L’estate fa cagare

L’estate fa cagare.

Uno deve accettarlo. Se l’accetta vive meglio.

L’estate fa cagare.

Sì, sì, è stata la stagione più bella della nostra vita per i primi 20 e rotti anni. Sì, sì, quanti ricordi, giri in motorino sull’asfalto rovente, capelli pieni di salsedine stuprati dal vento caldissimo, il mare che luccicava a sinistra e la macchia mediterranea che sfrecciava ai 34 km/h del vespino guidato da Vaginaffa. Sì, sì, le prime mbriacate leggendarie con gli amici sulla spiaggia di notte, le stelle cadenti che non abbiamo guardato mai, le pipì nel buio e nello sconvolgimento etilico, accovacciate e in bilico, perse tra uno scoglio e un sogno, “avvisami se passa qualcuno“, che mi sono sempre chiesta: ma fosse passato qualcuno, proprio lì, nel mentre della  pipì, che minchia si faceva? Ci si interrompeva a metà dell’opera?

Sì, sì, le minigonne che scoprivano giovani cosce tornite prive della più accennata ombra di cellulite, le prime fughe da scuola sulla litoranea, e poi tutti quei coiti sudati sulla scogliera in macchina sotto la luna bianchissima che si rifletteva sul mare nerissimo, e le chiacchiere ascoltando In the Court of the Crimson King che veniva fuori dall’autoradio come poesia, e il fumo che dalle nostre bocche saliva su, a nuvolette tossiche, verso il tettuccio di una macchina che ne aveva davvero viste troppe (di fregne).

Sì, sì. Molto romantico.

Ma la verità è che, ad oggi, l’estate fa cagare.

Se poi vogliamo continuare a dire che l’estate è bella perché su 4 mesi, passiamo 2 settimane in ferie, va bene, diciamolo.

Ma metti, per esempio, quelli che vivono a 1000 km dalla loro città di mare, in un posto dove le uniche pozze d’acqua disponibili sono i Navigli, l’Idroscalo e il Lido di Piazzale Lotto. Metti che devono lavorare fino ad agosto inoltrato. Metti che vivono in una casa mono-esposta senza aria condizionata. Metti che nella città in cui vivono e in cui ogni giorno vanno a lavorare l’asfalto si sciolga sotto il peso dei loro tacchi, disseminando una serie di bucherelli lungo il loro tragitto, roba che a voler seminare le proprie tracce, non avrebbero chance. Metti che l’aria si riempia di moscerini e zanzare che una si ritrova addosso semplicemente attraversando l’atmosfera e che ovunque ci sia una calura così asfissiante che persino l’ossigeno fa fatica a starci dentro. Metti che sui mezzi pubblici ci sia un odore pestilenziale di umanità tale da pensare che forse sì, forse meriteremmo l’estinzione, come genere, se ancora non abbiamo imparato a lavarci le ascelle e a usare un degno deodorante dopo. Metti che ogni weekend si abbia la sensazione di vivere in un film apocalittico, in cui gli esseri umani sono scomparsi, tranne rare forme etniche diversamente europoidi, che oscillano tra Marocco, Cina e Sri Lanka. Aggiungici poi che in estate devi essere sempre in ordine, avere tutti i peli al posto loro e lo smalto sull’alluce, e devi scoprire le tue carni senza esitazioni e vergogna, devi accorgerti di essere talmente chiara da sfiorare la fluorescenza, circondata da persone color feci, che hanno iniziano a doparsi di melanina e a farsi lampade a metà febbraio.

Il tutto in un crescendo di disperazione, in cui le settimane scorrono lentissime e i weekend si svuotano.

Ma tutto questo, tutto ciò che abbiamo appena ritratto, è assolutamente nulla in confronto a 4 fenomeni che andrebbero segnalati all’Onu in quanto lesivi dei Diritti Umani di base:

1. Gli out-of-office ricevuti in risposta alle mail: una pratica truce, specie quando manca più di un mese alle tue ferie e tu sei lì a chiederti in quale località tremendamente esotica si trovi quello stronzo che non ti risponderà mai e capisci che non è giusto, che negli out-of-office bisognerebbe mentire, bisognerebbe scrivere cose come “Mi spiace, sono stato colto da un rarissimo virus ancora oggetto di studio che incrocia gli effetti di Ebola, Colera e Tifo. Vi risponderò il 18 luglio, nel caso in cui io sopravviva alle peggiori ferie della mia vita. In caso di emergenza, contattate il mio stagista che guadagna un terzo di me ma che, in compenso, sopravvivrà. Addio“.

2. La domanda “dove vai in vacanza?” spesso posta da chi non vede l’ora di vantarsi di dove andrà in vacanza lui, per ostentare qualche paese di cui tu ignori la dislocazione sul globo terrestre, in confronto al quale il tuo rientro in Puglia ha tutta l’aria di una scelta cheap&chic, considerato che la Puglia è di gran moda.

3. La frutta dell’esselunga che ogni volta ti fa venire in mente il gusto e la consistenza delle pesche percoche che magni a casa tua e ti fa sprofondare in uno sconforto catatonico

4. Le fotografie dei piedi immersi in un mare cristallino.

Ogni volta che ne vedo una, e ne vengono pubblicate tipo 35 al giorno, una parte di me inizia a rantolare e a sanguinare e realizza che nulla si può, contro il potere oscuro dell’ostentazione del bagnante. L’epidemia è scoppiata ed è incontrollabile: spiagge caraibiche, infradito, montature di wayfarer sfoggiate nelle più improbabili tonalità, cosce, panze, lembi di nudità abbronzate, giri in barca, beatitudini adagiate sui materassini, lettini a bordo piscina, ombrelloni, impepate di cozze sulla spiaggia al tramonto, specchi d’acqua di un azzurro che chiunque viva a Milano tende a rimuovere completamente dal proprio esperito.

E ogni volta che io ne vedo una, di quelle foto, vorrei suggerire cautela, vorrei suggerire di stare attenti, perché il mare nasconde un sacco di insidie: tracine, ricci, granchi, meduse, per iniziare.

E intanto procedo, ostinata e spossata.

E non me lo chiedo nemmeno, quanto manichi alle mie ferie. A quel momento in cui arriverò anche io in spiaggia, pianterò la mia seggiola in riva, mezza immersa nell’acqua, mi farò comprare una birra da chicchessia, mi sentirò una vagina felice e pubblicherò la foto dei miei stronzi piedi in mare.

Ma per ora è presto. Porco il mondo!

E finché non giungeranno le mie, di ferie, mi arrogherò il diritto di dire che l’estate fa cagare.

 

46 thoughts on “L’estate fa cagare

  1. Beh…mi dicono in effetti che siete invasi da bestiacce volanti. Le ferie son faticose da raggiungere così come da fare. Capisco le origini marittime ma questa sorta di martirio psicologico sembra fine a se stesso. Da quelle parti ci sono bellissime Prealpi, boschi nei quali ci si può perdere, luoghi tutto sommato freschi o dove prendere il sole nell’attesa della migrazione biblica verso le verdi acque…..al limite, a cercar bene, si trova anche qualche etimatore maschile del genere che, nel mentre, non guasta.

  2. Un figuro che come indirizzo per il blog sceglie “invernoeterno” cosa vuoi che ti risponda…
    Naturale che adoro il mare, bellascopertadelcazzo.
    Ma, appunto, vivo a Milano.

  3. hai ragione vagina l’estate di una volta era più bella, ma xkè la gente era diversa…..ho tanti bei ricordi degli anni trascorsi in puglia…..non hai letto i miei ultimi post sui ricordi…..cmq concordo con te l’estate fa cagare……ma ti manca la nostra bella litoranea?………..

  4. L’estate fa cacare eccome!!…e che si lavassero tutti meglio le ascelle,i bus sono un luogo a dir poco infernale!!!
    Grande Vagina!:)

  5. Cara V. smetti di pensare sempre come me 😀
    Vuoi venire dalle mie parti a vedere com’è bella l’estate?!?!?! E tutti che cercano di convincerti…. Io vorrei fare l’eremita nei mesi in cui “si vive” e vivere quando gli altri si deprimono perché è arrivato quasi l’inverno, ma è solo l’autunno..
    Leggendo, canticchiavo ‘sta canzone http://www.youtube.com/watch?v=lnh9WZFC0Ig … e ridevo! Chiedendomi quando noi metteremo i piedi a mollo in un’acqua cristallina che ci vada a genio, quando ci amalgheremo alla massa di lampadati con la nostra carnagione aragosta .. Voglio andare al mare, ma un mare mio, non questa invasione (ridotta) di cavallette… Attendiamo fiduciosa. Fino ad allora “Estate Merda”!

    1. mia cara, non per rompere questa squisita affinità tra noi, ma io di fatto non vedo l’ora di mettere i miei piedi da contadina dell’entroterra russo, in un mare cristallino. è che rosico.
      sulla carnagione aragosta, sì, abbiamo la stessa patologia.
      …ma fino a che non troveremo il nostro mare, come dici tu, estate merda!

      1. L’Hinterland lombardo è l’inferno. O la cosa che ci si avvicini di più. Ma, in fondo, quando ero piccolo e innocente l’estate mi piaceva anche.

  6. Ecco per Milano è un problema. Per Roma no.
    Io 2 volte a settimana stacco da lavoro e corro al mare da solom quando il sole e quasi giu, a prendermi quegli ultimi raggi caldi mentre leggo Palahniuk e sorseggio na birra demmerda che s’è scallata dopo 3 minuti.

    Sono con te comunque piccola Vagi.
    Ah, dimenticavo. N’do vai in vacanza?

  7. Posso?….scusate….disturbo?…..
    x me invece…..
    ……
    ……
    L’ESTATE……
    ……
    ……

    oddio non ricordo cosa volevo scrivere….aspetta……fa.fa.fa.fa……
    ah ecco…ora ricordo…
    C A G A R E E E E E E E E !!!!!!!!!!
    :p…e in ferie non so dove cazzo andro’!!!!

  8. L’estate si balla balla balla balla balla con la musica a palla
    l’estate si balla balla balla balla balla con la musica a palla

    Non hai menzionato i tormentoni. Che già uno è in ufficio a sbrigare pratiche, poi metti che ha la radio accesa perché dice “Oh, son tutti in ferie, almeno tengo la radio accesa che loro lavorano e mi fanno compagnia”. Ma c’è da sopportare le solite canzoni messe venti volte in due ore. Ti piglia lo sconforto eh!

    1. Come ho potuto dimenticare i tormentoni estivi?
      guarda, mi metto in castigo da sola.
      è una pecca infernale.
      di base, comunque, credo dipenda dal fatto che io non ascolto la radio. mai. non che sia necessariamente un bene…

  9. Mai avuto NESSUN dubbio in merito. Del resto le ultime vacanze che ho fatto avevano la Scandinavia come meta agognata.
    Non sopporto il caldo, l’umidità, gli insetti, i tamarri, le spiagge affollate, le autostrade intasate e tutta la marea di stupidaggini correlate. Perfino i gatti stanno molto meglio nella loro livrea invernale. Mi sembra sufficiente, si salvano solo le varianti notturne in motocicletta.

  10. Non posso che associarmi, e aggiungere , io che ogni santa estate mi sento dire da tutti : “ma com’è che sei così bianca, non vai al mare?” . Perchè anche se il tuo corpo si rifiuta di prendere colore anche dopo 30 gg consecutivi di esposizione, DEVI essere abbronzata per forza!
    E dal Nord mia cognata che scrive “beati voi che lì c’è il sole e fa caldo”…. Beati … una cippa!!!…. non è che siccome c’è il sole e fa caldo noi possiamo farci le ferie da Giugno a Settembre!!!

  11. Poi ci sono quelli come me, che odiano l’estate anche quando sono in vacanza perché a me anche il mare mi dà fastidio. Per me l’estate è una grossa bolla fastidiosa sospesa che non vedo l’ora passi. Amo l’autunno. Però effettivamente fino ai 20 anni l’estate era la mia stagione preferita!

  12. Bella Vagina, questa m’ha fatto morire….sono così bianco che paio l’omino del detersivo, io…ma quello che mi fa più incazzare sono quelli che hanno l’orario estivo (e intanto sbavo)…

  13. ODDIO! Ho cercato anch’io di non pensare con tutto me stesso al mare della Puglia tra l’asfalto di Milano… ma mi è capitato di sprofondare nello “sconforto catatonico” proprio tra le rachitiche percoche del reparto-frutta dell’Esselunga.
    Fantastico leggerlo!

    1. ho un piccolo consiglio per te, amico: nel caso in cui tu sia un tipo mattiniero, potresti avventurarti nel mercato di quartiere e scoprire qualcosa di più simile alle nostre percoche, in arrivo in direttissima dalle profondità italiche…

      1. L’idea di mangiare una percoca vera è allettante… quella di doversi svegliare prima del solito un po’ meno. Penso che aspetterò ancora qualche settimana quando sarò con i piedi a mollo e potrò addentarne una appena colta. Per adesso vado alla mia mozzarella gommosa con contorno di carote anemiche.
        È un piacere leggerti.
        A presto!

Parla con Vagina, Vagina risponde

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