Questione di Monogamia Vaginale

Sono anni che rifletto sulla questione monogamia versus poligamia.

Ci rifletto da quando sono stata amante, da quando sono stata cornuta, da quando sono stata infedele, da quando ho studiato scienze delle merendine e nell’esame di sociologia ho capito che quasi tutto ciò che ci insegnano essere “naturale”, è semplicemente un innesto culturale che condizionerà la nostra intera vita. Questa teoria mi ha sedotta al punto che ho deciso che anche la divisione dei generi sessuali è culturale, non naturale. Pertanto se prima del concerto degli Arctic Monkeys c’ho da pisciare e al bagno delle vagine c’è troppa coda, posso andare in quello dei cazzetti, rigorosamente in apnea e guardando fisso per terra.

Dopo anni di riflessione e di etnometodologia applicata alle mie relazioni e flirt, sono addivenuta a una serie di  banalissime conclusioni:

1. La monogamia è una piaga sociale

2. Il connubio “amore&monogamia” è un falso storico

3. La situazione peggiora di generazione in generazione, come per il mercato del lavoro: massimo sforzo, minima resa.

4. I rapporti fondati sulla monogamia, nel lungo periodo, non possono che condurre all’insoddisfazione o alla menzogna (leggi “mi scopo un travone sulla circonvalla e poi torno a casa da moglie e figli”).

La nostra natura non è evidentemente monogama e noi sprechiamo la vita nel vano tentativo di convivere con la cintura di castità che c’abbiamo nel cervello e di convincerci che sia la cosa giusta. Va anche detto che c’è una radicale difficoltà nel conciliare queste idee con la prassi quotidiana, robe del tipo: “sì ok, la monogamia è una stronzata ma se scopro che ti scopi una modella di paese, ti faccio il culo a paiolo”, oppure “non riuscirò mai a guardarti negli occhi e a dirti che sì, ti amo, ma vorrei un sacco chiavarmi l’idraulico” (per questo ed altre contraddizioni, sono chiusa in me stessa a deliberare).

Il punto a cui voglio arrivare, però, è un po’ più in là e ci arrivo perché ho frequentato – per una intensa 4 giorni – una prostata apparentemente brillante, dove per prostata intendo un cazzetto over35 (nel caso specifico di 36 anni, per i 37).

La Prostata in questione aveva i numeri giusti per creare una discreta fascinazione adolescenziale in me (ok, una tumultuosa fascinazione adolescenziale). Dalla coniugazione del congiuntivo, all’essere completamente diverso da tutto ciò che c’è stato prima, al riaccompagnarmi a casa in macchina, passando per le cene fuori, il vino, un libro da leggere anche se non leggo, un uso sconsiderato della prima persona plurale, due mani grandi, una dichiarata volubilità, una buona posizione professionale, un iPad collegato allo stereo, una notevole capacità dialettica, un ego ipertrofico, un sorriso strappamutande, un apparato emotivo problematico, un apparente approccio-kleenex all’universo vaginale. Insomma, uno di quelli con cui “te la do hic et nunc”. Poi se vede.

Il ché non avrebbe fatto la benché minima piega ai miei occhi, se non fosse che la Prostata, dalla prima sera si è dichiarata non-monogama e la mia risposta, lineare, lì per lì, tra un limone e l’altro, è stata qualcosa tipo: “Io non chiedo e non offro la monogamia”.

Tuttavia IoNonSonoMonogamo non deve avermi ascoltata, probabilmente per problemi legati alla circolazione e all’afflusso dell’ossigeno in parti altre del corpo, al punto che in 4 giorni ha sentito la necessità di ribadire la sua non-monogamia almeno altre 4 volte.

Ora, siccome sto cercando di diventare un nuovo genere di vagina, di quelle che non emettono sempre sentenze lapidarie sulla base di poco materiale di studio, di quelle che per almeno un nanosecondo mettono in discussione se stesse prima di additare gli altri, ecco, mi sono fatta delle domande. E mi sono anche data delle risposte.

E mi sono detta che no, che non ho fatto nulla per lasciare intendere che io cercassi una solida relazione monogama. Poi sì, sapere che siamo in fila fuori dalla sua porta, con il numerino in mano, ad attendere il nostro turno per essere chiavate, può non entusiasmarmi, in quanto vagina. Ma queste sono questioni di forma, che solo le prostate più di classe sanno cogliere.

La verità è che dopo 4 giorni, ciò che mi aspetto è piacevole compagnia senza impegno. La verità è che io non credevo alla monogamia di chi diceva di amarmi, di conseguenza cosa ti induce a credere che possa interessarmi la monogamia di una persona che nella mia vita è più giovane dell’ultimo numero della settimana enigmistica (che, per di più, non ho comprato mai perché io con l’enigmistica mi snervo)?

Allora ho pensato che ci sia proprio un limite culturale su questo. Che ci sia questa idea sessista piuttosto conciliante per cui io vagina sono monogama e, secondo te, metto su un vassoio il mio essere offerto incondizionatamente alla tua immensa persona. Mentre tu, prostata/cazzetto, sei un viveur, segui il tuo istinto, ami le belle donne, non sei monogamo perché, secondo te, la tua monogamia va guadagnata mentre, sempre secondo te, la mia è gratuita, in pronta consegna per il tuo ego, non appena deciderai di schioccare le dita.

Ironia della sorte, la mia più grande ambizione nella vita non è accasarmi con una prostata che mi sia fedele. Ironia della sorte io non sono una tabula rasa che aspetta d’esser riempita dal primo che passa, io non sono cresciuta sulle pale di fico d’india, io non sono una provinciale del cazzo che pensa che “stiamo insieme” solo perché sua prostaticità mi ha invitata a passare la notte da lui e a dormire nel suo alquanto scomodo letto.

Il mio provincialismo esiste, ma è altrove. E, a dirla tutta, è pure bello.

Purtroppo, per quanto io cerchi di diventare un nuovo genere di vagina, resto petulante, permalosa, pesante, cicciona e stronza. E non farò finta di non esserlo per compiacere una prostata.

Nemmeno se la Prostata c’ha la vasca idromassaggio.

Disse la pasionaria del vaginismo. 

90 thoughts on “Questione di Monogamia Vaginale

  1. Io apprezzo le vagine non monogame. Però, spiace dirlo, sono un sottoinsieme abbastanza ridicolo delle vagine che si dichiarano non monogame.
    Molte -moltissime- vagine cominciano dichiarandosi non interessate alla monogamia e poi finiscono per essere interessate alla cosa. Succede, perché il cuore e la vagina spesso remano assieme, mica come cuore e pene che si remano contro.
    Non è sessismo né da parte mia né da parte del Prostata. Penso la si potrebbe definire “statistica”. Ma io sono sempre aperto apertissimo a vagine che mi facciano cambiare idea.
    Per ora ho incontrato solo vagine che “sì, dicevi così, ma era OVVIO dal tuo atteggiamento (?) che ti stavi innamorando e sei stato ambiguo perché dicevi una cosa e ne facevi un’altra” con contorno di vaginette amiche che ripetono in coro “è vero, sei stato ambiguo”. Non capisco perché per ribadire il concetto che un pene non vuole l’esclusiva di una vagina la deve trattare da stronza, perché se la tratta da lady allora è ovvio che anche lui voglia qualcosa di serio.

    1. Concordo alquanto con Rivoluzione Sessuale, spesso nelle giovani Vagine non occupate si insinua il desiderio di stabilità.
      L’unico sistema abbastanza sicuro, ma non del tutto è che la Vagina non sia libera, allora hai qualche possibilità in più di vivere una relazione con meno complicazione sui ruoli.

      Fortunatamente però posso portarti un esempio ulteriore e diverso da molti altri, che la monogamia non esiste, il rapporto sì, al di fuori della carnalità e del letto. Come è successo a molti altri compagni o compagne che vivono una certa sessualità.

      Credo che tu abbia capito in che ambito mi muovo sessualmente, sono un Master, e spesso ho avuto a che fare con donne o sposate o fidanzate con relazioni solide.

      Nel mio caso a volte si cerca qualcosa che non si trova nel partner, per cui meno sensi di colpa per lei, meno problemi per me.
      Altre sono spinte dalla curiosità, oppure non si offrirebbero al partner in quella maniera per paura di perdere il proprio ruolo di moglie/fidanzata e cercano altrove.
      Altre hanno già provato l’esperienza(non con me) e ti assicuro che se è stata positiva è impossibile tornare indietro, per cui dopo un ritorno ad una sessualità canonica vanno a ricercare quelle sensazioni.

      Per estremo mi è anche capitato che fosse LUI in accordo con lei ovviamente che intrattenessi rapporti canali, mentre osservava.

      Purtroppo non ho mai avuto relazioni parallele con la donna di un altro Master, e ti assicuro che le dinamiche si fanno diverse.

      Mi è anche successo di accordare alla mia partner(fidanzata non con me) di avere una notte con un altro(che non ero io) una volta avvisato dei suoi intenti, ho pensato a lei, ho voluto premiare la sua sincerità ed il fatto che preferisco saperlo, oltre alla considerazione che la volevo VERAMENTE felice.

      Perché ci amavamo molto, moltissimo, ancora mi manca, eppure non è mai stata mia in senso canonico, era fidanzata con un altro, probabilmente ci si è pure sposata, non posso saperlo. Ci siamo lasciati quando i suoi genitori hanno scoperto la relazione…Aggravata dal fatto che lei era una giovane Vagina io secondo i tuoi parametri una prostata/cazzetto.

      Capirai che casino…Una figlia di una famiglia perbene, che non solo da fidanzata ufficiale va a letto con un altro, è pure di 11 anni più grande, ci fa pure certe cose!!

      Questo per dimostrare che chi è poligamo, non significa che vada a letto con ogni Vagina o Cazzetto che trova, spesso proviamo affetto, amicizia, amore. Solo che sappiamo che ci possono essere più sentimenti, diversi e/o contemporanei.

      La cosa bella del mio mondo è che difficilmente ci si lascia andare a rapporti occasionali, ci deve sempre essere un legame, frequentemente molto forte, perché ce ne vuole di fiducia, rispetto, complicità, per trovarsi immobilizzata a letto completamente nelle mie mani, anima e corpo, totalmente indifesa ed in balia delle decisioni altrui.

      Parlevamo di cheeeee?? Monogamia?

      P.S. Un Master non è un sadico, siamo diversi, questo lo dico per i neofiti e per i seguaci del bondage che rifiutano di farsi chiamare così.

      1. Me sei proprio piaciuto, cazzo. Analisi lucida e chiara di situazioni molto spesso poco soggette a discussioni/dibattiti.

        Ps:”Altre sono spinte dalla curiosità, oppure non si offrirebbero al partner in quella maniera per paura di perdere il proprio ruolo di moglie/fidanzata e cercano altrove.”
        E’ la cosa più vera che potevi dire.

      2. cavaliere, io te devo ringrazià, perché tu porti avanti un progetto educational sul S/M dispensando pillole in questo angolo di vaginismo cibernetico. il ché è sempre in qualche misura istruttivo 🙂
        ps: condivido con gli altri, non ho dubbi sul fatto che per molte donne sia più facile offrirsi in un certo modo al di fuori della relazione. giriamoci attorno quanto ce pare, ma il mejo sesso è sempre fuori. purtroppo è così. quando avrò una relazione, però, ci lavorerò a quello familiare. e ti dirò.
        bacio
        v

    2. finalmente il punto di vista di un maschio che contribuisce a chiarire anche i miei dubbi… in effetti appena il comportamento diventa appena un po’ umano, anche se ci si professa non monogame un po’ ci speriamo che lui ci scelga come “preferite” e da lì cominciano i guai

    3. a parte che mi ha fatta sorridere il tuo commento perché bene o male ci siamo passate tutte da sta fase qui. sì, a 19 anni. poi io credo che non si sia né totalmente monogami né totalmente poligami, che si ciondoli tra le due posizioni a seconda di mille variabili.
      il punto, di base, è che dopo 4 giorni, a prescindere, non me ne frega un cazzo. e se te so parsa una a cui importa, forse c’è stato un problema di comunicazione alla base.
      questo dico.

  2. ecco sì, si fotta sua prostaticità (sempre per essere fini et eleganti).
    non lo so, infilata a lungo in una relazione che doveva finire anni prima di quanto non sia accaduto teorizzavo la validità della poliandria, solo che poi non ce la facevo a metterla in pratica (perchè la cintura di castità che c’abbiamo nel cervello, i condizionamenti socio-culturali che anche se non pratichi e non appartieni siamo pur sempre cristiani, in quanto appartenenti ad una società della colpa). nel senso che avevo un fidanzato ufficiale, me ne volevo scopare un altro, sogno erotico da sempre imprevistamente ricambiato, ma non gliela facevo.
    poi ora che sono immersa in un nuovo amore trullallero trullallà mi sono ri-convinta che la monogamia abbia una valida ragione, un motivo, una sua bellezza. nel senso, qui, che se scopro che c’hai naltra ti tagli la mani e pure dell’altro, a lei la sfiguro e via discorrendo, ma anche nel senso che tutta sta voglia di cercare dell’altro nun cellò.
    però dove stia la vera verità non lo so.
    so per certo che se tu, prostata non monogama, ritieni di dovermi chiarire ad ogni piè sospinto che sono solo una delle tante che compongono l’harem, la favorita al momento allora beh, ciao. che mi cerco qualcuno che sa farmelo capire senza sbrodolarmelo in faccia (non è chic, amico, non è seducente, non è strappamutande, è semplicemente di cattivo gusto). e magari, nel mentre, mi cerco anche qualcun altro.

    1. per l’appunto, monogamia e poligamia si alternano in noi, a seconda degli umori 🙂 e va bene così.
      la pretesa di monogamia, quella è tendenzialmente sbagliata e irragionavole. sia su sé che sul partner. ma è un percorso lungo e parlare è più facile che fare.
      btw, anche per me è questione di buono e cattivo gusto.
      ecciao
      v

  3. Mi piace, Bellissimo post mia cara rimastona. Ma forse c’è una parte di te che rema contro questo non voler essere monogama. Boh. Po esse? O sto solo usando la bocca nel modo sbagliato? 🙂 (Ah, tanto per inciso, a me piace la tua parte non monogama eh.)

      1. Me sembra giusto. Alla gente piace tanto crearsi problemi solo per il gusto di raccontarti che ne hanno. Io direi che noi saltiamo questo passaggio eh 😉

  4. Sempre stata fedele e sempre monogama, gelosa e possessiva…da quando però ho iniziato a frequentare uno sposato e me ne sono innamorata ho iniziato a fregarmene…del resto…non sto mica rubando portafogli 😉

  5. Io non credo nella monogamia, ma credo nel rispetto dei legami. Se tu mi tradisci o io ti tradisco non importa; se ci tradiamo sistematicamente forse c’è qualcosa che non va tra di noi.
    E quindi sai, questi tizi che ti dicono già da subito che non credono nella monogamia, puoi trattarli in due modi: a) mandarli a farsi fottere; b) prenderli in parola e riempirli di corna. A quel punto ti diranno che sei una puttana.

    1. posto che trovo perfettamente condivisibile ogni parola, ogni virgola e ogni a capo, in questo tuo commento, la questione è che non si tratta manco di corna. è che non rompere. fammi star bene, come te viene. ebbasta. se sei capace.

      1. passi ore e ore a scrivere come gli uomini debbano essere, nemmeno ci fosse un catalogo postalmarket. dopo un po’ è snervante, ma non ti stanchi mai? provare a cercarne qualcuno di vero (e quindi meno uber e più normale, più tridimensionale) e non solo attori che interpretano ruoli buoni per le vagine come te?

      2. ehi alla fine rileggendo m’è venuto un commento più duro di quanto volessi. ho riletto poi anche le tue cose vecchie e insomma alcune di quelle cose ce le ho trovate.

  6. Personalmente le esperienze fin ora accumulate mi portano a credere ben poco nella monogamia… altrui 😀
    Battute a parte, per me non c’è problema. Personalmente mi reputo tendenzialmente monogamo, questo perchè essenzialmente quando ho provato qualcosa di profondo nei confronti di una persona non ho sentito il bisogno di cercare altro. Però questo atteggiamento va preso con il beneficio del dubbio, perchè è l’atteggiamento che mi viene naturale ma non ho la pretesa di dire che sia quello giusto o che questa condizione si debba verificare sempre e comunque… non si sa mai, e poi potrebbe anche essere insicurezza malcelata da parte mia, non lo so.
    Direi che prima della monogamia debbano venire disponibilità al dialogo, apertura mentale e rispetto della persona, questo nei rapporti tra persone che almeno si illudano di provare qualcosa a vicenda.
    Altrimenti si fa come a calcio da bambini: tutti contro tutti e al diavolo le regole (ed anche le precisazioni 😉 ).

    1. bravo e saggio.
      la monogamia in sé può esistere. finché è spontanea. poi diventa forzatura. bisognerebbe prenderla quando viene, da noi e dall’altro, senza pretendere che duri tanto a lungo quando la storia.
      che poi io sarei una putrida sentimentale, alla fine.
      insomma, non lo so. ma mentre leggevo pensavo “ah ah, mh, sì, ok, d’accordo”

  7. Carissima Vagina,
    sono una vagina a cui piacciono altre vagine.
    Sono stata anche con dei cazzetti nei miei primi anni adolescenziali di confusione sessuale e non; ricordo molto bene che quando avere una relazione con uno di loro era la massima aspirazione della maggior parte delle ggggiovini vagine di mia conoscenza, io col tradimento ci facevo colazione, pranzo e cena… cazzetti traditi con altri cazzetti, cazzetti traditi con altre vagine, insomma, storie di ordinaria vaginità dirai… eppure quando la vagina che frequentavo a quei tempi si era appartata con un cazzetto lasciandomi a passare la notte su un divano con i Modena City Rambles a coprire certi vocalizzi, bè, non era stato piacevole.
    Per nulla.
    Eppure non avrebbe dovuto importarmi, chi aveva mai parlato di monogamia? Chi aveva mai parlato di RELAZIONE? (Parola chiave per queste riflessioni…)
    Eppure quando ero io a stare dall’altra parte della barricata pensavo che le aspettative (altra parola chiave) fossero chiare e limpide.

    La verità è che non so cosa ne penso veramente riguardo questo argomento.
    Su una cosa hai ragione, sulle sovrastrutture culturali.

    1. Ciao cara dellevolte,
      direi che hai riassunto le sensazioni contraddittorie che si vivono quando si sceglie di camminare più o meno fuori dal selciato
      Le sovrastrutture è bene conoscerle. Se non per combatterle, che dopotutto ce le avemo, per esserne consapevoli e conviverci più pacificamente.
      un abbraccio
      v

  8. Scappa a gambe levate.
    Da Sua Prostaticità
    Da qualunque megalomane egoista trombeur de femme vero o millantatore, di qualsiasi età.
    Non è questione di monogamia-non monogamia, è una banalissima questione di chiamare le cose col proprio nome: rispetto. Per sè in primis. Scopi con me? Che sia per un giorno, una settimana, un mese, lo fai con me, poi entrambi si passa ad altro. I condomini sono troiai.

  9. Carissima Vagina.
    Non esiste la Monogamia, come non esiste la Poligamia.

    La personalità umana non può mai essere ridotta a due alternative.
    Una stessa persona può essere monogama o poligama, l’importante è che sia LIBERA nella propria scelta, libera DA e non libera DI.
    La vera libertà è sentirsi liberi DA retaggi, opinioni, oppressioni ed idee sbagliate di se stessi.. Non liberi DI scopare o NON scopare.
    Io sono stato monogamo per molti anni ma NON libero (nè DI e Da una vera sfiga). Poi sempre con la stessa donna sono stato monogamo E libero. Libero nella mia scelta, libero da tutto e da tutti. E allora senti l’aria che ti scorre sulla pelle.

    Alla fine nella monogamia cerchiamo la sicurezza, ma cercarla al di fuori di noi è una contraddizione. Nella poligamia la libertà, ma questa si trova altrove. Un pò più su della cintura.

    Non chiedetemi il punto preciso, sto andando per tentativi…….

    1. E’ vero quello che scrivi. Anche io sono stata monogama e non libera: ho vissuto la difficoltà, la costrizione di stare all’interno di una relazione e poi la smania di divorarle tutte.
      Siamo composti da tanti universi e non possiamo trovare la libertà, credendo che una sola persona possa darci tutto quello che basta per renderci felici.
      La libertà è una ricerca nel nostro mondo interno.
      E aggiungo che possiamo anche girare tutto il mondo in cerca di ciò che è bello…ma…o lo portiamo già in noi, o non lo troveremo
      Paia

    2. Mr. Incredibile ti quoto al 100%….spesso è solo una questione di “atteggiamento” come dire…una questione di POSA…siamo talmente terrorizzati dalle relazioni umane che ci buttiamo su tutto quello che respira per dimostrare quanto siamo forti, liberi e indipendenti….ma come giustamente dici tu siamo solo liberi DI….perchè per essere liberi DA dobbiamo lavorare su noi stessi e trovare la sicurezza in noi stessi e non negli sguardi di approvazione degli altri….

  10. che noia, che noia, che noia…non il tuo post, ma le carriolate di mezzi uomini di cui è pieno il mondo!!…l’ho detto, nella maggior parte dei casi il loro universo si riduce a 5 parole… 😉

    1. Rivoluzione Sessuale ha drammaticamente ragione. E ritengo, da vagina agée, che la maturità della Vagina finalmente libera stia nell’ammetterlo. E soprattutto nel fottersene, perché siamo cosi, è vero e non c’è niente da rinnegare 🙂

      1. x ross_inside condivido su tutto. solo che il percorso per toccare i propri limiti e diventarne consapevoli, perché sono i nostri, non perché sono quelli che ci ritroviamo per cultura, secondo me è giusto.
        e il percorso, nella fattispecie, è impervio. ma chi è a buon punto è già a metà dell’opera! 😉

    2. scusa ma…..se te conosci solo carriolate di mezzi uomini….. il problema è (mezzo?) tuo. O no?! Magari per l’universo di quelli (pochi te lo concedo) al di fuori della carriola 5 parole non bastano x definirli.
      Ciao!

    3. io un uomo intero l’ho conosciuto. uno almeno. solo che l’ho perso.
      è che per quelli proprio interi, bisogna essere all’altezza. gli altri, quelli a metà, tutto sommato, ci rassicurano.
      ce fanno sentì mejo.
      bacio
      v

  11. auhaua l’argomento tira assai!!…è pieno di commenti!
    come sempre sei bravissima… io sono per l’interpretazione psicoanalitica, approfondimenti in via scogliodeltonno :**

    quanto alla prostata espansa sinteticamente “fatt’buen”! xD
    elabora il lutto dell’idromassaggio.

  12. Ho un problema con la connessione quindi questo rischia di essere il mio secondo commento..comunque:
    Io non penso che la monogamia non esista, così come non credo che non esista la poligamia.
    Ci sono persone più portate per una, altre più propense all’altra, l’importante è comunque seguire la nostra “vena”, insomma infilarti le penne in culo non fa di te una gallina, se sei monogamo non sforzarti di sfarfallare da una persona all’altra, così come se sei poligamo non farti incatenare a forza, in entrambi i casi non sarai mai soddisfatto..credo.

    1. apprezzo la citazione sulla gallina.
      quanto al resto, non credo sia possibile né sensato non assecondarsi. ma discutere degli schemi culturali socialmente imposti è la più grande passione di chi s’è laureato in scienze delle merendine. pardon.

      in linea di massima, direi, dopo 4 giorni, si può serenamente evitare di porsi qualunque genere di questione in merito, ecco. questo sì.

  13. Ho apprezzato molto l’onestà intellettuale di questo post. Sulla monogamia, ho più o meno il tuo punto di vista, salvo il fatto che ci vorrà ancora molto per perdere un tic mentale acquisito in millenni. Nel frattempo, gli uomini dovrebbero imparare perlomeno a diventare indipendenti nella gestione della casa, nello stirare, nel far da mangiare, eccetera. Potrà sembrare impossibile, ma uno dei motivi principali dell’attaccamento patologico di un maschio, per quanto moderno, ad una femmina, è l’incapacità a cavarserla negli aspetti pratici della vita…

    1. ahahah beh ma ormai il mondo è pieno di uomini che fanno meno fatica di noi, a badare a sé. almeno a milano.
      o meglio, se c’hanno na vagina che pensa a loro è mejo. se no s’arrangiano. ma se la cavano, vojo dì. 🙂
      i tic mentali appresi in millenni, nun me ne parlà!

  14. Diciamo che per la vasca idromassaggio e per il sorriso strappamutande io sarei stato molto tentato. Tuttavia la tua conclusione resta la conclusione che approvo. Sei una figa (che è un po’ un sinonimo di vagina).

  15. Repetita iuvant sed….stufant!!!!! Forse Mr Prostata cercava di convincere anche se stesso?
    Belle riflessioni le tue, su cui sono per lo più daccordo, anche se penso che siano ancora poche, qui in Italia, le vagine evolute che davvero non cerchino la monogamia a tutti i costi, e per questo vengano quindi prese poco sul serio dagli uomini. E poi…dopo 4 giorni…parlare di monogamia è pure impegnativo mi pare….!!!
    Una curiosità….ma come le chiami le vagine over 35???

    1. a parte che il tuo incipit è superiore, a parte che sn d’accordo sul resto, a parte che per onestà intellettuale non voglio fare la fica e dire che sì, che io sono totalmente disinvolta. io l’ho detto che è difficile. ma l’argomento merita riflessione.
      sulle vagine over 35, per me so vagine e basta. massima solidarietà ecco. tipo la mamma, è la vagina maestra ecco.

  16. Sai cos’è? La monogamia non esiste e ci sta.
    Però vedi quando passeggiavo per strada con Lo Stronzo e passava un altro bel figo me lo guardavo tutto e pensavo già all’orgasmo multiplo (che roba è???) che avrei provato con lui se non ci fosse stato lo stronzo. Ma per rispetto del legame chiudevo le gambe e giravo la faccia.
    Mentre gli uomini (ALCUNI) ti dicono che le altre nemmeno le guardano, che no ti tradiranno mai, che ti amano, che babbo natale esiste e che gli asini volano però quando l’uccello tira (e tira parecchio) tutti i buchi sono aperti e tu ti ritrovi cornuta e felice (?!).
    Quindi meglio uno che ti dice subito che il suo uccello è free almeno puoi decidere tu se sei disposta ad aspettare il tuo turno oppure a cercare un altro uccello che rimanga tuo (almeno finché non tira).
    Guarda me ho avuto un uccello tutto mio (per parecchio tempo….) che poi è volato nella gabbia di un’altra e io sono rimasta cornuta felice e incinta.
    La monogamia non esiste, esiste la sopportazione!
    😉

  17. Sconcertante è realizzare con il surclassamento della pubertà quanto la maggior parte degli archetipi non siano che imposizioni sociali contro natura umana,ma in realtà lo si è sempre saputo pur essendo troppo occupati a giocare con Sbrodolina. L’etica anti sciacallista vaginale o monogamia che perpetua nei secoli dei secoli (amen) rifluisce al giorno d’oggi in varie forme,quasi o propriamente è un fallimento personale non riuscire a tenere un uccello nella propria gabbia. In realtà è deludente al senso ancestrale delle nostre vite. Se tutti gli uccelli entrano in tutte le gabbie allora tutto è precario e vacuo,scorre come un ruscello indicato su di alcuna mappa geografica,perciò di cui nessuno si cura e si curerà mai. L’amore (la carriera,i figli,ecc…) ci è necessario perché ci è necessario finalizzare la nostra esistenza,così come la procreazione,le strutture sociali,la religione (per la maggior parte dell’umanità) e tutto ciò che compiamo. Immaginereste un mondo privo di denaro e tutto ciò che esso comporta? Immaginereste davvero quanto rappresenterebbe il paradiso terrestre? Io figuro 6 miliardi di automi,degli esseri umani non umani perché privi di emozioni,cioé privi di stimoli neuronali e capacitivi all’esistenza. Allora,come se stessimo percorrendo una circonferenza,ritorna il quesito della solitudine e che gli archetipi sociali,che mi ricordano tanto il medioevo,ci siano necessari alla sopravvivenza e ad archiviare un mirabolante suicidio di massa. Per quanto ci sia impossibile smettere di porci domande,ebbene abbiamo bisogno di credere. Chissà poi,se come gridano dai quattro angoli della terra,ci sia un fine ultimo a cui siamo destinati o a cui qualcuno ci abbia destinato distraendoci da esso con gli archetipi stessi e i vari miti di felicità ed abbondanza. Se così fosse proporrei di considerare la vita un dono ed un antidoto a sé stessa allo scacciare i perché ed i per come,e depauperarla al grido di LIVE FAST,DIE YOUNG (non troppo young eh!). Durante il pranzo poi il mio sguardo si posa sui miei genitori; a distanza di 25 anni dal Sì ridono ancora l’uno delle battute dell’altra con quella cosa,che dopo aver visto Shining mi verrebbe di chiamare luccicanza,che pare un fuoco d’artificio negli occhi e nel cuore. Poi mi domando se sia un loro stato mentale di assopimento durato 25 anni in somma con gli anni di fidanzamento o se l’amore esista davvero appresso a quel mostro mitologico comunemente conosciuto come PERSONA GIUSTA.

    1. un commento impegnativo, il tuo.
      i nostri genitori – perché i miei sono simili ai tuoi – sono un’altra storia.
      una bella storia, che sicuramente è costata – comunque – impegno e sacrificio.
      la persona giusta forse non esiste in sé. forse il rapporto giusto si costruisce, se ci si incontra, se si è affini, se si intende procedere nella stessa direzione.
      ciao
      v

  18. ti seguo da poco ma come vedi, “sto recuperando” così come, a scuola, avrebbero gradito maestre e professori dopo le assenze (speranza, tra l’altro, sempre mal riposta). Ho riso per 5 minuti su “sua prostaticità”. Questo pezzo e geniale, fin troppo vero e frutto di un’attenta analisi! Complimenti!

  19. ottimo argomento,
    molto vario e soggettivo,
    non è da confondere l’istinto di guardare ed apprezzare una bella ragazza o un bel ragazzo anche avendo già una vagina o un cazzetto nella propria vita monogama con poligamia, questo apprezzamento resterà fermo e confinato in sola fantasia di pochi minuti se il rapporto con la propria vagina va oltre l’attrazione fisica/sessuale,
    dai sfogo ai tuoi istinti poligami se la tua monogamia è di facciata..è sociale..
    se la tua monogamia è vera, profonda, sessuale, mentale e totalmente affine la natura stessa fermerà qualsiasi istinto poligamo: potrebbe anche non accadere mai e soprattutto, potresti anche non accorgerti di aver trovato la tua monogamia, perchè ci vuole maturità, esperienza, intelligenza, tranquillità e tanta consapevolezza di se stessi per poterla riconoscere.

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