La Vagina Michelin

In questo post ho il piacere di inaugurare una nuova rubrica (l’aspetto più interessante delle rubriche che inauguro è che mediamente contano 1 post): La Vagina Michelin.

PREFAZIONE

La Vagina Michelin sarà un utile strumento che vi guiderà alla scoperta dei peni stellati italiani, in un viaggio attraverso gusti e disgusti emotivi, in cui il confine tra cazzetti e food si assottiglierà pericolosamente, fino a creare parallelismi plausibili, sperimentalmente dimostrati in prima, seconda e terza persona. Eventualmente anche all’impersonale. O al plurale maiestatis.

La principale area di pertinenza della Vagina Michelin è, naturalmente, il junk-man, che poi è quello più usato – nelle sue variopinte e variegate declinazioni – dalla vagina single. Cazzetti surgelati e in scatola, ce n’è per tutti i gusti, in questo bignami un po’ sentimentale, un po’ cinico, un po’ sessuale che ci permetterà di scegliere le tipologie d’uomo esattamente come scegliamo la cena dalla dispensa: ad minchiam. Però con consapevolezza. Che è già qualcosa.

L’aspetto più interessante della Vagina Michelin è che è gratuita e di ispirazione wiki. Tutti i diritti sono rovesci, regna il “copy-left“, ché ci tenevo a dire “copy-left” che mi pare un neologismo figo, ma no, sto mentendo, i diritti ci sono, solo che sono flessibili, raggiungono i 90° e sono sotto licenza Creative Commons.

***

CAPITOLO I – IL GIAMBONETTO AL PROSCIUTTO CRUDO

Il giambonetto è un cazzetto avuto in gioventù, probabilmente ai tempi della scuola, con il quale si baieccava l’assemblea d’istituto per andare in scooter alla villa al mare. Il giambonetto è appagante per un gusto assai poco sviluppato, per questo ci piace tra i 15 anni e 1 mese e i 15 anni e 5 mesi. Poi basta. Però continuiamo a ricordarlo con piacere. A quale vagina cresciuta non è successo, almeno una volta, al bar, di indugiare davanti a un bel pacco di giambonetti al prosciutto crudo? E magari di ricomprarlo, perché certe volte i revival sono piacevoli. Purché si tenga presente che ciò che nasce giambonetto non muore fonzies, che il giambonetto ha una sua buffa forma irregolare, un lato lucido e l’altro opaco, un lato salato e l’altro dolce, che quando si era giovani il giambonetto lo si faceva a pezzetti prima di mangiarlo, sezionandone le parti e questo, forse, voleva già significare qualche cosa.

CAPITOLO II – LO GNOCCHETTO ALLA SORRENTINA 4 SALTI IN PADELLA

Lo gnocchetto alla sorrentina 4 salti in padella è un cazzetto che offre un appagamento mediamente alto per un costo mediamente basso. Evidenti plus, come la presenza di carboidrati, la facilità di preparazione, la capacità di saziare e l’apparente gustosità, inducono la Vagina a compiere un ponderato acquisto. Tuttavia, una volta preparato e consumato, lo gnocchetto alla sorrentina 4 salti in padella, si rivela deludente. Lo gnocchetto, è un uomo che gioca più sull’aspettativa che sulla sostanza. E’ un uomo che promette, ma risulta quasi sempre essere meno di ciò che c’era scritto sulla confezione. Spesso, lo gnocchetto 4 salti in padella manifesta irragionevoli velleità da portata del ristorante e tenta, invano, di spacciarsi per un cibo di qualità, preparato con amore da mani sapienti che hanno amalgamato ingredienti genuini. Diffidare. Lo gnocchetto, che pure appaga la fame nell’immediato, ha un aroma plastificato inestinguibile. E dozzinale. Tra i vari effetti collaterali, è facile che induca nostalgia nei confronti degli gnocchetti alla sorrentina veri.

CAPITOLO III – IL BIG TASTY DEL MC DONALD’s

Il big tasty è un cazzetto indiscutibilmente nocivo, la cui tossicità è per lo più dichiarata e manifesta. E’ grosso, è pesante, è ignorante, volgare quasi. Ha un apporto calorico devastante, ogni volta che lo ordiniamo distrugge un pezzetto in più della nostra autostima. Ma…è bòno (alla romana), è sudicio, è peccaminoso, edonistico e appagante. E costa poco. E’ prepotente e non lascia spazio ad altro, ti toglie il respiro e ogni volta che lo fai ti dici “no, non devo farlo più”, sommersa dai sensi di colpa. Ma già sai che lo rifarai. Ancora, e ancora, e ancora. Perché, in fondo, è un piacere irrinunciabile. (No, io non mangio il big tasty, perché sono cicciona. Fossi magra, lo mangerei)

CAPITOLO IV – L’INSALATISSIMA RIOMARE CON VASCHETTA ED ISY PIL

L’insalatissima riomare è quel cazzetto che fondamentalmente non ti piace, ma continui a comprare e a tenerlo lì, in dispensa, in attesa dell’era post-nucleare. Ogni tanto hai provato a fartela piacere, l’insalatissima. Hai provato, per esempio, a mischiarla con il riso in bianco, per farla sembrare un’insalata di riso. Ma no. Non c’è nulla da fare. L’insalatissima non ti piace. E tutto sommato, non ti placa nemmeno la fame. Però la tieni lì. Perché l’era post-nucleare prima o poi arriverà.

CAPITOLO V – IL SOFFICINO MOZZARELLA E SPINACI

Il sofficino mozzarella e spinaci è proprio l’errore. Quell’errore che fai, ti chiedi “perché l’ho fatto?” e poi non lo commetti più. Finché non ti sei dimenticata della sua gravità. E così via, periodicamente, ci ricaschi. Compri questi fagottini che sono di una materia aliena, li piazzi nel forno e aspetti, e aspetti. E già dall’odore qualcosa ti disturba, come quando i preliminari non sono niente di ché. Ma ormai ci sei dentro e te li magnerai. Loro, che all’interno hanno questa specie di ectoplasma verde senza consistenza, che non è solido, né liquido, che non sa né di mozzarella, né di spinaci. Ma nemmeno di baccalà, sa, l’ectoplasma interno del sofficino mozzarella e spinaci, vojo dì. E così finisce che sì, in teoria, hai mangiato, ma non sei sazia. Non hai più fame, ma per demotivazione. Tutto sommato, rimani completamente vuota.

CAPITOLO VI – LA PIZZA DA ASPORTO

La pizza da asporto è il trombamico da 1 volta alla settimana, non di più, che fa male al fegato e al colesterolo. Per definizione, la Pizza da asporto si auto-consegna a domicilio a casa di tutte le vagine che la convocano. Offre un appagamento variabile, in base ai suoi capricci. Costa troppo, sebbene talvolta includa la bibita, ma si può pagare coi buoni pasto. Chiaro sia, che trovare una buona pizza da asporto non è facile. Anzi. La sterminata quantità di pizzerie non deve indurci in errore. La pizza da asporto può arrivare fredda, piegata, coi bordi bruciati, addirittura con gli ingredienti sbagliati. Avere la propria pizzeria d’asporto, quella di fiducia, è importante, rende la vita migliore e, saggio consiglio, una volta trovata tutte le vagine dovrebbero tenersela stretta. Molto più di una borsa miu miu. O di un marito.

 CAPITOLO VII – CARNE&INSALATA

Carne&Insalata è il cazzetto con cui vuoi impegnarti. Perché lo sai che ti farà bene, che è giusto così, che è nutriente, che non è grasso. Che forse non sarà gustoso quanto il big tasty, però non importa. È semplicemente più raffinato, più maturo. Richiede una crescita del gusto vaginale, un’evoluzione dallo stadio adolescenziale a quello di donna. E lo sai che è giusto. Lo sai che  Carne&Insalata ti fa bene al corpo e allo spirito. Ti fa sentire una vagina migliore. Ti da energie e ti fa dimagrire. E ci proverà. Ci proverà con tutta se stessa, la vagina, a mangiare Carne&Insalata. Ma, prima o poi, mollerà. Perché stare a dieta non le piace.

CAPITOLO VIII – IL TOAST

Il toast è un cazzetto a suo modo perfetto. Se non fosse che resta sempre un toast. Lercio ma non troppo, economico, facile e rapido da preparare. Spesso nella vita ci si dimentica la sua esistenza, salvo riscoprirlo di tanto in tanto e farne scorpacciata. Il toast può essere somministrato 1 volta alla settimana, ma rende molto di più se mangiato 1 volta ogni 2/3 settimane. Perché, in fondo, il gusto è piacevole ma ha poche sfumature.

CAPITOLO IX: …

TO BE CONTINUED

62 pensieri su “La Vagina Michelin

  1. Ahhaha, dico la verità, questa guida mi ha fatto davvero morire dal ridere!… Fin quando non mi sono chiesto in quale categoria potessi rientrare e mi sono risposto che, pur essendo vegetariano, sono una sottospecie di brasato al nebbiolo: pesante da digerire, difficile da gestire, lunghissimo da preparare… e con pochissime estimatrici 😀 😀 😀

      1. …eh eh avendo rinunciato volontariamente a carne e pesce, il brasato non lo so fare nemmeno io 🙂
        Comunque è vero che il parallelismo funziona, anche il fatto di rinunciare per principio a certi cibi traslato significa che faccio volentieri a meno anche di certe persone, il che è del tutto vero 😉
        Piatti e persone necessitano direi di un paio di ingredienti principali per superare un primo esame: passione e personalità, per cominciare…

  2. provato il sofficino, la tua descrizione è perfetta… e pensare che lo credevo carne e insalata…
    mi tengo bella stretta la mia pizza da asporto, ho trovato la pizzeria giusta e se non chiude o cambia gestione sarà mia finchè non scoppio per i troppi carboidrati… il bello è che ha anche un sacco di varianti e mi piacciono tutte!!!
    attendo la continuazione, sei forte!!!!

    1. no, il sofficino che si spaccia per carne&insalata è tremendo.
      tieniti la tua pizzeria stretta, che fai bene. io, alle brutte, opterò per il kabab.
      per la continuazione, cara mia, partecipate.
      così è internét! 🙂
      baci
      v

  3. Desidero un approfondimento sui capitoli costine di maiale alla griglia e zuppa di cereali e legumi misti. Quest’ultima in particolare ha un che di inquietante!!!
    Mitica

  4. sì, vabbè. tu lo sai ora cosa mi sto chiedendo io, no?
    come sia l’uomo patatina all’aceto.
    che dà una dipendenza molto maggiore del big tasty, perchè non ti nausea. mai. ne vorresti ancora, e ancora, e ancora. perchè la patatina all’aceto sa esattamente quali sono le papille gustative da stimolare per mandarti in sollucchero. e renderti dipendente. però fa male, e tu lo sai. ma, ancora una volta, fa male in modo chic, come un intellettuale inglese con la barbetta incolta ma sexy, come hugh grant quando era al suo meglio. in un certo modo ti pare sexy anche il fatto che faccia male. epperò poi i grassi saturi ti si piazzano sul culo lo stesso.

  5. Apparte che il sofficino per me è buonissimo (non più di una volta ogni 15 gg, eh), però mi piace quello al formaggio e poi lo friggo, mica lo devi fare al forno!
    Ultimamente sto cercando di farmi piacere Insalatissime rio mare, però non ce la faccio neanche con l’impegno, preferisco il digiuno. E non mi va bene neanche la pizza d’asporto, neanche se è buona. Voglio per forza la tagliatella al ragù, e finché non arriva quella niente.

    1. quindi la tagliatella al ragù sarebbe quella che arriva quando meno te l’aspetti?
      per me, nel caso, è un piatto di tubetti con le cozze al sugo preparato da mi madre. ma ognuno c’ha il suo.

      quanto al sofficino, quello al solo formaggio devo confessare di non averlo provato mai.

  6. Cara vagina, Vagina cara,
    ti premetto che ho appena iniziato la compilazione di un bel file excel in cui raggruppare secondo il tuo modello teorico-epistemologico tutte le mie precedenti relazioni.
    Te ne invierò presto copia ma ti preannuncio che ne ho già inserito alcuni.
    Non posso però astenermi dal condividere con te le mie formulazioni in materia cibo/sesso, tema di cui mi sono occupata nelle mie ricerche degli ultimi 15 anni di attività sessual-sentimentale. Attualmente sto con un uomo sushi.
    Per praticità didattica, infatti io suddivido gli uomini in tre grandi macroaree scientifico-disciplinari: l’uomo rucola, l’uomo frutta secca e l’uomo sushi.

    Partiamo dalla rucola, pianta molto cara agli antichi soprattutto per le sue proprietà curative. Nel medioevo era proibito coltivarla nei monasteri in quanto considerata un potente eccitante e ti ho detto tutto.
    L’uomo rucola sta bene ovunque, sulla pizza, nella pasta, nell’insalata insieme ad altre verdure, come contorno vicino al pollo, alla carne. Insomma.
    L’uomo rucola è leggero, eccitante, divertente, giovane, frizzante, sfrondato. Con lui puoi farlo dovunque, comunque…Certo c’è del superficiale nell’uomo rucola. Può avere difficoltà a slacciare un reggiseno per esempio, potete talvolta non incontrarvi sui tempi e purtroppo può darsi dei limiti oltre i quali proprio non va. Altro esempio? Cunnilingus scarsi o del tutto assenti.

    L’uomo frutta secca invece è diverso.
    Se si assume nella giusta quantità ha proprietà strabilianti sul nostro fisico e sulla nostra psiche. Se si esagera, al contrario, può fare ingrassare, dal momento che ha un alto contenuto di calorie.
    L’uomo frutta secca è esperto, si è ben conservato nel tempo, lui sa se e quando preferisci il pistacchio, la mandorla, i datteri, i fichi o gli anacardi.
    La frutta secca è ideale se impiegata come ingrediente per rinvigorire le nostre giovani precarie vite, la sera così, ogni tanto, sul divano, a lavoro. E’ l’epicureo del sesso. Sa giocare e può avere delle perversioni, tipo lasciarti legata sul suo letto per mezza giornata.

    Infine c’è l’uomo sushi.
    Lui sì. Lui c’è.
    E’ essenziale. Basta a sé stesso. E’ semplice. E’completo. E’ naturale, genuino, sano. Sa che le basi del donare sono le stesse basi del piacere di ricevere. E’ gastronomicamente virile.
    L’uomo sushi sa utilizzare TUTTI i suoi sensi.
    Per l’uomo sushi il sesso si fa nudi.
    Con l’uomo sushi il tempo si ferma, non si corre, si può rimanere a lungo senza parlare, poiché le parole sono gli strumenti arrugginiti di una sorpassata era barbarica e solo occasionalmente vanno tollerate.
    E l’ideale insomma per la dieta di una vagina. Rappresenta un buon equilibrio mente-corpo.

    Cara vagina, spero da questo confronto nascano piacevoli collaborazioni professionali.
    Cordiali saluti
    Paya

    1. E ricordati Paya che il sushi non va preso sui nastri trasportatori da piattini colorati tutti uguali!!!
      Il Sushi si contempla ad occhi chiusi nel locale adatto, che rispetti l’estetica richiesta dalla specialità dell evento.

      1. Proprio così Mister Incredibile! Piattini diversi nelle forme e nei colori.
        D’altronde, seguendo un mia seconda teoria classificatoria, Tu non sei un uomo con il 2 nè un uomo con il 3. Sei certamente uno con il 4 davanti…secondo me.
        Paya

      2. Paya! Spero che la scala sia da 1 a 4!!! Lo voglio prendere come un complimento.
        Se così non fosse ti auguro un affaire con un cazzetto stinco di maiale (pesante da digerire ma meglio dello stinco di santo cmq).
        Altrimenti sushi a volontà.

      3. Spero proprio che la scala sia da 0 a 4!!!! Lo prendo per un complimento.
        Se così non fosse ti condanno ad incontrare esclusivamente cazzetti “stinco di maiale” che ti restano sullo stomaco per tutto il giorno successivo con continui sensi di colpa “ma xchè l’ho fatto?”
        Sempre meglio degli stinchi di santo vah….

        😉

  7. Ti spunto qui come detto su FB… Il cazzetto torta di mele fatta in casa?
    Mi chiedevi anche l’altra opinione metà del cielo! Io la butto sull’ortofrutticolo… Premesso che gli uomini possono essere tutto e di più, e spesso anche meno, pur di ottenere una bocca che li mangi, per quanto riguarda le vagine io le divido in due categorie. Poco? Di solito le donne sono vere, non inventano molto per avere il cazzetto, se lo vogliono è perché gli piace e basta, poi può essere tutti i piatti del menu, come tu hai scritto e altre commentato. Bene, detto ciò, io le divido in frutti succosi, che si sciolgono in bocca, ti dissetano e non fanno fatica a scendere in gola e frutta secca per la quale c’è sempre bisogno di un bicchiere d’acqua mentre si mangia.

  8. L’uomo noodle.
    Ha quel che di cosmopolitan: e’ super informato si veste elegante ma non tirato, alla moda ma non tamarro. Ci puoi parlare di tutto, ha un vago sentore di nerd.
    Con un cartoccio di noodles ti senti proprio una vaginafighissima (perche’ in genere sono pure appetitosi a vedersi) hai la sensazione di essere al passo con le tendenze, una che dalla sua pausa pranzo prende molto di piu’ che un semplice nutrimento,diventi una che sa mangiare con le bacchette anche camminando e parlando, guardi sprezzante chi non lo sa fare. All’inizio li provi tutti, con le verdure, con il pesce, la carne, con tutto insieme. Wow!
    E” un po’ superficiale, a volte in quantita’ non troppo soddisfacente ma irrinunciabile.
    L’uomo noodle, pero’, e’ carboidrato, alla lunga si deposita nei quadratini fastidiosi della cellulite. Peggio: dopo averlo provato con tutti i condimenti possibili (che cominciano un po’ a stufarti perché, ok,viva le tendenze,ma l’italianità ti spinge a desiderare un’amatriciana mangiata con il tovagliolo al collo,seduta comediocomanda) arrivi allo stadio BRODOSO che normalmente e’ allungato, sa più di acqua col cloro che da qualcosa di seriamente nutriente. Alla fine,poi, quell’acquaccia può sapere di GINGER. Perché il ginger con il sushi e’ una goduria ma a mo’ di brodo e’ il sapore più raccapricciante della superficie terrestre e ti lascia una sensazione di disgusto che può durare per ore intere.
    La fregatura e’ che rimane leggero. E quindi, anche dopo la batosta del ginger, e’ a ricaduta almeno trimestrale.

  9. Sei un genio
    Il bello e’ indovinare cosa si sia…
    Probabilmente siamo diversi tipi a seconda della donna e della situazione… Oltre che del passare degli anni…
    Cmq secondo me qualche altra pietanza manca… 😉

  10. Io vado dritta al cazzetto dolcetto, il mio preferito e’ il TIRAMISU’! I motivi son gustosi…..i biscotti caffeinati sono fonte di energia e la crema al mascarpone e’ nettare degli dei, tutta dagustare, da rigirare con la lingua….chi tradirebbe mai un cazzetto dolcetto tiramisu’??

  11. Ho passato due ore a leggere il tuo blog. Grazie perchè è stato un pomeriggio esilarante. E senza dubbio la prima risata della giornata me l’ha strappata il tuo sofficino mozzarella e spinaci

      1. Ormai sei un appuntamento quotidiano te lo dico! Pure ora, che stanno scoccando le stronzissime ore tre e il mio fottutissimo dente del giudizio (non sono sempre così sboccata giuro) non mi lascia dormire il tuo blog è un fichissimo passatempo!
        A presto
        Notte

  12. Tra le mie ultime frequentazioni.. annovererei il cazzetto “finger food”.
    Quello modaiolo, narcisista, sicuro di sè (almeno in apparenza), che ti tine lì in lunghe conversazioni pseudo-impegnate. Un maestro del flirt, ma con scadenza imminente. Lui che sta lì come una goduriosa oliva all’ascolana, un miniquadratino di pizza, un’unta rondellina di salsiccia infilzati in uno chiccoso stuzzicadenti colorato, ti dà quella soddisfazione a breve termine che stimola l’appetito e ti lascia il vuoto allo stomaco.
    Mi sono capitati diversi cazzetti ma di questa tipologia qui era la prima volta. Eppure dopo questa esperienza ne ho iniziato a vedere ovunque. Ed in effetti i cazzetti finger food, sono una moltitudine.. esposti in fila (camminano quasi sempre in branco), tirati a lucido, presenti nei luoghi di ritrovo cool, con sorrisi smaglianti e colletti in sù.
    E tuttavia, consiglio… di farne un uso limitato. Sono buoni, ma la quantità è talmente ridotta che restarne appagate è impossibile.
    Meglio ritenerli flirt accidentali di qualche ora (in genere sono abili baciatori per altro), senza pretendere altro.. che loro, anche volendo, non hanno i mezzi per farci contente.

  13. Complimenti, trovo meraviglioso il paragone col cibo e un po’ per passione e un po’ per campanilismo vado a proporre il piatto principe delle avventure culinarie che tanto ha donato alle Vagine e che per riconoscienza va citato:
    La Piadina prosciutto crudo rucola e squacquerone:
    Incontrato così per caso, durante una passeggiata sul lungo mare, che si porta dietro quell’ atmosfera di vacanza e di libertà, riempie la bocca con il suo tipico mix di sapori, sazia la pancia e riempie il cuore col suo gusto d’ avventura…
    Non delude mai, e offre una vastissima lista di varianti dai gratinati alla salsiccia o addirittura la nutella…….

  14. geniale…
    però date le tue origini pugliesi, anche se salentine, mi aspettavo un riferimento al panzerotto, magari a quello di Luini…
    Comunque non avendo mai avuto esperienze da junkman, aspetto le prossime puntate per capire a che categoria appartengo

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