Crash Vaginale

Ho subito un lutto negli ultimi giorni.
Il mio pc s’è beccato un virus. Al momento del contagio, gli eventi avevano già preso il loro nefasto corso, che si sarebbe concluso con il più drammatico degli epiloghi: la perdita di TUTTI i dati. Tutti, ma proprio tutti. Tutte le fotografie, tutti i testi, tutti i video hot.
Quattro anni di una vita fuori dalla misericordia di dio, senza aver mai fatto un backup, polverizzati nel nulla, come non fossero esistiti mai, come se io stessa fossi esistita meno, come se chissà se ce so mai stata a Taorimina e ad Amsterdam, ora che non ho più nemmanco una minchia de foto che me lo ricordi, ora che potrei persino dimenticare che ho mangiato le capesante a Parigi, che se chiamano scallops in inglese.
Ora che potrei persino dimenticà che faccia c’hanno le capre a Creta, ora che potrei dimenticà i concerti e le vacanze, e com’era fatta la mia stanza a Bologna, e i progetti e le lettere scritte e mai mandate, e sì, scritte al computer, perché io a mano nun ce so scrive.
E adesso, che la mia memoria è affidata solo al mio cervello, è proprio sicuro che me dimenticherò tutto. E ciò non va bene, per una dello scorpione, per una che il suo passato se lo tiene stretto-strettissimo e che c’ha già nostalgia del futuro.
E io me so sentita pe davero a metà. Pe davero come se non avessi il terreno sotto i piedi. Pe davero come se me potesse scappà la lacrima da un momento all’altro, mentre carica di borse e buste, sotto una specie di grandine primaverile, mi dirigevo alla fermata della metro e tutta la mia malinconia-politica se ne stava lì, faccia a faccia con il nulla, con l’incredulità lucida negli occhi, con il desktop pulito, con le cartelle vuote di un hard disk divorato, che mi aveva lasciata così, orfana di feticci da masticare col cuore. E con un pezzo d’anima cancellato per sempre.
Come s’avessi perso l’ultima prova che nun me so inventata tutto, come s’avessi perso le scene di tutti quei momenti in cui se semo voluti bene, in cui se semo sentiti felici, almeno un po’, mica tanto. La prova che lui è esistito pe davero e che insieme avemo fatto n sacco de cose.
Poi me so calmata, ho pensato che in realtà non era un evento così drammatico e che me poteva capità di peggio nella vita, tipo scoprire di avere una malattia incurabile, o di essere amica di Belén Rodriguez, o di sposare Enzo Paolo Turchi. Ho pensato che, in fondo, la mia era solo un’allucinazione digitale, un’alterazione propriocettiva della memoria, un eccessivo attaccamento a una sequenza di bit e byte priva di senso perché, in fondo, ciò che ho vissuto è riposto in me, non in una serie di file.
Naturalmente, nun me so convinta manco per il cazzo e nulla ha potuto arrestare la deriva depressiva del mio spirito.
Ma non era solo depressione. Posto che per me la rottura del pc è peggiore della rottura dell’automobile, peggiore di quella della lavatrice, peggiore di quella di una relazione. Posto che il pc ha scalzato il cane Fido nel ruolo di migliore amico dell’uomo almeno da un trentennio, per me non si tratta di pura mestizia, in queste disdicevoli situazioni. No, no. Io ravviso proprio una buona percentuale di rabbia – quella pura, quella cieca, quella che ti farebbe prendere Brunetta e te lo farebbe infilare nella lavatrice con dixan alla lavanda e 800 giri di centrifuga – che solitamente mi si traduce in una lunga e feconda serie di iasteme nei confronti di Bill Gates e del suo Windows-di-merda, fino a raggiungere il climax nella frase “la prossima volta a costo di stare con le pezze al culo per un trimestre, io mi compro un mac!
A fronte della mia disperazione paranoide, le mie amiche vagine mi hanno suggerito l’idea che la tragedia, in realtà, altro non sia stata che un segno del destino, come dire, un colpo di spugna su ciò che non deve essere necessariamente ricordato.
Sì, lettura affascinante. Per un certo numero di nanosecondi. Immediatamente succeduti da “Sukasse il destino, le cose me le può fa capì pure con più diplomazia!”.
E da lì, dritte, in un ginepraio di considerazioni socio-digitali sul confine tra reale e virtuale, sulla legittimazione che procuriamo a noi stessi investendo di valore oggetti terzi, che diventano non-luoghi emotivi a tutti gli effetti.
Lo shock è stato così devastante che ho compiuto gesti inconsulti nelle ore immediatamente successive alla catastrofe: ho fatto una lavatrice e ho passato il 25 aprile in un parco. Ho, inoltre, ritenuto essenziale consolare il mio animo affranto con un menù del Mc Donald’s e ho contestualmente scoperto che hanno reistituito il Mozzarillo.
Il ché, devo dirlo, ha saputo donarmi una parentesi di sollievo nel mio drammatico crash vaginale.

39 pensieri su “Crash Vaginale

  1. <> Vero! In ogni caso guarda al futuro, è molto più entusiasmante, potrai riempire il tuo hard disk di nuovi ricordi, che magari perderai di nuovo, non importa, è naturale perdere cose lungo la strada e conservarne altre no?

  2. Solo un consiglio tecnico: usa Linux, è facile e non corri rischi. Ubuntu in particolare, altro che mac, ed è gratisssss (come le “s” in più).
    Di poi: ora ci sono le varie nuvole virtuali molto comodo per conservare cose senza tema di rotture (almeno che non rompano loro i server). V’è Google Drive, Dropox, e anche Ubuntu One; tutti offrono un bel pacchetto a gratis di spazio di conserva, ma se vuoi potresti anche comprare uno scatolone. Vedi tu. Saluti

  3. Successo a dicembre stessa cosa. Però il tecnico è riuscito a salvarmi i dati. E comunque è importante avere un amico-giappa-fissatocolefoto che le ha sempre tutte archiviate in un server che pare quello della NASA.
    Ti sono vicino però…immagino avrai pordoddiato come me..

  4. Ah, i cari, vecchi, buoni, inutili, devastanti, fastidiosi vairus per piccì. Fosse successo a me avrei iniziato a bestemmiare quel dì e lo starei ancora facendo concedendomi giusto le pause per dormire (mangio e bestemmio in contemporanea).
    Comunque questo ci insegna una cosa: Winzoz è indegno.
    Ti sono vicino in questo tuo momento di perdita.

    Ciao, V.

  5. Maronna, che vera disgrazia!
    Una volta il mio ex ha fatto per caso il back up delle foto su un hard disk esterno, 4 anni fa. Qualcosa è più o meno salvo. Le mie figlie potranno dire di aver avuto una madre amorevole che le fotografava.
    Se mi parte il pc adesso sono almeno 4 anni di vita in black out. Per fortuna alcuni dei miei tesori segreti (tipo le email mai spedite e le bozze mai pubblicate) li ho tra i google documents e le bozze di gmail.
    Un abbraccio di vera solidarietà.

    1. grazie.
      grazie assai. anche io potrò recuperare qualcosa tra bozze e cazzi. ma il resto è perduto.
      e io non dirò, a questo punto, che serve un uomo per fare il backup. perché dopo aver ucciso insetti, sistemato automobili e pisciato in piedi in situazioni estreme, impararerò eroicamente a fare anche il backup. forse.
      a presto,
      v.

  6. Ma sei proprio sicura che sia stato un virus? Hai provato ad andare in qualche centro di assistenza? Perché per non recuperare proprio nessun dato si deve essere rotto fisicamente l’hard disk (sbalzi forti di tensione, cadute dall’ottavo piano, e peggio), se è un virus in qualche modo si recupera qualcosa, per quanto sono anni che non vedo virus così distruttivi…
    Per il resto, cara la mia vagina, sono effettivamente azzi tua. Oggi come oggi la scusa di non saper fare un backup per una vagina tecnologica con bogghe, non regge proprio. 🙂

    Mandi

    1. no qualcosa si poteva recuperare forse. ma a caro prezzo e dovendo rinunciare al pc per un numero indefinito di giorni. ma il pc è il migliore amico della vagina single per cui no.
      quanto al rest, non è che le vagine non sappiano farlo il backup (che poi, cazzo ci vuole?).
      è che alla vagina non viene proprio in mente di farlo. come non le viene in mente di portare la macchina a lavare.
      cioè rientra proprio in una sfera cognitiva a noi aliena.
      detto ciò,
      ciao
      v

      1. Si può sempre togliere l’hard disk, in attesa di avere tempo per cercare i dati, metterne uno nuovo (che comunque male non fa) e ripartire.
        I programmi di backup sono fatti bene se fanno il loro lavoro in automatico, senza dover sempre dirgli di farlo. OSX su questo punto è una svolta.
        Ma non voglio fare il cazzetto tecnico più del necessario, se hai bisogno di altre informazioni fammi sapere. Ad ogni modo sappi che ci siamo passati tutti… ma proprio tutti, nessuno escluso! 🙂

  7. E non ti reputi fortunata? Guarda che a pochissimi mortali è concesso di ricominciare la propria vita da zero. Fossi in te farei anche un elettro choc per essere sicura di aver eliminato tutta la zavorra.

  8. ho letto questo post qualche giorno fa e stamattina il patatrac: windows non si avviava piú, il computer si spegneva di colpo, invasioni di cavallette sul desktop e altre piaghe assortite. Dopo un bel po´ di tasti schiacciati a caso il PC morituro spembra essere tornato tra noi. Sono totalmente solidale per il lutto della perdita dei file.
    (Ovviamente, da buona vagina, anch´io non avevo la benché minima traccia di un back-up, cosí adesso sto passando la domenica pomeriggio in ufficio a trasferire i “dati sensibili” sul computer a lavoro)
    Alla prossima e complimenti per il blog,
    Frou Svedese

    1. ahahah fai bene, brava. di fronte a simili avvisaglie è meglio non correre rischi.
      salva il salvabile. prima che sia tardi 🙂
      grazie del tuo commento, btw, che mi fa sentire meno sola nell’incauta assenza di un backup!
      a presto
      v

  9. Consiglio un ascolto spasmodico e catartico di Tabula Rasa Elettrificata dei CSI (ex cccp), non so se sono il tuo genere, ma io li ho scoperti grazie a questo album. ti auguro di uscire presto da questa spirale di nostalgia per scoprire una nuova primavera ormonale.

  10. … Esiste un tool della Kroll on track che recupera tutto anche dopo un format. Vai sul loro sito scarica e prova il recupero a me è servito in passato 🙂

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