Gayezza e dintorni

Ho passato un weekend gaio.

Frecciagrossa è stato da me, a Milano, che è venuto a fare un torneo di pallavolo gaio, perché i gaii sono alquanto iperattivi, e tonici, e ossessivi maniaci dell’ordine, e si autoconservano bene, i gaii. E Frecciagrossa è storicamente un gaio iperattivo, nel senso che è uno stalker di quelli che in vacanza ad Amsterdam a 20 anni, dopo una serata di sconvolgimento e 5 ore di sonno, alle 09.30 è capace di svegliarti, impietoso, dicendoti: “Pssst!!! In piedi!”, perché c’è da andare a vedere un minchia di mulino a 40 km dalla città oppure, chessò, i quadri di Rembrandt.

E’ arrivato venerdì sera e l’ho accompagnato a questo aperitivo gaio in un locale in culo ai lupi, talmente in culo ai lupi che se sbagli strada finisci sulla A1, ti allunghi e arrivi a Bologna in tempo per la Fujiko Night all’Estragon.

Sono arrivata in questo posto a puttana ladra, con lui che mi diceva “ma sì, è sempre pieno di tantissime vagine, tutti portano le loro amiche etero” e io “ok…”.

Inutile dire che ero l’unica vagina e che mi sono sentita come la negra (e io dico “negra” perché “nera” è troppo posticcio) che durante l’Apartheid decise di sedersi sull’autobus nel posto riservato ai bianchi, con l’unica differenza che quella negra lì fece scalpore, mentre io ero più o meno invisibile. No, non del tutto invisibile. Tecnicamente a un gruppetto di gaii sono apparsa un evento talmente paranormale che hanno voluto scattarmi una fotografia. Probabilmente per testimoniare il fatto che noi vagine ancora non ci siamo estinte. Ci sono i panda. Poi i koala. Poi le vagine.

Ho bevuto il mio vodka lemon, mentre Frecciagrossa non smetteva di smanettare su Grindr, e Bender, e Scruff, e Romeo. Perché, e questo chiunque abbia un amico frocio lo sa, bisogna accettare che l’interloquio con l’amico gaio sia puntualmente inframmezzato – con cadenza di una volta ogni 10 minuti bene che vada – dalla parentesi flirtomane.

“Oh m’hanno scritto in 12!”

“Oh, ma ce ne sono un macello…mmmh, carino lui”

“Oh, guarda questo!”

Il fenomeno si moltiplica in modo esponenziale quando ci sono più froci nello stesso ambiente. Senza accorgersene, si ritrovano tutti a smanettare su Grindr, chiedendosi cose tipo “Ma tu chi sei?”  “Io sono Shiro” – “Io invece sono Legolas” – “Ma guarda, dice che siamo distanti 430 metri, e invece siamo vicini, ahahah” .

Grindr e simili, sostanzialmente, sono app che sfruttano il gps per localizzare i froci in zona (e mi auguro non ci siano omofobi nazisti alla lettura). La schermata iniziale offre tutte le informazioni di base: età, altezza, peso e una frase di presentazione, in cui dire quanto sei simpatico e solare. Grindr è utilissimo, funziona bene ed è una fucina di sesso facile a continua disposizione, in qualunque punto d’Italia o del globo terracqueo tu possa trovarti. D’accordo, certi gaii dicono: “No ma non è solo per scopare, serve anche a conoscere gente”. Infatti. Anche i club privée servono a conoscere gente.

Grindr è talmente utilizzato che è parte integrante della vita di molti gaii, al punto che quando li inviti a uscire dovresti dire: “Usciamo stasera, io, te e Grindr?”. Grindr è talmente utilizzato che nella prossima vita io voglio essere quella che Grindr lo inventa e ci si fa un sacco di soldi, senza concepire nulla di nuovo, mettendo semplicemente insieme tecnologie già esistenti e frocizzandole.

Incuriosita, bevendo il mio vodka lemon, ho inforcato gli occhiali, pensando: “Ma sì, ma tanto so tutti froci” e ho iniziato a scorrere i profili di Grindr insieme a Frecciagrossa. E mi sono smarrita tra addomi scolpiti, mutande aderenti che lasciavano pochissimo spazio alla fantasia, froce perse e ragazzi “normalissimi”, di quelli che vanno in giro in maglietta, jeans, all star, capello spettinato, un sacco carucci, che sarebbero le froce insospettabili, quel patrimonio di peni ingiustamente sottratto al mercato vaginale, per intenderci. E poi, su Grindr, dopo che hai guardato le info di base, c’è la chat. Il cui scambio medio di solito è:

“Bello”

“Grazie, anche tu”

“A o p?”

Questa domanda sarebbe l’equivalente di quello che negli anni duemila, nelle chat miste, era “m o f?”, solo che invece che chiederti se c’hai la sorca o l’augello, qui ti chiedono se sei A(ttivo) o P(assivo). Che poi quasi tutti sono versatili, il ché significa che un po’ lo prendono, un po’ lo danno. Par condicio. Mi pare pure giusto.

Immediatamente dopo, di solito, arriva la foto del pisello, preso dalle angolazioni più improbabili per sfruttare al meglio l’effetto prospettico. Posto che, come io e Frecciagrossa conveniamo, comprendere da una foto la portata di un membro virile non è cosa semplice, nel senso che spesso paiono meglio di quanto non siano, alcune di queste foto ti fanno proprio rosicare e ti fanno pensare che no, non è giusto, e che tutto sommato certi piselli importanti servirebbero più alle vagine, che il punto G ce l’hanno. Perché sì, il punto G esiste, e il fatto che i cazzetti non siano capaci di trovarlo e stimolarlo non significa che sia una specie di Mostro di Loch Ness a cavallo tra fantasia e realtà. Esso c’è.

I contatti su Grindr spesso finiscono in incontri. Non è stato questo il caso, per Frecciagrossa, perché c’ero io, l’appendice amica con quel brutto handicap della vagina, stigmatizzante agli occhi del crogiuolo di gaii che ci circondava.

Resta il fatto che non smettevo di pensare che loro, i gaii, hanno una straordinaria libertà che noi etero chiamiamo “promiscuità“. Perché fatichiamo a comprenderla, fatichiamo a padroneggiarla, fatichiamo ad ammettere che siamo noi che non riusciamo ad essere ugualmente spregiudicati e onesti, noi che viviamo nella nostra gabbia dorata presuntamente monogama, tenutari autoproclamati dell’unica formula di amore e relazione e sesso sano.

E che forse, in fondo, quel Grindr un po’ lo invidiamo, a livello teorico. Non potremmo usarlo in quanto tale, non noi vagine, per esempio, perché noi vagine in realtà poi vogliamo che il cazzetto ci porti a cena, che ci offra da bere, che ci faccia ridere, che sia colto, insomma, non è che ci basti una fotografia delle sue parti genitali, salvo casi proprio clamorosi. Però, a livello teorico, la serenità con cui i gaii possono incrociarsi, sperimentarsi, proteggersi perché non sono mica cretini – e sono anzi più furbi di una marea di etero in questo – è una roba che mette a nudo i convenevoli degli etero. I limiti culturali. La barriera cognitiva per cui il sesso fine a se stesso resta sempre un po’ un’attività squalificante, un gradino sotto al “fare all’amore” modellando un vaso di ceramica sulle note di Whitney Houston, per dire.

Io non lo so dove stia la verità, ma quello che vedo è che questi gaii sono organizzati, iperattivi, tonici, dinamici, consapevoli. Vedo che si divertono, che vivono incontri occasionali e che creano rapporti più solidi. Vedo che sono capaci di vivere relazioni esattamente come noi, ma che lo fanno con più sincerità. Vedo che hanno una coscienza sociale, dei problemi e dei vantaggi del proprio gruppo, più forte di quella degli etero, parcellizzati nell’individualismo antagonistico del mors tua-vita mea.

Poi, certo, ci sono le sfrante che sfarfallano con le mani e urlano “adooooooroooooo” ovunque, ci sono quelli che si sentono inspiegabilmente stocazzo solo perché lo pijiano ar culo, ci sono quelli che in quanto froci hanno la presunzione di poter dire qualunque cosa e che in camera c’hanno il poster di Aldo Busi.

Ma cosa c’entra.

Esistono anche le vagine stupide che inducono alla misoginia, ma ciò non significa che il genere vaginale globalmente inteso non sia un genere meraviglioso.

75 thoughts on “Gayezza e dintorni

  1. Sì, beh, dunque, i froci/gay/mamme/zie.
    Confermo l’analisi sulla facilità dell’incontro e lo sdoganamento dell’atto sessuale.
    Mi è capitato di mandare sms alla coppia di amici froci e sentirmi rispondere “siamo a casa e ce lo succhiamo sul divano”.
    Un pò è teatralità un pò è sincero appeal disinibito.
    Effettivamente molte vagine dovrebbero imparare a farsi MOLTE meno menate e darla via un millimetro più facile.
    E comunque raga, la vagina è sempre la vagina.
    Quella roba lì che avete in mezzo è la roba più bella del mondo.

  2. leggere il tuo nuovo articolo stamattina mi ha fatto iniziare questo lunedì ridendo di cuore… mi sono rispecchiata in tanti passaggi… perchè è vero, perchè è quello che vivo ogni volta che mi ritrovo insieme ai miei amici puppi (a catania li chiamiamo così), guardiamo Grindr che segnala qualcuno a 0 metri e ci giriamo intorno… cercando il viso che spesso e voelntieri manca alla foto del profilo… e ogni volta la mia esclamazione è sempre la stessa… “ma quanti cazzo siete????? tutti puppi!!!!” ma ringrazio sempre il cielo che nella mia vita ci sono anche loro… ❤ che mi adorano e che adoro… loro a cui posso parlare di tutto quello che scandalizza le amiche accasate, degli uomini meteora in cui ogni tanto incappo, loro che, come dici tu, sempre iperattivi, hanno sempre un modo per far trascorrere le giornate libere…loro che riescono a farti il miglior complimento mai ricevuto… "sei la donna che avrei voluto essere"..

  3. OK, lo confesso, adoro i miei amici gay, spesso sono molto più vicini a noi donne dei ragazzi etero e decisamente più sinceri nelle loro questioni…insomma se devono dirti qualcosa, anche se ti lascia perplessa lo fanno e basta.

    1. Sono completamente d’accordo 😀 io ho un amico gay e lo reputo una delle persone migliori che conosca. Specialmente quando mi fa qualche complimento, è uno scaldino per il cuore 😀

      1. …Infatti sono dell’idea che l’uomo perfetto per una donna debba essere gay. Se solo non fosse paradossale 😄

      2. Oppure bisognerebbe trovare il cromosoma che impedisce agli etero di essere un poco più simili per delicatezza ai nostri amici gay….potremmo scoprire che siamo noi etero ad essere ” diversi “.

      3. Beh, in tal caso son più maschio io allora, perché di maschi etero che ruttano ne ho conosciuti pochissimi.
        Magari conosco praticamente solo mezzi gay O_o

      4. No cara Vagina, ma ricordati che vivi a Milano, che è piena di fighette. Già se ti sposti di una trentina di km più a nord la situazione cambia 😉

  4. Quanta ignoranza, non avevo mai sentito parlare di sto grindr. Perché non abbiamo anche noi un’applicazione del genere? Per il corteggiamento? Basta mettere sul profilo le proprie preferenze, se una vuole essere portata a cena o teatro o ad una serata country, se preferisce i fiori o i peluche, se la da alla prima, seconda o terza sera, e un cazzetto si comporta di conseguenza. Inutile, altro che discriminazione, i gay si divertono sempre di più…..

      1. Hai ragione: siccome è impossibile leggere il tono con cui è scritto il “ciao” per capire se hai davanti un reietto o una persona normale, tanto vale non rispondere a nessuno. Ovvio. E chiaramente i reietti ci sono solo nei siti di incontri per etero e mai su grindr, come ho fatto a non capirlo subito?
        Suvvia, non cerchiamo giustificazioni all’ingiustificabile: i siti di incontri servono proprio a conoscere persone di cui all’inizio non sai nulla, se una ci si è iscritta la cosa sensata da fare è mettersi in discussione, altrimenti non ci si iscrive proprio.
        A conferma di ciò, aggiungo che il 97% delle vagine se la tira anche nei bar, nei pub, in discoteca, al mare, in pizzeria, in palestra, insomma ovunque… salvo poi lamentarsi con le amiche e con gli amici froci, se non col mondo intero, dell’astinenza da materia maschile. E non è una questione che le vagine avendo genitali interni rischiano di più perché “giocano in casa” mentre i cazzetti sono sempre “in trasferta”: perché i passivi, ecco, lo prendono allegramente un po’ dappertutto e non è che ti fanno prima pagare il biglietto in peluche, fiori e cene.
        Sarà forse che in realtà vi piace più tirarvela e lamentarvi piuttosto che godervi quel che il mondo e la vita hanno da offrire?
        Insomma, io una lamentela del tipo “ma perché noi etero non si tromba più disinvoltamente” da parte di una rappresentante di quel genere che fa da collo di bottiglia per le trombate tra etero, proprio non la reggo, è troppo ipocrita. Dalla via e basta, vedrai come trombi! È molto semplice in realtà.

      2. Mah. La riflessione per me si eleva rispetto al cosa entra e cosa esce forse,parentesi francamente delirante sulla quale mi sono persa senza volermi riprendere.
        In ogni caso io ho scritto sia dei siti di dating online chiarendo la mia posizione in merito, sia di quanto mi faccia cagare ricevere peluche. Sei libero di leggere. E ti inviterei anche a rilassare i toni, che la mia opinione espressa nel mio blog, a te i piedi non li pesta e il fatto di non condividerla non ti legittima a non rispettarla.
        Ciao.
        V.

    1. Sinceramente preferisco il corteggiamento classico, è così che ho conquistato il mio ragazzo.Un po di inventiva….se ve lo diciamo noi sui social network cosa ci piace, dove sta il ” bello del gioco “?

      1. Buon giorno Ragazza! Si, ci piace fare le capricciose e vedere cosa si inventano! Il mio ragazzo dice che in realtà abbiamo una sorta di ciclo continuo: Come dargli torto!

    2. x pinzalberto: ma ce ne sono a gettare cose così per etero. non proprio app che sfruttino il gps, anzi avevo sentito che la versione etero era stata rimossa dal mercato in quanto agevolava lo stalking.
      ma, in generale, siamo meno flessibili. ecco. funziona meno, il social, tra etero.

      1. Ma non è una questione di essere etero, è solo che da un lato se la tirano troppo e questo crea una situazione asimmetrica, con tutte le conseguenti tensioni sociali.
        I cazzetti hanno qualcosa che le vagine vogliono e le vagine hanno qualcosa che i cazzetti vogliono: la cosa naturale sarebbe scambiarsele. Però le vagine hanno scelto di tirarsela: non so quando e perché ciò sia successo, se nella storia o nella preistoria, né se sia stata una scelta consapevole… probabilmente è stata imposta da una cultura religiosa misogina; ma fatto sta che le vagine se la tirano e i cazzetti no. Questo ha creato una diminuzione artificiosa dell’offerta di vagina con conseguente impennata nella domanda e quindi nei prezzi (richiesta di fiori, peluche, e menate varie). Il delirio da potere assoluto poi ha creato un feedback positivo, quindi l’asimmetria è esplosa. E oggi ci troviamo in un mondo etero dove molti cazzetti imbrogliano e ingannano pur di ottenere un po’ di vagina.
        Oppure forse le vagine sentono un minor bisogno fisiologico di scopare rispetto ai cazzetti (ma non riesco a immaginare quale vantaggio evoluzionistico possa portare uno sbilanciamento del genere, visto che anzi favorisce le tensioni sociali, quindi ci credo poco che sia una cosa innata).
        Faccio una proposta: se per ogni 1000 cazzetti ci fossero non 1000 vagine ma 2000, vedi come aumentata la concorrenza smetterebbero di tirarsela! Inoltre, con questa demografia, il numero di gravidanze medie (e quindi parti) per donna necessario a mantenere la popolazione stabile scenderebbe da 2 a 1,5.
        Basta, ho deciso che da grande farò lo scienziato pazzo che con l’ingegneria genetica cercherà di introdurre un terzo cromosoma (un X) nell’ultima coppia di cromosomi di ogni essere umano. Buahahahahah!
        Potrebbe essere la trama di un film di fantascienza coi supereroi. Magari col batman della foto.

  5. Grazie perché tutto pensavo di fare questo Lunedì tranne iniziarlo con la mano in bocca per soffocare le risate.

    Il tuo post è ovviamente ironico quindi non sto a farci troppa filosofia sopra, diciamo solo che la libertà è un’arma a doppio taglio. È vero, siamo più sinceri nei rapporti di coppia, più diretti, meno sessuofobici, non abbiamo paura di usare in pubblico termini come succhiare o pompino.

    Dall’altro lato c’è che è molto difficile trovare qualcuno che, una volta tanto, voglia cenare con te, bersi una birra, chiacchierare, perché… beh, perché puoi benissimo passare alla fase della scopata, e se non ci stai non c’è problema, perché lui ti saluta e va a chiederlo al nick dopo.

    P.S. Io ho un cellulare su cui non posso mettere Grindr e tutta quell’altra sbrodolata di app. Nei locali mi tocca approcciare all’antica. Beh, dopo un po’, forse per disperazione, ti sembra anche più divertente!

    1. ahahah tesoro ma per cenare con te, bere una birra e chiacchierare ci sono le amiche single ciccione o, volendo, anche magre.
      insomma, ci siamo noi. che viviamo la stessa condizione vostra ma – spesso – fornichiamo molto meno.

  6. Esperienza condivisa, già dato insomma. E nemmeno uno che mi abbia preso per un trans, chessò, almeno per fare 4 chiacchiere…quanta bella carne sprecata e quanta fame nel mondo delle vagine…non potremmo invece inventarci una app in cui offrire a questi magnifici semidei (perchè, porcaccia la misera, la percentuale di fighi tra i gay è mostruosamente alta, per non parlare della loro sensibilità e cultura media) una “prova gratuita” di vagina senza complicazioni?

    1. guarda, io sono dell’avviso che è più facile cambiare uno stronzo che un frocio. vojo dì: non sento di avere un potere eterizzante. quindi la prova di vagina gratuita per un gaio, sarebbe come la prima settimana di palestra gratis per me: cose che non ci interessano 🙂

  7. i miei amici frocchi mi fan morire dal ridere, alcuni però a volte li trovo un pochino fuori luogo e imbarazzanti. Ma sono miei amici e quindi chissene! l’unica cosa di alcuni di loro che mi lascia DAVVERO perplessa è la loro perenne presenza nelle chat! Io le reputo sorpassate per il mondo etero, ma per il mondo gay sembra sia la prassi per gli incontri.

  8. A dirti la verità non credo che nel mondo etero un’app come quella (fermo restando che credo già ne esistano di simili, vedi “badoo”) funzionerebe troppo bene, soprattutto per ragioni culturali.
    Nel mondo etero, dinamiche come queste, vengono prese in modo meno serio e meno corretto, ci sarebbero un sacco di “fake account” (fasulli) creati solo per fare gli/le stupidi/e o per fare tranelli a chi di dovere (come già succede su Facebook e Twitter).
    Nel mondo etero manca, mediamente, la componente “sofferenza” (psicologica) che fa venir meno quell’altra componente essenziale che è il “rispetto dell’altro” anche se si tratta “solo” di sesso.
    Nel mondo etero “prendersi gioco dell’altro” è una questione presa con molta leggerezza (e nelle nuove generazioni, mi pare, che la questione si aggravi) soprattutto quando, come in questo caso, c’è un monitor, un display ed un anonimato a proteggerti.
    Mia esperienza personale, di svariati anni fa, quando c’erano ancora le semplici “chat” (per chi c’è passato: MIRC etc.), ricordo che io ed altri miei amici (lo ammetto) lo facevamo solo per giocare, per fare gli stupidi, chiaro che poi se una ci cascava ed eri sicuro che non si trattasse di un uomo ci poteva pure scappare qualcosa ma senza grosse pretese. Invece ricordo che nello stesso periodo un mio amico gay, in chat, conobbe quello che fu il suo compagno per svariati anni e, prima di conoscere lui, fece tante e tante serie ed oneste esperienze “solo sesso”.
    Con questo non voglio dire che il mondo omosessuale sia migliore del mondo etero ( lungi da me! 🙂 ) ma, semplicemente, che il cammino, in certi casi molto doloroso e difficile, che ha dovuto e deve affrontare il primo per poter vivere la propria natura a pieno ed in modo sereno faccia sì che gli appartenenti diventino quasi parte di un “ghetto”, di una “famiglia” ed ogni evento o circuito a loro dedicato o da loro organizzato funzioni in modo più preciso e con maggior rispetto delle regole.
    E’ un pò la diferenza tra i “figli di papà” e quelli che sono emersi dalla strada…quando ce la fai, tra mille difficoltà, te la godi leggermente di più e, soprattutto, sai riconoscere e rispettare i tuoi simili.
    In ultimo: ma siamo sicuri che ci servano questi strumenti per farci una sana trombata? Io sarò all’antica (a 34 anni posso già cominciare a sentirmi un pò all’antica rispetto ai 18enni) ma la fase di conquistarla una donna, prima di fotterla, ancora mi regala emozioni uniche…

    P.s. mi rendo conto che mi sono dilungato una cifra! 🙂 sorry vagì…non ho il dono della sintesi!

    1. concordo decisamente con robyxy quando dice che spesso la “spensieratezza” della gayezza è spesso il risvolto della medaglia di libertà e consapevolezze conquistate con dolore e poi l’omofobia nel nostro Paese è purtroppo un problema reale e quanto mai attuale

    2. x roby: beh ma io sono stra d’accordo.
      del resto, l’avevo scritto, insomma. che se un po’ lo invidiamo grindr siamo consapevoli che non potremmo usarlo, non in quanto tale. perché noi siamo soggetti ad altre dinamiche. senza farla pesante, ma è tendenzialmente così.
      dilungati pure, dici cose intelligenti. va stra bene.

      ps: perché a 34 anni ti senti vecchio? 🙂

      1. Vecchio?? Maddechè! :)))
        intendevo dire che apprezzo ancora molto “la parte prima” con tutti i suoi rallentamenti oltre che, ovvio, “il finale”…bacio

  9. NEGRA che decise di sedersi sull’autobus= ROSA PARKS attivista per i diritti civili degli afroamericani.. gesto pianificato che poi diede vita al famoso sciopero Montgomery (Alabama) USA.
    APARTHEID =”separazione” nome con il quale viene definita la politica segregazionista del SUDAFRICA
    dICIAMO CHE HAI FATTO UN PO’ DI CONFUSIONE ; )

      1. Beh questo non giustifica quella sciatteria ; ) povera Rosa, l’avevano scelta proprio perché era un po’ cozza e sfigatella…mentre qualche tempo prima ci avevano provato (mi pare) con una ragazza madre e fu un disastro…
        buone cose..

  10. io rimango convinto che la risposta a una simile sia la prostituzione libera da un lato e la esplosione di san pietro dall’altra. ci perdi un’opera d’arte, ma sai quanto ci guadagni in moralità e morale? io non ho mai conosciuto un paese dove si scopa così poco e male come il vostro paese.

  11. Salve, mi chiamo Giuseppe e sono arrivato a questo blog, grazie a radio Capital. Oggi in radio si parlava dell’erotismo al femminile, grazie ai libri delle sfumature….di grigio di nero e di rosso per intenderci. Sono intervenuti vari ospiti tra cui il mio conterraneo Rocco Siffredi, e dulcis in fundo si è parlato di questo blog. Incuriosito ho deciso di conoscerlo……ed è fantastico. Mi è piaciuto ció che ho letto, divertente e fresco, ma anche serio e corretto. Perció se non crea problemi, continueró a seguirlo….sempre se essere un cazzetto e non una vagina non crei problemi….

    1. Ciao Giuseppe,
      ma ci mancherebbe altro. I blog sono pubblici, per essere letti e commentati.
      La citazione su Radio Capital, del tutto inaspettata, mi ha fatto tantissimo piacere e ti ringrazio per i tuoi commenti.
      Buon proseguimento, allora! 🙂
      a presto
      v

  12. Innanzitutto…ADOROOOO!!! (magari però senza sfarfallare troppo con le mani! :))
    Ale [tredici] ha ragione, c’è molta superficialità e magari Grindr non è il luogo giusto per cercare una frequentazione che sia un po’ più di una scopata, ma è un mezzo sincero per chi non si aspetta niente dall’altra parte del telefono. Su Grindr nascono anche le trombamicizie o addirittura le amcizie…e si allena un sacco l’inglese, lo spagnolo e le altre lingue per poter imbroccare gli stranieri :p

    Grazie Vagina che lo scorso week end hai anche cucinato per me, sebbene ogni 10 minuti t’interrompessi per farti vedere qualche manzo…e comunque non avevo dubbi che Batman sarebbe stato il tuo preferito 😉

  13. sei fantastica!………giuro che in una giornata buia, depressoide e noiosissima, presa dalla depressione e incazzata nera con il barattolo di nutella che mi sto divorando a cucchiaiate, perchè mi si piazzerà tutto sulle cosce e non mi tira su il morale……tu riesci cmq a strapparmi un sorriso!!!! grande!!!!!

  14. Beh sono abbastanza d’accordo sai? Io ho conosciuto prevalentemente Froci-neonati (tipo i vampiri, no? Credo funzionino allo stesso modo): appena se ne accorgono danno sfogo a tutta la confusione che regna nella loro testa, poi si riorganizzano la vita e va tuttoapposto.

      1. …. Poi c’è mia nonna che ha due frociamici di lunga data che convivono nella casa in fondo alla via. E che ha conosciuto perché uno una volta le ha dato una mano a raccogliere i melograni in giardino. alla fine della raccolta lei gli ha regalato un cesto come ringraziamento, con tanti saluti al fidanzato. Lui era un po’ imbarazzato (non è che da una distinta signora over-anta te lo aspetti) e lei gli ha risposto “oh siete così dei bravi ragazzi, siete gli unici rimasti insieme in tutta la via!”

  15. Grazie grazie grazie, che ricordi meravigliosi mi hai riportato alla mente!! Ho passato una serata esattamente così (nella stessa discoteca immagino) almeno sette anni fa(!!!), con un mio compagno di Università. Grindr non c’era, ma non se n’è sentita la mancanza, facevano anche senza. E oltre a essere trasparente e potermi permettere atteggiamenti che mai e dico MAI si possono assumere nello stesso locale in serate aperte a tutti (tipo cantare a squarcia gola e fregarsene della matita sbavata a furia di ridere fino alle lacrime), ho apprezzato non poco i bagni delle vagine: VUOTI. Niente coda. E ho detto tutto. Aggiungo solo che quella sera mi sono innamorata follemente di Viola Valentino alla prima battuta di mani sul “Felicità”. Se non fossi nata vagina, sarei di sicuro una sfranta che sfarfalla senza pudore! 😉

  16. Da frociarola, ti sono molto vicina…..fra Grindr e siti per “orsetti” spaccalegna pelosi un po’ o molto sovrappeso! Per non parlare delle varie serate in cui una vagina cerca di sopravvivere e sentirsi ancora donna malgrado la totale indifferenza maschile!
    “Dai vieni che è misto stasera!!!”…….. Certo, dopo che ho pagato il biglietto io, la serata lo è diventata………..!!!!

Parla con Vagina, Vagina risponde

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