La Frugalità della Vagina

Sono stata a far visita a JFDN, un mio ex amante, che di solito vedo una volta ogni 2-3 anni.

JFDN, il cui nome sta per James Franco De Noartri, ha tipo 10 anni più di me ed è di sinistra hard core, oltre ad essere un musicista, uno scrittore e un consumatore spietato di cannabis. Ha un piercing, un tatuaggio e un sacco di capelli per la sua età. Disinibito, consapevole, mentalmente aperto, colto del tipo che snocciola citazioni di teatro, e cinema, e storia, e politica, e letteratura che io a 19 anni facevo proprio una fatica esagerata a starci appresso e adesso la situazione non è che sia migliorata poi tanto. Ma tutto quel sapere, che un po’ mi infastidiva un po’ mi affascinava, è sempre stato sapientemente veicolato con un approccio radicalmente svaccato che sdrammatizzava quell’effetto “Dio ce l’ho solo io” tipico degli “artisti”.

Storicamente, io sono sempre andata a rifugiarmi nella sua alcova al termine di ogni mia relazione. Perché lui è quel genere di cazzetto di cui ogni vagina dovrebbe essere munita: quello che c’è, non per le paturnie o per le lacrime. No, no, quello che c’è proprio per distrarsi, per rilassarsi, per stare bene. Per ricordarci che la nostra femminilità è una cosa meravigliosa e che possiamo giocarci, scoprirla e sperimentarla senza che questo faccia di noi delle baldracche in senso stretto. In senso lato, può essere. Ma tant’è.

A tal proposito, noi vagine, dovremmo proprio imparare molto dai cazzetti. Perché loro, sono bravi in questo. Quando si fidanzano, a differenza di molte di noi, non tagliano mica i ponti con amichette, amanti, ex. No, no. Loro perpetrano con solerzia la loro raccolta differenziata della fregna, selezionando il materiale da destinare all’ecosostenibile riciclaggio della vagina. Di solito, se – nel ruolo di fidanzata – manifesti insofferenza verso il network delle vagine già fruite e sempre pronte all’uso, vieni tacciata di gelosia, ottusità, pazzia, ossessione e altre derivazioni patologiche del puttanesimo del tuo partner.

Al contrario, invece, noi tendiamo a mollare i rapporti, forse per un retaggio culturale che ci accompagna dalle infanzie trascorse con le principesse Disney,  forse perché quando iniziamo una storia ci crediamo almeno 1 settimana che sia “quella giusta”, forse perché siamo più propense ad altro genere di peccatucci. Non lo so.

Resta il fatto che, su questo campo, loro vincono. Perché noi, che molliamo tutti i nostri amanti e i nostri flirt a ogni relazione, sbagliamo. Arriva il giorno che ci troviamo sole e anche il semplice avere una serata piacevole, distendersi, staccare la spina, diventa difficile, che non è mica che tutti i cazzetti in mezzo alla piazza son capaci. Ecco perché è importante che ognuna abbia il suo JFDN.

Dicevamo: io, puntualmente, ogni par d’anni, tornavo da lui, a fare un intervallo da me stessa e dalle mie insensate paturnie. Ma, a questo giro, alla fine della mia ultima storia, non l’ho fatto. Non l’ho fatto perché volevo lavorare diversamente su di me, su quello che mi succedeva e su tutte quelle stronzate che noi vagine ci ripetiamo ad ogni crisi esistenziale, che oscillano dal “pensa a te stessa” all’ “approfitta di questo tempo per fare il punto di te”, come se noi vagine fossimo una specie di condominio in assemblea permanente, dove ogni mese c’è qualche dispendioso lavoro di manutenzione da fare. Immagine non poi così distante dalla realtà, in effetti.

Quindi, per una serie di menate e circostanze, a questo giro avevo saltato il mio appuntamento bi-triennale, finché, la settimana scorsa,  mi sono fatta questo ragionamento qua, piuttosto virile se vogliamo: da un lato, l’ultimo weekend prima delle ferie, tutti gli amici già partiti, il caldo fotonico e lo spleen vaginale; dall’altro, la possibilità di trascorrere ore piacevoli da un ex amante dotato di aria condizionata, vasca idromassaggio, erba e sex toys.

Mi pare che le cose vadano da sé.

E oggi pomeriggio, mentre tornavo a casa, ho pensato un sacco di cose utili.

Ho pensato che sono stata benissimo e che in quel benissimo c’è tutto il distacco che deve esserci in questi casi.

Ho pensato che tutto è stato così naturale e rilassato, che forse questo è ciò per cui sono fatta.

Ho pensato che questo voluto e occasionale offrirsi è tutto ciò in cui credo in questo periodo.

Ho pensato che credo si possa star bene una notte, non una vita.

Ho pensato che mi sono davvero sentita libera di assecondarmi, di rispondere solo a me: senza alibi, senza rimorsi, senza rimpianti, senza posture.

Ho pensato che io ci sto così bene nella frugalità e che sono così straordinariamente più consapevole di me, rispetto a quando vivo una relazione, che forse la frugalità è la mia dimensione ideale.

Perché fumiamo e parliamo, e ci raccontiamo gli ultimi 3 anni di vita, e ascoltiamo i Radiohead che sono mainstream ma comunque non sbagli mai, e mi dici che tu per i formaggi e per il pesce ci muori, e io ti dico che il rabbit dovrebbero averlo tutte le vagine per legge, tipo che dovrebbe passarlo la mutua, e tu ridi e io guardo i dettagli manifatturieri della tua nuova casa e penso che si vede troppo la mano di un architetto, e tu mi chiedi se sono rilassata, e io ti rispondo di sì e so che è solo questione di tempo e io ti afferrerò le spalle, e suderemo e tu sarai bravissimo, lo sei sempre stato, e io sono sempre più consapevole, e mi spoglierai di tutte le mie inquietudini per qualche ora, e io mi contrarrò, mi rilasserò, mi perderò e sentirò ogni cellula del mio corpo infettarsi della mia solitudine, che è la mia indipendenza.

E tutto sarà squisitamente chiaro e libero. Senza vincoli, senza obblighi, senza promesse e senza aspettative da disattendere.

Ho pensato che io, per ora, non voglio più appartenere a nessuno, perché appartenersi non serve, perché si sta insieme per anni e poi non resta nulla se non una manciata di ricordi. Delle foto. Qualche souvenir di viaggio. Dei brutti vestiti da casa. Uno spazzolino vecchio. Perché tutto diventa niente, perché viviamo di contingenza, caso, occasione.

Ho pensato che io nella vita voglio il maledetto eccesso, l’errore, l’incertezza, il brivido, i morsi nel ventre, quella sensazione fatale di abbandono inesorabile. Voglio toccare i miei limiti e spostarli. Voglio il mio squilibrio perché nel mio squilibrio vivere mi è naturale, e crescere mi è indispensabile.

Ho pensato che non voglio più tradirmi, raccontandomi che sono un’altra.

Ho pensato che tutto questo potrebbe segnare la mia condanna alla solitudine.

Ho pensato che no, mavvà! Certo che mi innamorerò di nuovo e tutte queste minchiate non me le ricorderò nemmeno. O forse no.

Quindi ho pensato: sticazzi.

E sono, in ultimo, arrivata a casa mia.

38 pensieri su “La Frugalità della Vagina

  1. Mi piace molto il tuo modo di scrivere. E come riesci a dissacrare situazioni che per altre sarebbero tragiche. Vorrei poterla pensare come te in questo momento. Il mio ragazzo mi sta lasciando dopo sei anni e mezzo di convivenza e io mi sento sull’orlo di un baratro.

    1. Se dicessi che ti capisco forse direi una cazzata. Perché non ho mai convissuto per 6 anni.
      Però, di fini ne ho vissute diverse. E tieniti forte, che nel baratro può essere che ci cadi. Ma poi ti rialzi. E questa è una certezza.
      un abbraccio
      v.

  2. scusa ti ho detto che avrei letto in silenzio e già trasgredisco ma lo faccio per dirti che sei l’opposto rispetto al mio modo di essere e di pensare e per questo vorrei leggerti e capire. perchè sono sempre interessata a chi la pensa diversamente da me. Grazie e buone vacanze

  3. Brava ragazza! Stima e rispetto per le donne che (come te) disfunzionano, lo sanno, e stanno bene così. Ecco, però – a parer mio – potrai fare la vagina indipendente ancora per molti anni…poi corri il rischio che il JFDN non ti voglia più, perchè magari più grandi non gli gustano (l’artista bohémien silura sempre un certo tipo di gnagna). A quel punto potrebbe rimanerti o una versione pischella (tipo Justin Bieber) o una versione pensionata (tipo Briatore)….ed obbiettivamente in entrambi i casi a me viene un po’ schifo…

  4. “….appartenersi non serve”….quale incredibile verità! spesso sono più le vagine quelle che credono che l’appartenenza crei il rapporto e dimenticano che siamo tutti uno, e che è nella libertà che si creano invece le relazioni importanti….sono come te, sento come te, e leggendoti mi accorgo sempre più che vivo come te….la mia solitudine, la mia indipendenza, la mia voglia di affrontare la vita un giorno per volta senza necessariamente appendermi un’etichetta con il nome di cosa sono giorno per giorno…le etichette servono agli insicuri per sapere cosa hanno davanti, ma coloro che decidono di entrare in questa vita con tutti e due i piedi non hanno bisogno di sentirsi catalogati, nè vogliono catalogare gli altri…mi piace il tuo blog 🙂

  5. Grande Ragazza!Noi non esistiamo in funzione dei nostri uomini ( fidanzati, mariti, amanti o JFDN che siano ), ma splendidamente in funzione di noi stesse, perché sappiamo vivere facendoci un sacco di p…e mentali, ma anche alla giornata, a seconda di come ci sentiamo appena alzate. Un mese fa il mio ragazzo, preso da un’attacco di modestia ha detto che ” Dio lo ha creato per perfezionare quello che ha fatto in 7 sette giorni”, scendendo dalla macchina gli ho detto ” E poi ha creato me per superarsi: tutti i tuoi pregi, alcuni tutti miei, e nessuno dei tuoi difetti…..altro che invidia del pene voi ci invidiate la vagina!”.

  6. Adoro! ❤ Anch'io ovviamente sono per la frugalità (e chi se l'aspettava!). Se il tuo amante artista è uguale a James Franco (non importa se de noartri) promosso a pieni voti! Anche se devo dire anche tu stai una bella gnocca nella foto! 🙂
    With love, BigArrow85

  7. Della serie “vado lì. Vediamo come va. Fumo rido e scherzo. Poi so per certo che la mia vongolina richiamerà a gran voce attenzione in virtù della sofferenza patita per la recente ‘brasiliana’”
    Bella piccola vagi.

  8. pensa invece a quei poracci a quel 90% di morti di fame di questa terra, che debbono accontentarsi di un amore per sempre, di quel fiumiciattolo tranquillo al posto del torrente tumultuoso dei primi tempi che invece sostiene la vita degli artisti e dei ricchi come noi
    meglio poi se gli artisti sono al contempo pure ricchi

    1. “debbono”, è una parola che non riesco a leggere se non pensando a mio zio ultrasessantenne.
      quanto al resto, non sto dicendo che una cosa è fica e l’altra no. sto dicendo che dobbiamo essere quello che siamo. in grazia di gesù criscto.

  9. Eh sì, esistono, per fortuna, questi pregiati esemplari.
    Ne ho uno anch’io nel mio curriculum e mi fu di grande aiuto nel 2008 quando fui mollata come un gatto in tangenziale, come le cocce di cocomero fuori dal cassonetto. Servì parecchio. Ora nella mia minuscola collezione c’è anche quello che mi mollò, così al bisogno posso scegliere. però sono soluzioni estemporanee, perchè a me nonostante tutto e nonostante l’età piace credere che esista un compagno di vita col quale percorrere un lungo e piacevole tratto. Due braccia che siano un porto sicuro, un ammasso di neuroni che ci capisca, testosterone che resti stabilmente orientato verso le sottoscritte. Sì, esiste. Deve esistere.

    1. La penso nello stesso modo.
      Vagina, la tua scrittura mi ha coinvolto tanto che l’ho sentita davvero questa ventata di freschezza e frivolezza. E dico: ben venga JFDN!
      Ma anche a me piace pensare che ci sarà un motivo, oltre al masochismo, se poi, noi donne, ci infiliamo sempre in una storia fatta di amore, di impegno, e di lunghi percorsi.

  10. Sì, forse è un discorso maschile, lo faccio spesso e, mi sorprende, proprio nei tuoi termini – magari lo “sticazzi” finale forse no…. L’indipendenza può dare solitudine, ma vuoi mettere il fascino della vita che ti scegli ogni giorno? Se mi presenti il tuo JFDN magari mi insegna qualcosa…e mi presenta qualche amica:)

  11. Bravissima. Fai benissimo. E fanno bene loro, a tenersi sempre aperte tutte le porte, e a continuare a scoparsi occasionalmente e a turno tutte le ex.
    Però, non so perché, per quanto uno sia bravo, leggero, e aperto, a me poi mi viene sempre da chiedermi: se è così perfetto perché ci vediamo ogni due anni? E la risposta è: a) perché in fin dei conti è spocchioso/ antipatico/ ha i calzini bianchi/ sta fisso con una tipa/ ha il cazzetto che tira troppo a destra. E in quel caso non lo richiamo mai più; b) ma lui è perfetto: perché non ci vediamo anche domani e dopodomani? E a quel punto, non si sa bene perché, è lui che non mi richiama mai più. Che vita di merda 🙂

  12. Un post che è la somma di una scarica che attendevi da tempo tra una ‘paturnia’ e l’altra, magari. Eppure hai ragione: sicuramente trovare un ex amante che ti riaccoglie ogni qualvolta ce ne sia bisogno perché gli va, è una grande cosa.
    Probabilmente asserire che tu sia nata per essere sola e frugale è avventato, ma individuare questo atteggiamento come cosa essenziale – o meglio, una necessità – credo sia un grosso passo di un lavoro su di sé.
    Fa tutto l’inconscio, tu devi metterci solo insonnia, lacrime e paranoia.

    Se stai bene, semplicemente, il mondo sembra girarti per il verso giusto. Anche le mille faccende domestiche, i ricordi ossessivo-compulsivi. Tutto, ma proprio tutto eh.

    Alla fine la morale è una ed una soltanto: c’hai ragione. Ma tanto.

Parla con Vagina, Vagina risponde

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