L’amore arriva quando meno te l’aspetti

“Scusa se t’ho fatta aspettare tesò, ma c’era una fila al cesso, che poi non capisco, c’erano 4 uomini in coda…ma che fine hanno fatto i maschi che pisciavano in mezzo alla strada?”

Su questo quesito esistenziale è iniziata la mia serata con indievagina.

Indievagina è la mia unica amica single e io la ringrazio e la benedico, per esserci, per essere single, per affrontare la vita così come l’affronta, per svegliarsi più tardi di me alla domenica, per cenare più tardi di me alla sera, per bere tanta birra quanta ne bevo io, forse anche di più.

Siamo andate al Mom, che è un posto dove la gente beve e parla, dentro la musica è quasi sempre accettabile e fuori c’è un grande olezzo d’erba, che giova sempre. Ci siamo arrivate bevendo una 3/4 di Menabrea, che camminare con una bottiglia in mano è una roba che mi fa sentire sempre troppo giovane, come quando ero a Bologna, e la serata si faceva così, tra Zamboni e Santo Stefano, tra Piazza Verdi e via delle Moline, dove l’odore di Bombocrepes si mischiava col puzzo di piscio sotto i portici, e la luce giallognola stemperava il rosso dei mattoni medievali.

Siamo arrivate al Mom e abbiamo preso il primo giro di birra.

E ci siamo appostate fuori dove, tracannando e fumando (perché abbiamo decretato che bere birra senza fumarci sopra è come un coito che s’interrompe sul più bello) ecco, tracannando birra e fumando abbiamo parlato della nostra quotidianità. Del fatto che lavoriamo troppo e che parliamo troppo di lavoro, che lavoriamo troppo e guadagniamo troppo poco, che non abbiamo il tempo per fare tutto quello che Milano permetterebbe di fare, che non abbiamo novità sentimentali tranne certi flirt improbabili, che non ci facciamo prendere dall’ansia, che no, alla psicosi del non-mi-innamorerò-mai-più-porco-mondo bisogna resistere, che ci sarà da stilare un piano quinquennale per resistere all’inverno, che si, naturalmente si potrebbe scopare, volendo, ma che ritrovarsi un EgoFrocio che guardandoti la patata dica qualcosa come “La prossima volta però ti depili proprio tutta”, cioè, anche no. Voglio dire, ma vai a cagare: il pube è mio e lo gestisco io, cosa credi, di stare dentro Le Età di Lulù?

Abbiamo parlato del fatto che siamo vagine metropolitane e che forse la poesia tornerà, o forse no. Ma nel mentre noi dobbiamo ascoltare tanta musica, e bere, e ballare, e cantare fino a graffiarci la gola.

E quando necessario, dobbiamo anche alienarci sul divano.

E abbiamo parlato di quanto odiamo quella roba lì, che laggente ti dice, quando sei single, come se non si rendesse conto di risultare insopportabile, un’incitazione alla violenza praticamente. Ecco, quando laggente ti dice: “Tranquilla (che poi, tranquilla cosa? Non mi pare di star avendo convulsioni), l’amore arriva quando meno te l’aspetti“.

Che tu vorresti sempre rispondere: “Egregio interlocutore della minchia, ma secondo te, se vivo in una società il cui intento principale è la parcellizzazione strategica della collettività in gruppi di 2 o di multipli di 2, se mi incammino verso i 30, se sono già in una fase della vita in cui risulta parzialmente stigmatizzante non avere un partner, che al di là delle sciocchezze sentimentali un partner fa sempre comodo, in quelle circostanze come cazzonesò, capodanno o le vacanze estive, ecco ma soprattutto, se non provo un brivido nel ventre da così tanto tempo che non sono nemmeno più sicura di averlo provato mai, ecco, di grazia, secondo te, gentile interlocutore della minchia, può esistere un momento in cui la Cenerentola che mi abita il deretano non si aspetti di trovare il cazzetto of her life tra i piedi?

Ti rispondo io: NO.

Non c’è.

Quella lì, Cenerentola del deretano, ce l’avemo tutte. E quella si fa i suoi film, se l’immagina, pensa a cosa proverà quando potrà di nuovo abbandonarsi all’illusione di essere innamorata e sentirà quella roba che parte dalla pancia e scende per le cosce e poi torna violenta nello stomaco. Quando giusto o sbagliato sticazzi. Sottrarsi è inesorabile. Abbandonarsi è sublime.

Ecco, perché quell’infame pensa sempre a ste cose, e le pensa in autonomia. Noi vagine, razionalmente, possiamo ignorarla, possiamo drogarla di xanax, possiamo pensare-a-noi-stesse-concentrarci-sulla-nostra-autonomia, possiamo spacciarle la nostra indipendenza come fosse oppio, possiamo ricordarle quanti limiti impone una relazione, quanto non saremmo felici nemmeno in coppia perché quando avevamo un compagno passavamo tutto il tempo a criticarlo. Insomma, noi possiamo fare delle azioni cerebrali contro quella Cenerentola lì. E possiamo anche vedere più mazze di una sacca da golf, ma non c’entra, perché quella prima o poi si sveglia e inizia a molestarci.

E inizia a farci sentire che, dopotutto, qualcosa ci manca.

E che la pretesa di bastare a se stesse è un tantino ipocrita. Un tantino presuntuosa. Un tantino bucolica.

Io e indievagina abbiamo bevuto e parlato del fatto che siamo vagine metropolitane e che forse la poesia tornerà, o forse no. Ma nel mentre noi dobbiamo ascoltare tanta musica, e bere, e ballare, e cantare fino a graffiarci la gola. Abbiamo riso delle nostre incertezze e abbiamo camminato in un sabato notte autunnale, di un autunno non ancora inverno, non ancora freddo.

E abbiamo deciso che dobbiamo essere leggere, perché in realtà un giorno questa libertà ci mancherà.

Forse anche questa città.

Forse anche le birre al Mom alle 2 di notte, parlando di tutto quello che ancora non abbiamo, invece che di tutto quello che abbiamo già.

74 pensieri su “L’amore arriva quando meno te l’aspetti

  1. eeehh si,l’amore è proprio così,intanto che arriva sto giro di birra visto che è uno spasso leggerti/vi mi piacerebbe offrirtelo..

    alla salute

  2. Minchiammè, c’ho messo dieci anni di più per fare i conti con Cenerentola e capire che l’unica è abbandonarmi al suo inesorabile sopravvento (e nel frattempo, chiacchierare, bere, leggere, ballare e godere di tutto quello che abbiamo già)

  3. Adoro quando laggente considera essere single come una condizione patologica e ti dice parole di confort con tanto di pat pat sulla spalla, Passerà e un giorno sarai magari tu a consolarli per le loro scelte di comodo (di un partner che non amano ma che riempiva un vuoto geografico e emotivo così come lo potrebbe riempire un soprammobile di quelli orrendi) che si sono rivelate un fallimento.

  4. Mi rendo conto, leggendo, che ogni situazione perpetrata troppo a lungo diventa costrittiva e difficoltosa. Io ho in mente l’idillio dell’essere single, visto che con due bambini che mi chiamano anche quando sono in gabinetto, un marito, una gatta e 4 pesci da badare, agogno una giornata di solitudine come fosse oro. Ci vorrebbe più equità nella vita, invece chi ha “troppi” affetti e chi niente! porca Iannazza!!! Sono stata anche io single, così sola da ritrovarmi a parlare con lo specchio del bagno, e adesso ricordo quanto brutto fosse certi sabati… Eppure, certi giorni invoco lo spirito della singletudine che mi venga a rapire e mi porti via da questo mondo costantemente invaso da Peppa Pig e Barbapapà! E mi ritrovo a letto, isolata dal gruppo famiglia, a giocare a Bubble on line: finalmente S O L A!!!
    Ognuno c’ha le sue rogne!! E il numero perfetto, nella vita, è il due…
    Chissà che il nuovo amore ti arrivi presto, dai!
    C.

    1. È che l’essere umano desidera sempre quello che non ha. Inoltre succede che i ricordi brutti svaniscono e rimane solo il lato fiabesco delle cose, siano esse la singletudine o la vita di coppia.
      Non è facile, ma bisognerebbe sapere godere di quello che si ha, mentre spesso un’inquietudine – che tu chiami Cenerentola e che un accoppiato potrebbe chiamare Peter Pan – ci prende e ci fa sognare un universo diverso da quello in cui viviamo.

  5. già..la gente non fa che dire “prima o poi lo troverai” e io apporto esattamente le stesse tue motivazione sulla quasi impossibilità di trovarlo. In più aggiungo che i 30enni decenti sono tutti sposati o fidanzati e che io lavoro in un mondo composto esclusivamente da donne. Seppelliamo Cenerentola che è meglio..

  6. Porcavacca, come mi ci rivedo in questo pezzo! Da Zamboni a Santo Stefano (e il Pratello no?), dall’amica Indivagina all’Egofrocio di turno, per non parlare delle birre e le nottate a cercare di imbavagliare quella guastafeste di una Cenerella. La gente che non si fa mai i cazzi suoi e appena sei “diversa” ti etichetta come patologica poi è una costante della vita (della mia di vita, almeno).
    Adesso gli -enta gli ho passati da un pezzo, ho due figlie, un ex-marito, ho impalato la mia Cenerentola sul bastione più alto della mia vita, e ora, solo ora, finalmente mi godo la mia vera libertà, felice di tutto quello ho, e che ancora posso conquistare. Amen. 😉

    Pezzo grandioso. Complimenti!

    1. Ahahah ecco, bene, il Pratello meno. Mi era più lontano. Sai, sono sempre stata fortemente dinamica.
      Detto ciò, mi pare l’approccio giusto: quello che ho e quello che ancora posso conquistare. Amen sì, sorella 🙂

  7. “E che la pretesa di bastare a se stesse è un tantino ipocrita. Un tantino presuntuosa.”

    “E chiacchiere non ce ne vogliono” (cit.)
    Dovresti essere una mia vagina maestra. Se la SIV ti permette comunque questo… vediamo cosa porta questo inverno a tutte quante.
    Io intanto rimango e ascolto, col calendario sotto mano che non so quando andare in ferie. Maledizione.

  8. “E abbiamo deciso che dobbiamo essere leggere, perché in realtà un giorno questa libertà ci mancherà.” Dear Vagi, te la do come certezza. Da retta a ‘na scema! Quindi ascolta tanta musica, bevi balla e trallallero trallallà! Per quanto riguarda “cla.”, io ODIO Peppa Pig, non ne posso più. Ho in progetto di aprire un circo dei Peppa Pig anonimi come diversivo alla libertà da single. L’AMAREZZA.

      1. Peppa Circus e Pokemonbakuganmonsunodinofronzbentencheildiavoloseliportitutti… soprattutto il figlio di troia che ha deciso che PER FORZA ormai ogni cazzo di cartone animato ha le sue belle carte da edicola di ‘sta minchia.
        Scusa Vag se ho abusato dello spazio con uno sfogo, ‘nse ne può più davvero.

      2. @metalupo: MITICO!!!! Che classe. Ti voglio nel mio chioschetto: io preparo lo Spritz, tu porta le carte! 🙂
        @parzialmenteintera: ricordato qualcosa di ancor più stupefacente? Occhio che potrei rilanciare coi Teletubbies…

      1. Beata te Vagi, Beata te! Tu si che sei giuovine e fresca! @Gioia…percaritàdeddio! @Metalupo quanta verità.. belli i tempi di Dartagnan, Snorky, Jem e le Hologram. Vabbè basta che me viè da piagne!

  9. Dio quanto ti amo, Dio quanto mi capisci. Quando ti leggo è come se capissi che non sono solo, che esistono altri esseri umani che bevono birra e le cui sinapsi trasportano gli stessi messaggi che trasportano le mie.

    Venerdì sera ero in un locale a festeggiare quelle piccole cose che vanno di merda, sai, quelle cose che la gente ti dice *Eh ma ci sono cose peggiori*, e te lo dice proprio la gente che non le ha, le cose peggiori, e non ha nemmeno quelle piccole cose che vanno di merda.

    Senza che nessuno gli avesse chiesto niente, un tizio che ho visto una sola volta in vita mia, si avvicina e mi dice: “Ale, non cercare l’amore. Se non lo cerchi arriva”. Io ci ho bevuto su un Negroni e poi un Invisibile, perché non avevo le forze per rispondere. Ma ora mi stampo questo post e la prossima volta che lo vedo glielo spiaccico sul muso.

    1. ahahaha solo per dirti, bello di zia, che l’amore è ricambiato.
      e sì, portagli il pezzo in cui lo definiamo interlocutore della minchia.
      senti ma se ti presentassi frecciagrossa così poi diventiamo semi-parenti?? 🙂

      1. Ho appena pubblicato su facebook questo post, premurandomi di riportare il pezzo in cui ci si rivolge all’egregio interlocutore della minchia. Magari sono fortunato e lui lo legge! *___*

        Io voglio conoscere Frecciagrossa! Sta lontano eh, però magari possiamo essere fidanzati in maniera discontinua, tipo il 26 di ogni mese, così saremo semi-parenti il 26 di ogni mese! ♥
        Frecciagrossa se ci sei batti un colpo (è una metafora)

      2. Secondo me non sta mica così lontano come credi tu.
        Però t’avverto: quello è una sgualdrina.
        Mentre tu sei così adorevole! 🙂
        Infatti Frecciagrossa non batte colpi, non qui, almeno 🙂

  10. Mi fai ricordare di quando passavo serate così con una delle mie due migliori amiche: eravamo entrambe “ufficialmente” single e credevamo di avere la chiave di lettura dell’intero universo. Oggi FAcciamo meno serate così ma le chiaccheirate sono le stesse e per noi erano, sono e saranno sempre “le serate sui massimi sistemi”. =)

  11. Io quando ho voglia di amare non ho bisogno di fare tanta fatica, di occasioni per amare ne trovo tantissime. Il problema nasce quando sento il bisogno che qualcuno ami me, ma per fortuna succede di rado. Comunque da anni mi domando se “single” sia uno stato intermedio tra due stati “impegnata” o una scelta di vita. Nel secondo caso l’amore è un grazioso optional, o no?

    1. beata te che trovi tantissime occasioni per amare. io ne trovo così poche che, fossi capace d’amore, prenderei un gatto.
      quanto alla tua domanda, non credo né che sia un semplice limbo né che sia una vera e propria scelta di vita.
      in realtà non lo so cosa sia. è una condizione di vita. che può durare più o meno a lungo, a seconda del caso o della nostra resistenza al ripiegare su scelte di comodo.
      questo, credo.
      ma potrebbero essere tutte sonore stronzate!
      ciao
      V.

  12. Tra Cenerentole e Principi azzurri che si sono irrimediabilmente trasformati in ranocchi, sempre meglio una serata alla ricerca di un fagiolo magico. In un altro mondo, chissà… laggente si dà da sola una pacca sulla spalla a pensare a quanto tempo si spreca nell’attesa.

  13. io dico che ciò che conta non è tanto il fatto di sapere che arriverà. e per fare cosa? mettersi ad aspettarlo? ennò, eccheamarezza! che poi, ok, sì sì, dice “quando meno te lo aspetti”, e grazie! che te mandano ‘na lettera prima? “gentile Vagina, siamo lieti di informarLa che, come da Sua richiesta, l’Amore della Sua vita è appena partito da…e viaggia con un ritardo di…ci scusiamo per…”
    credo che, invece, la cosa importante sia come ci si ponga in determinati passaggi della propria vita…cioè, invece che mettersi contro vento, alle volte e se jela fai a tene’ a bada Cenerentola, bisognerebbe, semplicemente, farsi trascinare dalle onde, e dagli eventi. che si sa, a opporre resistenza al mare, il più delle volte, si fa un gran culo, ed inutilmente!

    P.s.
    12.11.2011. notavo che questa è la data del primo post del blog. io ti seguo da luglio. ed ogni volta ad aspettare il prossimo articolo, che quando ritardi, rispetto agli intervalli medi, se sente che manca qualcosa nell’aria, a chiedersi “che succederà?”, “che ce racconterà?”. come con quel libro che ti fa sbroccare, che vorresti non finisse mai. che te lo leggi, di proposito, poco alla volta, e torni indietro per capire-proprio-bene-cosa-volesse-dire-in-quel-passaggio-e-per-guadagnare-un-po’-di-tempo-in-più…
    …tutto questo per dirti: scopa, fidanzate, sposate, alcolizzate, comincia a fa’ ‘e rapine, te e l’ amiche tue, matteprego, te prego, continua a scrivere questi tuoi post, così fottutamente fighi. e in questo tuo modo, così fottutamente speciale!
    tanto Le dovevo.

  14. la birra, è la birra che aiuta queste splendide riflessioni… perché il vino ubriaca, la birra invece unisce il mondo dietro a riflessioni cosmiche… a splendide riflessioni cosmiche.
    Stefano

  15. Vagy, te l’ho detto pure io che l’amore arriva, prima o poi, e quando meno te l’aspetti. Arriva e poi finisce. Poi passa del tempo e ne arriva un altro, e poi basta, che io non credo che nella carriera sentimentale di una donna possano esistere più di due amori, di quelli veri, giusti, saporosi e coinvolgenti. Tutto il resto sono storie un po’ così, a volte anche carucce ma che vanno prese con le pinze e guardate ben bene prima di buttarcisi dentro. Epperò mi sento di dirti che la condizione di single migliora con l’avanzare dell’età, la si vive bene, serenamente. Mioddio che commento da vecchia… ma oggi va così.
    Con Bombocrepes m’hai pugnalato. Nata e vissuta in via D’Azeglio, laureata in lingue a Magistero, il mio frociamico vive tutt’ora in piazza Aldrovandi, capisci…
    Baci!

  16. Buon giorno Ragazza, tranquilla……al paese di mia madre, in Puglia, mi chiedevano perchè non ero fidanzata già a 15 anni, e l’Amore è arrivato a 22, anzi non è che è arrivato, è sempre stato lì, solo che me ne sono accorta dopo 8 anni di amicizia. A Roma poi le cose non sono diverse che nel paese, anzi è la fiera dell’assurdo: qualche buontempone senza un cavolo da fare è andato a dire in giro che mi sono sposata………adesso almeno lo sò anch’io, tempo mezza giornata lo sapeva tutto il quartiere tranne il mio ragazzo!

      1. Si, mi ha chiesto se per caso abbiamo anche una figlia che gli somigli. Gli ho detto: ” Hai visto? Stai così bene con me che di certi dettagli neanche te ne accorgi!”.

  17. Ecco. La fitta al ventre: la provi sempre di meno, sempre meno spesso e quasi mai per un tipo nuovo con cui “intrallazzi” e allora ti chiedi “Ma sono io il problema? O sono gli altri?” da perfetta idiota! E allora ci metti sopra musica e bevute e risate con l’amica indie di turno con cui vai a ballare alla Flog o altrove, cercando tra la folla quella fitta al ventre e che ti fa sentire viva. Perché anche se qualcuno – ogni tanto – può interessarti, quella scarica di corrente in un punto preciso e profondo, la provi rarissime volte… e ti manca tanto.
    [è la pioggia, il mestruo (maledetto!), il fatto che tu hai scritto di me e la tonda consolazione di non esser la sola… magra non potevo scriverlo! Fiamo fieramente curvy, o no?!?! ;)]

      1. Sì, sei un genio!
        Ho scoperto da poco il tuo blog e sto sfruttando ogni secondo libero per leggere tutti i post arretrati.

        COMPLIMENTI!!!

  18. io di discorsi del tipo “non ti preoccupare che uno stronzo che ti si pigli lo trovi pure tu” me li sorbisco nei contesti più improbabili. scegli tu cosa è meglio: mentre sto a donare il sangue, nel frattanto che l’estetista mi strappa le sopracciglia, nel corso di una veglia funebre, dalla ginecologa mentre ho uno speculum lì.
    Laggente si fa troppo gli altrui cazzi.

Parla con Vagina, Vagina risponde

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