La Feria Vaginale

Oh, sto in ferie, cazzo!

E c’ho proprio voja de sta bene: vojo riposarmi, rilassarmi, divertirmi se capita. Vojo abbronzarmi, vojo bere Birra Raffo e pagarla 1 euro a bottiglia. Vojo fumare vurpi e chiacchierare fino a notte fonda. E almeno una volta vojo tirarmi a lustro come una fichetta di periferia, per sfoggiare i sandali dorati che non uso più.

Vojo coccolare tantissimo la Vagina Maestra e vedere se dal vivo riusciamo a parlare come quando io ero più piccola e lei più giovane. Vojo nuotare fino alla boa con mi padre, arrivare al largo, riposarci facendo il morto a galla – che io c’ho sempre avuto il culo troppo pesante per rilassarmi sul serio facendo il morto-, e poi tornare a riva. Vojo sapere come stanno gli amici miei, quelli di cui non so più un cazzo: quelli che convivono, quelli che espatriano, quelli che restano dove sono sempre stati, quelli che si sposeranno per primi, quelli che c’hanno ancora tutto da ridefinire.

Vojo uscire la sera, guardarmi intorno e pensare che sono tutti più giovani di me. Vojo evitare certi sguardi e vojo cercarne altri. Vojo mangiare la carne arrostita alla villa di mia zia. Vojo chiacchierare di politica con i miei cugini operai. Vojo sentirmi diversa e uguale. Vojo praticare il mio sport estivo preferito: il tressette da spiaggia. Vojo tornare da mare e, lercia di salsedine, svaccarmi sul dondolo in giardino. Vojo aprire il frigorifero a tutte le ore e trovarlo pieno. Vojo scattare tante fotografie. Vojo parlare con persone nuove, che abbiano qualcosa di nuovo da dire. E vojo parlare con le persone di sempre, che abbiano sempre le stesse cose da dire e vojo che me le dicano in dialetto. Vojo inciampare nei mille ricordi di quando fumare alla Baia di notte, seduti dentro una barca, tra carcasse di Raffo vuote e  mare era roba da sentirsi proprio fichi. Vojo piantarmi sulla mia spiaggina* per ore e vojo cuocermi. Vojo lamentarmi di come funzionano male le cose giù e vojo dire quanto amo il sud. Vojo fissare i muretti a secco e il verde intenso degli ulivi mentre smadonno incolonnata di rientro dal mare, facendo la strada interna – mica la litoranea – che è una cosa che mi fa sempre sentire inutilmente furba. Vojo magnare un’impepata di cozze al tramonto, con la signora cicciona e tettona che ci porta la pentola al tavolo e il pane da inzuppare nel succo di cozza original.

Vojo sbattermene della mia pancia e a chi mi dirà che ho il culo grosso, risponderò che non si può dire altrettanto del suo uccello.

Vojo ubriacarmi con 20 euro. Vojo flirtare ed essere frivola. Vojo essere forte e sbattermene. Vojo ridere in faccia a chi non mi saluterà e vojo guardare fisso negli occhi chi mi ferirà. E dirgli addio.

Vojo alzare il volume dei Kings of Leon mentre guido verso casa e le strade sono vuote e i semafori lampeggiano.

Vojo che i miei amici alle 4 del mattino si fermino nel mio giardino per il curcaletto.

E vojo guardarli andar  via, che è già alba.

*Dicesi “spiaggina” la seggiola bianca (in foto) comunemente utilizzata sui litorali per appollaiarsi sulla battigia a prendere il sole. Apparentemente appannaggio esclusivo dell’animale balneare di estrazione cozzara, la spiaggina è stata sdoganata anni orsono, nonostante la sua radicale anti-esteticità e nonostante induca a una posizione quasi-seduta che rimane alquanto fat-unfriendly, evidenziando la presenza dei celeberrimi “taralli”, assai più di quanto non avvenga stando stesi su un asciugamano/lettino/materassino. Il punto, tuttavia, è che la spiaggina è una specie di ritrovato paradisiaco, la quintessenza del benessere vacanziero, permette di non patire il caldo (essendo tecnicamente con piedi e culo a mollo), di fare salotto con amici e conoscenti, di abbronzarsi in maniera eccellente, di tracannare birra e fumare, con sempre qualche baldanzoso giovine che ti porti una raffo o una sigaretta, lasciando inalterato il tuo status di pachiderma in relax. La spiaggina è economica, leggera, è un investimento da consigliare a tutte le persone a cui tenete. Per capirci, la spiaggina è una protagonista indiscussa della mia personale visione del paradiso.  Se decidete di fare il grande passo e di acquistarne una, non siate spilorci. Badate bene. La spalliera deve essere alta tanto da permettervi di appoggiare anche la testa, se no il vostro sarà un acquisto monco e la spiaggina del vicino sarà sempre più allettante della vostra. Non lesinate su quei 3 euro in meno, la plastica dev’essere buona, viceversa la spiaggina si rompe. Ogni tanto, dopo il mare, sciacquatela con la pompa, altrimenti la salsedine – a lungo andare – ne compromette la tenuta e voi dovete avere a cuore la salute della vostra spiaggina. Infine, quando siete in gruppo, state sempre molto attenti a non mollare mai il campo. Lasciare la spiaggina incustodita vuol dire voltarsi, dopo 2 nanosecondi, e trovarci uno stronzo qualsiasi seduto sopra, per questa strana percezione che la spiaggina sia un bene collettivo.

NO.

La spiaggina è INDIVIDUALE.

Specie quella delle figlie uniche!

[a questo punto mi aspetto di ricevere uno stock di 8 spiaggine omaggio dal maggior produttore italiano di spiaggine].

37 pensieri su “La Feria Vaginale

  1. Io voglio guardare l’orologio solo per vedere se si abbina a come sono vestita. Voglio mangiare carne che sa di carne e pomodori che sanno di pomodori. Voglio svegliarmi naturalmente, la sveglia è solo un ornamento all’arredamento. Voglio guardare il sole sparire nel mare invece che dietro ad un palazzo. Voglio anche io criticare il Paesello ma sapendo che infondo le vacanze più belle si fanno li. Buona Vacanza Vagi!

  2. Sei come un’arancina. Dal profumo invitante. L’addenti e, più ti addentri verso il cuore, più si fa orgiasticamente irresistibile. Lasciandoti quel gusto ineguagliabile in bocca, per ore. Godi, Vagina pregiata! :**

  3. è più o meno il mio stesso mantra. Passo l’inverno a dire “oh, quest’estate vado in qualche posto diverso che sono proprio ridicola a fare ogni anno lo stesso ritorno alle origini come i vecchietti” e poi passo la tarda primavera a contare i giorni che mi separano dal frigo pieno, la scala quaranta a cui perdo sempre a meno che l’avversario non il mio cane, le sedioline fuori, il mix calzoncini-ciabatte-canottiera, il tornare a casa dopo il mare per calcolare il grado di abbronzatura, la camomilla al limone sulla spiaggia applicata religiosamente affinché schiarisca i capelli, i giornali stupidi, i film di Verdone, il riposino dopo pranzo… 🙂 Buone vacanze!

  4. le tua vacanza è identica alla mia. spiaggina compresa, ovviamente, ché mica solo al sud! pure noi del centro ne abbiamo fatto il fulcro della nostra idea di paradiso. aggiungerei solo un materassino gonfiabile colore moda in regalo con Oggi per gareggiare coi bambini a chi surfa meglio i cavalloni delle 5 di pomeriggio. ché se poi i bambini sono più forti di te, puoi sempre dirgli in faccia che intanto tu ti ora ti vai a comprare il gelato e non devi manco chiedere il permesso a mamma!

  5. Hai dato voce a una parte di me che non voleva ammetterlo. Anzi si vergognava un pò di essere diventato un fan della spiaggina. A vent’anni la spiaggina è roba da vecchi ma poi, il solo pensiero di averla cambia tutte le prospettive. E’ un passaggio determinate, come la cresima o la prima sigaretta di nascosto. Ora lo so. Ora posso andare e comprarla. Non mi vergogno più. Grazie e buone vacanze..

  6. Ah, tanto agognata spiaggina, che suscta in noi turbamenti dè core..: ne aneliamo il possesso e al contempo ne ripudiamo l’acquisto, orsù, che ci sentiamo proiettati all’età della pensione.. ma quant’è vero che appena ne adocchiamo una libera ogni pudore viene a mancare, e Mater Spiaggina si impossessa di noi sia fisicamente che mentalmente..

  7. sappi che ormai i semafori lampeggianti sono quasi un miraggio…qualche furbone ha ben deciso di piazzarci i t-red così a gradire, per il gusto di incularci anche alle 5 d mattina 😦

  8. …a me mancano solo 2 stanghette da disegnare sul muro della cucina e sarò FINALMENTE in ferie anche io!!!….perciò buone vacanze vaginose….io voglio parcheggiare la macchina e non usarla più fino al primo giorno di lavoro dopo le ferie, andare in spiaggia ogni giorno con gli amici o con l’autobus e passarci tutta la giornata a ridere, dire idiozie, cantare canzoni d’altri tempi e leggere leggere leggere tutti i libri che ho comprato durante l’inverno e dei quali, durante l’anno, riesco a leggere 2 pagine e poi mi addormento regolarmente con il libro spalmato in faccia per la troppa stanchezza da lavoro….brindo alle nostre vacanze, tanto agognate e quasi alle porte (per quanto riguarda me)….mi sento come Papillon nella scena finale quando, in fuga dall’isola dove è stato prigioniero per tutta la vita, urla “maledetti bastardi, sono ancora vivo…” 🙂 🙂 🙂

  9. Buon Giorno Ragazza!Posso venire anch’io? Puoi mettermi in valigia come la Paperella di gomma della publicità? Quando ero più giovane ( ok, non troppo, fino ai 18 anni ), le mie giornate al mare duravano tre mesi, e mi mancano tanto!

  10. Bèh ma anche quassù tra gondoe e fazzoletti verdi si chiama spiaggina. Io ce l’ho rosa-casa-della barbie, e mannaggia con lo schienale basso. Fa risaltare i rotoli che è un orrore però piantarsi sul bagnasciuga con la spiaggina e l’ipod è puro godimento.
    Ti invidio benevomente Vagy, per le cozze della tettuta soprattutto, e per il profumo buono di famiglia che arriva fin qui.

    Ti abbraccio. Buon ritorno a sud.

  11. Dopo tanto tempo finalmente mi sono concessa una vacanza così.. di quelle che si poltrisce sulla spiaggina e si sta coi piedi in ammollo, ciaccolando con gli amici, mentre non ti rendi conto che il sole della Sicilia ti sta cuocendo… mi mancava!
    Grazie per i tuoi post, mi rallegri spesso le giornate! 🙂

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