Io a Sara Tommasi ci voglio bene

Se Madame Bovary fosse cresciuta guardando Non è la Rai, sarebbe diventata Sara Tommasi. 

Non è semplice scrivere questo post. Non è semplice per innumerevoli ragioni. Innanzitutto, la Vagina arriva in ritardo, la “giovane” ternana è stata l’argomento più chiacchierato del web degli ultimi 10 giorni quindi sì, tutto è stato già detto e già scritto (sebbene io abbia cercato di non leggere molto per conservarmi quanto più possibile scevra da “pregiudizi”). In secondo luogo, parlare male di Sara Tommasi è un gesto assai più spregevole che sparare sulla Croce Rossa, che regalare una Sacher Torte a Marisa Laurito, che togliere i bigodini a Valerio Scanu.

Il motivo di tanto chiacchiericcio, è noto, è stato l’uscita del primo hard movie interpretato dalla nostra eroina, abilmente anticipato da un video teaser in cui la Tommasi diceva cose come “Godo, godo come una porca, sono una zoccola” che se l’avesse detto Puffetta sarebbe stata assai più credibile. Ad alimentare il buzz prima della release, alcune micidiali dichiarazioni della neo-pornoattrice, di cui quella più degna di nota è relativa a un fantomatico rapimento alieno, con innesto di microchip per diffondere l’amore nel mondo.

Sara le spara, insomma. Le spara grosse, sempre più grosse, come quel vecchietto che sosteneva che una prostituta marocchina fosse la nipote del presidente egiziano, per intenderci. E tutti ne parlano, tutti, persino l’home page di corriere.it sacrifica la vicenda del drammatico divorzio tra due tartarughe giganti centenarie, per dare spazio a Sara. Mentre sui social impazzano articoli in cui il Rocco Nazionale boccia  apertamente il film, dichiarando che queste produzioni fanno solo male al porno. E noi tutti, del resto, teniamo alla salute del porno.

Sovraesposta a questi numerosissimi stimoli, ho deciso che questo “La mia prima volta” o “Sara contro tutti” o quelcheminchialè, andava visto. E, per l’appunto, l’ho visto. E, in effetti, è un abominio. Nessun cazzetto, anche marginalmente sano, potrebbe o dovrebbe avere un’erezione guardandolo. Se ce l’ha, l’erezione, si vede che è un potenziale stupratore, una specie di pederasta o un necrofilo latente. Sara è talmente rigida – quando non disgustata o completamente assente – che, ad avercelo, consiglierei di più la visione di un sex-tape di Mara Maionchi. Per non parlare della putrida colonna sonora e delle location, talmente squallide da far pensare che sia naturalmente voluto, per rendere il tutto ancora più grottesco. Senza tralasciare i gemiti montati sopra, ad minchiam, che se ne vanno per cazzi loro rispetto al labiale di Sara che evidentemente non è in sé (da almeno 20 anni).

In sostanza, questo sub-porno è talmente orrendo che persino Telecapri potrebbe rifiutarsi di mandarlo in onda a notte fonda (sebbene io abbia scoperto che – invece – sarà programmato da Sky Hot Club, con mio sommo sbigottimento).

Devo però anche dire che, vedendo questo mostruoso film, ho capito molte cose (fermo restando che sono ancora convinta che sarebbe socialmente auspicabile chiudere le Tube di Falloppio di Sara Tommasi e che vorrei il numero del suo pusher).

Ho capito definitivamente che non si può usare il rasoio sul pube, che la pelle si irrita assai. Ho capito com’è un pompino fatto veramente ma veramente male. Ho capito che tutte le mamme di figlie femmine questo video dovrebbero guardarlo e pensare che se non le crescono bene, questo è ciò che potrebbe succedere. Ho capito che la storia di Sara Tommasi è molto più della storia di una delle tante troie dozzinali che popolano questo paese. Nossignori. Sara Tommasi è sì un caso umano (alla stregua di Gemma del Sud, solo che, a differenza di Gemma, è figa), ma la sua storia, che è una squallida parabola, è anche la sintesi perfetta della cultura dell’ignoranza italiana degli ultimi 20 anni.

Ho capito che questa ragazza è profondamente sola. E non mi stupisce, che lo sia. Sola, intendo. Perché è stupida. Perché è vuota. Perché non sa fare niente. Perché è niente. Come tutti ma molto più di tutti, perché sul suo niente ci sono i riflettori accesi. Riflettori desiderati, voluti, perseguiti al limite della patologia. E, sotto il fascio di luce, noi tutti guardiamo, sapendo in anticipo che il nostro sguardo si poserà su qualcosa di fortemente puerile. Eppure, bisogna dargliene atto, Sara riesce a sorprenderci, a essere peggiore di quanto potessimo immaginare. E ci infastidisce, perché proprio quando eravamo convinti che non esistesse una donna più idiota di Flavia Vento siamo obbligati a riconsiderare le nostre posizioni. Sara ci colpisce perché è sempre più gratuitamente negativa, perché è insignificante, perché forza sempre di più la linea dell’umana decenza. Eppure, nessuno smette di parlarne perché, forse, nella sua miseria, è un caso paradigmatico.

Quello di Sara è un urlo senza voce e senza contenuto. E’ il dramma generazionale di chi non può vivere una vita “normale”, di chi deve arrivare, essere qualcosa, qualunque cosa, di chi non ha mai imparato cosa sia la dignità.

Quello di Sara è un tentativo disperato di esserci e di sconvolgere, del tutto privo del fascino della depravazione, della ribellione, della provocazione. Si tratta di una disperazione in assenza di anima. Sara è l’incarnazione dello spirito del nostro tempo, è il vuoto per il vuoto, portato all’eccesso più estremo. Sara ha qualcosa di rock senza essere rock. E’ un’icona senza saperlo essere. Potrebbe diventare una faccia stampata su una t-shirt. Potrebbe morire tra un mese in una lussuosa camera d’albergo, mentre strafatta si taglia via il clitoride con il venus di gillette rasandosi la patonza e, forse, a quel punto, qualcuno inizierebbe a porsi le domande giuste, su questa ragazza così straordinariamente brutta dentro e graziosa fuori, così magistralmente priva di qualunque afflato positivo possa esistere in una vagina.

Io, per esempio, mi chiedo dove sia la famiglia di Sara. Mi chiedo dove sia quel padre che le ha pagato la retta alla Bocconi e che accetta l’idea che sua figlia si scopi Alfonso Luigi Marra. Mi chiedo dove sia quella madre che guarda la propria figlia raschiare un fondo che non è mai abbastanza fondo. Mi chiedo dove siano l’amica con la quale si confidava nei pomeriggi d’estate, l’amico con cui si fumava le prime canne da ragazzina, l’ex fidanzato che non ha mai smesso di volerle bene. Anche ponendo il caso che Sara sia, come si definisce, una zoccola e che si sia scopata lo zio, il nonno, i fidanzati delle sue amiche, che abbia tradito tutti i suoi ex, ponendo anche tutti questi casi paradossali, perché non esiste nessuno che a questa donna voglia bene abbastanza da aiutarla?

Sì, è vero. Probabilmente è tardi. Probabilmente Sara è destinata a continuare ad essere per sempre una brutta copia, un tentativo fallito, la stupida manipolazione di qualche pappone. Probabilmente Sara resterà lì, nei confini inconsapevoli della sua poetica del niente, troppo sciocca anche per contemplare l’ipotesi di un’uscita di scena in grande stile.

Io non lo so. E non essendo Alessandro Meluzzi – cosa di cui sarò per sempre grata a dio – non voglio sperticarmi in ipotesi e illazioni. Ciò che so è che questa è una donna sola. E brutta.  E più si imbruttisce, più si isola. So che in lei non c’è gioia e non c’è nemmeno la più piccola traccia di quel godimento, di quella libidine che millanta di amare (come, del resto, millanta di saper succhiare) e, in confronto, Paris Hilton sembra una dea. Ed è proprio la tristezza di Sara, la sua mediocrità, la sua debolezza, la sua solitudine sterile a farmi pensare che qualcuno dovrebbe volerle bene e aiutarla. E se ciò mi fa suonare moralista, sticazzi, è quel che penso. E no, non provo pena, non provo compassione per lei, che sono sentimenti da destinare a chi ha problemi molto più seri.

Vanity ha detto che ridere di lei è come ridere di un cieco o di uno storpio. Vice ha detto che dopo Charles Manson, Sara è la migliore approssimazione all’anticristo. Alcuni hanno detto anche che il film rappresenta un esempio di circonvenzione di incapace, che ad essere onesta io nemmeno sapevo cosa significasse “circonvenzione” e – pur intuendolo – ho deciso di andarmelo a cercare sul dizionario.

Va bene tutto ma ciò che mi chiedo, in più, è come tutti possano dimenticare che dietro questa pantomima, dietro questo caso mediatico fine a se stesso, dietro l’inutilità di questa mercificazione, ci sia una persona. Mi chiedo come si possa stare inerti a guardare la deriva umana, squisitamente contemporanea, di questo animale umano cresciuto tra reality show, festini e protesi al seno. Senza muovere un dito. Come fosse una recita. Senza il sospetto che, in fondo, almeno una cosa vera ci sia: il malessere di una donna troppo stupida, troppo emotivamente invalida, per aiutarsi da sola.

75 thoughts on “Io a Sara Tommasi ci voglio bene

  1. Sara Tommasi è la Kurt Cobain italiana, insomma. Solo che non sa cantare, non sa suonare la chitarra (e manco Cobain sapeva farlo, se per questo) non sa recitare, non sa fare film porno (mi dicono, io l’unica cosa del film che ho visto è un loop della scena in cui lei dice più o meno così “sono Sara Tommasi e ciuccio bene i vasi”). Ma mentre la prima è vuota come la generazione che rappresenta, il secondo comunque qualcosa lo trasmetteva.

    Comunque, ad essere sinceri, penso che nessuno si inculi Sara Tommasi perché, nel proprio piccolo, ha cose più importanti a cui pensare. Ma, se le dovesse capitare qualcosa, immagino già i profili e le pagine di tutto feisbug scrivere un pensiero per la povera anima disgraziata.

    No, Vagina, non sei tu moralista. Sono tutti quelli che se ne sono sempre fregati e poi si struggono l’anima ad essere moralisti e stucchevoli.

    P.S.: Bonus video: http://www.youtube.com/watch?v=gqUlZIgi-7g (sì, è quello che citavo sopra)

    1. Ma io non mi riferivo ai cittadini normali, insomma, alla famiglia. Agli amici. Pensavo a loro ecco.
      Comunque, che Kurt ci perdoni per l’accostamento.
      E il bonus video me lo risparmio. Lascio che lo clicchino gli altri 🙂
      Con viva cordialità,
      V.

  2. …ma la sua storia, che è una squallida parabola, è anche la sintesi perfetta della cultura dell’ignoranza italiana degli ultimi 20 anni…
    Triste verità!
    Non l’ho visto, ma credo che sia proprio così come scrivi, un pezzo di legno che si fa impalare, però sono curioso di vedere come ce l’ha! 🙂

  3. “Ti prego non guardarmi come Sara Tommasi.”

    Hai proprio ragione su tutta la linea.
    Per curiosità, me lo vidi anch’io ma non riuscii ad andare avanti; quella ragazza mi fece troppa pena.
    C’era quella vena di tristezza mista a un senso di disagio che in un film porno proprio non t’aspetteresti.
    Comunque ho letto che ha incontrato un sacerdote che la riporterà sulla retta via.
    O forse era solo un alieno mandato in missione per riprendersela.
    Chissà!

    1. >Comunque ho letto che ha incontrato un sacerdote che la riporterà sulla retta via.

      Come Marrazzo che dopo essere stato trovato con i tarvestiti si è andata a chiudere in convento.
      Ah, ecco, allora così bene.
      La santa cattolica chiesa ci salverà.

      MINKIA nel 2012!!!!!

  4. Dissento unicamente su un fatto: se madame Bovary fosse cresciuta guardando Non è la Rai sarebbe comunque stata cretina di una cretineria non monetizzabile.

  5. Persone a lei vicine dicono che i genitori la volevano famosa ad ogni costo.
    Che la madre la voleva accasata ad ogni costo ad uno ricco e famoso.
    Dicono, ma sai.. se ne dicono tante.

    Per il resto ti quoto tutta, vagina.
    Norma jane

    1. Così fosse sarebbe davvero molto triste e tante cose si spiegherebbero fin troppo facilmente. In realtà a posteriori ho letto un pezzo – della Lucarelli mi pare – dove si spiega che la famiglia ha cercato ma se lei non vuole farsi aiutare, non s’aiuta.
      Mah…non so.

      Comunque, quanto al resto, quotami tutta, sì! 😀

      1. Quel pezzo me lo sono perso.
        Ne parlavano amici comuni l’anno scorso una sera a cena, dicevano che lei stava male e che andava aiutata etc etc
        i

  6. D’accordo, ma non capisco il motivo per cui un porno così di merda (niente da obiettare) dovrebbe far arrapare uno stupratore. Mi sfugge l’ironia, proprio.

    1. Non c’è ironia, per questo ti sfugge.
      Questo film rasenta l’abuso, l’incapacità d’intendere, si potrebbe eccitare qualcuno intrigato (a qualche livello) dall’idea di usare una persona più debole. Il senso era questo.
      Ciao.

  7. Perché è sola? Perché come tutte le ragazzette come lei è convinta di essere superiore – quando le proponi di aiutarla ti guarda come se non avessi capito nulla. Perché tu non sei “del giro”.
    E’ un esempio classico di effetto Kruger-Denning, come tantissime altre lei. Parlano di me, si masturbano pensando a me, quindi esisto, sono qualcuno, e tu non sei nessuno e quindi taci.
    E’ una poveraccia come tante, le succhieranno via ogni traccia d’anima e la butteranno via, e nessuno piangerà. Tantomeno il sottoscritto.

  8. Una bella analisi!
    Solo due note: uno, quando dici che è lo spirito del nostro tempo, non mi pare. E’ qualcosa di più universale. E’ lo spirito di quella grettezza, quell’arrivismo che non sa di niente, di ogni tempo. Ok, ha fatto il porno perché siamo nel 2012, ma con lo stesso spirito c’erano sicuramente tanti equivalenti di Sara in passato, e ce ne saranno in futuro; due, un c’è refuso riguardo al vecchietto, che non parlava della nipote del presidente egiziano, ma della nipote del ministro degli esteri egiziano.

    1. Grazie della precisazione sul ministro degli esteri.
      Quanto al resto, proprio perché dici che ha fatto il porno nel 2012, non è il “tempo”? Non è l’espressione di uno spirito – forse esistito sempre come dici – manifestato secondo i modi del nostro tempo?
      Lo strumento e le conseguenze che esso comporta (un porno immediatamente diffuso sul web) non sono prescindibili.
      Per quanto mi riguarda, almeno.

  9. I genitori per fermarla hanno provato ad interdirla…ma senza successo! Sicuramente hanno contribuito a creare questo mostro, la mamma ha sempre parlato di lei attraverso i suoi risultati scolastici, senza mai fare accenno al mondo dello spettacolo…almeno all’inizio, quando era ancora all’università! Non è una ragazza cattiva, nè stupida nell’accezione in cui intende l’articolo, per niente, l’unica spiegazione ai suoi comportamenti credo sia la cocaina, assunta troppo in questi ultimi 15 anni!
    Purtroppo le ha bruciato un cervello già ampiamente fragile e compromesso

    1. di solito, certi capolavori di bruttezza, non si autogenerano.
      se avesse un cervello da einstein e poi se lo sia bruciato lo ignoro. ad oggi si comporta e si esprime come una stupida. secondo il mio vaginale parere, naturalmente.

  10. Ci sono vari piani: quello morale, quello etico, quello tecnico.

    Dal punto di vista morale Sara Tommasi è immorale perché ha esibito il sesso fatto e rappresentato esplicitamente e come siamo tutti belli plagiati, nei media ci possono passare le cose più schifose marce e corruttrici ma non il piacere del sesso. Il delinquente che ha portato l’Italia a questo sfascio si ricandida (insieme alla massa di italioti che esso ben rappresenta e che lo adorano), uno che ha creato una tale somma di casini, di danni irreparabili, di dolori, di sfasci, di sfasci sociali, ambientali, culturali, economici, passa al tiggì in prima serata ma ciò non è, non viene considerato “immorale”; una che tromba con due bei maschi e lo fa vedere sì.
    Più o meno è la morale marcia del puttaniere di Arcore, appunto, che cofirma con la Carfagna la legge contro la prostituzione, dei preti sfonda bimbi e bimbe, del si fa ma non si dice né si esibisce.

    Dal punto di vista etico c’è iò problema della mancanza di autenticità.
    L’eros non obbedisce a ragioni di fama, di marketing, di promozione. Ad esempio negli ambienti del sesso oltre come gli scambisto o gli appassionati BDSM, in quelle comunità c’è un controllo ferreo, rigidissimo contro coloro che adulterano la passione a scopi venali di ogni tipo e un passaparola che protegge la stessa comunità da attività mercenarie.
    “Il corpo non mente” osservano i saggi. Non è affatto facile mettersi a trombare e trombare in modo “advanced” con due maschi, inculate e doppie penetrazioni, pompini profondi etc. davanti ad una cinepresa etc. Però ci sono anche gli amatori che altrettanto principianti esibiscono una sana, genuina ed autentica passione per l’eros oltre. Non lo fanno per fama o per denari ma per piacere e lo si percepisce.
    ‘sta bella guagliona mora perché l’ha fatto? Era autentica o no? Non puoi fare un buon porno se non sei autentico, come non si può preparare un buon piatto di fusilli alla norma con il ketchup.
    Ma se ‘sta Sara ha – come succede talvolta – un lato esibizionista ed una genuina passione per il sesso oltre, perché invece di inventarsi delle cazzate allucinanti a base di marziani e chip impiantati nella crapa, non ne fa un proprio diritto ed una battaglia per il diritto civile alla lilbertà di vivere il sesso come piace anche in spregio a gidizlalismi ipocritomoralisti?

    Dal punto di vista tecnico ci sono cinematografie buone, mediocri e pessime e ciò riguarda anche attori ed attrici e il cinema che non rappresenta il sesso esplicitamente. E pure quello porno. Ovviamente.
    Ciarpame come Indipendence Day o una bojata nazionalpopolare come i panettoni dei Vanzina che se esistessere i NAS della cinematografia non sarebbero neppure apparsi sul mercato, sono meglio o peggio del primo porno della Tommasi?

    1. x unuomoincammino:
      1. ti paro una che vede i cinepanettoni?
      2. se non sei a tuo agio a scopare davanti alle telecamere, puoi non farlo.
      3. se lo fai ti esponi al pubblico (oltre che al guadagno)
      4. questo film fa cagare per 2000 ragioni, la prima è che lei non solo non è autentica, non c’è. ed è talmente stridente questa sensazione che tutto diventa una messa macabra, una celabrazione di non-gioia e il sesso – quello sano, quello fatto con gusto come dici tu – è gioia, o almeno vita, o trasgressione o quelchelè.
      5. francamente io non vedo ipocrisia. se fosse sembrata una goduriosa nessuno avrebbe detto nulla. sembra una donna alla deriva ed è di questo che moltissima gente ha parlato.
      6. sempre per quanto mi riguarda, è figlia – mi pareva d’averlo detto – dei nostri ultimi 20-30 anni.
      7. dire che nessuno ha parlato di immoralità riguardo berlusconi&co mi pare alquanto deviante rispetto alla storia
      8. in definitiva non ho ben capito quale sia la tua posizione ma a me non pare di aver parlato di immoralità o di etica. io ho parlato – o almeno così era nelle mie intenzioni – di umanità. quel poco che ne resta. non c’è moralismo in questo. c’è una percezione epidermica. con buona possibilità corretta.

      ciao
      v.

      1. Vagina
        Fondamentalmente i contenuti sessuali stravolgono quasi sempre la capacità di giudizio, è irrilevante se a favore o contro.
        => siamo ancora dentro il moralismo
        Un po’ come il dualismo razzismo-antirazzismo: non si valutano le persone oggettivamente per i loro comportamenti e gli effetti che essi hanno su ambiente e società ma le si valutano pregiudizialmente rispettivamente con sotilità o favorevolmente per la loro provenienza. L'(anti)razzismo è pregiudiziale, sono due facce della setssa medaglia.

        La cinematografia dell’eros è, sui grandi numeri, scadente come quella che riguarda altro. Il problema è generale: si produce della roba scadente (spesso nociva) per questioni di potere e denaro.
        ‘nzomma c’è il ragionevole sospetto che la protagonista abbia collaborato alla produzione di un prodotto finto, adulterato.
        Come scrivi, non-gioia, non-lussuria (Ovidie osserva che il problema del cinematografia a contenuti erotici è proprio la (grave) mancanza di oscenità).
        => denaro e potere sono la pietra anfifilosofale;ciò che essa toccano diventa immediatamente merda. Le arti non sono escluse da questo antipattern, cinema dell’eros compreso.
        E’ la liquefazione degli ultimi 20 – 30 anni osservata e così ben studiata da Baumann, un problema del tutto generale.

        Più che la (im)moralità degli ingombranti (vippazzi, pedatori di palla, intellettuali da strapazzo, veline, politicastri tra i quali il tizio di Arcore a capo della banda bassotti, pseudo scienziati prostituentisi) a me interessa osservare come la massa giudica l’operato di questi e come si comporta nei loro confronti.
        Il problema NON è assolutamente i bunga bunga, il sesso di gruppo, le orge o gli spettacoli privati di burlesque, quelli sono libera facoltà di ogni persona in una società civile, il DIRITTO di scegliere come vivere la propria sessualità. Il problema è che quelli sono i primi pappa e ciccia con il clero a promuovere e ribadire questa moralale marcia e la colossale commistione di interessi privati a scapito di quelli pubblici, la pretesa di governare il paese come fosse la propria azienda privata.
        Il bungabunga problema per distrarre da tutto il resto.

        Emotivamente ho quasi un po’di ammirazione per la mora napoletana, io desidero tantissimo che ma la mia donna amata sappia fare ciò che Sara ha fatto male davanti alle cineprese (ci ho anche provato).
        Ha avuto un fegato della madonna ad esporsi così.
        Il problema per lei sono le motivazioni e la strategia che non hanno nulla di ecologico, di positivo e, in genere ancora la incapacità di valutare eticamente ciò che riguarda l’eros.

  11. Seriamente: penso che Sara Tommasi si suiciderà involontariamente.

    Ancora più seriamente: guarda che è possibile disboscarla col rasoio, e senza che vengano i brufoli.
    La ceretta all’inguine è pericolosa, causa germi nella ceretta stessa, e può causare infiammazioni ai linfonodi.

  12. Già.
    L’ho visto anch’io e, davvero, mi ha fatto tristezza.
    Come tutti i cazzetti internauti che hanno visto decollare il web dal 56k faccio parte della schiera che da subito l’ha usato per la figa (ups! Vagina), sono stato innamorato per mesi di Jenna Jameson, insomma.
    Ma questa qui, che rimane una splendida figliola, mi ha messo addosso amarezza dura.
    La stessa che in fondo mi mette addosso “Veline” su canale 5.
    Secoli fa ci ho scritto un raccontino noir sull’usa/getta della nostra epoca, mi hai fatto venire voglia di riproporlo qui su WP.
    Hai già letto di mio, riprova.

    http://invernoeterno.wordpress.com/2012/07/16/after-the-boys-of-summer-per-sara-tommasi/

  13. ho letto il post di corsa in ufficio.
    L’ho letto saltando da un excel ad una sceneggiatura, tra un budget di spesa ed una conference call con i fornitori.
    L’ho letto distrattamente, a pezzi, senza continuità.
    E mi ha fatto piangere…. sarà che gli ormoni a mille, sarà che è un periodo difficile, sarà quel che sarà..
    Ma ci ho pianto…
    ci ho pianto come piangevo di nascosto alle storie della buonanima della mia nonna sulla seconda guerra mondiale.
    Quelle storie in cui sapevi fin dal principio che ci sarebbe stato uno zero-lieto fine.
    Quelle storie in cui la gente per sopravvivere fa di tutto…
    Quelle storie che ti fanno perdere la dignità…
    Quelle storie simili a questa…
    Hai scritto un bel post vagina…

  14. Ti quoto in tutto, pur non avendo visto il video.
    Però un appunto: il fatto che mezzo web sostenga che Sara non sa fare i pompini (come accadde per Belen poi), secondo me significa che noi tutte sentiamo di saper fare molto bene i pompini e che questa è una caratteristica molto auspicabile in una donna. Ma non te lo dico per polemizzare, sai che ti stimo.

    1. E tu sai che la stima è assolutamente reciproca.
      Se fai un film porno è normale che la gente lo commenti, mi viene in mente, nel caso di Sara ancora di più. Se il film porno inizia con “Sono Sara Tommasi e ciuccio bene i vasi” e la performance è quella, la considerazione è ancora più spontanea. Ma in realtà Intendevo dire semplicemente che guardandola ho capito, come fosse super quark, com’è un pompino fatto davvero male.
      A livello più generale, se penso che sia una qualità auspicabile in una donna? Anche sì. Nella stessa misura in cui trovo auspicabile che un uomo sia capace di appagare la propria donna nei modi e nei tempi a lei più congeniali.
      Baci
      V.

      1. Come ma non hai capito un cavolo! Hai già vinto proprio perchè io ti ho nominato! Ora devo nominare altri 5 blog che automaticamente avranno lo stemma di blog affidabile! (tranquilla, io per capirlo ho dovuto mandare una mail e ci ho messo 3 giorni) 🙂

  15. Trovo la tua analisi perfetta. E, questa, è solo la punta dell’iceberg. Si parla della tipa in questione, tralasciando questioni più importanti. Il web è troppo impegnato a guardare se sa fare bene o no questo mestiere per analizzare, come hai fatto tu, in modo più ampio la questione.

    Chapeau!

  16. Sara è una piccola parte, per certi versi amplificata e/o per altri ridimensionata, del “tutto” che siamo noi (compresa te!) ed il “tutto” che non limita la tua libertà, o quella di qualcun altro, non va per forza condiviso (cosa che, sinceramente, nemmeno io faccio nei confronti del soggetto in questione) ma, a mio parere, accettato per quello che è, che poi è quello che tutti noi vorremmo che gli altri facessero con noi.

    …detto questo: a scrivere…scrivi bene, a pensare…ancora meglio!

    Complimenti per il blog.

    “daje!” 🙂

    Roberto

    1. ma io non è che ce l’abbia su con sara. a me è dispiaciuto per sara, quando ho visto il film.
      poi, ognuno può provare quello che vuole. e può non condividere. in generale, apprezzo la consapevolezza.
      avrei potuto optare per la totale indifferenza. ma non l’ho fatto.

      quanto al resto, aggrazie! 🙂
      V.

  17. Si, No.

    Ipnosi. Potere. Controllo. L’infinità crudeltà della nostra razza.

    Non è Sara ad essere in catene, ma noi che la guardiamo immobili.

    Un esempio, molto chiaro: lo faccio e lo faccio davanti a tutti.

    Gesti senza umanità , un sacrificio. Purtroppo vano.

    Brava, metti sale nelle zucche .

  18. ”proprio quando eravamo convinti che non esistesse una donna più idiota di Flavia Vento siamo obbligati a riconsiderare le nostre posizioni.”

    Questo é il pezzo migliore!!! riassume tutto.
    Meraviglioso il tuo blog appena scoperto!

  19. Qui in fondo all atua pagina leggo:
    ”m’hanno detto che essere donna è bello, ma nella prossima vita preferirei rinascere maschio, magro e superdotato”

    Bhe giusto perché tu lo sappia se lo chiedi a qualunque uomo ti risponderá:
    Se rinasco vorrei essere donna… magra con due tette enormi e sarei la piú gran troia del mondo!”

  20. cara, sei presumibilmente una fallita, non fai ridere manco per nulla, ma il peggio è che HAI BISOGNO DI SARA TOMMASI. Tu e quelle come te. Scrivi MALISSIMO, pieno di insulse iperboli, convinta che il surreale sia comicità a prescindere. Ora che Sara Tommasi è scomparsa… che ne sarà, di te?

  21. Grazie a erre e a ritroviamoci ho letto forse uno dei tuoi più bei post, che avevo perso.sei super!
    (Non mi stupisco tu abbia “convertito” al blog quel segaiolo 🙂 )

  22. Sara Tommasi è il personaggio che incarna perfettamente lo spirito autodistruttotivo dello show businezz come ce lo si immagina, quindi quasi non si può resistere dal dire “Fai i compiti o finirai come Sara Tommasi”.
    Ma , almeno in questo caso, mi sono fatto l’idea che il principale colpevole sia il disturbo bipolare di cui pare soffrire, che poi mischiato all’ambiente in cui lavora è esplosivo.
    Lei credo abbia un’intelligenza medio-alta: quando è nei momenti “up” è in grado di impostarsi, di argomentare, presentare bla bla, tutte cose che è stata in grado di imparare. Tutte le cose che dice (“mi piace scopare etc. etc.”) sembrano autoironiche, è come se facesse il verso a se stessa.
    Insomma forse è davvero la malattia la causa, poi quando stai per morire gli avvoltoi arrivano sempre.

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