Un Cuore per LILA

Se c’è una cosa positiva negli uomini che ho frequentato (biblicamente) in questo ultimo anno (la quota è così fortemente risibile che a breve dovrò candidarmi ai campionati mondiali di frigidità), c’è che buona parte di essi si è rivelata, con mia somma sorpresa, sensibile all’uso del profilattico.

Ciò mi ha ben disposta, perché a onor del vero ero abituata a frequentare cazzetti nati nei late Seventies che erano strenui sostenitori del Salto della Quaglia, come se fosse il più accreditato metodo anticoncezionale approvato dalle Nazioni Unite e dal Concilio Vaticano Secondo e come se l’unica forma di prevenzione di cui preoccuparsi fosse quella dalle gravidanze.

In verità spesso i cazzetti sono portatori ignari di infezioni che, siccome c’hanno culo, su di loro non esercitano alcun effetto, mentre su di noi possono avere esiti imponderabili, dalla candida all’hpv e al conseguente terrore psicologico indotto in merito al tumore alla cervice uterina. Perché Dio è chiaramente misogino, e questa è un’evidenza.

E poi ci sono i casi più gravi, quelli che inguaiano tutti, come l’HIV.

Ora, noi tutte sappiamo benissimo quanto proteggersi sia importante, e lo sappiamo perché siamo cresciute negli anni novanta, quando  a cena passavano la pubblicità dei preservativi Control e candidamente chiedevamo ai commensali cosa fossero i preservativi. Ricordo che avevo 8 anni quando mia cugina, 10 anni più grande di me, mi disse che mi avrebbe dato 50.000 lire se fossi andata a porre la suddetta domanda a suo padre, mio zio.

Noi tutte sappiamo quanto proteggersi sia importante perché abbiamo scoperto dell’esistenza di Bruce Springsteen piangendo davanti a Philadelphia, perché abbiamo letto fin dalla più tenera età approfonditi educational su Top Girl su come bisognava applicare il profilattico all’augello, perché abbiamo memoria definita dei nostri compagni di classe che in gita si portavano scorte antiatomiche di condom, nemmanco stessero per passare 5 giorni con Lisa Ann.

E ciononostante, prima o dopo, può succedere che la diamo via senza profilattico.

Succede per esempio quando siamo piccole, succede quando siamo convinte di conoscere il ragazzo con cui stiamo andando a letto neanche potessimo conoscere le abitudini sessuali di tutte quelle che s’è fatto prima di noi, succede quando pensiamo “figurati se capita a me”, succede quando la persona con cui siamo adduce argomentazioni inoppugnabili come:

– E’ troppo stretto, mi stringe, mi fa male (Cosa sei, un cavallo? Comprati i cappucci per peni conformati, cosa ti devo dire)

– A me piace nature (infatti non è che il mio sia buon senso, sono semplicemente una fan del lattice e l’idea della carne tua dentro la carne mia, così, senza barriere, mi causa conati di vomito, pensa)

– Sento di più senza (sentiresti di più anche se non te la dessi affatto?)

– Mi piace sentirmi libero (disse il pene incatenato dalla gomma)

– Non mi piace venire nel preservativo (così parlo lo sperma con mire espansionistiche)

Ora, senza raccontarci le favole: il preservativo non deve essere una variabile. Non è argomento di trattativa. Non è necessario scopare, se non si è d’accordo sul suo utilizzo. E volendo si può giocare lo stesso, basta avere fantasia, voglia di divertirsi e buona parte del campionario di accessori e giocattoli durex, nel caso (durex, ti decidi a mandarmi tutti i tuoi prodotti a casa, o cosa?).

Il sesso, per voi che lo praticate assiduamente intendo, è e deve essere un atto meraviglioso, sano, liberatorio, declinato secondo le soggettive preferenze e inclinazioni. E va benissimo così. Ma non esiste un solo cazzetto per cui valga la pena ammalarsi, né nello spirito, né nel corpo. Questo dovete, dobbiamo, ricordarlo. Sempre.

Proteggersi è un atto di intelligenza fondamentale. Per noi e per la persona con cui stiamo.

Per noi e per la persona con cui staremo.

Perché a volte succede di ammalarsi quando si è già parte di una coppia, laddove uno dei due non è stato attento prima o magari ha rapporti non protetti con terzi che, io dico, vuoi farti inchiappettare da un viados in tangenziale prima di tornare a cena da moglie e figli, fai quello che ti pare, l’ano è il tuo, però, buttanaeva, vuoi proteggerti? Vuoi farlo per rispetto di te stesso e della persona con cui spartisci la vita?

Perché Chiara, per esempio, ha 20 anni ed è sieropositiva. E’ stata infettata dal suo ragazzo che non sapeva di avere l’HIV. E la sua vita non sarà più la stessa. E io scopro di lei, scopro che questo argomento che consideravo superato è invece attualissimo perché un mio contatto mi segnala la campagna “Un Cuore per LILA“, la Lega Italiana Lotta contro l’Aids che fino al 3 novembre raccoglie fondi per il Progetto “DONNA – Prevenzione al femminile”. Anche se io l’avrei chiamato “VAGINA – prevenzione al femminile”, ma questo è un di cui.

A quanto pare, infatti, siamo proprio noi le più soggette al contagio dell’HIV, che continua ad aumentare e proprio a causa del sesso non protetto. E, dunque, per chi volesse, sarà possibile inviare un sms solidale al numero 45508 per donare 2 euro che confluiranno nei fondi destinati alla realizzazione di campagne di informazione e sensibilizzazione rivolte alle donne.

Ma, in ogni caso, donazione o non donazionoe, parliamone ogni tanto.

Parliamone con la gente. Parliamone, di prevenzione, perché gli anni novanta sono finiti, ma c’è ancora un grande lavoro da fare.

E noi, vagine, stiamo attente.

Stiamo attente a distinguere cervello, cuore e vulva. Ricordiamoci, vagine, che un uomo che nel 2012 si rifiuta di usare il profilattico è con buona approssimazione un idiota e chiediamoci se valga la pena metterci a repentaglio la salute per un coito che con buona probabilità sarà anche inappagante.

Stiamo attente a scegliere un partner abbastanza sveglio da sapere che il preservativo non è un optional, mai.

Stiamo attente ad amarci con quella fermezza e quella totalità con cui, forse, solo noi possiamo amarci.

Proteggiamoci, vagine.

Sempre.

62 thoughts on “Un Cuore per LILA

    1. Malattie che sembravano debellate in occidente, come la sifilide, da qualche anno sono tornate ad infestarci, e vengono colpevolizzati i social network (vedere fonte: http://www.corriere.it/salute/10_marzo_24/facebook-favorisce-sifilide_fc564ee6-3755-11df-bfab-00144f02aabe.shtml). I partner occasionali aumenteranno pure i rischi di contrarre malattie sessualmente trasmissibili, ma se non si dispone di un cervello funzionante, difficilmente ci si salva. Milano ha il più alto numero di sieropositivi di tutta Italia, anche fra gli over 60 (merito del Viagra), e nonostante tutto c’è troppa gente che chiede rapporti sessuali non protetti, anche con prostitute. La nostra salvezza è in mano alle donne, visto che non tutti gli uomini ci arrivano. Basti pensare che nel mondo gay esistono ancora le piattole….. non perché i gay siano peggiori degli etero, ma per l’appunto sono esattamente come tutti gli uomini. L’unica differenza è che gli etero devono fare i conti con l’intelligenza femminile. Ragazzi, prevenzione e controllo. La vita è una sola! Grazie Vagi.

  1. Uomini che non hanno capito un cazzo. Il profilattico viene anche buono come alibi per giustificare eventuali prestazioni non propriamente virili.
    Me l’ha detto un mio amico.

  2. “un uomo che nel 2012 si rifiuta di usare il profilattico è con buona approssimazione un idiota”: in realtà è un idiota senza alcuna approssimazione, anzi in maniera molto molto esatta.
    Bel post, complimenti!

  3. Chapeau.
    (anche se ormai è un’espressione inflazionatissima al pari di “spread” e “top player”).
    Che poi, anche se quoto l’intero post purelevirgolecioètedicotuttotutto, insomma, non è che il salto della quaglia o il calcolo del kuklus siano esattamente i metodi più efficienti per dire no! ai Plasmon, no! ai Pampers, no! alla Chicco. Che poi se c’hai 16 anni e fai il test di gravidanza con la frequenza di un taglio di capelli, non è mica bello.
    Che poi se mi vieni a dire che la colpa del DVD degli Afterhours ti annego nel Tantum rosa.

  4. ciao.
    un tema tanto serio e delicato, e, il più delle volte, vissuto o con superficialità o con terrore, dovrebbe essere sempre trattato con questa normalizzante, ma puntuale, disinvoltura.
    brava!
    e grazie a quelli di LILA!
    sms inviato!

    r.

  5. Grande ♥

    Dovresti diventare testimonial di queste cose, visto che secondo me ne salva di più un post così che un banchetto nei centri sociali.
    Ah, e anche della durex, così poi hai un sacco di cose da regalare agli amici.

    Ah, a proposito: informazione di servizio per tutti: il lubrificante ha una data di scadenza. Ve lo dico per il vostro bene, visto che questo è un post di informazione, non sia mai che un giovedì di ottobre vi accorgiate che avete il lub scaduto e che non l’avete mai usato. Dio santo, mi girano ancora le palle.

    1. Tesoro!
      L’ho fatto estremamente volentieri, questo post. L’argomento è importante e ci sta a cuore.
      Quanto alla Durex, che ti devo dire. C’ho detto “assumetemi”, c’ho detto “mandatemi i prodotti”. GNENTE.
      Prova a dircelo tu! 😀
      Poi ti mando tutti i lubrificanti non scaduti del mondo!
      Lovviu
      V.

  6. A me stupisce anche vedere come molte persone non si sottopongano ai test, a inizio storia usano il preservativo, poi vogliono passare alla pillola e non gli viene neanche in mente di fare degli esami. Perché sembra brutto, come se non si fidassero della persona con cui stanno, e così rischiano tantissimo.

  7. Ma quanto brava sei Vagy. Tanto tanto.
    Il mio amico più caro, più sacro, è sieropositivo da qualche anno, ed è sacrosanto che l’informazione corretta abbia la meglio sull’ignoranza e sull’approssimazione.
    Ciò detto, la butto in vacca immediatamente con un piccolo aneddoto. Anni fa, ere fa… stavo con un uomo sposato. Capita, a me è capitato e gli ho anche voluto molto molto bene. Ordunque, il tipino in questione aveva una moglie con la quale “Guarda amore che sono 2 anni che non abbiamo più rapporti, insomma, viviamo come fratello e sorella.” Dato che dall’età di 8 anni non credo più nè a Babbo Natale, nè alla befana, nè alla formica che porta via nottetempo i dentini caduti, gli comunicai che “Ok, ma o col cappuccetto o niente.”, e così fu.
    Mesi dopo lui scoprì che la moglie se la faceva con il suo maestro di tango, e io scoprii che lui e la moglie “ogni tanto” trombavano, e il mio tipino era molto preoccupato, più per sè stesso mi sa.
    “Saresti rimasta peggio se avessi saputo che lui ogni tanto trombava col tanguero della moglie.”, il mio gayfriend said. In ogni caso ringrazio me stessa, ancora oggi, di essermi protetta.
    Baci.

    1. Sei stata bravissima! Probabilmente se l’avessi amato veramente avresti potuto accettare rapporti non protetti (ti è andata bene, io voglio molto molto bene al mio cane), ma a questo punto il problema era lui, che non ha pensato alla sua famiglia in primis. Un uomo che tradisce una moglie e non si protegge è evidentemente una persona egoista, di conseguenza arida d’amore. E per di più ha cercato di approfittarsi di una ragazzina infatuata, mettendo a rischio la tua salute! Un disgraziato……. spero che la sifilide gli abbia fatto cadere il pisello…  almeno non farà più danni!

      1. Tu hai ragionissima, ma l’espressione “gli ho voluto molto molto bene” è dovuta al fatto che è passato molto molto tempo, e il tempo diluisce tutto. Perchè io quell’uomo l’ho amato, ma ho saputo anche proteggermi. Non penso che una cosa escluda l’altra sai.

      2. @ Dovesei – Hai ragione, do per scontato che per amore si fa di tutto soprattutto quando si è molto giovani. Sei stata bravissima a tenergli testa, ma sinceramente non sopporto quei 40enni, magari dirigenti, che se ne approfittano di giovani stagiste ventenni con la promessa di un posto fisso. Ne vedo così tanti…. dovessi beccarne uno con mia figlia….gli farei passare la voglia…. una ragazza s’innamora, ci crede, ci spera che prima o poi possa lasciare la moglie, ma dall’altra parte c’è solo un vecchio porco. E capita così spesso….

      1. Sono più che altro rimasta lucida, anche perchè il tutto è accaduto non poi moltissimo tempo fa. Poi quella che “Oramai io e mia moglie viviamo come fratello e sorella” è un must al quale pochi riescono a rinunciare. Poi la signora in questione era una Mariafazende (trad: una che fa 1000 cose), quindi fra insegnante di artattack, personal trainer, psicologo, dietologo, collega piacione e ballerino, mi puzzava parecchio. Aggiungo per par condicio che il mio ex andava via come le brioches alle 8 del mattino…2 indizi fanno una prova, ed è stato più facile dire “o così o ciao”

  8. Pecchè uno che se lo fà metter nell’ano da un viados, deve avere un “grande rispetto di se stesso”, e immagino anche di che genere sia!!Figuriamoci poi quando deve rispettare moglie e figli!!Se non ha rispetto di sè come può averne per altri esseri viventi??Cmq a parte questa parentesi,devo farti i complimenti per il post!!

  9. Un appello a cui va dedicato tanto appoggio, quanto riflessione!
    Se penso, pur non avendo avuto una vivace vita sessuale nemmeno da ragazza, quante vo lte ho rischiato…Credo che ci voglia non solo tanta informazione, ed é stupendo quello che scrivi, ma anche tanto amor proprio, e un pizzico di consapevolezza di quanto a vent’ anni non valga la pena concedersi e rischiare! Brava.Sul serio.

  10. Brava! Questo messaggio dovrebbe arrivare soprattutto agli uomini! Sono anche loro ad ammalarsi e non ne sono mai consapevoli fino in fondo!

  11. Concordo, la nostra generazione s’è vista a tavola, durante l’ora di cena, circa millemila volte quello spot in cui la gente ha un bordo rosa attorno al proprio corpo. A parte che a 6 anni lo trovavo parecchio inquietante e un po’ ermetico.. però tra questo, il Cioè, il Top Girl e i programmi pomeridiani (non so se vi ricordate GenerazioneX o Amici / Amici di sera) sono cresciuta con l’idea che il sesso dovesse essere sicuro. E devo dire che sono stata fortunata: a parte un solo caso che se n’è uscito con un rammaricato “Ma come? Non ti fidi di me che sono il tuo moroso? Pensi che faccia sesso con qualcun’altra?” NESSUN ALTRO mi ha mai proposto sesso bareback (che letteralmente significa “cavalcare a paleo”, cioè senza sella.. sembra persino figo detto così..).
    Forse sono stata fortunata o forse è stato merito di tutta quella informazione che sembrava persino ridondante, tra tv e giornali. Allora la mia domanda è: e adesso? Perchè non se ne parla più? Pensate che educata la generazione precedente la successiva sia automaticamente informata? No, no che non lo è. Lo dimostrano le ragazzine in coda dai ginecologi del consultorio che fanno la loro prima visita ginecologica perché pensano di essere rimaste incinte (perché la paura di un contagio viene molto dopo quella di una gravidanza indesiderata).

    1. è verissimo quello che dici sulla paura della gravidanza che viene molto prima di quella del contagio.
      ed è verissimo anche che le cosiddette “nuove generazioni” dovrebbero continuare ad essere informate e sensibilizzate su questi temi.

  12. Un bel giorno ho scoperto di avere l’hpv. Proprio ieri ho scoperto dell’altro.
    Le trafile non finiscono mai. I terrori psicologici minano le coppie, laddove già vi è un partner instabile e con manie da ‘non è niente.
    Il “non è niente”, come hai già spiegato, vale solamente per gli uomini che hanno il pene d’acciaio e non arrivano alla fase acuta di ogni-qualsiasi cosa abbiano, sì, nel 90% dei casi (che a mio parere rappresenta una percentuale stronzissima e misogina – come il CreatoreSommoDelCieloeDellaTerra, ma soprattutto DI TUTTE LE COSE VISIBILI E INVISIBILI). E direi: soprattutto di quelle invisibili!

    Non sai con chi hai a che fare mai. Nemmeno dopo tanti anni.
    Che poi tra il mazzo, l’hpv sia una banalità, che si cura, si guarisce… c’è da precisare che è l’HIV del terzo millennio – tutti ce l’hanno, ma nessuno lo sa.
    Perché poi la gente pensa ‘ma no, il paptest lo faccio quando capita’. Certo, sì, anche. Ma poi succede che con lo stesso referto negativo, ti si tipizzi il genoma virale e si riscontri una positività.
    Ecco, queste sono le belle cose.

    E si cominciano trafile, più o meno inappaganti come il famoso reo rapporto di non si sa quando, ma di quando eri sicura di fidarti certamente. Perché ‘tanto sono anni che stiamo insieme e lui ha assicurato che’.

    La pazienza, lo stress e le nevrosi non te la regalano.
    E’ meglio un meno, che non un più. E non sulla questione del sentire, ma sui referti delle analisi!

  13. Chi finge il problema non esista non può essere attraente perché privo di cervello, per cui s’ammoscia o si secca e il problema è risolto alla fonte. I promiscui inevitabilmente useranno il profilattico ammazza sesso al punto che mi domando se valga la pena farlo, ma è soggettivo. Gli altri possono ricorrere agli esami di cui non parli (non ho letto i commenti) e che costituiscono un’alternativa socialmente trascurata e validissima; non danno le stesse certezze del profilattico, ma nell’ambito dei rapporti non occasionali anche di solo sesso, ma fondati sulla fiducia che è valore indispensabile a un’esistenza dignitosa quando si sa dove indirizzarla, possono essere una soluzione molto meno invadente. Bisognerebbe si diffondesse oltre al profilattico la moda tra voi giovani e non solo, di esigere all’occorrenza e comunque esami relativamente recenti ed esaustivi da affiancare o sostituire, se è il caso, alla protezione del lattice. E’ un piacere leggerti, Vagina.

  14. Concordo con il fatto che parlarne è assolutamente importante, sempre, non solo il 01/12 durante la giornata mondiale, e sicuramente dovremmo parlarne di più proprio per la tendenza ad abbassare la guardia, a considerare che il fatto di non sentirne parlare abbastanza non significa che il contagio non sia più attivo. Purtroppo il passare da una forma di comunicazione ossessionata dalle categorie al non parlarne quasi affatto, in entrambi i casi ha creato non pochi problemi: all’inizio a far sottovalutare il problema a quella categorie non rietnute a rischio, per cui se i tossici e i gay si sono protetti perchè considerati ad alto rischio (aggravando quindi anche i pregiudizi nei loro confronti, pensando che fosse una giusta punizione per un comportamento promiscuo e quindi moralmente inaccettabile) dall’altro si sono visti aumentare in forma esponenziale i casi di contagio nelle donne etero; ed ora vi possono essere ritorni di casi in tutte le categorie proprio perchè il non parlarne fa sentire il problema in modo meno attuale. Purtroppo, anche se le terapie hanno fatto passi avanti e non sono più molto tossiche, per cui c’è una sopravvivenza maggiore, non esiste ancora nè un vaccino, nè una cura che ti faccia guarire, ma solo appunto terapie che limitano i danni e rafforzao il sistema immuntario senza uccidere altre cellule. Detto questo, e mi scuso per farla così lunga, ma l’argomento mi prende molto, come donna, come mamma, come amica di sieropositivi (alcuni ancora in vita da decenni, altri morti nei primi anni di malattia conclamata), non posso non criticare alcuni approcci al problema esposti dai commentatori a questo post. L’UNICA FORMA DI PREVENZIONE E’ PROTEGGERSI, con il profilattico durante i rapporti sessuali ad alto rischio (penetrazione) e a basso rischio (orali), evitare lo scambio di sangue con ferite di una certa importanza (quindi no allo scambio di siringhe, mentre lo spazzolino da denti non è considerato veicolo di contagio, ecc.). GLI ESAMI SONO SOLO DIAGNOSTICI. Assurdo pensare che con l’esito degli esami si possa accettare di non usare il preservativo. I test hanno dei livelli di sensibilità specifici e dei “periodi finestra” prima dei quali non è rilevata la carica virale – invito chi suggerisce di avere la risposta dei test ad informarsi. Pertanto il test può solo dare indicazione sulla storia personale fino ad un certo periodo precedente la data in cui il test viene eseguito, ha quindi valore solo per chi lo fa, ma non può essere una garanzia per l’altra persona che a prescindere dalla risposta riportata deve sempre e comunque pretendere il preservativo, anche se si ama, perchè come diceva sempre una mia amica”preferisco vivere con te e non morire con te”. Per il resto, è sempre un piacere leggerti Vagi, mi ricordi a tratti molto me stessa alla tua età

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