Luglio col male che ti voglio

A luglio divento simpatica come un incrocio tra Vittorio Sgarbi e Giuliano Ferrara. Non che negli altri 11 mesi dell’anno io sia un gioiellino. Ormai lo so. Non mi spaventa più questa feroce metamorfosi estiva, che da vagina mi trasforma in mostro a tre teste.

Luglio è il mese più difficile di tutto l’anno. Il lavoro si moltiplica, la verve si dimezza e, tecnicamente, l’unica parte di me che arriva preparata alla prova costume, è la pazienza, sapientemente prosciugata da una dieta tisanoreica nello spirito.

luglio, le mie miserrime energie si concentrano così tanto per sopravvivere all’apnea pre-vacanziera, che non ne ho a sufficienza per dissimulare la mia vera natura.

La mia personalità emerge e io mi manifesto agli esseri viventi a me più prossimi in tutta la mia deplorevole essenza: impaziente, intollerante, irrascibile, intransigente, annoiata, acida che in confronto mr muscolo idraulico gel sarebbe acqua rocchetta.

Divento insofferente , non riesco nemmeno a fare quel tentativo ipocrita, che di solito faccio, di sembrare tutto sommato carina, o cordiale. A luglio se mi stai sul cazzo non c’è uno solo dei miei 312 muscoli facciali che riesca a dissimulare il mio sentire. A luglio io sudo già perché non ho l’aria condizionata, non posso sudare anche per non dire quello che penso. A luglio io sono incazzata, sono stanca, sono in premestruo per un mese intero e se tu sei un/a inetto/a, per quanto mi riguarda puoi essere anche il prodotto geneticamente claudicante della fornicazione tra Umberto Eco e Rita Levi Montalcini,  ma se idiota sei, da idiota ti tratto. Non è cattiveria, è che non ho le energie socialmente auspicabili per evitare di essere me stessa.

Vorrei pure essere diversa. Mi piacerebbe sopportare meglio chi frigna, chi mastica con la bocca aperta, chi non sa usare la punteggiatura e dissemina il testo di doppi spazi, chi si lamenta del lavoro dopo un weekend lungo in Sardegna, chi dalla vita ha avuto tutto pronto, chi è viziato, chi non ce la può fare perché non ha mai dovuto farcela con le sue forze. Mi piacerebbe non provare disprezzo e non assumere un atteggiamento di sufficienza infastidita e fastidiosa. Ma non ci riesco. E non ho le energie per provarci sul serio. E se avessi energie, le spenderei per fare gli addominali.

A luglio mi svuoto così tanto che sopporto a mala pena me, figurarsi gli altri.

A luglio potrei sbadigliare in faccia a un discorso che non mi interessa. Potrei non ridere a una battuta che non mi fa ridere. Potrei dire che un regalo mi fa cagare, se mi fa cagare. Potrei dire che un piatto fa schifo, se fa schifo. E via discorrendo.

Lo diceva anche Frecciagrossa85, quando eravamo giovani, che quando ero stanca diventavo acida e lo trattavo male. E siccome me lo diceva mentre ero stanca, io gli rispondevo che non sopportavo il suo essere polemico. Poi litigavamo furiosamente, quasi sempre di notte, e poi facevamo pace dividendoci un twix. Perché è finocchio. Fosse stato etero, probabilmente avremmo fatto pace chiavando come solo i ricci sanno fare.

Ma, in sostanza, io a luglio divento una persona insopportabile, perché smetto di sopportare.

24 thoughts on “Luglio col male che ti voglio

    1. Aoh ma sto twix ti è rimasto impresso, lo rimembri sempre! 🙂 E cmq non ti lamentare della mancata chiavata, pensa che poteva andarti molto peggio tipo parlare tutto il tempo di ricostruzione unghie!! Uaahhaahahaa!!

  1. Siamo sfigatelepatiche.
    Odio luglio e pure agosto, perchè gli imbecilli diventano più imbecilli, le oche più oche, gli stronzi più stronzi e la gente è super agitata e impegnata a farti credere di avere programmi faraonici che, in realtà, nella maggior parte dei casi non ha.
    I piagnoni danno il meglio di sè, i cacacazzi pure, e lo zoccolo duro del cattivo carattere che comunque è lì, dietro la parvenza civile, ciccia fuori che è un piacere.
    Ma tutto sommato la rabbia è meglio che la tristezza.

  2. Solitamente le persone in cui prolifera a luglio insofferenza, sono quelle più rodate alle sopportazioni. Se mandi a ‘fanculo qualcuno è perché se lo merita.
    Non siamo mica Babbo Natale.

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