“Perché? Non ti piace Guccini?”

Una delle mie attività preferite è osservare la gente. E giudicarla.

Talvolta mi succede di emettere giudizi affrettati, sebbene la prima impressione sia quasi sempre quella giusta. Tuttavia, le rare volte in cui sbaglio, non ho problemi a riconoscerlo e a riaggiustare le mie opinioni.

Detto ciò, ogni volta che giudico la gente, ricordo perché ho un numero sempre molto limitato di amici: perché sono una stronza.

Ma questo si sapeva già.

Recentemente ho conosciuto dei pugliesi a Milano. Non che io li abbia proprio conosciuti, cioè non mi ricordo nemmeno i loro nomi – tranne che di uno, che era effettivamente nu bell uagnon e quindi la carne è carne, il pesce è pesce, e io me lo ricordo, gli altri no. Però, dicevo, c’ho passato insieme qualche ora, sufficiente a capire che io sono ormai definitivamente uno strano ibrido sociale.

Il tempo speso insieme è stato sufficiente per far sì che io mi dicessi: stai sempre a sparlà dei milanesi, che su che giù, e allora per onestà intellettuale, devi inimicarti un’altra categoria sociale: i pugliesi a Milano. Sia chiaro, in me vive il terronia-pride e questo è noto, però sto post mi tocca scriverlo, perché mi viene proprio da dentro e, come è noto, al deretano non si comanda.

Posto che si fa presto a dire “pugliese” ma che ci sono pugliesi e pugliesi e che non tutti i pugliesi sono uguali, perché, per esempio, io il foggiano che parla in molisano praticamente non lo considero nemmeno conterraneo. Poi c’è il barese e d’intorni, che si esprime con quella parlata inesorabilmente ridicola che non può suscitare che simpatia. Poi c’è il tarantino che o è uno zacchero oppure se ne sta, al massimo te la mena con la Birra Raffo e il peggio che può capitarti è che ti obblighi a imparare la canzoncina del Taranto Calcio “assim pacc p le chiangarell“.

E poi, poi si giunge a loro. I leccesi e i brindisini. Ora, Lecce sì, è bella, sì, molto bella. Sì, ok, ah ah, il Salento, lu sole, lu mare, lu vientu, lu pollu cusutu intu allu culu, d’accordo. Sì, le maldive d’Italia, d’accordo. Sì, il Salento è bello. La pizzica, sì, il reggae, sì, la notte della taranta, sì, va bene, abbiamo capito. Però Brindisi no, daje, che l’unica volta che ci so stata m’è parsa veramente un posto di merda, se non fosse che i brindisini ora son convinti di far parte del Salento e questo garantirebbe loro una figaggine morale indiscutibile.

Ma il vero problema non sono queste rivalità intestine al tacco dell’Italia. Il vero problema, o meglio, il vero margine di riflessione è dato da:

1. Perché parli come se nella tua vita non avessi mai messo il naso fuori da Mesagne, pur vivendo a Milano da anni?

2. Perché sei di Barletta e parli il milanese meglio delle pantegane dei Navigli? (io scrivo in romanesco ma è una licenza da blogger)

3. Perché stai scassando la minchia a un gruppo di persone da tutta Italia con la tua pizzica, nell’assurda presunzione che piaccia a noi tutti?

4. Perché, dio, perché stai cantando Redemption Song di Bob Marley a 30 anni, sentendoti un tipo cool? Vuoi cantarla, cantala. Ma capisci di essere in ritardo di 15 anni, cazzo!

5. Perché sei convinto che se uno non va alla festa dei partigiani è fascista?

6. Perché, mentre parliamo, mi guardi negli occhi e mi chiedi davanti a tutti, serisssssssimo : “Perché? Non ti piace Guccini?“, lasciando che il gelo scenda e che io debba trovarmi a spiegare a te, piccolo cliché vivente, che sei pure mio vicino di casa e mi dispiace d’esse così stronza, che no, che era solo una battuta. Che contro Guccini non c’ho un cazzo, a parte che per quel che lo conosco lo trovo pesantissimo, ma questo è il mio gusto, personalissimo dunque insindacabile. In compenso ho qualcosa contro chi si spara le pose, sì, quello sì. Contro chi discrimina all’incontrario, aggrappandosi goffamente a un paradigma culturale che forse era già vecchio per suo padre, figurarsi per lui. Ho qualcosa contro chi mi giudica perché non canto Guccini con la chitarra, perché non sono cattocomunista e so pure fiera di non esserlo. Perché tra Dio è morto e La canzone del sole, preferisco la seconda, che almeno la sapemo tutti e se proprio siamo obbligati a socializzare, volendo, potemo cantà insieme, senza stigmatizzare chi non conosce il vostro stronzo repertorio da oratorio di paese. Che io, peraltro conosco pure, solo che non mi piace. E’ che siccome non faccio più le occupazioni al liceo, purtroppo non mi sento nemmanco più di sinistra così, facilmaente, cantando Bella Ciao ad minchiam. Ma per carità, mi piacerebbe averci ancora 14 anni.

O forse è solo perché io vivo il mio tempo, che non ha inni.

E seguo il buon senso, in uno strano equilibrio tra individualismo e collettività.

Che comunque m’è sempre parso l’alternativa migliore possibile.

Se poi mi vuoi schifà, schifami.

Io a 17 anni facevo l’amore ascoltando Frank Zappa.

Cosa dovrei aggiungere?

47 thoughts on ““Perché? Non ti piace Guccini?”

      1. come già espresso altrove, io offro tutta la mia solidarietà.
        e la offro proprio incondizionata.
        guccini sucks, sarebbe il caso di dire 🙂

        ps: signor guccini, non è che ce l’abbiamo con lei. ce l’abbiamo con chi di lei fa un uso improprio.

  1. Della serie “Tutto quello che vorresti dire, ma non puoi perché sennò mandi a puttane la tua vita sociale”
    O anche “Ecco, caro vicino, ti scrivo…”
    O ancora “La mia parte intollerante” (se si è in vena di citazioni).

    Cya ^^

    1. no ma la vita sociale non è quella. la mia è piccola, selezionata e non prevede redemption song.
      è stato un esperimento.
      la mia parte fortemente intollerante, sì. ma so fare di peggio.
      tipo con chi mastica a bocca aperta.
      ossequi
      v

  2. quanta saggezza vagiaina! sono daccordo su quasi tutto (scusa, che c’entra guggini coi cattocomunisti??). Per fortuna io sono stata fortunata e durante i miei anni (lunghi, argh) milanesi ho incontrato un sacco di pugliesi incredibili, alcuni dei quali sono rimasti tra i miei migliori amici. certo anche le teste di cazzo, innegabile. Ma quelle arrivano da tutta italia 😀
    un saluto, cara

    1. ahah dunque guccini e cattocomunisti è una mia associazione personale. ma spesso riuscita.
      per il resto, ci sono un sacco di pugliesi awannasgheps. ma alcuni no.
      come dal resto di italia, per l’appunto.
      un saluto a te!
      baci
      v

  3. “Se poi mi vuoi schifà, schifami.
    Io a 17 anni facevo l’amore ascoltando Frank Zappa.
    Cosa dovrei aggiungere?”

    Standing Ovation! 🙂

    Mandi

      1. Ti emozioni a pensare che ascoltavi Zappa 10 anni fa, o pensare a cosa ascolti adesso in fase secondo limone? 🙂

  4. Aggiungere? Nulla. E’ incredibile quanto spesso gente che a parole si spaccia per progressista e pluralista, nel momento in cui gli fai notare che associare comportamenti steriotipati all’idea di progresso e pluralità è una gran boiata, si scopre poi ultra conservatrice ed intollerante. Che Guccini sia alla fine una sorta di cartina al tornasole?

      1. Rischi grosso. Guccini detiene il poco invidiabile primato di avere, allo stesso tempo, schiere d’adoranti estimatori e legioni di irriducibili denigratori dall’istinto omicida.

  5. Ho maturato la convinzione che all’Inferno (se esistesse per alcuni sarebbe più divertente viverci che in qualche insuiso e squallido pesino sperduto tipo Vergate sul Membro) esiste un girone dedicato a quelli che “incitano” all’uso di Guccini. O che non ammettono che la sua canzone più leggera probabilmente ha il peso specifico di una barra di Uranio nell’intestino crasso.

    Basta.

  6. (anche a me Guccini sembra d’un pesante ma d’un pesante)

    sai cosa? Dalle mie parti nessuno ti chiederebbe mai se sei di sinistra e se vai alla festa dell’Unità perché è ovvio che sì.
    Però irrita da morire anche me quando vedo i miei coetanei non volere superare la fase centro sociale. Il problema è che conosco anche un buon numero di 40-50 enni, che non hanno mai superato quella fase. Ho capito che è una fase che non si supera. Se sei scemo lo rimani per sempre.

    1. tesoro mio, ma tu vivi in un posto meraviglioso, in quella che nel mio immaginario è la regione più figa d’italia, la più bella, la più operosa, con il cibo godereccio e il sano gusto della vita. e una irriducibile semplicità di fondo. il polleggio, dio lo abbia in gloria.
      sul resto, d’accordo su tutto. il centro sociale è una fase. come quella orale.

      1. Poi sta cosa della fase orale avrai il buon cuore di spiegarcela..
        Anche perchè se è una fase mi devi spiegare perchè in me è perpetua e costante.

  7. Vabbè, a dirla tutta, io ho guardato con sospetto mia zia, trasferitasi a Milano da un anno, mentre esponeva la teoria che le persone cortesi sono milanesi doc, mentre quelle scortesi sono di origine meridionale….. ho preferito pensare che si sia rimbambita con l’età che avanza!
    Ovviamente quello che ho scritto ha un senso, sapendo che la zietta proviene da quell’area geografica ad alto tasso te sule, mare e ientu ( e non vientu!!!) ; )
    Ho sentito un certo senso di smarrimento misto a compiacimento realizzando che pure nella mia Salentitudine a stenti so chi sia Guccini, ma so bene chi è Zappa, e non sono mai stata alla notte della Taranta….

  8. Risolvere la questione con il fatto che il salentino in giro per il globo è un clichè, memorabilmente sputtanato dal Sangiorgi farlocco del Medici, sarebbe facile e mi acquieterebbe, ma non mi basta (ma mi hai fatto ridere un bel po’). Ci ho lottato millenni di mia vita per non esserlo, arrivando alla Risoluzione Onu della mia anima che “Il mondo è pieno di salentini” e quindi ognuno come la pensa

    Ma il surplus che non hai considerato o non hai espresso nel post, è che i clichè di soli, tarante e quant’altro sono il mezzo per preservare il patriacato, cioè il maschio forte, il bullo di paese, la femmina cuoca, sotto il finto nome di “tradizione”. E tra parentesi non era questo che dicevano i Sud, vent’anni fa, qualunque sia il personalissimo giudizio estetico sul raggae pugliese. Dicevano che “le pistole non risolvono le questioni”.

    Questo lo penso appunto da quasi un ventennio, cioè dai prodromi dell’entrata dell’Italia nell’Era della Puglia e questo è il problema da porsi per me. I clichè sono appunto il foklore inconsapevole di chi non vuole mettersi in discussione

    Bella lì 🙂

    Un salentino

    (in crisi di identità geografica dopo quindici anni bolognesi e a cui piace molto il reggae, certo reggae, moderatamente la pizzica, e inevitabilmente il mare e il sole, specie di questa stagione)

    1. Ma io in realtà non mi riferivo nemmeno ai sud. Che conosco poco e non mi mancano, ma rispetto eh, sia chiaro.
      Il male e il sole piacciono anche a me. Perché io sono una vicina di casa.
      Ah e ti mando solidarietà, sulla crisi di identità geografica, che credo sia una questione che quelli come noi non risolveranno mai. E questo è il bello. Che quando la superi, te ne sei andato definitivamente.
      Bella lì pure a te, salentino 🙂

  9. ma quanti mesagnesi ci sono?! Vagina ha ragione su molto, ma se poi “nu bell uagnon” non se lo scoperebbe mai, io francamente lo capirei.

  10. Sono uno studente Pugliese che vive o meglio convive, come tutti gli studenti fuori sede, con altra gente e in particolare con un molisano che mi ha scassat a minchia… Nella tua discussione c’ho rivisto molte cose che mi succedono quando parlo con questa persona… Lui crede di essere un anarchi-snob, e capita spesso di fare discussioni del tipo, “lo ascolti Guccini”? “Lo ascolti questo gruppo alternativo”? Lo fa sempre con quell’aria del tipo “tu dato che non sai un cazzo lo sai che esiste questa cosa”??? (a volte mi da l’impressione di cercare delle canzoni poco conosciute, che forse ne anche gli piacciono o un fatto sconosciuto per dimostrarti il suo grande sapere). Insomma sembra che ti volesse far passare per un coglione. E tra l’altro questo lo si capisce quando giudica anche gli altri definendoli dei coglioni che non capiscono niente (insomma lui e dio sulla terra con l’unica differenza che attorno a lui c’è quasi il vuoto di amicizie e per sopperire a ciò si rifugia dalla sua ragazza che lo sopporta)… Premetto che io ascolto musica che va da Battisti, Silvesti fino ad arrivare ai Pink floyd (Insomma ascolto un po di tutto), ma non mi permetterei mai di discriminare al contrario una persona che non ha i miei stessi gusti… CIAO

Parla con Vagina, Vagina risponde

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