Working Class Vagina

Lavorando a VaginaLand, una terra di nessuno popolata solo da vagine e da una segretaria modello pitbull con tendenze lesbo, devo confessare di aver più e più volte pensato che le vagine non siano fatte per lavorare, pur essendo io stessa una di quelle vagine lavoratrici, presuntamente acculturate e sostanzialmente ignoranti, che vorrebbero camparsi da sole.

Resta il fatto che più spesso che volentieri, il lavoro ci strema, ci stressa, ci consuma, perché tra i nostri opinabili e numerosi pregi di genere, non abbiamo la capacità di vivere il lavoro così come andrebbe vissuto. No. Noi ci mettiamo dentro il pathos, l’ansia, le ovaie, l’invecchiamento, l’insoddisfazione, la dieta, l’antipatia personale, l’acidità, la solitudine, la litigata col fidanzato, l’umidità che ci arriccia il capello, il trombamico che non ci richiama, la manicure da rifare, il ragno sul soffitto della cucina, il pantalone che ci sta stretto e ci fa incazzare, perché sì, ci fa incazzare una taglia 46 che ci stia stretta.

E così ci vengono le rughe da stress, le lacrime da stress, l’acne da stress, i capelli bianchi da stress, la cistite da stress, l’ulcera da stress, l’infarto da stress. E non ci resta che morire, così: stakanoviste, cieche, obese e con la scogliosi.

Senza contare che, come genere, dobbiamo fare troppe cose e finiamo col pretendere di essere brillanti a lavoro, curate, in forma, giovani, piacenti, soddisfatte, accoppiate e felici, casalingue e felini da materasso, tutto da uno stesso corpo e da uno stesso cervello che si da il caso debbano pure gestire tutta quella faccenda delle sindromi pre, intro e post-mestruale. Parliamone.

Rido al pensiero di quando decideremo anche di figliare senza un marito ricco, o dei nonni ricchi, o dei genitori che si facciano pieno carico della crescita della prole mentre noi siamo impegnate a fare le vagine rampanti, che si macerano il fegato il doppio degli uomini, per guadagnare la metà. Resta il fatto che per me, come è noto, questo problema della riproduzione della specie, per il momento, non si pone.

Ma sia chiaro, non è che le vagine siano tutte uguali al lavoro. Abbiamo delle caratteristiche condivise che vengono declinate in base alle soggettive forme di follia. C’è la vagina viziata, che frigna 8 volte al minuto e ogni volta senti chiaramente crescerti il pisello tra le gambe e provi un desiderio sfrontato di usarle violenza. Poi c’è la vagina slave che di solito è una che si è sovraesposta alla visione de Il Diavolo Veste Prada e che ritiene che drogarsi di caffeina e nicotina, saltando arbitrariamente i pasti, la condurrà lontano nella vita. Poi c’è la wooden vagina, che se la sente calda, caldissima, come se dal suo inutile lavoro dipendessero le sorti del mondo e che, di solito, fa dipendere dal suo uso di calmanti le sorti emotive di chiunque le sia prossimo. Superfluo puntualizzare che dal suo lavoro non dipendono nemmeno le sorti del mondo delle zecche degli unicorni alati.

Infine, un altro evergreen, c’è la vagina rettile. E la vagina rettile c’è in qualunque VaginaLand che si rispetti. Di solito è quella vagina che come tutte le serpi cambia pelle, che quando parla sputa veleno dalla biforcazione della sua lingua, ma solo alle spalle. Essa fa confronti tra il suo stipendio e il tuo, tra il suo talento e il tuo, tra le sue ginocchia e le tue, e tutto va bene finché si sente comunque la migliore. Finché le fai sentire che tu sei al suo fianco nella lotta contro tutte le vagine sane del mondo, finché sposi la sua malata visione dell’ufficio come un territorio di antagonismo insalubre. La vagina rettile raggiunge i suoi scopi. Sempre e a qualuque costo. E la peggiore vagina rettile in cui possiate incappare è quella convinta di essere, cazzonesò, un pettirosso.

E poi, a onor del vero, c’è una schiera di vagine normali, straordinariamente normali, capaci di essere professionali, serie, consapevoli, intelligenti, solidali. Sono quelle vagine che mi fanno pensare che, tutto sommato, ci sia speranza anche per il mio genere. Sono quelle vagine che mi fanno pensare che, in fondo, nonostante i nostri limiti, yes we can. E che sì, essere una vagina evoluta oggi è faticoso, ma può essere meravigliosamente appagante.

Perché sì, ho già parlato della Sindrome da Rampantismo Vaginale che di tanto in tanto mi assale, ma in questo momento siamo oltre. Ora che ho concluso un progetto, ora che ne raccoglierò frutti e risultati, adesso che tutto è andato stra-bene e io ho ri-dimostrato a me stessa di essere una fica a lavoro, perché sì, c’ho un brutto culo ma nel mio sono una fica, ecco adesso in effetti non cambia cazzo, ma sono felice. Insensatamente felice. Ma felice.

Sono felice perché ho avuto una caterva di complimenti e io ho un rapporto di sudditanza patologica nei confronti dei complimenti, le lusinghe mi gonfiano, mi fanno diventare praticamente una mongolfiera, il mio ego si espande – ma solo momentaneamente – e il mio narcisismo partecipa alla gara di fuochi d’artificio di Locorotondo.

Sono felice perché sono cresciuta, perché sono autonoma, perché questo progetto era una mia creatura e l’ho visto diventare realtà. Sono felice perché faccio cose che a VaginaLand ne capiscono la metà e nessuno saprebbe farle al 50% di come le faccio io. E questa non è presunzione. Questo è un fatto.

E forse è ora che la Vagina aumenti le sue quotazioni sul mercato.

Insomma, cazzo, sono felice. Fanculo alla modestia, io me la godo!

53 thoughts on “Working Class Vagina

  1. 07.20 sono il primo qui, sono in ufficio, ho un tizio che mi osserva qui davanti e un tizio che sbircia il monitor di lato e non capisce il perchè delle bande fucsia.
    Già, suona il telefono.
    Ci sarebbero parecchie cose da dire sulle Vags al lavoro o sui Dicks al lavoro.
    Non è che ne abbia proprio la forza ora.
    Caffè, CAFFE’.
    Sì però complimentoni, vedere qualcuno ancora entusiasta del proprio lavoro mette di buon umore.

  2. Questi sono i post che dovrebbero aprire le giornate in ufficio! Ti caricano un po’. Specie se fai parte della schiera VaginaWorkingMothers: quelle che alle otto e trenta sono in ufficio e hanno già sistemato casa, dato da mangiare al gatto, svegliato, nutrito, preparato e accompagnato due figli in due scuole diverse, ed è solo l’inizio della giornata!
    Complimenti per il tuo progetto Vagi, goditela tutta.
    Ciao!

  3. “il mio narcisismo partecipa alla gara di fuochi d’artificio di Locorotondo” è MERAVIGLIA ALLO STATO PURO! AHAHAHAH!
    Complimenti, Vagina! E’ sempre una soddisfazione raccogliere i frutti del proprio stressante, incasinato e duro lavoro… E, soprattutto, vedere chi ci circonda vagare ancora nel buio, tentando di capire cosa cavolo abbiamo fatto.
    Sì, sono soddisfazioni!

    Clap clap, Vagina!
    Se potessi, ci aggiungerei anche una standing ovation, per te! ♥

  4. E non ci dici cosa è? Dai su, un indizio piccolo piccolo… Anco io ieri ero yippiyippiyeah per il mio lavoro. Oggi un po’ me la stanno facendo passera, ma mi sforzo di ricordarmi delle cose positive e dei complimenti (sbav sbav complimenti…) 🙂 Brava!

  5. Ciccia, scusa ma essendo analfabeta ho guardato solo le figure.
    Ma hai notato anche tu un impercettibile cuscinetto sul fianco destro di Wonder Woman??
    ps hei sei la migliore ma poi non vorrei che ci provassi con me, eh eh eh!
    Gine

  6. Buon Giorno Vagina! Anch’io sono stanca morta ma entusiasta di fare al meglio il mio lavoro! PS però tra poco mi stendo sul pavimento e cerco di raddrizzarmi la schiena, mi raccomando non ditelo a chi crede che io sia sempre a 1ooo!

  7. dura la vita della vagina…
    pensa che prima o poi ti toccherà accasarti e nel giro di poco tempo al ruolo di vagina impiegata felice dovrai aggiungere…
    vagina moglie affettuosa
    vagina mamma apprensiva
    vagina fedifraga in estro
    vagina casalinga incazzata
    vagina nuora
    vagina cognata
    vagina condomina
    vagina massaia
    i sintomi della decadenza li avvertirai quando ti ritroverai a fare la vagina pettegola e sentirai l’irrefrenabile impulso di scrivere un libro: “c’era una volta una vagina felice…”

    non ti mancano i mezzi per cogliere l’ironia,
    bel post, come sempre

    TADS

  8. quando leggo roba come questa godo come con la nicotina che ho accannato una settimana fa…leggo 3 righe all’ora e ti uso contro l’astinenza…e tutto questo tu lo offri gratis…boh…sei sicura di voler essere così generosa??

  9. “faccio cose che a VaginaLand ne capiscono la metà e nessuno saprebbe farle al 50% di come le faccio io. E questa non è presunzione. Questo è un fatto.”
    Ma quanto sono d’accordo? Ma quanto mi ci ritrovo? Adesso poche vagine dalle mie parti lavorative (prima c’erano solo quelle), ma la storia non cambia.
    Se non fossi così poco modesto… 🙂
    Goditi questo momento di trionfo, e metti da parte il ricordo: può servire… 🙂

    Mandi

  10. Bel pezzo, come sempre. Sarei curiosa di sapere come descriveresti il mio ufficio … vagine con utero non funzionante che sfogano il loro non essere madri con il prossimo precario …..

  11. Ridi pure perchè io sono una di quelle che ha deciso di figliare, sempre che tutto ciò che hai elencato consenta il miracolo!
    Sei sempre meravigliosa! Complimenti, e goditi più che puoi i tuoi momenti di gloria!

  12. bel post ! ti leggo con piacere ogni volta !! com’è vero tutto quello che hai scritto , ma questo nella fattispecie : Senza contare che, come genere, dobbiamo fare troppe cose e finiamo col pretendere di essere brillanti a lavoro, curate, in forma, giovani, piacenti, soddisfatte, accoppiate e felici, casalingue e felini da materasso, tutto da uno stesso corpo e da uno stesso cervello che si da il caso debbano pure gestire tutta quella faccenda delle sindromi pre, intro e post-mestruale. Parliamone.

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