserò, per contrastare la cenerentola del deretano.

      Grazie dei numerosi spunti e di averli ribaditi per l’occasione 🙂
      ciao
      v

    1. ahahah non credo al mondo esista cazzetto sì incauto da legarsi a me contrattualmente. 🙂
      non credo di sarò così saggia da accontantarmi di un uomo, a meno che non sia proprio gagliardo.
      e se fosse proprio gagliardo, presumibilmente, andrebbe altrove.

  13. Io andrei sola e mi impegnerei per essere strafiga come se non ci fosse un domani: perché, Vagina cara, non è da tutti saper stare da soli e sono sicura che se tu non ci sapessi stare, ne avresti già trovato uno come tanti altri, un ometto inutile ed insignificante come se ne vedono ad ogni angolo (e che quando li vedo e penso che potrebbe capitare a me di starci insieme se non avessi sufficienti capacità di intendere e di volere, mi viene la pelle d’oca).
    Se invece proprio ti turba l’idea di andarci da sola, c’è sempre l’opzione “affittasi”. In quel caso, visto che puoi scegliere, mi raccomando: che sia alto, bello e muscoloso! 😉

    p.s.: il 17enne, invece, come ha suggerito qualcuno nei commenti, proprio no, ti prego!

  14. allora cara, intanto dovrai spiegarmi che minchia è la musica prog. Quando ero molto piccola e andavo in discoteca c’era la progressive ma voglio sperare che parliamo di due cose diverse, cioè, non può piacerti quella roba lì che davano tipo house, ma solo tipo.
    Punto due.
    I matrimoni mi fanno schifo, non vado quasi mai.
    Punto tre.
    L’ultima (e seconda) volta che sono stata in Sicilia (da sola e per lavoro, peraltro), un’amica mi ha detto: Ahhh, ti piace vincere facile eh? e l’ex mi ha strizzato l’occhio, dicendomi “Divertiti”. Allora non capivo.
    Vagi, vai e divertiti 😉

    1. ahahah ciao cara, dunque la musica prog, ovvero il progressive, è quella musica tipo psichedelica,mio-dio-sono-sofisticata-ma-non-troppo, dei king crimson, dei pink floyd, dei jethro tull e via discorrendo. derivazioni più moderne sarebbero i porcupine tree, per intenderci. ora non so se sia tutto vero, ma così spiegava l’ex ex cazzetto.

      quanto al resto, ahah, non posso non confidare nella tua dritta che lascia presagire piacevolissime sicilianità 🙂

  15. …”e che in preda a un drammatico picco di insicurezza femminile cederò alle avances del primo siciliano panciuto e sudato che mi molesterà.” AHHAHAHAHHAHAHAHAHAA. Ti ci vedo :* Ma a che serve sposarsi? Io sto pensando seriamente di restare eterno celibe!!!

  16. …non può essere lo stesso, immagino, visto che sarà a maggio e in Piemonte e non in Sicilia, ma ho dato giusto ieri conferma per un matrimonio a cui andrò sola mentre la partecipazione era per me e per il mio ex. Stessa cosa per il regalo chiamamolo da single: due quote da 30 euro per il viaggio di nozze; considerando il viaggio e il mio lavoro non si poteva far di più.

    La mia e-mail di conferma per il matrimonio recitava fra altre frivolezze così, en passant, che sarò sola a quel matrimonio. Nel mentre cerco ancora dentro di me di darmi delle motivazioni alle partecipazioni solitaria a questi riti basandomi sulla lotta all’emancipazione della donna poter star bene da sola e non subire la pressione sociale di avere una stampella maschile in queste e in tutte le circostanze.

    Già sento gli occhi dei parenti e amici che compatiscono il mio avvicinamento ai 30 senza quella stampella…

    E mentre cerco delle motivazioni emancipatorie penso anche, da brava studentessa che ha fatto circa 12 esami di statistica, un’altra cosa: penso che 1 su due non durerà. In una decina d’anni guardando le foto di quel matrimonio sarà più facile identificare chi non ha cambiato il suo status stampellare che chi come me decide con coraggio di sottoporsi agli sguardi straniti e alle domande timide sul perché sia finita.

    …E nel mentre, incredibilmente, sorrido.

Parla con Vagina, Vagina risponde

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