La Santificazione dell’Ex

Ascolto Personal Jesus cantata da Johnny Cash, che mi sembra una versione piuttosto figa, e non ho più dubbi: sono in fase di santificazione del mio ex.

Del resto non potrebbe essere altrimenti, con il ponte del 1° maggio di mezzo, una lunga quattro giorni a Milano, che ho deciso di non muovermi, di non partire, che sono in bolletta. Che ho deciso di approfittare di questo tempo per ripetermi che devo fare il cambio di stagione, senza farlo. Che, poi,  quando si era giovani, del 1° maggio si andava a Roma con Frecciagrossa85, a fare i barboni per 48 ore, a lavarsi nel parco del Pincio, ad aspettare la fine del concerto per sentire 3 canzoni degli Afterhours gratis, a odiare De Gregori che cambiava sempre il ritmo a La Storia siamo Noi e stargli dietro era impossibile, e a cantarci sopra si stonava per forza. Quando si era giovani. Mò, che s’è ultraventenni, ma proprio ultra, Frecciagrossa85 continua ad andare al concerto del 1° maggio, io no. Io fumo le mie sigarette rullate sul divano e guardo le finestre che si sporcano di pioggia, che se le vedesse la Vagina Maestra direbbe, con un filo di indignazione, che vanno pulite, quelle finestre lì.

Ascolto Personal Jesus cantata da Johnny Cash, che mi sembra una versione piuttosto figa, e non ho più dubbi: sono in fase di santificazione del mio ex.

Egli non è più una persona esistente, piena di pregi e di difetti, ferocemente additati per l’intera durata della nostra relazione. No, ormai asceso al regno delle semi-divinità, il mio ex appare alla mia alterata percezione come un’entità mitologica e sovra-umana, miniera di preziose rarità caratteriali di cui non posso beneficiare più, nel totale oblìo di tutto ciò che di lui – secondo me – non andava bene. Il tutto, poi, va moltiplicato per il coefficiente di vaginismo standard, quel valore costante che permette di mistificare qualunque cosa perdiamo nel nostro disordine ormonale, fosse pure una borsa.

Questo disdicevole, quanto diffuso, costume emotivo vaginale si realizza di solito a qualche mese dal termine della relazione, quando il nostro utero ha più o meno digerito la fine del grande amore e si appresta, volente o nolente (o come disse una vagina assai intelligente che si scopava il mio ex ex “volente o dolente“) a riguardarsi intorno, perché in fondo, l’idea che prima o poi un cazzetto alfa ci salverà da noi stesse, è parte integrante di noi ed eliminarla è una faticaccia.

Riguardarsi attorno è un’operazione da condurre con somma cautela. Metti che, nel mentre, la vagina si ritrovi a flirtare con un tipo figherrimo e di successo, sulla 40ina, alto una cifra più di lei, che la fa ridere e c’ha la barbetta e persino i capelli, ecco magari va tutto bene. Però esiste anche il caso in cui la vagina si ritrovi di fronte un tipo improbabile, che le faccia pensare ininterrottamente quanto fosse mejo l’ex. E quando si aziona questa leva, la vagina può ufficialmente arrendersi al proprio vaginismo, può sventolare bandiera bianca, niente, ormai il paragone no-way-back è partito e con esso il pessimismo ovarico senza fine.

Le leve che conducono a questa malaugurata condizione sono le più disparate: uno che ti sbaglia il congiuntivo, uno che parla ininterrottamente di sé e quando parli tu sbadiglia, uno che guarda spudoratamente i culi di tutte quelle che passano, uno che parla con la bocca piena, uno che puzza di sudore, uno che ha eccessive manifestazioni d’ira, uno che ti corrode le narici per la quantità sconsiderata di acqua di colonia che s’è dato.

A un certo punto la vagina smetterà anche di ascoltare il suo interlocutore, inizierà a concentrarsi sul fatto che ha fame, oppure sonno. Inizierà a pensare che vuole tornare a casa, al suo guscio solitario, e rannicchiarsi nel ricordo di quell’uomo che l’ascoltava divertito ogni volta che parlava, che le rispondeva con pertinenza, che le dava consigli utili. Di quegli occhi curiosi e affascinati. Di quelle mani rassicuranti e familiari. Poi, la vagina, una volta a casa, prenderà una vecchia felpa del suo ex, accenderà delle candele e imbastirà un rito wudu santificandone il ricordo, abilmente snaturato in virtù del cazzetto improbabile appena conosciuto.

Ascolto Nights in White Satin dei Moody Blues, che sarebbero i The Moody Blues, ma io a scriverlo giusto, mi sento accademica. Come con i Doors, sono “i Doors”, non “i The Doors”. Eddaje.

Ascolto Nights in White Satin dei Moody Blues. E penso che le santificazioni sono religiose.

E che le religioni sono la frigidità delle vagine. E che possiamo accettarle per un’oretta o poco più.

51 pensieri su “La Santificazione dell’Ex

  1. Di questo passo credo che ti servirà una lunga compilation. Di unico in questo mondo non c’è nulla…o forse tutti siamo unici. In un modo o nell’altro lamorale è di perseverare nella ricerca senza eccessivi rimpianti. Una volta messo a segno il colpo vincente tutte le paturnie che precedono scompariranno magicamente.

  2. Invece io e la mia Vagina, il primo maggio abbiamo capito cosa era e cosa ancora è quell’uomo che abbiamo tanto amato!!
    E’ un uomo capace, dopo solo un mese lontano da me e dal mio sorriso, affamato di libertà e di ossigeno, di entrare nuovamente nelle cosce di un’altra Vagina, tatuarsi a 48 anni l’iniziale di questa nuova povera preda delle sue incostanti voglie e contemporaneamente riuscire a lasciarsi andare alle mie ripetute provocazioni e al suo sfrenato e non piu’ controllabile bisogno di rientrare nelle “mie”!!
    Trovo solo elementi contraddittori in tutto questo…felice di non amarlo più!
    …e comunque è stato figo riaverlo tra le “mie”, questa volta senza amore e sorridendo!

  3. Dalle mie parti si dice: “pensa allo sdegno, che l’amore ti passa”, perciò è importante non dimenticare le cose negative, anche se la memoria fa brutti scherzi!
    Se i nuovi incontri sono senza gloria e senza infamia, o con troppa infamia, sicuramente non hai incontrato quello che ti coinvolge davvero ( in quel caso i difetti sarebbero avvolti da una fitta nebbia…).
    Il cammino che stai percorrendo sembra lungo e tortuoso, ma, parlando per esperienza, credo che conoscere meglio te stessa servirà ad avere un rapporto più equilibrato anche con il prossimo amore!

  4. “Le leve che conducono a questa malaugurata condizione sono le più disparate: uno che ti sbaglia il congiuntivo, uno che parla ininterrottamente di sé e quando parli tu sbadiglia, uno che guarda spudoratamente i culi di tutte quelle che passano, uno che parla con la bocca piena, uno che puzza di sudore, uno che ha eccessive manifestazioni d’ira, uno che ti corrode le narici per la quantità sconsiderata di acqua di colonia che s’è dato.”
    Ecco il significato delle tue espressioni, ora so cosa hai pensato durante quel tempo trascorso insieme.
    Non era il caso di sbandierarlo ai 4 venti, per mortificarmi!
    Grazie di cuore!

  5. Vuoi sapere come la penso? Ci sono passata anche io, anche io ad un certo punto ho cercato di attuare la pratica “chiodoscacciachiodo” e non funziona. O meglio, funziona se sei una grandissima str****a e non te ne frega più nulla del tuo ex, funziona se sei solo alla ricerca di piacere mase in te è ancora caldo il ricordo, ti assicuro che è deprimente. Probabilmente non sei ancora pronta, non è il momento di cercare un altro, cerca piuttosto te stessa. Arriverà, quando meno te lo aspetti, qualcuno che riuscirà a farti pensare “Mio Dio quanto sto bene ora…quel cretino è ormai soltanto un brutto ricordo!”. Spero di non esserti sembrata invadente con questo mio commento ma nel leggerti mi sono resa conto di quanto esperienze di questo tipo siano comuni. Rendiamoci immuni allora da trappole di questo tipo! Suuuuu!

  6. Da qualche parte, la fuori, c’è un’altra vagina che probabilmente sta ascolto Personal Jesus cantata da Johnny Cash, che le sembra una versione piuttosto figa, e non ha più dubbi: è in fase di santificazione del sottoscritto…
    Mi viene una gran risata……

      1. nulla è sicuro quando hai a che fare con le vagine…inoltre probabilmente quella in questione non conosce J.C.
        …continuo con la mia risata…

  7. …A questo punto proporrei di santificare Johnny Cash!
    Che grande cosa le riproposizioni delle cosiddette american recordings! Hai citato “Personal Jesus” ma ce ne sono tante, personalmente mi mette i brividi “Hurt” (originale dei Nine Inch Nails) oppure “I See A Darkness” (originale Bonnie Prince Billy)… comunque il man in black della musica americana era senz’altro un personaggio venerabile che ha avuto anche una discreta fortuna nel trovare l’anima gemella (June Carter)… una fortuna non da poco, ma che talvolta si verifica…

  8. ‎”…uno che parla ininterrottamente di sé…”
    diamo il via alla campagna x la resezione delle corde vocali.
    molto meglio uno che guarda che i culi,almeno sai che ha interesse x qualcosa/qualcuno che nn sia lui…

  9. Ho frequentato Milano ed i suoi abitanti per certo periodo, ho fatto anche vita sociale, sinceramente non ricordo di aver incontrato così tanti babbei come tu, abilmente, descrivi nei tuoi post… saranno cambiati i tempi, sarà l’aria, sarà il mangiare…!!!

    E’ una legge di Murphy, se c’è una possibilità su un milione che tu possa incontrare uno più coglione del tuo ex… stanne certa, ciò si verificherà inesorabilmente.

    TADS

  10. a me viene in mente che andare al concerto del primo maggio dopo i 18 anni può essere passibile di ritiro della cittadinanza romana. Per sicurezza non ci sono andato nemmeno prima. Certo, per motivi fiscali, sarebbe il caso di cambiare residenza. Quasi quasi ci vado l’anno prossimo.
    GiacominoLosi

  11. “A un certo punto la vagina smetterà anche di ascoltare il suo interlocutore…. in virtù del cazzetto improbabile appena conosciuto.”
    ecco tutto questo pezzo descrive perfettamente cosa è successo a me. Grazie, mi hai fatto sentire un pò meno sola.

      1. noooo il cazzetto improbabile l’ho lasciato lì dopo un mezzo pomeriggio buttato. il problema è il ricordo dell’ex che non se ne vuole proprio andare (mentre l’ex fisico è sparito meglio di un latitante). e quindi giù di paragoni e de cioccolata.
        bel blog, davvero!

      2. cara mia, cosa dirti se non: passerà.
        non lo so nemmeno se passa davvero. ma dobbiamo crederci, ecco, sì.
        grazie mille, by the way.
        un abbraccio, un paragone e un cucchiaino di nutella
        v.

  12. ma ciò che ti impedisce di prendere il telefono e chiamare il tuo “Personal Jesus” è l’orgoglio vaginale o cosa? a me è stato detto dalla mia amata “She’s A Rebel” di non farmi più sentire, quindi l’unica cosa che posso fare è continuare il mio solito “cazzeggiar m’è dolce in questo mar”…inutile dire che sarei felice se si facesse sentire, certo mai quanto rivederla inaspettatamente dopo anni di silenzio ai “piedi” del palco in un mio concerto; tuttavia la lei in questione è pur sempre Miss Orgoglio 2011, non so, le memorie di una vagina sembrano dalla mia parte, tralaltro è una storia che si sente spesso: il mio spirito è il medesimo del quale si è innamorata, mentre lei ha stravolto la sua esistenza ai fini di una, a mio modo di vedere noiosissima, realizzazione personale…possa dunque Johnny Cash illuminarne il cammino, Leggerti è davvero cosa alquanto goduriosa, bye !!!

    1. ciao! dunque, mi pare una cosa buona che leggermi ti risulti esperienza goduriosa, innanzitutto.
      quanto al resto, no, non è orgoglio vaginale.
      Ho smesso di chiamarlo perché la cosa giusta era allontanarsi. Possibilmente senza soffrire invano. Senza trascinarsi.
      Senza buttarsi inutile merda addosso, pratica alla quale si va necessariamente incontro, se non ci si allontana per un po’.
      Almeno questo nell’ottica vaginale.
      cordiali saluti 🙂
      v

  13. Mi spaventa l’idea di riguardarmi attorno, e il solo pensiero che io possa imbattermi in innumerevoli “cazzoni” mi terrorizza…. Ho già santificato il mio ex, con candele, film preferito, e… la sua maglia, quella originale, quella lasciata sul comodino dopo una settimana di utilizzo notturno, ancor prima di trovarmi nel rituale denominato “Imbellettarsi è bello! Anche se in questo caso, lassa perde che non ne vale la pena!” Mi vedi una vagina precoce? Si accettano consigli!!! 🙂
    Leggerti, oltre ad essere una consolazione, è un piacere!

  14. Mi pare di aver passato più di nove mesi a santificare il mio ex, rimproverandomi per l’emerita cazzata che avevo combinato, eh si insomma come ha potuto lasciare un tipo così figo(!!) a livello di sensibilità?
    Dopo varie pippe mentali penso di aver compreso o più che altro di essere stata colpita da quell’illuminazione che prima o poi hanno tutte e scommetto hai avuto anche tu:
    “Ma se ce siamo lasciati ci sarà stato un valido motivo (tre volte su quattro è validissimo) se ci siamo lasciati, o no?
    Bellissimo intervento, ti stimo!

Parla con Vagina, Vagina risponde

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