Springsteen a San Siro – Vagina c’era

h. 19.00 – Sono sul tram diretta a San Siro. Io non sono mai stata a San Siro e stasera c’è il concerto di Bruce Springsteen che a me manco piace, però m’hanno proposto di andarci aggratise e, come è noto, a Springsteen donato non si guarda in bocca.

h. 19.10 – C’è un campionario umano quanto mai assortito, del tipo “sono sfigato ma mi sento fico”. Però ci sono anche madri e figlie. Ci sono coppie. Ci sono vecchi e ragazzi. Ma più vecchi.

h 19.15  – Quando si viaggia compressi come sardine è eticamente accettabile ascoltare i discorsi altrui, familiarizzare. Io ascolto il discorso di una che racconta di aver figliato a 38 anni, dopo essere rimasta single fino a 36, quando proprio non ci sperava più, ha trovato la sua metà della mela.

h. 19.30 – Arrivo a San Siro. C’è una marea di gente, ma è tutto così grande che la folla si disperde in file lunghe ma sollecite.

h. 19.31 – Ho un desiderio feroce di salamella.

h. 19.32 – Ho l’accendino scarico e mi avvicino a una bancarella per comprarne uno, di accendino, del Milan e pagarlo 3 euri.

h. 20.00 – Sono dentro San Siro, nel mio settore.

h. 20.10 – Continuo a guardarmi intorno e i tipi alle mie spalle appendono una bandiera degli Stati Uniti.

h. 20.11 – Penso che Al Queida abbia sbagliato tutto e che, invece delle Twin Towers, avrebbe dovuto tirar giù uno stadio durante un concerto di Springsteen.

h. 20.20 – Bevo una birra

h. 20.45 – Mi accendo la prima sigaretta.

h. 20.56 – BS è sul palco da un po’ e a me, che lo conosco poco, sembra un vecchietto assai tonico che rischia le coronarie performando con grande enfasi. Però il sound riempie, non lascia spazio ad altro e ha tutta l’aria di quell’impatto al quale dopo un po’ si cede.

h. 20.58 – Mi accorgo che BS ha la mosca. Ha la mosca. Quella sotto le labbra. Quella che quando la vedi su un uomo qualunque pensi “no, daje, no”. Ecco, lui ce l’ha. Poi c’ha un polsino nero troppo gagliardo e un orecchino che a 63 anni, tanto di cappello.

h. 21.05 – BS canta My city of Ruins. E c’è tanto Rock n roll. E c’è del rhythm & blues.

h. 21.07 – Inizio a capire che BS ama il suo pubblico, perché ci parla tanto, ci parla in italiano. Lo carica. E il pubblico ama lui, per davvero.

h. 21.10 – BS ci spiega che sua moglie non c’è ma che ci saluta tutti da casa

h. 21.17 – Canta un pezzo incredibile, di cui ignoro il titolo, come per la maggior parte, che inizia con un urlato Can you feel the spirit? 

h. 21.20 – BS a San Siro è un dio e si inchina davanti ai suoi discepoli. Anzi, no. E’ molto più vicino di un dio. E’ un pastore che tiene la sua messa laica. Che avvolge e rassicura.

h. 21.29 – Tutta San Siro, e dico tutta San Siro, batte le mani a tempo di musica

h. 21.31 – BS dice che in America sono stati tempi duri. E che lo sa che pure qua non ce la passiamo meglio.

h. 21.32 – E’ quasi buio, ma non ancora del tutto. Comunque partono i primi accendini sulle note di Wrecking Balls

h. 21.39 – Quasi tutto il pubblico ha la pancia. Sono a mio agio.

h. 21.45 – Non controllo più i piedi.

h. 21.50 – Ok, d’accordo, voglio indossare dei camperos e ballare il rock n roll in un saloon del Texas

h. 21.58 – BS corre tantissimo sul palco. Ho paura che muoia.

h. 22.00 – Comunque sì, cazzo, questo concerto è un’esperienza.

h. 22.01 – Il pubblico è caldissimo. E si diverte un casino. Lo spettacolo è bellissimo, anche quello umano.

h. 22.08 – Mi sento in colpa a non conoscere un cazzo di BS, tranne Born in the USA e Streets of Philadelphia e Girls in their summer clothes.

h. 22.10 – Se uno riesce a creare tutto questo è un genio

h. 22.15 – Qui c’è un entusiasmo d’altri tempi. E ci sono un sacco di vecchi che ballano.

h. 22.19 – Il 10% del pubblico ancora seduto, si alza su Waitin on a sunny day

h. 22.20 – Un bimbo in prima fila riceve il microfono dalle mani di BS e canta Waitin on a sunny day. Le telecamere lo inquadrano.

h. 22.25 – BS è straordinariamente trasversale e trans-generazionale. Lo sa. Se ne compiace, ma in una maniera straordinariamente sana.

h. 22.40 – Inizia The River. Lui la lascia cantare al pubblico.

h. 22.45 – E’ il momento in cui l’energia è diventata struggimento. Poesia. Semplice, poesia.

h. 22.51 – Su Radio Nowhere io penso che è un inizio estate proprio fico, tutto sommato.

h. 22.56 – Mi arrendo. Non potevo non farlo. Le mie difese sono scese definitivamente.

h. 23.15 – Io sono a pezzi

h. 23.25 – Mi chiedo se San Siro sia a prova di Born in the USA

h. 23.36 – Ma quanto è bello, cazzo! E’ proprio felice. Si vede. Si sente proprio che Bruce è una bella persona, la gente lo sa, e questo paga.

h. 23.40 – Bruce, ho sonno, ti prego, smettila.

h. 23.44 – Io devo tornare a casa, spostare la macchina, preparare la valigia, farmi la doccia. Boss, per piacere, abbi pietà…

h. 23.50 – Dancing in the Dark. Il secondo anello di San Siro si muove.

h. 23.52 – Ho deciso di seguire l’alimentazione sana di Bruce e di iniziare a fare molto sport. Voglio arrivare a 40 anni come lui è arrivato 63.

h. 23.53 – Una ragazza sale sul palco e salta in braccio a BS tempestandolo di baci sulle guance.

h. 23.55 – Bruce scherza col suo pubblico. Finge di svenire.

h. 23.57 – Io concerti così non ne ho visti mai. Io non l’ho mai sentito un legame del genere tra pubblico e artista. Uno scambio ininterrotto, empatico, profondissimo, umano, paritetico. Affettuoso.

h. 00.01 – Momento di commozione per Clarence Clemons.

h. 00.04 – MINKIA!!!

h. 00.07 – Con Glory Days il pubblico fibrilla come fossero le 16 del pomeriggio, l’aria è piena, lui ha un carisma che non si può capire se non vedendolo.

h. 00.11 – Adesso suona Twist & Shout. La ficata è pazzesa ma, Bruce, io devo fare la valigia.

h. 00.13 – Sta finendo. E io capisco che no, non è esattamente nelle mie corde, ma non ha importanza. Solo adesso che l’ho visto, ho capito che ciò che questo uomo è in grado di esprimere è leggendario. Io non so spiegarlo, ma c’è qualcosa di travolgente, di mistico, di gioioso, di liberatorio, in tutto questo. Qualcosa di umano, verace, sano. L’aria è straordinariamente ricca, armoniosa, appassionata e civile. E’ una festa ed è la più grande che io abbia mai visto.

E la musica, beh, quella non consente resistenze.

Quella scavalca i confini del gusto e ti arriva, addosso, in faccia, e ti trascina, e ti fa appartenere, anche solo per un momento, a qualcosa di più grande di te.

22 thoughts on “Springsteen a San Siro – Vagina c’era

  1. C’ero pure io!!ed ero in coda dalle 10.30 del mattino per riuscire ad entrare nel pit..e non sono neppure fan sfegatata!però Bruce mi piace assai ma per intenderci (visto che so che te ne intendi) non quanto Waters che mi sono vista 4 volte lo stesso concerto (the wall) e lo guarderei/ascolterei ancora e ancora e ancora. Bruce comunque quando sta sul palco è una calamita che ti attira e non ti lascia più..io oggi sono a pezzi e lui ha 63anni, sti C A Z Z I!!
    Secondo concerto più lungo della storia del Boss! W Milano!

    1. Non sai quanto io ti invidi.Avrei voluto andare ma non ho trovato i biglietti.
      Però anche io, come te, andai a vedere Bruce nel 2008. E, come te, ero da sola nella bolgia di San Siro. Io, a differenza tua, lo conoscevo e conoscevo le sue canzoni ma le emozioni che hai descritto sono le stesse.
      Bruce è fenomenale le sue canzoni sono paurosamente belle e poi diciamocelo, è un figo della Madonna.
      A differenza tua, e lo racconto sempre come un episodio che mi ridicolizzi, invece della salamella mi avvicinai ad un baracchino unto e trasunto di grasso chiedendo: scusi, mi fa un panino col pomodoro?
      Questo s’è cappottato dal ridere, come credo lo stadio intero. E pure bruce nei camerini, se mi ha sentito. =)

  2. se sei riuscita a scrivere ogni singolo appunto mentre lo guardavi… se sei riuscita a mantenere il distacco per scrivere durante the river, quella the river… se sei riuscita a estraniarti dal concerto anche solo per 5 secondi a brano… beh, c’è una sola spiegazione: sindrome da personalità multipla.
    curati. dai.

  3. Pratico Sansiro di tanto in tanto, per concerti vari ma SOPRATTUTTO per quelli del mio conterraneo/coetaneo Ligabue. La prima volta, uscita sul pianerottolino del secondo anello quasi vomitavo la piadina prosciuttomozzarella: terrore puro, mai pensato di essere così in alto e che tutto fosse così grande, poi è stata goduria pura.0
    Concerto di Vasco (che è mio conterraneo, non coetaneo e manco mi piace ma pur’io a Vasco donato… ) Prato, stavolta, gente di ogni età, cannabis di varie qualità, schifo galattico quando mi sono resa conto che c’era chi pisciava nelle bottigliette della sanbenedetto e poi le faceva gioiosamente vorticare e tu non capivi la gioia di quei maschietti che vanno ai porno show per ricevere la pioggerellina dorata.
    Riconcerto di Liga mio: goduria.
    Campovolo: terrore e goduria.
    Forum di Assago: 11.000 comaschi-bergameschi-cantonesi nel senso di Ticino per Davide Van De Sfroos.
    Arena di Verona per Liga, per Morricone, per Notre Dame De Paris… la musica, qualunque tipo di musica o quasi è vita, energia pura, gioia.
    The Boss resta un gran bel manzotto stagionato, oltre che un ottimo musicista.

  4. se fossi stata in piedi, più avanti, senza prendere nota di niente e avessi ballato sotto il diluvio (io ero a Firenze, ma senza pioggia va bene lo stesso) con sconosciuti di ogni età, adesso la conversione sarebbe completa! Accontentiamoci di una “mezza epifania”!

  5. Dunque il Boss.
    Mai stato un fan, ma l’energia espressa e il rispetto/amore per l’audience è ai primissimi livelli, senza dubbio.
    Detto questo mi associo al commento lassopra, dovesse capitarti Waters con The Wall di nuovo qui da noi, vacci di corsa.

    Il mio concerto numero uno in termini di coinvolgimento emotivo/sbattone epocale?
    Rage Against The Machine, Milano 2001.
    Pazzesco.

    1. i rage against the machine mi hanno sempre disturbata molto, per quel che li ho ascoltati.
      quanto a roger, abbello, io l’ho visto. a milano, con the wall, e a praga per il trentennale di dark side.
      per chi m’hai presa?
      e quello sì, che per me è stato il concerto della vita.

  6. Che Vagina fortunata! ho sempre avuto un passione cronica delirante per il Boss. che si è acuita quando ho scoperto che ha anche scritto Because the night, cantata da Patti Smith. ma mai stata ad un suo concerto…acc…

    1. ciao cara, tecnicamente mi hanno detto che because the night cantata da patti smith, era tipo uno scarto del boss.
      cioè che non gli era mica piaciuta sto granché.
      comunque sì, è stata una figata. e quando ti capita, fatti questo regalo specie se lo ami, vai a vederlo dal vivo.
      baci
      v

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