E’ solo buonismo. Ed è solo una briciola.

Qualche giorno addietro ho visto una fotografia del mio ex con la sua nuova vagina.

Inciampare in questi ritrovamenti è inevitabile, è puramente questione di tempo, prima o poi ci arriverai anche senza cercarli. Ci arriverai perché un tuo amico commenta una roba, perché si è tutti amici di amici, perché la socialità virtuale comune è vasta e poi la rava, e poi la fava.

Qualche giorno addietro ho visto una fotografia del mio ex con la sua nuova vagina. E no, non è stato un colpo al cuore.

Non lo è stato perché ne conoscevo già fattezze, nome, cognome e anno di nascita. Non è stato un colpo al cuore perché, proprio io, lo scorso autunno, gliela indicai come potenziale unica vagina 30enne single e chiavabile sulla piazza di Deretano, il ridente paese del centro Italia che nessuno conosce, tranne chi ci è nato per sbaglio, di cui il mio ex è ormai cittadino onorario.

Io di lei so il minimo che basta e lo so perché, talvolta, tra le informazioni pubbliche esposte su Facebook, certi soggetti manifestano aspetti reconditi della propria personalità, che  andrebbero invero occultati, tipo essere fan di Fabio Volo.

Fin dal momento in cui l’ho individuata, ho capito che aveva tutta l’aria di quella che a lui sarebbe bastata. Ed ero sicura che la cosa sarebbe stata reciproca, perché lui è un perché-no, ovvero uno con cui flirti e non trovi un motivo sensato per non dargliela. E, nella dimensione paesana, questo spesso si traduce in una relazione immediata.

No, vederli insieme non è stato un colpo al cuore. A onor del vero sono rimasta immobile, per qualche secondo, pietrificata, senza pensare nulla.

Ho guardato lui. L’ho guardato per bene. Ho osservato la sua faccia deformata in un sorriso, ho osservato il suo sguardo, chiedendomi se fosse uno sguardo felice. E mi è parso di sì, anche se “felice” è una parola grossa, ma insomma, sì, uno sguardo sereno, divertito, ecco.

Mi sono soffermata su lui, non su lei. E solo dopo ho notato che entrambi indossavano una parrucca. Lei, una parrucca fucsia che la condanna ingiustamente al vaginale ludibrio e che le varrà per sempre l’epiteto di Queen of Deretan Town. E lui, con il suo incarnato bianco-ittero, una parrucca nero corvino modello Beatles di Love me do. Piuttosto brutto, se devo dire.

Ho acceso una sigaretta mentre il mio emoti-gramma tornava lentamente a dare cenni di vita.

E mi sono accorta che non mi rodeva nemmeno il culo.

Mi sono accorta che mi sentivo semplicemente più leggera, come se tutto fosse finalmente chiaro, come se ogni cosa fosse in ultimo giunta al suo posto, come se non avessi potuto sperare in un’effige migliore per ritrarre la realtà nella sua brutale e banale chiarezza.

Era lui ad abbracciarla. Era lui a scattare la foto per immortalare il momento.

Ho pensato ai due anni che abbiamo trascorso nel tentativo di incastrarci e, per la prima volta, scioccata dalla bruttezza di quanto appena visto, ho pensato che in realtà non ci fosse proprio un cazzo da incastrare. E non l’avevo mai pensato così chiaramente, come prima di vedere quella foto. Perché il punto non era che si trattava di una foto di loro insieme. Il punto è che lui indossava una parrucca nero-corvino modello Beatles di Love me do sul suo colorito bianco-ittero, stringendo a sé Queen of Deretan Town in sindrome poser 15enne, con un adorabile visino da vagina-minkia in discesa, di quelle che probabilmente hanno una maglia o una sciarpetta con i teschietti, che vanno molto di moda in periferia. Una di quelle che dopo il cinema sa dirti che il film è “un po’ bruttino” o “proprio bellino”. Una di quelle che usano le fotografie di Audrey Hepburn come sovversiva e dissacrante icona di femminilità.

Il punto è che lui ha scelto la vagina che va al concerto dei Modà. E che io, con la mia discografia ammirevole, mi ci posso pulire ambiti orifizi.

Il punto è che mentre io a dicembre provavo questo, lui  aveva già la sua vagina col tatuaggetto, non hai mai pensato a un tatuaggetto, la tua amica sfoggia un tatuaggetto, corri corri a farti un tatuaggetto, d’improvviso hai bisogno di un tatuaggetto.

E tutto ciò non farebbe una piega se io per mesi non avessi preteso di considerarlo un’entità più unica che rara, mezza cazzetto, mezza dio. Tutto ciò non farebbe una piega, se io per mesi non mi fossi fustigata cervello, e cosce, e anima nel mio senso di inadeguatezza e di colpa. E invece no. No. No, perché senza nulla togliere all’affetto che provo per lui, non ero io ad essere inadeguata. E mi serviva il felice incontro di due parrucche oscene per comprenderlo.

Il punto è che lui ha fatto la scelta più intelligente da fare, come scegliere un’utilitaria in tempi di crisi.

E mentre egli sfoggia impareggiabile buon gusto, estetico ed umano, selezionando outfit appropriati al suo rinnovato e più compiacente stile di vita, io posso proseguire serenamente con la mia stronzaggine, il mio egoismo, la mia presunzione, la mia cecità, il mio pathos, la mia unilateralità, la mia aggressività, la mia ottusità, le mie risate e le mie cazzo di lacrime. Amando ogni mio spigolo, perché io posso, perché io ne sono all’altezza.

E ho solo una briciola di buonismo che mi fa odiare questa posa da “io sono io e voi non siete un cazzo” che assumo in questo momento. Ma non riesco a farne a meno.

E, del resto, è solo buonismo. Ed è solo una briciola.

Quando mi andrà, forse fingerò di essere una persona migliore. Non butterò più i mozziconi per terra, non dirò più parolacce, non sarò più polemica, diventerò vegana, andrò in giro in bicicletta per non inquinare e smetterò di sentirmi stocazzo.

Per ora, francamente, proseguo.

57 thoughts on “E’ solo buonismo. Ed è solo una briciola.

  1. Francamente non capisco quel panico vagamente isterico che prende alcune donne (giovani, per la verita’) nel vedere un ex con un’altra. La vita continua, cosa pensavate che lui si facesse prete mentre voi vi scopavate tutti i vostri colleghi di lavoro? a parte le battute, la maturita’ di una persona si vede molto da questo, chi e’ over 35 trova normale uscire con un gruppo di persone fra cui un ex con la sua nuova fidanzata. E’ la vita.

  2. ti dirò, sarei lieta di scoparmi tutto l’ufficio, se non fosse popolato solo da vagine. tolto ciò, non ho provato panico. ho provato leggerezza, mi pareva d’averlo detto. se c’è dell’immaturità in me, vivadio, mi serve a ricordare che non ho ancora 35 anni, per l’appunto. quanto al resto, che “è la vita”, lo so. quello che ancora non so, lo sto imparando.
    ma grazie del contributo
    ciao
    v.

  3. Sabrina@ visione molto parziale e molto poco veritiera.Quando ti capita di avere un vero incontro nella tua vita, quello che io chiamo Anno Zero, non è detto che poi ci si ritrovi tutti allegramente attorno ad una birra a ridere. Perché puoi fare male alle persone, veramente, possono farti male. Il tempo non sempre è gentiluomo, certo il dolore passa, ma non è detto che in automatico debba scaturire quella serenità sufficiente per riallacciare di nuovo i rapporti.
    Di coppie formate di persone mature e intelligenti ne ho a decine, ma spesso, invariabilmente se ci si separa dopo tanto tempo si finisce per cambiare amicizie, ci si vede sempre più di rado e si sparisce all’orizzonte.

    Cosa naturale, si è scelta una nuova strada, si vuole cambiare, che cambiamento sia.

  4. Listen.
    Non è che ci si conosca bene, anzi, per niente.
    Però poco alla volta, venire qui a leggere i tuoi sproloqui mi aiuta a rendere accettabile la giornata.
    Quindi, in caso dovessi diventare vegana farò mio il famoso detto “Salva un albero mangia un vegano”.

    🙂

    1. ahahaha dunque, io posso al massimo rispettare il diritto dei tuberi, a non essere trasformati in patatine più gusto gusto pomodoro, con grande sforzo. in tutti gli altri casi, credo resterò trasversale, almeno per un po’. 😀

  5. Sono contenta per te. 🙂

    (E cmq, quella foto di Fabio Volo, ti prego, no! Mi ha fatto salire la colazione! Anzi, vedendola nella preview di wordpress quasi ero tentata di non leggere neanche il post!;))

    1. ahahahahah, l’ho scelta con grande cura, volevo proprio che ritraesse al meglio lo spessore del personaggio. si fa presto a dirsi “fan”.
      detto ciò, mi farò perdonare con qualche foto interessante nei prossimi post!
      muack!

  6. Allora:
    + Per la citazione di Albertone Nostro.
    + per la presa per il culo / descrizione di lei
    + per il non volerti buonista
    – per la mancata occasione per mandare un mega siluro a Fabio Volo, ma capisco che non era lui l’argomento del post
    – per il colore dell’ombretto
    – perchè, vaffanculo, tu dovevi lavorare a Roma. Stronza.

    1. allora:
      – il siluro a fabio volo c’è ma è sottile perché, come dici, non era lui l’oggetto del contendere
      – ahaha il colore dell’ombretto è alterato & non vado in giro truccata tipo maschera. è il ruolo da vagina.
      – non sai quanto me sarebbe piaciuto lavorà a roma!
      ecco sì.
      stronzo! (che ce stava)

  7. Non so, riguardo a ciò che ha detto Sabrina sull’ “essere in gruppo con l’ex e la nuova vagina” non credo sia necessario essere una vagy over35 per viverlo, io ne ho molti meno di anni e con un ex ci vivo insieme… ma sarò io un caso a parte, essendo una vaginaacuipiaccionolevagine, e che quindi ha tutta una storia sua in questo campo.

    D’altra parte è anche vero che non si può risolvere tutto con una scrollata di spalle e volgersi altrove, come se nulla fosse accaduto;
    e che se ora tu, Vagina, sei giunta a questo, bè… complimenti perché ci vogliono i cazzi e controcazzi per riconoscere che con la briciola di buonismo rimasta ci possiamo giusto guarnire un pensiero qua e là.
    Troppo spesso capita di restare intrappolati nell’idea che l’inadeguatezza riguardi esclusivamente la nostra persona, quando forse, le cose si fanno in due.

    Un abbraccio.

    1. Grazie cara,
      è stato un percorso lungo e tortuoso ma, probabilmente, ne siamo venuti a capo 🙂 quanto alle nuove vagine degli altri ex, come dici tu, non serve avere 35 anni per salutarle, o parlarci, o starci nello stesso gruppo. è solo questione di tempi. ma so che tu lo sai.
      un abbraccio a te,
      v.

  8. “aveva tutta l’aria di quella che a lui sarebbe bastata”… esatto!!! identico sentire, il mio, ma quanta ciclica fatica a cercare di capire perché pensavamo di essere delle persone che non si accontentano, che volgiono solo il meglio, e invece, poi, ci si fa andare bene l’utilitaria!!!

      1. penelope, mezzatazza, aiutatemi.
        dunque, l’utilitaria, va bene a loro, non a noi, giusto?
        siamo noi che non ci accontentiamo e quando ci proviamo c’accorgiamo che d’accontentarci non siamo in grado? o per la proprietà transitiva, se scegliamo uno che s’accontenta di un’utilitaria, diventiamo noi stesse vagine che s’accontentano delle utilitarie?
        confusione in me.
        aiutatemi,
        v.

  9. A me è capitato un po’ di tempo fa di vederli live!! Il senso di leggerezza è vero che ti pervade ed è verissimo anche tutto il resto!

  10. Tesoro, questa cosa l’ho scritta anch’io due giorni fa e guardacaso (guardacaso) sono apparsi due commenti anonimi: uno in quel post e uno in quello precedente, entrambi di questo tenore: “la tua storia col donatore è fallita e tu a 30 anni non riesci a trovarti uno straccio d’uomo”. Ecco, sapendo che lei mi lurka a manetta ed è (giustamente) gelosissima di me, mi sono sentita LA più figa.
    Poi anch’io, vado a riguardare la felpa di Emily the strange (Emily the strange) che lui appena un annetto fa mi ha regalato e mi dico: non poteva andare, con lei invece magari sì, chissà. Mejo.

    1. no vabbè ecco questo è il peggio. il commento anonimo è veramente patetico. e comunque tutta la risposta sta in “è (giustamente) gelosissima di me”. adoro.
      ahahah i regali sbagliati, infine, sono il viatico migliore per chiarire ciò che era chiaro e noi non vedevamo con sufficiente chiarezza.
      un abbraccio
      v

  11. Sapersi accoppiare è di fondamentale importanza.

    Questo comprende:
    1. Distinguere l’accoppiamento ludico (sesso) da quello sociale (coppia).
    2. Saper scegliere la persona giusta con cui accoppiarsi (in entrambe le situazioni).
    3. Rendersi conto della naturalezza del cambiamento, per cui adattarsi ai mutamenti diviene una necessità e questo potrebbe anche significare il modificare l’accoppiamento.

  12. Wow un ufficio pieno di vagine, dev’essere interessante 🙂
    Scherzi a parte, non è possibile definire a priori quale sarà la reazione cui andrai incontro quando incontri l’ex/la ex con altra donna/uomo.
    Guarda che lo stesso vale per noi maschietti: io penso che sia un retaggio infantile del tipo “VOGLIO IL GIOCAAAAAATTOLO” e poi “no vabbè ora non mi piace più”. Ma anche no.
    Alla fine la vita è bella per questo, viviti la vita, prendila come viene: oggi ci siamo, domani chissà…

    1. la mia, come ho scritto, è stata di leggerezza.
      in passato ne ho avute altre. e altre. e altre ancora.
      come diceva de gregori “prendila come viene, prendila come va, non ti impicciare più della tua vita che non sono affari tuoi…”

  13. Io quando vedo le mie ex con qualcuno penso allo scampato pericolo. Senza stabilire chi l’abbia scampata, ovvio, ma un’idea ce l’ho.

  14. Proprio oggi, ora in special modo, questa cosa che hai scritto mi serve.
    Che cazzo. Anche io vorrei pensare di essere io e che gli altri non siano un cazzo, e di solito lo trovo così facile pensarlo, ma ora no.

  15. Ti prego, il passo da vagina a vegana sarà pur banale in campo semantico, ma incontrovertibile in termini di sofisticazione. quindi non lasciar la strada vecchia per quella nuova.
    Non ti conosco, ma ora che ho finalmente trovato qualcuno di interessante da leggere.. rimani esattamente come sei 😉

      1. no. ma non hai letto l’about vagina scusa?
        sono pugliese e vivo a milano ma scimmiotto il romano perché sto sotto per romanzo criminale.
        e perché mi piace roma. e mi piacciono i romani.
        quindi, passamela.
        ciao,
        v.

      2. no. perdona la noncuranza, ero ironico e mi sono soffermato solo sui post. io sono romano e vivo a milano ma scimmiotto il pugliese perché sono in fissa per caparezza.
        e perché mi piace la puglia. e anche i pugliesi.
        quindi, passamelo,
        ciao,
        g.

  16. Per come sono fatta io, pubblicherei la foto sul blog. Magari disegnando a lei i baffi in tinta con la parrucca e a lui un padulo sul muso.

    Sì, lo so, non è da zia, ma sono così.

  17. Anche se in ritardo…come sempre…vorrei complimentarmi ancora una volta per la tua scrittura!
    E giacchè ci sono:
    1) provo sempre più sollievo per la mia alienazione totale da Facebook (mai inciampata nemmeno per sbaglio e mi rifiuto di farlo!)
    2) seguendo un pò le tue vicende non posso che provare sollievo per quanto esprimi in questo post!

      1. Quando ho letto questo pezzo, la prima e immediata reazione è stata una spasmodica voglia di darti uno schiaffo.
        Tu sei il vero, più di tutto.
        Mi fai arrabbiare tanto quanto mi sorprendi.
        Nonostante tu faccia la stronza, hai una delicatezza di pensiero devastante.
        Mi fermo che è meglio.

  18. perché ti faccio arrabbiare (sbarellare)?
    Lo schiaffo perché tu nascondi nel migliore dei modi (che vuol dire al peggio) un’anima cosi pura da far tremare i perbenisti di ogni genere e specie.
    Sei giusta e sei da violenza.
    Don Fabrizio Principe di Salina

    1. sbarellare vuol dire traballare.
      poi, non ho capito “il migliore dei modi che vuol dire al peggio”
      poi, non ho capito che vuol dire essere da violenza.
      in ogni caso, sappi che a mazzate, io rispondo.
      Memorie di una Vagina da Milano

  19. Mi sono inbattuta solo oggi in questo post.
    E riflettevo. E’ un po’ come quando tu hai sempre pensato al tuo ex come un bevitore di tequila bum bum e poi ecco che te lo trovi che sorseggia un cazzo di crodino. Uno di quei crodini arancione fosforescente, che la nonna tiene in frigo convinta che “non si sa mai mi viene a trovare qualcuno glielo do”. Senza sapore, senza bollicine, senza senso. Finto. Chimico. Non ti sbronzerai con un cazzo crodino.
    Ed è ovvio, io sono tequila bum bum

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