Io non sono Single. Io sono Singolare.

Io non sono single. Io sono singolare.

Essere singolare vuol dire che i tuoi amici vivono in altre città o in altre nazioni. E tu scopri se sono ingrassati o dimagriti vedendo le fotografie su facebook. E capisci se sono felici o tristi da poche battute in chat.

Essere singolare vuol dire che i tuoi genitori sono a 1000 km di distanza. Vuol dire che non stringi la Vagina Maestra tra le braccia, domandandoti se è lei che sta rimpicciolendosi o tu che stai lievitando, da più di un mese. Vuol dire che non affondi un bacio nelle guance morbide e rotonde di tuo padre, aggrappandoti alle sue spalle, da troppo tempo. Che pure che sei cresciuta, da quella prospettiva lì, tra le braccia sue, il mondo pare ancora un posto meno stronzo.

Essere singolare vuol dire scoprire che il bucato non si fa da solo, mai, manco pe sbaglio.

Essere singolare vuol dire non spettegolare con tua zia dopo il pranzo della domenica e non giocare alla wii con i tuoi cugini, per smaltire l’apporto calorico illecito, nel pomeriggio.

Essere singolare vuol dire tornare e trovare tutti un po’ più vecchi, ogni volta di più, senza esserci stata nel mentre.

Essere singolare vuol dire averci un rodimento di culo standard, nella vita.

Essere singolare vuol dire non vivere con chi ami, ma vivere con chi capita.

Essere singolare vuol dire narrare, senza condividere.

Essere singolare vuol dire che al weekend pranzi alle 17 e che i tuoi occhi non si chiudono col sonno di nessuno, se non col tuo.

Io non sono single. Io sono singolare.

Quando sei singolare puoi non toccare nessuno per settimane, anche se ogni sera hai un aperitivo, o una cena, o un concerto e tante persone intorno che apprezzano il tuo sarcasmo e la tua personalità.

Quando sei singolare, non sai cosa rispondere alla domanda “Dove vai quest’estate?”.

Quando sei singolare non c’è nessuno che ti vizi. E tu non hai da viziare nessuno e non hai nessuno da viziare.

Quando sei singolare paghi il taxi per intero e, se dormi fuori, l’indomani nessuno ti chiede dove tu abbia dormito.

Quando sei singolare affronti la vita senza una spalla. Ciò che fai, lo fai senza complici. E il merito e la colpa sono tuoi soltanto.

Quando sei singolare fai da sola. Fai da te. E no, non fai per tre.

Quando sei singolare c’è certi giorni che c’hai  voglia di implodere. Di non sentirla la solitudine, sia che fuori piova, sia che fuori ci sia il sole.

Quando sei singolare ti capita di pensare che sei stanca d’essere singolare, che dopotutto eri singolare anche quando eri in coppia, e che, a ben pensare, sono anni che sei singolare. E  non avresti mai pensato di finire a essere una vagina singolare. Che singolare sarebbe un modo eccentrico per dire “sola“, non “single“. Anche se ogni sera hai un aperitivo, o una cena, o un concerto e tante persone intorno che apprezzano il tuo sarcasmo e la tua personalità.

Quando sei singolare può capitarti di ripetertelo, ancora e ancora, che sei sola. Perché sai che con quella solitudine c’hai da conviverci. E non vuoi averne paura. E a volte ce l’hai, paura. E quel panico vaginale, che monta su, per i tornanti del premestruo, te lo tieni. Perché non c’è antidoto. Perché la lotta tra le ovaie e i neuroni è atavica come quella tra il bene e il male. Come l’opposizione semiotica tra natura e cultura.

E’ un ombrello sotto cui la nostra vita si compie, e quell’ombrello che certe volte ci ripara, altre volte è solo un impiccio, mentre nel mezzo del nostro ego piove col vento.

Ma poi tutto si normalizza, almeno per un po’, almeno fino al successivo nubifragio ormonale.

E in quella pausa di primavera, tra un pallido sole e una nuvola leggera che pare rubata con l’imbroglio al disegno d’un bambino di 4 anni, in quel mentre la vagina singolare si sente fica. Capisce che è più forte degli altri. Che si fa il culo più degli altri (e anche meno di tanti altri ancora, per carità).

Ma, in quella pausa di primavera, la vagina singolare capisce che essere quella che è, ogni giorno, senza la compiacenza dell’affetto che ha sempre avuto attorno, è difficile. Che c’è da essere un po’ meno feroci con sé. E con gli altri.

E l’epica vagina singolare non molla, non scappa, non abdica a se stessa.

E’ nel bel mezzo di un percorso in salita.

E la singolarità è propedeutica alla pluralità, perché quella funziona solo se nasce da due singolarità compiute.

E che non c’è mica da agitarsi. Che non sarà singolare per sempre.

Che un giorno arriverà anche la sua pluralità, fosse pure con un gatto norvegese delle foreste.

65 thoughts on “Io non sono Single. Io sono Singolare.

  1. Cavolo. Io non avrò la vagina, ma mi ritrovo in tutto quello che scrivi. E il fatto è che stasera mi ci ritrovo più degli altri giorni, in questa cosa della singolarità. Della solitudine.

    Perché essere singolare vuol dire anche avere la consapevolezza che il gatto norvegese delle foreste non gli basterà, che si vorrebbe non essere singolari ma in un altro modo, che non arriverà.

    1. no, ma magari quel modo arriva.
      il punto non è proprio questo. il punto è che la singolarità la si capisce solo quando la si vive.
      e se la si vive troppo, poi forse non se ne fa più a meno, non lo so.
      ma comunque, please, non sottovalutare i gatti norvegesi delle foreste! 😀

  2. …io vorrei un nano da giardino o al massimo una pianta grassa 🙂 comincio seriamente a pensare che le singolarità compiute siano sempre più rare in questo mondo tetro e tempestoso 😉

    1. ahahaha il nano da giardino è un tocco quasi geniale, sappilo.
      le singolarità non possono essere proprio compiute, ma quanto più compiute. su quante ce ne siano, preferisco non interrogarmi, per auto-conservazione 😉

  3. Ho lo stesso dilemma di Coso, la confusione ,monta perché dopo questo post( a parte quel periodo del mese) molti si sentono vagine singolari.

    Singolari però a volte è anche bello, a corrente alternata, almeno non devo “rendere conto”, se sbaglio lo faccio da solo e mi raccolgo i cocci….Tante altre belle cosette.

    Che poi come dici bene si è singolari anche in gruppo o in coppia.

    Consiglio sul felino da adottare, ho avuto diversi gatti ma il Thai come razza per me è un amore durato 20 anni.

    1. Assolutamente sì.
      Singolari a volte è bello. A volte no.
      Come un po’ tutte le condizioni, del resto.
      Il gatto lo adotterò quando sarò singolare abbastanza da potermi prendere cura di lui e terrò in considerazione il tuo consiglio 🙂

  4. Sono tornato questo pomeriggio dalla Norvegia…….devo dire che di gatti delle foreste non ne ho visti…anche se il norvegese è il mio gatto preferito….ma questa è un altra storia. Credo che essere vagine singolari sia anche il disporre di un osservatorio di prim’ordine da cui studiare il mondo ed i suoi abitanti con occhi disincantati…e se tanto mi da tanto ciò rappresenta un buon viatico per quando si diventerà vagine plurali… Un mio vecchio maestro avrebbe detto “E’ formativo….”.

    1. allora, capiamoci un po’. perché io sono sempre stata convinta tu fossi una vagina?
      secondariamente, vedo che abbiamo lo stesso gusto in fatto di gatti e ciò depone in favore tuo.
      in terzo luogo, ciò che dici è giusto.
      amen.

      1. Mi hanno sempre detto che ho una forte componente femminile. Non che questo possa essere considerato un complimento tout court ma….direi che mi ci ritrovo abbastanza…… Inoltre la cosa ha degli aspetti positivi nella vita di relazione, dato che nello specifico le donne surclassano di gran lunga gli uomini.

      2. tu, dalle mie ricerche, risulti essere una donna.
        o, per lo meno, al tuo account email è associato l’account di una donna su facebook.
        detto ciò, non è vitale, per me, il tuo genere sessuale, considerato che – come detto altrove – è solo una distinzione culturale 🙂
        ciao caro/a

    1. significa che capisci. che vivi o hai vissuto una situazione simile.
      il ché, come dimostrato da altri commenti, è l’unico modo per capire lo spirito di questo post.
      che è stato scomodo da scrivere, anche per me.
      un bacio
      v

  5. “narrare senza condividere” è una tua scelta
    se mi posso permettere,e non la prendere nel verso sbagliato,che non son qui a tenere lezioni per nessuno,ma è questo forse che fa la differenza tra essere “soli” ed esser “da soli”

    1. beh. può essere, che sia una mia scelta.
      o può essere che condividere sia un livello superiore, rispetto al narrare. e può essere che non sia facile, specie con la combinazione di determinate circostanze esistenziali, bada, non solo sentimentali.
      può essere che la maggior parte della gente sia convinta di condividere e che non lo faccia. ma che non abbia il coraggio di dirselo.
      io non lo so.
      può essere un sacco di cose.
      ci penserò.

  6. Anche io sono single e singolare e alcune cose che dici le ritrovo perche’, ovviamente, e’ una vita fai da te. Ma non sono attanagliata dalla solitudine. Sto da dio. Condivido il pensiero di ellaneivicolipersa.

    1. “attanagliata” mi pare un po’ forte. ma non è questo.
      io a volte mi ci sento, sola, e pure molto. e magari non lo sono poi così tanto.
      è questione di percezione e cazzi e mazzi.
      resta il fatto che se tu stai da dio, non può che essere un bene per te e per chi ti sta vicino-ma-non-troppo

  7. Io da sola sto meglio: la vita di coppia tira fuori i miei difetti, i familiari mi irritano e rendono indisponente, gli amici stretti meno li vedo più li tollero e mi preferisco in versione bella copia piuttosto che irritabile e annoiata.

    In compenso non capisco che intenda dire ellaneivicolipersa, della quale non mi piace il nick quasi quanto poco apprezzo l’abuso di virgole e il completo snobbamento dello spazio dopo esse.

    1. Sono contenta di questa tua irresistibile attrazione per me.
      Il pezzo sugli spazi tra le virgole è addirittura freudiano,ma facciamola breve: no,non è un amore corrisposto,mi dispiace.
      Non ti nascondo che mi divertirebbe pure lanciarmi in lirismi e associazioni di idee ispirati dal tuo,di nick,ma questo ti porterebbe,armata come sei di protagonismo e livore,a rispondere ogni volta.Cosa che non voglio.
      Ti sentiresti molto importante e non lo sei.Sarebbe un peccato,preferisco pensarti così come ti leggo: con la schiuma alla bocca.
      In effetti non volevo risponderti e non lo farò più,nè verrò a controllare le tue risposte, perchè mi pare ti porti a spasso un ego già molto ben nutrito ahahahah
      ciao tesoro 😀

      1. Peccato: e io che desideravo ardentemente ripetizioni di psicanalisi da un’esperta come te, la quale immagino interpreti una scanzonata sgrammaticata giusto per darsi quell’aria da vento nei capelli, che se la ride da sola immaginando altrui reazioni da cane idrofobo quando nella realtà il tutto era tradotto in un mezzo sbadiglio.
        Ma ti prego: sentiti libera di inventare giochi di parole sul mio nick, andranno forte nella classe delle elementari che frequenti per apprendere i principi base dell’italiano scritto.

        Però bella il concetto di sentirsi importante per due menate sotto un post: il giorno che sarò tanto rovinata da averne bisogno ti copio l’idea.
        Vai a dar vià và.

    2. x mezzatazza: ahahah solo leggendo il tuo commento ho riflettuto sul fatto che:
      1. il rapporto coi miei genitori è diventato sublime da quando mi sono tolta dalle palle
      2. quando sto troppo coi miei amici penso che è meglio che stiamo lontani perché ricordo tutto ciò che di loro mi dava al cazzo e che la distanza stempera
      3. in coppia, sono notoriamente una stronza (alternativamente insicura e despota)
      ti dirò: m’hai tecnicamente convinta 😀

  8. non sono una vagina, ma un minchione si. Un pezzo toccante che sento su di me con i distinguo di specie naturalmente, ma ci sono dentro.
    Ho amato e ho fatto lo scemo mille volte e ora sono “singolare”. forse ci sono cose che sono più forti, non so.
    Dovresti fondarci un movimento.
    Tante volte mi rivedo in questo pezzo che ti allego http://www.youtube.com/watch?v=xKletXw6Bnk
    Se non hai visto il film, non guardare il link e guarda il film!
    Brava Memorie, bravissima,
    “Essere singolare vuol dire che al weekend pranzi alle 17 e che i tuoi occhi non si chiudono col sonno di nessuno, se non col tuo.”..splendida.

    1. 1. sei un minchione nel senso che ce l’hai grosso (no, non rispondermi, ti prego)
      2. non ho visto il film, quindi non guardo il video, guarderò il film, prima o poi
      3. tu l’hai colto vero che essere singolare non è solo essere single…
      4. grazie. ti sorrido.
      memorie

      1. Non ti ho risposto perché sono stato a comprare il righello millimetrato.
        Il film è un remake di un film degli anni 50. Credo tu possa apprezzarlo perché c’è ironia, un po’ di morale, New York, J. Law..insomma io credo che tu ci possa anche fare un post.

        4. Sei bella.

      2. ahhaa il righello millimetrato! mappiantala! 😀
        se e quando vedrò il film, ti dirò. dovessi scrivere un post, ti ringrazierò pubblicamente…

        4. quando me lo dicono, rispondo “ma va”. in questo caso, sorrido e basta.

  9. Vagina cara, cara Vagina,
    un po’ di tempo fa, mia madre mi ha detto una cosa bella e io ho sentito di amarla per questo.
    Mi ha detto: tu hai te stessa.
    E’ così. E mica è poco.
    La solitudine è il mio strumento di libertà, di creatività. Penso lo sia anche per te, Vaggì, dai.
    Ma è vero, lo riconosco, bisogna essere molto forti per amare la solitudine. Soprattutto se i rapporti, i miei, i tuoi, sono tutti un perdersi e un tornare, abbracciarsi e allontanarsi.

    Però è da una condizione di solitudine che ho potuto fare posto a me stessa. Ora vivo piano. Ed è sempre da una condizione di solitudine e di vuoto, eh si di vuoto, che ho ri-scoperto la voglia di farmi “abitare” dall’Altro. Di nuovo.
    E’ dopo un istante di vuoto che si respira, pensaci.

    La solitudine è fecondità, noi che siamo Vagine lo sappiamo.
    Ora è una condizione che ricerco, non la subisco più, e sento che è una condizione che non si esaurisce nell’auto-contemplazione del mio mondo interiore, ma è generativa, è la mia autonomia, è la porta che apro per entrare a volte con paura dentro di me when it all falls down…..

    E poi lo dice pure vagina-poetessa Alda: più mi lasciano sola, più splendo.
    Love,
    Paia

    1. Cara Paia,
      riflettevo, chissà che pure la Vagina Maestra non mi abbia detto una cosa del genere tempo addietro.
      Per il resto, AMO il tuo commento.
      C’è dentro un sacco di verità. E l’altra metà di cielo singolare che a volte perdo di vista.
      Tanto love, a te,
      che te lo meriti proprio 🙂
      Baci
      v

  10. Sempre affilata, sempre ineccepibile.
    M’hai fatto pensare che tra essere singolare ed essere separata o divorziata non c’è grande differenza, se non per il fatto che tu non ti ritrovi due bambinoni per casa nei fine settimana, con annessi e connessi e cioè: fidanzate/i, bucati alti come il Cervino, pasti a qualunque ora, rientri a orari che ti fanno zompare sul letto, richieste ( mamy, mi faresti un piccolo favore… ? E’ un classico. )

  11. Cara Vagina,

    io non sono single, nemmeno nelle apparenze, ma sono ancor singolare.

    Tornata a casa non c’è nemmeno più un amico e la distanza che mi separa dai miei genitori s’è spogliata della sua fisicità, ma non si è ridotta.
    Rifiuto di passare domeniche a pranzo con i miei zii per non dover subire “tornapporti” calorici illeciti.

    Invecchio, vivo con chi capita.

    In un tempo non definito decisi di non narrare, per paura di condividere.

    Non conosco sonno pur chiudendo occhio all’unisono con qualcuno, che vizio e non mi ha mai guardata. E conosco tante persone che apprezzano il mio nichilismo, il mio cinismo e il mio sarcasmo ma mai nessuno che mi regali un orgasmo.

    Questa estate non andrò da nessuna parte, continuerò ad affrontare ancora la vita senza una spalla, senza complici, con la colpa che è la mia soltanto e il merito sempre di qualcun altro.

    Faccio sempre per tre, niente per me.

    Ogni giorno prego di esplodere. Di uscire dalla solitudine, sia che fuori piova, sia che fuori ci sia il sole.

    Quando sei singolare ti capita di leggere i post di una vagina e di sentirti meno sola, di pensare che sia fica, di ricordare che sei più forte degli altri che ti sei fatta il culo più degli altri e per questo non devi mollare, scappare, abdicare a te stessa proprio ora che sei nel mezzo di un percorso in salita, che un gatto norvegese delle foreste non l’avevi mai sentito ma ti par bello che qualcuno te l’abbia illustrato.

    Perdona se ho violentato le tue parole e usurpato del tuo pensiero, M.

    1. Cara Michelle,
      guarda che il tuo commento suona stra-sincero e non devi scusarti proprio di una fava, anzi.
      Il gatto norvegese delle foreste è bellissimo e quando ti senti troppo singolare, pensa che ad esser singolari siamo in tanti.
      Ma che, alla fine, abbiamo una marcia in più, perché trottiamo da soli.
      Detto ciò, fai qualcosa che sia per te. Perché quello è un diritto. ok?
      Un abbraccio
      v.

  12. Capisco ma dissento su parecchie cose (forse perchè sono un maschietto) ritengo che si possa essere singolari anche in coppia e spesso siamo presuntuosi e non accettiamo i difetti degli altri ( chi sta con noi naturalmente)…non mi è mai piaciuto vivere con chiunque ma solo con chi volevo….
    cmq rispetto le tue idee
    un sorriso

    1. Che si possa essere singolari anche in coppia, l’ho proprio scritto.
      Vivere con chi capita, e non con chi si ama, credo sia chiaro che è una situazione di circostanza, non una scelta.
      Del resto, non si sceglie nememno chi amare.
      Alla prossima caro,
      un sorriso a te,
      V.

  13. Poesia pura!
    Mi hai fatto ricordare intensamente tutte le sensazioni che ho provato quand’ero singolare, ed anche ad avere parenti e amici vicino, a volte ti senti sola lo stesso.

    1. 🙂 ciao cara, non so se sia un bene averti rievocato tutte quelle sensazioni ma, comunque, hai ragione.
      a volte ci si sente soli. magari non lo si è.
      ma ci si sente.
      poi passa eh. no??? 🙂
      o è che ci si abitua?
      dilemmi vaginali insormontabili, direi…

      1. In questo caso è stato utile: di solito tendo a ricordarlo come un periodo di grande divertimento:vivevo ancora dai miei, le nottate in discoteca e il cazzeggio. Invece dentro di me c’era un’altra storia fatta di solitudine….sentimentale!
        In coppia, a volte ci si sente soli perchè non è che ci sia intesa su tutto tutto, e non ci si può capire sino in fondo nell’intimo. E soprattutto bisogna ricordarsi di contare soprattutto su se stessi, sempre! Ma credo sia normale.
        Secondo me passa la solitudine, non è che ci si abitua, sarebbe triste se no!
        Bisogna “bastare” a se stessi, sia in coppia che in singletudine!Ecco!

  14. Darsi alla pruralità con un gatto delle foreste norvegesi è un atto che ha il mio massimo rispetto in quanto felinofilo. Io l’ho fatto, ormai più di un anno fa, con una gatta comune europea nera con un trio di macchie bianche (sotto il mento e sotto le ascelle): è stata una mossa azzeccata, abbiamo una splendida intesa 😉
    Ovviamente, con le donne, il discorso si fa infinitamente più complesso e solitario e, per certi versi, assai simile al tuo ma tu almeno hai delle potenzialità e dell’ ottimismo ahahah 😀

  15. Hai descritto in modo semplice ed estremamente preciso la vita che mi trovo ad affrontare da anni. Ogni sensazione o sentimento. Ogni sfumatura. Come se mi avessi letto nell’anima.
    Grazie per le tue parole. Grazie.

      1. esattamente. le collaborazioni tra fighe sono quelle che funzionano mejo.
        detto ciò, pensa che il pezzo sui cestini l’ho scritto proprio così, come dì…vabbé hai capito.
        bacio
        v.

  16. Tu sei il Visconte dimezzato del Vaginismo: una parte di te se ne fotte di di stare con un uomo, l’altra ha disperamente bisogno di sdraiarsi su un petto peloso la sera. 😉

  17. Beh,,,,per quanto mi sforzi di guardare in basso, proprio una donna non mi ci vedo,,,mi mancano un paio di gradi ma la distanza non è tale da prendere fischi,,,per qualcos’altro. Io non ho profili su facebook e mi guardo bene dall’averli. Tanto per darti una dritta e permetterti di verificare la mia buona fede….sono su Libero dove ho un blog che si chiama quasi come il tuo…..dal 26 febbraio 2009.

  18. Mi ricorda quando sono dovuta andare a fare una visita optometrica, avevo perso i miei occhiali e considerato che dovevo farne di nuovi ho deciso di controllare anche la vista. Dunque sono dovuta restare senza lenti a contatto x 12h e raggiungere l’oculista praticamente a tentoni (3,50. 4.00 miopia 1.00 astigmatismo). Ma dopo essere caduta, aver sbattuto contro un viados e aver infine ritrovato la strada il tutto “by myself” mi sono sentita POTENTE.

  19. L’orario è quello singolare che ti poni la domanda: ma come fai a commentare alle 5:15am? Mah, dopo aver passato n’oretta scarsa a bermi d’un fiato una decina di post memorabli – e carpiandomi in risate da molestie condominiali alternate a riflessioni estemporanee tipo: l’insostenibile leggerezza dell’essere e non dell’avere! – digito volentieri: ti ho letta e per me tu non sei singolare, sei universale. E per universo intendo la cosmonautica umana. Non è adulazione da rinco-nottambulo, nè smie-lamento compulsivo da gap glucidico antelucano. Ti dico che difficilmente ho trovato un blog dove dentro c’è una Persona, Vera che quasi ti sembra di parlarci. Hai la mia stima MDV.

Parla con Vagina, Vagina risponde

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