Lolita

Ho rivisto Lolita, ieri sera.

Ho rivisto Lolita e non avrei dovuto farlo.

E’ successo per caso, stavo facendo zapping, completamente divelta dopo 3 giorni di riunioni. E sono inciampata in una discutibile Melanie Griffith che mostrava la casa al Professor Humbert. E no, lui ancora non l’aveva vista, la sua ninfetta, il fuoco dei suoi lombi, il suo peccato, la sua anima, il suo paradiso illuminato dalle fiamme dell’inferno. La sua Lo.

Era proprio l’inizio e tutto doveva succedere.

Perché sì, naturalmente io parlo del Lolita  del 1997, quello di Adrien Lyne, con Jeremy Irons che sto male e la colonna sonora di Ennio Morricone. Quello che Kubrick mi ha fatto le pippe, in confronto.

Mi sono fermata su Lolita. E non avrei dovuto farlo.

Lolita è un film che ho consumato, con la pelle e con la pancia, quando ero appena adolescente e attraverso lo sguardo immenso di Jeremy Irons ho forgiato la mia conclamata gerontofilia.

L’ho guardato. E riguardato. E riguardato. L’avevo registrato su una vecchia VHS, sopra un altro film, che era stato registrato sopra un altro film, che era stato registrato sopra un altro film.

Ho rivisto Lolita e ho avuto di nuovo 15 anni.

Ho amato di nuovo Humbert, ho desiderato di nuovo qualcosa di mostruoso e meraviglioso da vivere, ho pianto di nuovo per la sua mediocrità, per la sua debolezza, per il suo egoismo feroce, per tutto il male che le ha fatto. Ho pianto di nuovo per quegli amori che nascono storti, come le erbacce cattive, dove non dovrebbero crescere. Ho pianto di nuovo per quelli a cui capita di desiderare ciò che non dovrebbero, di sentirsi vivi nel peccato, fuori dalla misericordia di tutto ciò che è normale, o accettabile. Sono stata di nuovo lei, smorfiosa e inconsapevole. Sono stata lui, patetico e miserabile. Sono stata le loro urla strazianti, le loro risate contaminate di amarezza, sono stata di nuovo quel peccato inesorabile, quell’incontro di disperazioni, quella follia cieca, quel desiderio iperbolico di amare qualcuno danneggiandolo.

Ho ricordato com’ero, 12 anni fa, quando guardavo questo film. Ho ricordato quanta ansia di vita e di errori avessi. Ho ricordato quanto amore mi impegnassi a dare, e quanto dolore fossi capace di provare, e quanto riuscissi a sublimare il mio struggimento, come se proprio quello mi rendesse più viva che mai. Che non mi poteva bastare, limonare alla Villa Comunale, a me, per sentirmi viva.

Ho ricordato quanto, stando insieme al mio cazzetto 18enne,  invocassi il mio amore, devastante e morboso, consapevole del fatto che il mondo l’avesse per certo in serbo per me. Ho ricordato che Jeremy Irons mi sembrava bellobellissimo. Ho ricordato com’ero e ho sentito ancora esistere, schiacciata sotto il peso di una vita oppiacea e impegnatissima che non lascia spazio ai sentimentalismi, piccolissima, quella 15enne, in me, nascosta, tra il fegato e qualcosa di anatomicamente attiguo.

Ho ricordato com’era drammatico e rassicurante, pensare di poter amare qualcuno nella negazione, nel non poterlo avere, nel desiderarlo più di qualunque altra cosa al mondo e sentire le fitte nel ventre all’idea di non poter essere al suo fianco, per sempre. Perché allora ci si credeva al per sempre, cazzo se ci si credeva. E si credeva pure, allora, che Lui sarebbe rimasto per sempre Lui.

Ho rivisto Lolita. E non avrei dovuto.

Perché attraverso la loro storia, la loro pazzia, la loro colpa, ho rivisto me stessa. Ho pianto per quella prontezza d’amore che non ho più, per il coraggio di perdere l’equilibrio che ho smarrito. Ho pianto per gli errori meravigliosi e tremendi che ho fatto. Ho pianto per paura di non farli mai più.

Ho pianto. Poco. Perché non so più piangere tanto. Con grande compostazza. Senza smorfie.

Ho pianto con le lacrime che venivano giù, da sole. Taciturne. E adulte.

Ho deciso che devo averlo il dvd di Lolita, nella mia colonna dei dvd.

Devo averlo perché si può dire che quel film abbia parzialmente deviato la mia percezione delle relazioni, del giusto, dello sbagliato. Devo averlo perché mi sono accorta che dentro c’è la memoria di troppe cose.

Devo averlo per quando ho bisogno di piangere e non ci riesco.

Devo averlo per ricordarmi quanto ero appassionata, dieci anni fa.

Anche se, tutto sommato, c’è da dire che ieri era il mio PorcoCanePrimoGiornoDiCiclo

64 thoughts on “Lolita

  1. Sei un fenomeno.
    Sono arrivato alla fine con la bocca aperta e gli occhi spalancati e.
    La chiusura è roba da re di Svezia, palco e assegnone.
    Giuro.

    ps ad ogni modo piango sempre con Rambro rannicchiato tra le braccia di Trautman

  2. Articolo meraviglioso.
    Chiunque di noi, almeno in parte, sicuramente ci si ritrova.
    Nel mio caso, poi, in pieno, almeno oggi.
    E non è nemmeno il primo giorno di ciclo.

  3. Questo post mi ha fatto pensare che invece l’ultimo film su cui ho pianto io (perché, diciamolo, quella di piangere con i film è una forma di autolesionismo estremamente diffusa) è stato “Sul lago dorato”, con Katharine Hepburn e Henry Fonda: una storia d’amore alle soglie degli ottanta… Non degli anni ’80, ma degli ottant’anni dei protagonisti.
    E allora rifletto sul fatto che piuttosto che rimpiangere i miei 15, io già mi struggo per la mia vecchiaia… Che vorrà dire? Sono proiettata al futuro? Sono convinta di non avere un futuro? Non ho un cazzo da fare e sto qui a rimuginare sull’amore nelle diverse fasi della vita? In realtà dovrei lavorare… Bel post. Mai letto “Leggere Lolita a Tehran” di Azar Nafisi?

    1. Che cosa adorabile, forse dovrei vederlo.
      Quanto al leggere, purtroppo io non leggo. Sono ignorante. E’ che non ci riesco.
      Adorerei essere una che divora libri. Ma è un limite che non riesco a superare. E c’ho provato.
      Quindi, no, non l’ho letto…

  4. dici due enormi verità.
    che in quegli anni eravamo strutte.
    e che credevamo al per sempre di un amore negato.
    tre. perchè dici anche tra le righe che poi siamo diventate grandi.

    tu scrivi benissimo, ma proprio benissimo.
    io vado da ricordi a cercare il dvd di lolita.

  5. Hai 27 anni. HAI 27 ANNIIIII????? Non è possibile, ne hai 77, o 57, o forse 47 di una vita vissuta intensamente con testa e animo sempre all’erta a imparare. CHI sei? Sei NATA già AVANTI? Sei Di PIU’. Straordinaria. E tanto rara, temo…

  6. Ciao Ragazza! Premesso che tu scrivi benissimo e che le emozioni dei 14 anni le ricordo anch’io, forse sarò una voce fuori dal coro, ma a me quel film…..mette angoscia. Insomma a 14 anni guardavo i miei coetanei non quelli che potevano essere mio padre.

    1. amico, se non l’hai mai visto vedilo.
      so che non potrai vederlo al primo giorno di ciclo e non potrai provare un’empatia al 100%. ma potrai avvicinarti.
      sei di animo valido, io lo so 🙂
      per il resto, grazie mille, davvero.
      bacioni
      v

  7. Vai tranquilla che, man mano che passeranno gli anni, sul tuo cammino incontrerai sempre più vecchietti che cazzetti 18enni. E meno male che, a quanto capisco da ciò che scrivi, sarai capace di apprezzarli!
    Ah, per finire: trovo che tu abbia veramente tanto stile.
    😀

  8. “Ho pianto per quella prontezza d’amore che non ho più, per il coraggio di perdere l’equilibrio che ho smarrito. Ho pianto per gli errori meravigliosi e tremendi che ho fatto. Ho pianto per paura di non farli mai più.

    Ho pianto. Poco. Perché non so più piangere tanto. Con grande compostazza. Senza smorfie.

    Ho pianto con le lacrime che venivano giù, da sole. Taciturne. E adulte.”

    Quando si è come te, che mica è un caso che io ti legga (oltre al fatto che scrivi bene) ti leggo perchè mi ri-vedo, anni fa, mesi fa, settimane fa… quando si è così, come sei, non si smette di fare errori. Non si disimpara il coraggio di smarrire l’equilibrio, non si cambia. Non diventerai mai una figadilegno, di granito, una gnappa, come si dice dalle mie parti.
    Scoprirai anche in età inaspettata che quel fuoco c’è sempre, e ti ritroverai a piangere come a 15 anni anche se ne avrai 35 o 45, anche se non crederai più al per sempre.

    Bacioni Vagy…

  9. Ciao, mi hanno linkato questo tuo post e l’ho letto e riletto ed ora vado a leggermi anche altri tuoi post.
    Anche io ho ventisette anni ma purtroppo Lolita, il libro, l’ho scoperto e letto solo molto tardi (23 anni), il film l’ho visto per la prima volta l’altra sera in TV, anche io per caso, quindi mi ha sicuramente emozionato ma non mi ha fatto provare quelle emozioni fortissime che tu descrivi e che probabilmente avrei provato anche io se lo avessi letto da adolescente, tanto più che sognavo anche io amori impossibili e grandiosamente appassionanti ma di ragazzi non ne avevo nemmeno uno.
    Ah, io sono in pienissima sindro pre-, ormoni in discesa rapida!XD

    1. Benvenuta sorella!
      Questo blog è un esperimento sociale per trovare una cura non definitiva agli scompensi emotivi causati dal premestruo! 🙂
      Quanto al resto sì, quelle emozioni pazzesche sicuramente nascevano anche dall’età in cui ho guardato per la prima volta il film…
      che, ribadisco, devo avere.

  10. Sai, vorrei tornare anche io quella quindicenne. Ora che mi ci hai fatto pensare, mi rendo conto di esser cambiata, tanto. Mi sento più disillusa, meno sognante… Anche se continuo, insistentemente, a vivere d’impulsi… Solo che, con l’esperienza, so che i miei impulsi porteranno a reazioni x o y. Né più, né meno di quel che già so. Mancano le attese infinite, i sogni, le fantasie, i pianti disperati ed i sorrisi liberi da schemi….

    “Anche se, tutto sommato, c’è da dire che ieri era il mio PorcoCanePrimoGiornoDiCiclo. ” è FANTASTICO. E non è il primo giorno di ciclo, per me. Ma sono in piena sindrome pre-mestruale… E ci può stare lo stesso! AHAHAH!

    Love U, Vagina! ♥

  11. facciamo che quantoèfigoiltuomododipensareequantoèancorapiùfigoilmodoincuiloscrivi non te lo dico più per le seguenti, semplici e drammaticamente ovvie ragioni:
    – perché è vero e lo sai bene;
    – per non risultarti noioso;
    – per non dire sempre le stesse cose;
    – perché i sinonimi prima o poi finiscono;
    ma soprattutto:
    – perché non si può arbitrariamente decidere di infrangere regole basilari come mettere la virgola fra il soggetto ed il verbo o, chessò, eliminare il complemento oggetto solo per dissimulare, dal punto di vista estetico, un concetto che, pur se declinato in mille ed impossibili modi, ha sempre lo stesso significato! Non è corretto! E’ sbagliato! Tutto questo mina la mia psiche! Capisci???

    Detto questo ( :)))))))) ), hai ragione! Che bello il ricordo di quelle fitte! Ma ancora più bello è sapere che “ancora se pò fà “…fino a quando uno lo vuole…il problema vero, crescendo, è volerlo!

    1. ahahahaha c’hai ragione.
      è che quando scrivo seguo i pensieri come vengono e mi perdo le norme grammaticali di base, lo so che mi partono le virgole a tromba, ma sticazzi. mica è un tema. quella del complemento oggetto nun l’ho capita. cioè non mi viene in mente. oppure sono le 2 di notte. insomma, me la spiegherai davanti al caffé.

      quanto al resto: tu ci credi che “ancora se pò fa”?
      quanto al resto ancora: no, non temere di annoiarmi facendomi complimenti. lo sai che sono la mia zona erogena preferita 🙂

      1. oddio!
        Io volevo solo farti un grande complimento e dire, in modo ironico e divertente (ma sarebbe meglio dire, a questo punto, in modo poco chiaro e poco divertente), che scrivere “quanto sei figa” in modo sgrammaticato od astruso non cambia il fatto che tu lo sia (figa).
        Insomma, intendevo qualcosa del genere. Ma quello che si esprime male sono solo io!
        Di sicuro non mi permetterei mai di criticare te e nessun altro sull’uso della grammatica o sulla sintassi anche perché non sarei nemmeno in grado di farlo!

        il resto: si, se pò fà!
        il resto ancora: ok, forse continuerò a giocare con le tue zone erogene 🙂

  12. ciao,brava,scritto bene.Il tempo passa e tutto migliora anche se non sembra.Ti manderei una mia foto,se avessi la tua età.Ne ho molti di più e, mi dicono, che assomiglio anche al tuo ex-idolo jeremy.Complimenti a presto.Robertos.

    1. ahaha “ex-idolo”, non esageriamo.
      non è che c’avevo i poster di jeremy irons appesi in camera. o meglio, jeremy irons c’è stato, ma su una locandina con leonardo di caprio. sì, ma brutte storie di adolescenza. meglio lasciar stare 🙂
      se tutto migliora non lo so. lo spero. ecco.
      grazie e ciao
      v

  13. Jeremy Irons è uno dei pochi attori capaci di prodursi in interpretazioni da oscar vestendo i panni della debolezza maschile

    “Lolita” e “Il male” rappresentano i due scenari più laidi che un uomo maturo possa vivere, il baratro, l’oblio dell’essere che annega nello stagno dei sensi malati. In fondo lui ha portato sullo schermo ciò che tantissimi uomini e tantissime donne, anche adolescenti, vorrebbero vivere ma non hanno il coraggio di farlo.

    TADS

      1. Ops, mi rendo conto adesso di aver scritto un commento ambiguo senza volerlo. 😀 Intendevo dire che è un post talmente bello e profondo che merita di essere riletto (se capiva, sì?)

  14. Dio…forse te l’avra` detto un sacco di gente,ma hai praticamente scritto cio che penso.Ho 23 anni ma da quando ne avevo 13 e ancora oggi, che sento questo impulso piu forte di me…grazie…

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