Spleen Vaginale: Uscirne si può

Il problema (che se fossimo delle risorse umane chiameremmo “area di miglioramento”) di certe vagine single del segno dello scorpione con velleità letterarie, è che hanno la naturale tendenza ad affrontare la quotidianità con noia, inquietudine e male di vivere. Non lo fanno intenzionalmente, spesso non vivono neanche male.

E’ solo che la loro empatia con l’universo circostante ha un piglio variabile, che oscilla tra pessimismo cosmico e spleen vaginale, con delle punte di ferocia incontrollata verso la maggior parte delle categorie sociali.

Esse, le vagine suddette, si ritrovano a ciondolare nella propria esistenza, pensando a ciò che devono ancora fare, disfaredire, avere e conquistare, ignorando per lo più ciò che di fatto hanno, dicono, fannodisfano e conquistano ogni beneamato giorno.

Tipico delle vagine single del segno dello scorpione con velleità letterarie affette da Spleen Vaginale, è vedere il proprio bicchiere sempre mezzo vuoto e quello altrui sempre mezzo pieno, sebbene i bicchieri siano esattamente pieni (o vuoti) allo stesso livello. Sia chiaro, è una cosa contro cui le vagine imparano a bisticciare fin dalla più tenera età, e sviluppano con gran fatica degli utilissimi strumenti cognitivi come:

“Lei è più figa” –> “Ma io sono più intelligente”

“Lei è più ricca” –> “Ma io sono più forte”

“Lei è più intelligente” –> “Sì, ma è cattolica”

“Lei è più arrapante” –> “Sì, ma è volgare”

E via discorrendo.

Perché la vagina, di qualunque estrazione zodiacale, fa i confronti, i paragoni. Li fa sempre. Li fa inevitabilmente, pure senza accorgersene. Crescendo, però, la vagina impara che i confronti possono essere utili e  inizia ad esaltare il contrasto con le sue simili, a trarne tutto quello che si può trarne. E capisce che si può essere speciali, in modo diverso, peculiare, complementare.

Ma non era qui che volevo arrivare. Volevo dire che le vagine di questo tipo, vedono sempre il bicchiere mezzo vuoto. In tutto. Se sono single, specialmente nella dimensione sentimentale, mitizzando in maniera grossomodo gratuita lo status di coppia (che, naturalmente, pativano nel momento in cui lo vivevano). Sovente in bilico tra il ruolo di Biancaneve sotto Xanax e Margaret Tatcher del sentimento, le vagine single si ritrovano a pensare disgustosità del tipo: “Vorrei soltanto qualcuno che mi scaldi il quore, che mi ami per come fono (“sono” detto con le zeppola in bocca) e che mi piaccia, che sia stronzo ma dolce, che abbia due palle quadrate, e che quadrato ci muoia anche se nasce tondo, se io decido di cambiarlo, blablabla”

Mentre la vagina in spleen vaginale è lì a pensare che tutto questo (vivadio) non lo troverà mai, immaginando farfalle che annegano nei succhi gastrici, riceve l’sms di una vagina amica, che è magra, bella, ricca e fidanzata con un fico. Solo che hanno litigato di nuovo, e lei è stanca, ed è attratta da un altro, e non ne può più delle cene con nonni e zii di lui, ed è confusa. Lo è da mesi e non distingue più la comodità della situazione dal disagio emotivo che le causa.

Allora, magicamente, la vagina single in spleen vaginale smette di associare l’idea di coppia all’immagine degli innamorati felici, che vanno a convivere, che mischiano la biancheria nella stessa cesta, che la sera si alternano per lavare i piatti, che a letto capiscono se l’altro si sta addormentando da come cambia il suo respiro. No, ecco, no. Perché essere coppia non vuol dire solo questo.

Essere coppia vuol dire modularsi in virtù dell’altro, privarsi della libera forma che per nostra natura assumeremmo. Vuol dire sentire sulla propria pelle le barriere fisiche della relazione. Vuol dire, a volte, vivere la frustrazione, l’insoddisfazione, l’incertezza, la paura di cambiare, l’insoffernza nella stasi, le litigate, le bugie, le incompresioni, i compromessi continui, l’ego tuo che cozza contro l’ego mio, gli sfoghi, il peggio che due persone possano darsi.

Essere coppia a volte vuol dire non volersi più e non dirselo, vuol dire chiedersi cosa sia questo cazzo di millantato amore, pur di non accettare che, semplicemente, la magia si spegne. E a quel punto o ci si distrae imbastendo un progetto di vita comune, oppure l’istinto ci condurrà necessariamente altrove, ci farà desiderare una crescita, un cambiamento, un direzione nuova in un corpo nuovo. E in questo non c’è peccato, anche se spesso c’è senso di colpa.

Essere coppia a volte vuol dire  non farsi domande per paura delle risposete, vuol dire sposare una concezione simbiotica e invalidante della vita, per cui senza l’altro hai paura di non esistere più tu.

Essere coppia vuol dire non avere più la sensazione che la vita abbia ancora tutto da offrirti. Vuol dire non poter più immaginare che faccia avrà l’uomo che amerai, perché la tua rivelazione l’hai avuta già. E la poesia, un bel giorno, non la vedi più. E fingi di non capire ciò che sai benissimo, e prendi tempo, e la vita passa, e tu non lo sai più come sei, perché è troppo tempo che fingi di non essere sola. E’ troppo che non ti ritrovi faccia a faccia con la tua vagina.

Perché il punto è che quando la vagina single pensa alla dimensione di coppia, e da putrida sentimentale finge di rimpiangerla, il suo pensiero va a tutto il bello che ha perso. E basta. Ma questo è solo un tranello della vulva, è un espediente retorico del nostro apparato genitale/mentale. La verità è che se siamo single è perché probabilmente non eravamo felici. E, probabilmente, non lo siamo neanche adesso. E, probabilmente, non lo saremo a lungo. E, probabilmente, se dello scorpione, non lo saremo mai.

Ma da qualche parte, in noi, abbiamo la consapevolezza, l’abbraccio e l’idea che qualcosa che non sappiamo ancora stia per capitarci. E che possa essere totale, e viscerale, e straordinariamente forte, e devastante, e consapevole, e che sì, capiterà, e sarà capace di orchestrarci testa, e ventre, e pelle, e mani, riducendo tutto il nostro essere ad un punto unico, concentratissimo e profondo (questa idea, di solito, alloggia presso la Cenerentola che ci abita il deretano, ma questo è un dettaglio).

Dunque: uscire dallo Spleen Vaginale si può. Per farlo è sufficiente circondarsi di coppie infelici. Trovarle, non sarà affatto difficile.

Se, invece, ne trovate di felici davvero, che non siano solo un ripiego, una circostanza, un capitarsi addosso e afferrarsi per paura d’esser soli, ecco in quel caso, quelle coppie felici davvero conservatele nella memoria. Mettetele lì, come monito.

Come prova che sì, a volte può succedere.

E che tutto quello che c’è stato prima, nella vostra vita, non era nato per restare.

54 thoughts on “Spleen Vaginale: Uscirne si può

      1. Anch’io vagina del cancro che pensa che si possa camminare a braccetto con quelle dello Scorpione!Se fossi in un momento no della mia vita di coppia, piangerei anch’io….ma per fortuna….

  1. E’ un ottimo post.
    Ottimo.
    Ci sarebbe da parlarne per secoli, ci sarebbe da citarne a centinaia di coppie che ti millantano il “tutto bene” e non si sfiorano da mesi.
    Che fanno figli per noia o per “risolvere” e che si trovano nel baratro peggio di prima. O di single, maschio/femmina alla disperata ricerca, solo in funzione della disperata ricerca.
    Ma probabilmente alle settemmezza del mattino non posso concepire di essere abbastanza ubriaco per farlo.
    Ti meriti un cappuccino tributo.
    Buona giornata Vag.

    1. ma il cappuccino tributo nel senso che brindi a me con la caffeina o che me lo offri? non mi è chiaro.
      in secondo luogo, sì, ci sono un sacco di coppie conciate malissimo. ma ce ne sono pure alcune belle. bisogna imparà a pensà a entrambe, a seconda di come conviene di più all’umore nostro 🙂
      baci
      v

  2. Ma anche noi vagine del leone (!) siamo delle eterne insoddisfatte! 😉

    E cmq mi hai fatta piegare dalle risate quando ho letto la parte dei confronti: meno male che non sono l’unica (che nega la realtà e si inventa colossali palle pur di tirare avanti!)!

    Ottimo post, come al solito! 🙂

  3. Molto bello quello che scrivi, Spleen in piena sublimazione, si vede che ti esce dal profondo (non della vagina).
    Coppie felici non ne vedo, ne conoscevo una. Bene. La mia.
    Ma evidentemente le contraddizioni del nostro essere , sie per le vagine che per i cazzetti, prevalgono su quanto di bello ti offra la vita di coppia.
    Essere una coppia intricata ed intrigata è una sensazione unica. Ma lo è anche essere individualmente padroni del proprio tempo.
    Non c’è soluzione.
    Anche per il tuo Spleen temo.
    Come x il mio.

    P.S.
    Complimenti per come scrivi.

  4. No vabbè, l’avrei potuto scrivere io. Sono single con ex invadente e alcuni di passaggio da quasi tre anni, ergo ho avuto molto tempo per elucubrare in questo modo. Ho elucubrato sola e con amiche. Ed ero arrivata a una conclusione di questo tenore: l’amore è bello per i primi due anni/ la convivenza è la tomba dell’amore/ quasi tutte le coppie che conosco scendono a compromessi e per cosa poi? Per avere uno/una che spende tutte le sue energie nel tentativo di cambiarti?
    Poi invece, un paio di giorni fa, sono arrivata a una nuova “conclusione”. la vita di coppia è spesso compromesso, sopportazione, tradimenti, però forse forse dico questo perché non ho ancora incontrato IL MIO (vabbè, il padre delle mie bimbe lo era, però purtroppo è una persona insopportabile).

    1. sono più o meno al tuo stesso punto. diamoci tempo, magari incontriamo QUELLO CCCIUSTO e le cose ci appaiono diversamente.
      sul “purtroppo è una persona insopportabile” racchiudi l’essenza di una delle mie blogger preferite (che consiglio a chiunque eh, a chiunque, sappilo!)
      v

      1. Capirai..me mandi poco a nozze co sto abbinamento alcol-pensieripiùomenoprofondi.
        A polly non si può non amarla. Per questo mi guardo bene dal non farlo.

  5. La frase che conclude il post – che sembra non essere scritta da una vagina single del segno dello scorpione con velleità letterarie – dà un po’ di speranza a tutti noi vagine o cazzetti single, di qualsiasi segno, con qualsiasi hobby.

  6. Faccio la bastian contraria, ma io nella mia coppia ci sto davvero bene!
    Mi ritrovo in quello che hai scritto nei fidanzamenti con i miei ex, ma non con l’attuale.

    Litighiamo, lui non è perfetto io nemmeno, però ORA siamo felici.
    Abbiamo avuto momenti di crisi, ma li abbiamo superati.
    Quindi siamo umani.

    Abbiamo scelto uno stile di vita precario, entrambi siamo allergici alle regole alla routine e forse questo nostro essere equilibristi senza rete ci dà il brivido di non sapere cosa accadà domani e non ci annoiamo mai.
    Per adesso funziona!

    1. cara elena, vivadio che qualcuno in coppia ci sta bene. io conosco alcune coppie davvero belle, e so che esistono. quindi tutto ciò che hai letto, sì, è riconducibile più alla tua esperienza con i tuoi ex che a quella con l’attuale.
      quanto al resto, goditi l’equilibrismo e se funziona, poi dacci i dettagli!
      bacio
      v.

  7. Sai, uno dice, vorrei pensarci io a questa situazione e sistemare lei e tutto lo spleen del mondo come un cavaliere senza macchia. Ma tu sei un genio secondo me: DEINDE: assecnda il tuo istinto e fendi con la lama del tuo spirito indomito il mondo arcifottendotene di tutti.
    Seguiro’ le tue gesta dalla mia postazione più sicura,

    AVE VEGINA!

    P.S. aaaaaaavvveeeeeevvAAAAAAgiiiiiiiIIIIIIInnaaaaaaaaa (Sor SCIUBETRT’ detto “o animale” come Pasquale Barra

  8. Personalmente ho perso ogni speranza di capirci qualcosa sia come single che come accopp(i)ato… la deriva nichilista avanza e, come dice la volpe, il caos regna!!! 😀

    1. E sarà pure utopia, eppure è da svariati millenni che il genere umano procede “per coppie”. Solo per un bisogno riproduttivo?
      Non credo.
      Masochismo genetico per noi tutti? La Natura non è così stronza…
      Insomma, secondo me coppie felici ce ne sono state, ce ne sono e ce ne saranno. Mi viene il dubbio che siamo semplicemente in un momento dell’evoluzione della società umana in cui sia più facile esternare le difficoltà e sia più difficile porvi rimedio da soli, ma non credo sia corretto generalizzare sul fatto che non esistono coppie felici. Anche perché lo dovrebbero essere tutti i/le single, ma come la Vagina Spleen ci dimostra, le cose non stanno nemmeno così.
      Quindi le coppie felici sono utopie, i single felici pure.. ergo non esiste felicità a questo mondo? 🙂

      Mandi

      1. io sono sicuramente più grande di te quindi di cose ne ho viste giro strane, tante ….e anche le coppie false……sicuramente ci saranno coppie felici ma in minoranza……..ciao cara

  9. Ti adoro!
    Sono una vagina single con velleità letterarie, dello scorpione (ascendente scorpione per essere precisa) affetta da Spleen vaginale.
    Mi sono trovata nelle tue parole e ora sto pensando.

  10. Dal momento che sono nata nel ’92 non so quanto potrai prendermi sul serio ma… dai ci provo! 😀 Premetto che per me oroscopo, segni zodiacali e cazzi vari sono la più grande balla dell’Universo, ma quando parli di vagine scorpione e del loro modo di comportarsi, minchia, sono io! In tutto e per tutto! Grazie mille, mi hai risollevato il morale!

  11. Da Vagina traumatizzata a Vagina consapevole: i miei parents sono stati una coppia incredibile: nevrotici, intransigenti, selettivi, simbiotici, scassacazzi, innamoratissimi, splendidi come coppia, assolutori l’uno nei confronti dell’altra, in tutto. A una certa, mio padre è andato in pensione e, vedendosi 24 ore su 24, mia madre ha scoperto di conoscerlo troppo per conoscerlo abbastanza. Poi è mancata. Ora sento parlare mio padre e capisco che anche lui continua a conoscerla troppo per conoscerla abbastanza. Questa secondo me è una coppia felice: conoscersi abbastanza rovina tutto.

  12. Lacrimoniiii!!! Vagina single del capricorno, alla disperata ricerca di quella parte perduta e annullata per “lui”, con la consapevolezza che per star bene con gli altri bisogna star prima bene con se stessi..ma con grosse difficoltà ad applicare il concetto..
    Comunque GRANDI PAROLE!!! Più leggo e più mi piaci! 🙂

Parla con Vagina, Vagina risponde

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