Viene prima la buttana o la gallina?

Io ho cercato di trattenermi.

Ho fatto finta di nulla, lo ammetto, quando lui ha iniziato a farsi delle gran chiacchiere con Rosita. Ho pensato, semplicemente, che il Marketing Mulino Bianco stesse tentando di riposizionare, alla bene e meglio, l’immagine del brand, rispetto a quel genere di réclame (che è un termine che trovo squisitamente vintage, réclame) buonista e populista a cui siamo sempre state abituate. Sempre. Proprio sempre. Fin dalla più tenera età.

La musica struggente. La voce narrante. Un replicante di Tornatore strafatto di Pan di Stelle alla regia. I buoni sentimenti. La famiglia, cazzo, la famiglia. La famiglia alla Mulino Bianco, che è diventato un banalissimo modo di dire e, cari signori del Mulino Bianco, questo è un successo che solo voi e pochi altri brand potete vantare. Non è mica roba da poco, insinuarsi nel sostrato dialettico di una popolazione, porchilmondo. E capisco che la vostra brand image fosse più antica della faccia di Emanuela Foliero, però, di grazia, quando fate per ammodernarvi, dovete pensarci.

Ora, premesso che mi pare un trend decisamente crescente, quello delle aziende, di propinarci dei manzi impossibili nelle pubblicità, perché evidentemente i principali luminari del marketing si sono accorti dell’esistenza del Vagina Power, ovvero uno stuolo di donne lavoratrici, single o accoppiate, che fanno la spesa e la carriera, che sono spender, come amano dire quelli che s’atteggiano, per cui, vivadio, hanno deciso di piantarci Brad Pitt nella sua magnificenza per venderci un profumo, oppure quel manzo illegale di Camille Lacourt per venderci una tariffa telefonica, ecco, il problema del Mulino Bianco è un altro.

Il problema è che il Mulino Bianco ci ha veicolato da sempre l’idea della casa, della mamma, della famiglia. Ci ha veicolato l’idea che i conservanti siano accettabili, se impacchettati con tanti valori rispettabili. Poi, immagino, un entourage di avveniristici pubblicitari, braccio a braccio con il board del Mulino, si è accorto che, in effetti, probabilmente, non esistono più le buone vecchie massaie di una volta, oppure che esistono ancora ma sono diminuite, rimpiazzate da una nutrita schiera di baldracche a buon mercato e quindi era necessario raggiungere il target femminile con un nuovo messaggio, più trasversale, più contemporaneo.

Daje su, che le donne ormai sono tutte disiniBBite, da dopo Sex and the City non si capisce più niente, avanti prendiamo un bel fico, uno di quelli capaci di mettere d’accordo la mamma e la figlia, la zia e la nonna, però un po’ in decadenza, tipo che a parte Almodovar non se lo caga più nessuno, che non è che c’avemo il budget de Avatar, ecco sì. Poi questo c’ha pure la moglie che è un cesso, quindi è ancora meglio, in definitiva raggiungibile, mica come Brad Pitt o Tom Cruise che continuano ad averci delle tope atomiche accanto. Ecco dunque, sì, Antonio Banderas! E’ lui il nostro uomo! Che poi è un brav’uomo, che è rimasto accanto alla sua Melanie senza neanche gettarla nel sacco giallo del riciclaggio plastica.

E allora sono partiti i primi spot dove il manzo datato chiacchierava con un oviparo di nome Rosita che va bene tutto, ma uno che parla con una gallina, in ogni caso, a me non sembra esattamente aspirazionale. Subito dopo hanno deciso di andarci giù duro e di far sproloquiare Banderas intorno alla bontà del suo Flauto, circondato da mamme 26enni, con la messa in piega perfetta, che, con la fede al dito, assaporano il Flauto del mugnaio (…).

Questo per non parlare delle sue “pagnotte sempre buone, sempre morbide” che, per immediata associazione vaginale, una pensa che poi le pagnotte, questione di tempo, si fanno dure, e il cerchio si chiude.

Fino al climax dello spot degli Abbracci, in cui lo vediamo ballare tutta la notte con questa specie di vagina compita, ma dai modi velatamente lascivi, che si ritrova, il mattino dopo, nel Mulino, con il nostro eroe della farina 00, ad addentare un Abbraccio con uno sguardo che giusto la Moana dei bei tempi. Probabilmente Banderas deve averle detto qualcosa come: “Vieni a vedere la mia collezione di biscotti?”

Su gentile segnalazione di Barbara

E allora no.

Signori del Mulino Bianco, forse state alzando un po’ troppo la bandiera.

Voi dovete capire che non potete bombardarci per un trentennio con un messaggio e poi metterci un manzo agée che diventa il sogno erotico di tutte le vagine della ridente campagna felliniana. Cioè, è come quando Calfort si è trasformato in Calgon, voglio dire, sono cose che minano il naturale decorso delle nostre esistenze. E lo so che all’estero è sempre stato Calgon ma qui, nella nostra Italietta, è sempre stato Calfort. Dico, siete matti. Non è che Coca Cola un giorno ha deciso di chiamarsi Popa Pola. Per esempio.

Inoltre, noi vagine non siamo identiche agli uomini che basta che ci piazzi due chiappe turgide e comprano  anche le azioni della Parmalat. Noi capiamo la differenza tra un Flauto del Mulino Bianco e la verga di Antonio Banderas, non so come dirvelo.

E, perdonate la franchezza, ma la vostra campagna è un po’ come se Suor Germana facesse il calendario di Max, o come se Wanna Marchi aprisse una Onlus.

Gentili signori del Mulino Bianco, noi siamo cresciute con voi, con i vostri gadget che erano antichi già 20 anni fa, e vi abbiamo voluto bene lo stesso. Vi abbiamo voluto bene perché ci avete fatto sognare che un modello di famiglia felice, nella sua fiabesca falsità, potesse esistere; perché, pur trovandovi stucchevoli, abbiamo sempre beneficiato della vostra plastificata rassicurazione. E adesso? E adesso mi fate intendere che la mamma aprirebbe le cosce al mugnaio?

Ennò. Eddaje. Essù. Essiate boni!

E permettetemi una domanda, signori del Mulino Bianco: secondo i vostri stra-pagati studi di marketing, cosa viene prima, la buttana o la gallina? Ovvero: è la pubblicità che segue l’evolversi della società (quindi noi siamo tutte sgualdrinelle da grande distribuzione), oppure è la società che risponde alle sollecitazioni pubblicitarie (quindi la vostra è una salutare incitazione al sesso farinaceo)? Quesiti esistenziali, lo so.

E comunque, io, dal mio retrogrado punto di vista vaginale, mentre rido dei vostri spot, continuo a pensare che una sfida creativa intelligente sarebbe stata raccontare le famiglie di oggi, con meno prosopopea, più autenticità, senza ammiccare e, soprattutto, intercettando nuove formule per farci sognare.

Farci sognare la famiglia, la casa, il senso di appartenenza.

Non una sveltina tra le balle di fieno col mugnaio.

84 thoughts on “Viene prima la buttana o la gallina?

  1. No su dai non metterla giù cosi male, manteniamo la sveltina fra le balle di fieno e togliamo il monologo con la gallina (faceva rima anche vagina ma non c entrava una fava, eh daje qui non si riesce a uscire dai doppi sensi).
    Vagi, oh vagi, la tua ana-lisi è impeccabile come al solito e come al solito non ho nulla da obiettare più di tanto se non che non mi farei rivoltare tra la paglia da Banderas neanche a pagamento, ma se mi proponi Andy Garcia, agè anche lui, ci faccio un pensierino.
    Sono uscita fuori tema come al solito??
    Baci baci

    Gine

    1. ah.
      andy garcia.
      vabbè. ma come si potrebbe dirci di no?
      cmq io non voglio vedere quanto di fatto sono invecchiati. tipo, andy garcia voglio ricordarlo così, com’era in qualche film dei primi anni duemila tò!
      cheddici? 🙂

      baci
      v

      1. A quella età si imbolsiscono tutti tipo Adriano Panatta quando si è ritirato! Quindi dico che quando vuoi ti invito per un pigiama party fra donne e mille fil di Andy di vent’anni fa!

  2. vedere banderas parlare con rosita m’ha stroncato.porello ma come s’è ridotto?! gli altri spot non l’ho seguiti con attenzione c’avevo l’angoscia della gallina, alla luce di quello che dici mi rotolerò dalle risate! comunque io la storia di calfort non l’ho mai supera 😀

    1. Sai che vedendo le cose da quest’ ottica anche lo spot del campari con tutti quei tizi in costume e lui che dice ” anche l’ attesa del piacere e’ essa stessa il piacere ” mi pare che parli dei preparativi di una festa di scambisti ?

    1. uuuuuhhhh marò! mò devo andare a vedere bene!
      tu lo sai che io in questo periodo sono infognata come un escremento e che non so se e quando riuscirò a legittimare questo onore che mi concedi?
      del quale però, sentitamente, ti ringrazio, caramia 🙂
      V.

  3. Quando parti con le analisi di mercato, me fai morì.
    Ecco in effetti il Mulino Bianco dovrebbe essere eletto portatore sano di colpa, di molte delle atrocità familiari e non degli ultimi anni.
    Se mi vuoi tanto tanto pene, ora me ne fai una sulle pubblicità degli attrezzi da palestra che fanno vedere sui canali privati. (A meno che tu non l’abbia gia fatta e che io me la sia colpevolmente persa. In quel caso puoi ammanettarmi e frustarmi.)

    1. Una volta c’era “Monika sport” ora “AB Circle PRO”. Il sunto è sempre lo stesso. se stava mejo quanno se stava peggio!

      1. http://www.youtube.com/watch?v=kaQ9kbj_T-s questa è la sigla..e già guarda che ficaggine immensa rispetto a Jill comecazzosechiama!! Il programma poi si svolgeva con una tizia che si metteva su una pedana con la fascia vibrante (mi pare fosse di colore viola o rosa) e la conduttrice truccata come un trione. Io sono più che vintage…:-*

  4. pensa che io devo cambiare canale ogni volta che spunta quella pubblicità..
    sono tremendamente ornitofobico, e poche sono trovo più ributtanti di una gallina, anche se banderizzata….

  5. Ah ah, ma gliel’hai mandato ‘sto post ai signori del Mulino Bianco? No, perché se no glielo segnalo io, eh? Tra l’altro faccio parte anch’io di quelle che ancora non si capacitano del fatto che il buon vecchio Calfort ora si chiami Calgon (no, per me resterà sempre Calfort!)… e ora vogliono toglierci pure l’apologia della famiglia del Mulino Bianco (che ci sembrava già anacronistica pure da bambine eppure aveva il suo perché)? 😉 Che poi ai nostri tempi c’era Clementina, altro che Banderas 🙂

  6. lo so che di fondo hai ragione tu, che il piccolo mugnaio e i suoi regalini (io avevo tutte le gommine nell’astuccio a forma di tegolino etc) erano un pò il simbolo della famiglia di allora. lo so.
    però io vado a fare la spesa il sabato pomeriggio mentre discuto con il mio compagno su cosa fare il sabato sera. io vorrei andare a bere la birra, a vedere un bel concerto metal, a ballare… qualsiasi cosa piuttosto del tutone, abbinato al divano ed alla tv. lui ovviamente non lo smuovi da casa.
    a metà spesa, siamo alla terza corsia, quella delle merendine che non mangio perchè sono allergica al lattosio e quindi mi sogno da lontano qualsiasi prodotto del mulino bianco.
    comunque la discussione si arena alla terza corsia…. davanti a quelle cavolo di merendine che non posso mangiare.
    ed io cedo. per amore o per stanchezza non lo so.
    so che lo sguardo del bel banderas (mio sogno erotico da anni) me lo vedo li, che sbuca tra un pacchetto di flauti ed una confezione di fette biscottate.
    e cedo di fronte ad un pantofolaio che non gli somiglia neanche da lontano, ma ogni tanto ci prova a fare lo sguardo sexy… e io mi intenerisco 🙂

  7. Sai che penso io? Che clooney sono anni help ormai fa la pubblicità del caffè (rishtreto?) e quello, banderas, non ce la faceva più, soffriva. oh, quelli, banderas e clooney sono coetanei, hanno cominciato la carriera negli stessi anni… e mica ad un tratto uno può restare a guardare l’altro?! E allora me lo vedo che s’e messo a battere i piedi: anch’io, anch’io, anch’io!!! E allora, Toh… tu promuovi le merendine .

  8. Mah, calcolo poco la pubblicità delle megacorporazioni globali. Certo ho comprato pasta Barilla in qualche buco di culo sperduto del mondo sentendomi a casa, ma francamente vedendo la maniera fetente in cui sono trattati i lavoratori di queste “aziende” l’advertising ha su di me l’effetto contrario.

  9. No cara Vagy…la tua non e’ affto una visione retrogada ma fotografia una realta’ molto vera. 20 anni fa ci hanno propinato un modello familiare bucolico che gia’ sccricchiolava paurosamente da tempo, credo che gia’ mia nonna, che veniva da una famiglia contadina degli anni ’20 fosse piu’ avanti…ora pensano che siamo diventate come gli uomini, che se vedono una paio di tette o un sedere al vento comprano di piu’…per fortuna non e’ cosi’…cmq…il buon Antonio ormai si e’ imbolsito e non e’ piu’ quel gran figone di Zorro che mi sognavo di notte qualche lustro fa…purtroppo… 😦 Kiss

      1. In effetti…con lo sfasciume che c’e’ in giro il caro vecchio Antonio fa sempre la sua …ehm…”p…a” figura 🙂

  10. La famiglia felice fa parte del desiderio di molti. Può anche essere una realtà, anzi, lo è.
    Solo che… essi (potremmo iniziare a parlare di sociologia e di controllo sociale da parte delle religioni) ti hanno fatto credere che la famiglia felice sia quella in cui NON esiste il 95% dell’eros, in cui NON devi pensare ad un manzo che ti faccia bagnare sotto, che desiderare di essere inculata sempre da quel manzo non si può neppure dire scrivere ed è peccato anche solo pensarlo.

    Insomma, cu sono i manzi e le porche e solo in una buona fattoria ci può essere poi anche la famiglia del mulino bianco.
    Mettere insieme ciò che deve stare insieme.

  11. Ho appena pubblicato questo articolo frizzante e profondo sulla pagina FB del gruppo contro la pubblicità sessista che ho fondato ( “La pubblicità sessista offende tutti”). Ma non capisco se l’immagine con la scritta “Ciao, sono il nuovo mugnaio…” esiste davvero o è un simpatico fake, mi chiarite questo punto please? I più vivi complimenti a Vagina.

    1. Cara Annamaria,
      grazie del tuo commento, first of all 🙂
      Secondariamente, mi sento di dire che è un fake. Cioè, nessuna sana agenzia di pubblicità potrebbe farlo.
      Oddio, è pur vero che Parah ha fatto sfilare Nicole Minetti. Come dire, potremmo aspettarci che Beghelli prenda Charles Manson come testimonia del salvalavita.
      Ci penso…
      alla prossima
      v.

  12. Post fantastico.
    E non avendo la tv ci sono rimasta malissimo, puppandomi tutti gli spot in una volta sola un sabato che ero tornata a casa.
    Trauma.
    Manca solo che ci facciano trovate la Nutella spalmata su Totti anziché sul pane.

    1. ahahahah cara, anche io prima di scrivere me ne sono guardati un po’ a ripetizione.
      e poi, ieri, in tv, per caso ne ho visto uno nuovo. dove ci sono due vecchiette che mangiano gli abbracci con fare velatamente orgasmico. ok. eccedo. ma insomma, ci siamo capite.

      ah, la nutella spalmata su totti mi ha fatta cappottare oggi, in pausa sigaretta, in ufficio, quando ho letto il commento dal telefono.

  13. ” […] Inoltre, noi vagine non siamo identiche agli uomini che basta che ci piazzi due chiappe turgide e comprano anche le azioni della Parmalat. Noi capiamo la differenza tra un Flauto del Mulino Bianco e la verga di Antonio Banderas, non so come dirvelo. […] ”

    …questo sì che è sessista, “porchilmondo” !
    …ma quanto è vero, “porchilmondo” !

    😀

    r.

  14. Odiodiodiodio, per la prima volta DISSENTO dall’opinione pur sempre precisa e sagace di Regina Vagina. E no, ragazzi e ragazze mie, mi state sbagliando tutti. La Barilla ha fatto pienamente centro e della vostra opinione non glie ne frega un flauto e sapete perchè? Perchè siete FUORI TARGET. Cioè, Vagina, tu non hai figli ma hai l’età per ricordati della gnocchitudine del Banderas dei primi Almodovar o, apoteosi, del suo magnifico Zorro. Io ero già più grandicella ma e l’ho per anni assunto a mito bagnandomi spesso al suo solo pensiero. Ma…era 20 cucuzze fa! Nell’ultimo decennio il nostro uomo, ormai vintage, ha inanellato tutta una serie di film super innocui dedicati ai bambini e alle famiglie dove lui era il “buon papà”, altro che rovinafemmine!
    Ed è proprio quelli hanno visto questi film e cioè i bambini, che decidono quali biscotti mangiare e quali merendine farsi comperare! Sono LORO che alimentano il mercato, sono LORO che compongono la lista della spesa di noi madri stanche e stressate. E visto che noi, al Mulino Bianco CI CREDIAMO (perchè ci siamo beccate tutte le ALTRE loro pubblicità sui buoni valori) non troviamo nulla di male ad accontentare i nostri frugoletti. Al massimo ci laviamo la coscenza facendogli qualche torta pasqualina la domenica o dandogli una “sana” banana o mela di merenda a scuola. Ebbene sì, i miei due eredi di 8 e 10 anni addirittura si bloccano davanti alla TV al passaggio del loro mugniaio preferito e ADORANO quella pubblicità.

  15. Odio i Flauti.
    Detesto quella sottospecie di croissant che avendo la consistenza della spugna vanno meglio per pulire il bidet.
    Aborro abbracci&tarallucci.
    Sono per la colazione salata o per un ottimo cappuccino e basta.
    Ma un’impastata dal mugnaio me la farei dare eccome. questione generazionale… 😉

  16. Ciao Vagy! Io sarei per il sesso farinaceo….ma anche declinato in tutte le sue forme! Certo che se ti dessero Banderas al posto dei tarallucci a Brad al posto del profumo…..sarei sempre al supermercato! E in buona compagnia credo!

  17. Che bell’articolo…ho letto davvero con interesse e mi è piaciuto molto come è scritto…
    Complimenti!
    PS ma farlo con una bella gnocca, invece? Tanto le brioches le mangiano i maschi davanti alla Playstation…:-P

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