Singleversario

Se gli accoppiati possono festeggiare l’anniversario, non vedo perché noi single non possiamo festeggiare il singleversario e farci un regalo da soli, tipo, cazzonesò, una macchina fotografica, una borsa, un massaggio. Io, per il mio anno da single, mi sono regalata un nuovo colore di capelli e una crema notte da 36 euri. Che, del resto, mentre ti godi gli ultimi scampoli di naturale gioventù, t’arriva la psicosi per cui inizi a spalmare qualunque centimetro del tuo corpo di unguenti di vario genere e provenienza.

Insomma, è passato un anno. Un anno dalla fine della mia ultima velleitaria relazione e un anno dalla nascita di questo blog.

E’ passato un anno da quando non riuscivo a sollevarmi dal divano, da quando i weekend mi terrorizzavano, da quando tutte le energie dovevo impegnarle per non chiamarlo, per resistere, per non importunarlo, mentre si costruiva la sua modesta vita, fatta dei valori sani e autentici della provincia denuclearizzata, a 400 km dalla vita.

E’ passato un anno da quando ho preso in considerazione l’idea che la mia dimensione naturale sia la solitudine, non perché non mi piaccia la compagnia, non perché non mi piaccia a livello teorico l’idea di svegliarmi con qualcuno accanto, ma perché oggi i miei bisogni contano più di quelli di un ipotetico partner, e finché sarà così non potrò essere l’addendo di una coppia.

E’ passato un anno e io vivo sempre nella stessa casa, nella stessa città, lavoro nello stesso ufficio, ho anche gli stessi vestiti e no, io non ho accanto un’altra persona. Io, in questo anno, non ho demandato per l’ennesima volta a un cazzetto l’onere di rimpire i miei spazi bianchi. Me li sono riempiti da sola, quelli che si possono riempire. E ho capito che ce ne sono altri, che restano vuoti, che nessuno potrà colmare mai, perché quelle lacune fanno parte di me e se un giorno, uno scellerato, faccio per dire, si mettesse in testa d’amarmi, d’amarmi così come non credo (ma spero, ché sono una putrida sentimentale, ar finale, questo se sa) si possa amare, ecco dovrebbe imparare ad amarli, quei vuoti, quelle assenze, quelle sospensioni del senso comune, quei lapsus in cui la razionalità si fa rarefatta e, meravigliosamente, non c’è niente da aggiungere, da spiegare, da giustificare.

In questo anno mi sono spogliata di tutti i miei alibi e mi sono guardata. Mi sono vivisezionata e ricomposta e non credo di aver finito il mio lavoro. Sono diventata ancora più dura, perché per tenere botta ci vuole la scorza. Per contro, però, riposto dove solo pochi stronzi sanno, ho ricoltivato un certo per-così-dire senso della dolcezza e dell’umanità. La rabbia si è stemperata, a volte si è trasformata in malinconia, a volte in consapevolezza, a volte è tornata a essere furia.

Ho imparato a essere ordinata in casa, a fare le lavatrici regolarmente, a prendermi cura del mio derma, a fare sport 2/3 volte alla settimana, a prendere il buono che potevo prendere da certi coiti e da certe persone. Ho imparato a mangiare le zuppe, ho visto dei bei concerti, ho levigato certi miei spigoli e accettato certi miei coni d’ombra. Ho imparato a distribuire il mio tempo tra più amici, ho imparato a portare avanti i miei progetti, parallelamente al mio lavoro. Ho imparato a gestire il team in ufficio e ho imparato a non arrendermi alla paura di restare sola. Ho imparato a non pensare che crescere significhi solo diventare la vagina di qualcuno e che tornare a casa a piedi il venerdì dopo il lavoro guardando le boutique milanesi, le pasticcerie, la gente con i cappelli, non è così male.

Ho imparato a sforzarmi di pensare  che le cose non andranno necessariamente come abbiamo sempre pensato sarebbero andate. E che alla fine “sticazzi” mette sempre tutto a posto. Ho imparato a gustare le bottiglie di vino con le amiche, le cene ai ristoranti fusion, gli aperitivi, i tette a tette, la patata in ordine anche se non scopi, le telefonate veloci con gli amici di sempre perché tempo non ce n’è mai, la pienezza e il fermento, che sono il contraltare di certe mancanze.

Ho imparato a truccarmi e ho capito che da sola mi piaccio di più, perché cresco più in fretta di quanto crescerei con un compagno sbagliato accanto e che, certo, fosse un partner  giusto sarebbe un’altra faccenda, ma qui entriamo nel periodo ipotetico di settordicesimo tipo.

E io non lo so se tutto questo sia un bene o un male. Ma sono sicura che non avrei imparato la metà di queste cose, con un cazzetto tra le palle in questo ultimo anno.

Ed è per questo motivo, perché essere single è una scelta anche quando crediamo che non lo sia, è una scelta e non è semplice, è una scelta che non ripiega, che non si accontenta, che non prende scorciatoie, ecco è per questo motivo che, nella mia vita monoporzione, nella mia metà di letto sempre fatta, nella mia moka 2 tazze che resta sempre piena a metà, nei miei rientri di notte in auto da sola ascoltando Something in the way dei Nirvana per caso e nei miei risvegli che non contemplano un Buongiorno virile, ecco, è per questo motivo che io festeggio il mio singleversario.

94 pensieri su “Singleversario

  1. Sarò noiosa e ripetitiva, ma ogni tuo post praticamente è la mia vita!
    Adesso, ad esempio, sto aspettando l’ultima telefonata, quella che darà inizio al MIO anno, che in realtà spero si riduca a pochi mesi e spero di acquistare, molto presto, quella consapevolezza e quell’amore per se stessi che faccio così fatica a ritrovare, ogni volta.
    Il post è splendido, come sempre!

  2. Buon Singleversario, Vagina : )

    ho iniziato a leggerti pochi giorni fa, incappando in un tuo post su Agnelli e, sono caduta nel tuo mondo, che è un po’ (tanto) anche il mio!
    E’ bello leggere le tue limpide riflessioni, calde, anche quando trattano argomenti difficili da rigirarsi tra le mani o, nel cuore.. e poi, sei proprio simpatica! E mi fai fare un sacco di risate 🙂 grazie

    ps: è la prima volta in assoluto che followo un blog! ; )

  3. Tutte le volte che ti commento cerco di scrivere qualcosa che ti faccia ricordare di me, perché mi sa che sei una che odia la classica rispostina in cui ti si dice che sei bravissima ed eccezionale. Tuttavia, non ci riesco mai. Le tue parole sono sempre complete. Tu, nei tuoi post, scrivi tutto quello che si deve dire, niente di più e niente di meno, e lo scrivi alla perfezione. E a me sembra sempre che tu scriva di me.

    Io non so a che mese sono della mia singletudine, o meglio forse lo so ma non ci voglio pensare, però so che sto crescendo, proprio quella crescita che dici tu, e che è dura e non vedo l’ora che finisca. Però Dio santo, finalmente qualcuno che dice che non è facile non accontentarsi del primo.

    1. Caro Ale,
      i tuoi commenti sono una delle conferme più piacevoli che trovo in ogni post. Quindi ti ringrazio, come sempre ma questa volta un po’ di più, a dire il vero, di ciò che scrivi. E io di te mi ricordo perfettamente.
      Così, sappilo. Sarà che c’è qualche similitudine nelle macroscopiche differenze tra noi e sì, diciamolo, che non è facile accontentarsi del primo.
      E sì, che di te mi ricordo sempre e che adoro i tuoi commenti te l’ho già detto no?

  4. Io, oltre a farti gli auguri per il “singleversario” e per il compleanno di questo blog, mi auguro che un domani, se arriverà il cazzetto giusto in grado di amare anche i tuoi “vuoti, quelle assenze, quelle sospensioni del senso comune”, questo blog continuerà ad esistere, non voglio perdermi le avventure di Vagina no longer single. 😉

  5. Buon singleversario!
    E brava anche per la patata in ordine, che non bisogna certo aspettare di avere il cazzetto di turno per averla curata! 😉

    (Tra l’altro, se non fosse che ogni volta che vengo a Milano sono sempre di corsa, una volta ti importunerei volentieri per conoscere la Vagina dal vivo!:))

  6. “E’ passato un anno da quando non riuscivo a sollevarmi dal divano, da quando i weekend mi terrorizzavano, da quando tutte le energie dovevo impegnarle per non chiamarlo, per resistere, per non importunarlo, mentre si costruiva la sua modesta vita, fatta dei valori sani e autentici della provincia denuclearizzata, a 400 km dalla vita.”
    Io dopo un mese da single sono ancora in questa fase. Dopo questo post non vedo l’ora arrivi ottobre 2013, e magari ritrovarmi invece nelle ultime parole di questo post,anche perchè il 2013 è l’anno dei fatidici 30,e la paura di non trovare nessuno che ami anche i miei vuoti,le mie lacune,è tanta.
    Buon anniversario Vagina!!goditelo tutto e sii fiera di te stessa!!
    Ps sappi che sei ufficialmente diventata la mia Guru =)

    1. Vedrai che ti ci ritroverai.
      E se non avrai ancora trovato nessuno, forse, sarà meglio.
      Che potrai vivisezionarti e ricomporti anche tu. Garantisco: è uno spasso (un casino…) 🙂
      Affrontalo questo anno. Non ti dico di pensare a te, perché ho odiato quando la gente mi ha detto di pensare a me. Anche se di fatto è quello che devi fare. Piangi finché ti va. Basta che un giorno tu decida di prenderlo per le palle. L’anno. Il periodo. Non il tuo ex. 🙂
      un abbraccio
      v.

  7. Credo che chiunque viva uno stato di singletudine può ritrovarsi in questo scritto, anche se dopotutto non ha raggiunto le stesse tue consapevolezze e conquiste. Con questo non voglio sminuirne il valore anzi prenderlo a prestito e farne il manifesto di parte della mia esistenza. “E ho capito che ce ne sono altri, che restano vuoti, che nessuno potrà colmare mai, perché quelle lacune fanno parte di me” qui mi hai fatto tremare, perché mi hai tolto le parole dal cuore.
    Ecco credo che il singleversario lo si dovrebbe festeggiare ogni giorno in più che viviamo e non in corrispondenza di una sola data, proprio come andrebbe festeggiato l’amore ogni giorno, ogni ora ed ogni secondo della nostra esistenza! Perché elencare e prendere consapevolezza di quello che sei ora, è un po’ come festeggiare oggi, ma domani, e domani ancora..
    Compliments 😉

  8. Adoro “You’re gonna have to be amazing to change that” e lo condivido in pieno. Buon singleversario anche a te e ti invito al mio che si celebra il 15 Dicembre (in barba a chi dice che non ci si può lasciare sotto alle feste!).

  9. Quando troverai un cazzetto, perchè lo troverai, ehh se lo troverai, il segreto sarà ricordarsi tutte quelle cose che hai splendidamente descritto e che rappresentano una RI-scoperta.
    E mantenerle. E fare in modo che vengano mantenute, marcando linee, tirando telecomandi e inarcando le sopracciglia.
    Perchè se molliamo cara mia, prima o poi ci ritroviamo, uomo o donna, a festeggiare nuovamente questo meraviglioso Singleversario.

    Ah, Mr. vol dì che sono omo capito??

    1. ahahah ok, chiaro mr vuol dire che c’hai il pisello. perfetto.
      detto ciò, hai perfettamente ragione. tocca mantenerle dopo ste posizioni.
      il punto è che io non so se quel cazzetto lo troverò, anzi ne dubito sempre di più e per questo cerco di non pensarci, tuttavia mi fa tanto bene parlare con gente sicura che lo troverò 😀

  10. ..e io che credevo di esser single .. per scelta altrui.. 🙂

    Mi hai rimesso a nuovo! 🙂
    Felice di averti trovata e brava, mi piace come scrivi e mi piace quel che leggo. Sai che faccio?
    Esco a comprarmi i miei ultimi.. 4 regali di singleanniversario ..

    1. Mi chiedevo se fosse possibile lo scambio di regali tra singles. Ha valore? è ammissibile? Qual è l’orientamento della tua giurisprudenza? e la dottrina che fa, non se le fa 4 pippe mentali?

  11. e allora cin.
    con un cartizze buono, ghiacciato e profumato.
    un brindisi per tutte queste cose che fanno di te la donna che, un giorno, tornerà ad innamorarsi, ma soprattutto ti rendono la donna che tu, già oggi, ami.
    un brindisi perchè hai ancora gli stessi vestiti, la stessa casa, lo stesso lavoro. perchè mi ricordo la vagina dei primi post, della paura per le domeniche pomeriggio solitarie. un brindisi alla gioia di sapere che vedi anche tu quello che, passo dopo passo, hai fatto vedere a noi.
    buon anno di singletudine. e buon resto di tutta la vita davanti, qualunque cosa porti con se.

  12. La condizione di trentenne single richiama un po’ i momenti in cui alle scuole medie avevi le ascelle che puzzavano: ok, era una cosa normale, capita a tutti per via degli ormoni, però l’esercito di colorochenonsudanomai ti guardava con sospetto. Oggi quella platea è composta dalle tue amiche fidanzate, presunte felici, che ti guardano come un altro da sé. Quando ti parlano dicono: “anche io vorrei avere il tempo per fare sport” o “io non so come fai a fare tutte queste cose”, insomma, banalità nelle quali sottolineano come la tua vita sia nettamente distinta dalla loro, in primus per via del fatto che tu sei un individuo singolo e non un’entità simbiotica. Per carità, ciò non significa smettere di credere nell’amore, anzi, pensi “io non mi sono accontentata, voglio trovare l’amore della mia vita: intanto divento una donna realizzata, per cui il fortunato mi noterà perché sono indipendente-simpatica-intraprendente”.
    Poi lo scontro con la realtà.
    Esci ed è rimasto solo il peggio, o meglio, il peggio del peggio: quelli che nemmeno la peggiore delle patate si è voluta prendere. Ne consegue che tutti gli sbattoni che ti stai facendo per migliorarti servono soltanto per ricevere complimenti dall’entourage delle tue amiche accoppiate e magari già incinte, che per te non rappresentano assolutamente un campione rappresentativo di ciò che vorresti essere.
    Cosa resta? Rimane il fatto che nella nostra società esistono donne in gamba, belle e forti che fanno paura agli uomini soltanto perché non si identificano con il fatto di essere “la fidanzata di” o “la moglie del”, ma che rappresentano delle entità a sé stanti, che per quanto consapevoli dei propri mezzi, soffrono per via del fatto che quegli stessi mezzi sono i principali responsabili della loro solitudine.
    Eppure siamo così: siamo speciali appunto perché andiamo avanti per la nostra strada, soffrendo come delle stronze, ma credendo ancora nell’amore.

    1. ho così tanta, tremenda, feroce paura che tu abbia ragione.
      ma così tanta che ancora non ci sono arrivata.
      ho il sospetto. il sentore che in giro sia rimasto il peggio.
      la vedo, la corsa all’accasamento, attorno a me. e me lo chiedo se ci sarà un non-psicopatico, single, per lo meno accettabile, non-frocio.
      però non mi sento pronta a rispondermi.
      ecco.
      ci torniamo su più avanti?

  13. Per dirla con Carrie Bradshaw: “Think about it. If you are single, after graduation there isn’t one occasion where people celebrate you. … Hallmark doesn’t make a “congratulations, you didn’t marry the wrong guy” card.”
    Ciò detto, tanti auguri, Vagi. E complimenti per quello che sei diventata, per quello che hai imparato, e per la chioma nuova.
    …Eppoi, se non fossi stata single non avrei potuto leggerti, e sai che perdita immensamente immensa?!
    Da Vagina a Figa 2.0 in un solo anno. RESPECT.

  14. Sdrammatizzando un po’, quando dici “… sono sicura che non avrei imparato la metà di queste cose, con un cazzetto tra le palle in questo ultimo anno.” mi sovviene di un imperativo categorico dell’università patavina (ma credo un po’ in tutte): “chi che pensa alla figa se laurea a fadiga”… chiudi il naso un attimo per il veneto, ma il concetto mi sembra applicabile… 🙂

    In bocca al lupo.

    Mandi

    1. Una vita monoporzione fa molto Fight Club. Inizio di pazzia o mente geniale? Con questo blog ti stai creando una sorta di Fight Club personale, soldatini pronti a tutto per te. Inquietante…. 🙂

      1. Ovvio, personalissime……non ti ci vedrei a seguire gruppi di supporto, specialmente con i malati di tumori ai testicoli 🙂 Ho colto solo una similitudine che mi ha sempre molto divertito, un mondo di monoporzioni. Non puoi negare che come inzio romanzesco non sarebbe male: una matta che assolda con un blog un esercito di pazzi. Per far cosa? Boh…. ci devo pensare. Che palle….non finisce più questa giornata….

  15. Certo che dovete festeggiare anche voi Vagy! Tutte le donne,anche quelle fidanzate hanno bisogno i momenti di coccole tutte per loro, di uscire e fare qualcosa di speciale per se stesse: nn siamo mai l’appendice di un maschietto, siamo noi stesse comunque! Un bacio!

  16. Buon anniversario! A quanto scrivi, credo che si possa essere solo felici dei traguardi raggiunti! Da tenere a mente anche quando single non lo sarai!!
    A me è servito tanto fare un percorso simile in passato, e se fra il mio ultimo ex e il mio attuale compagno, avessi avuto il tempo di ritrovare un mio equilibrio, sicuramente avrei fatto molte meno cazzate all’inizio di questa meravigliosa storia!
    Complimenti

  17. Ribadisco: potendo ti metterei 10 volte “me piasce”.
    Poi:” perché oggi i miei bisogni contano più di quelli di un ipotetico partner, e finché sarà così non potrò essere l’addendo di una coppia”. Mica vero stellina! E’ proprio QUESTO il punto di partenza per essere l’ottima metà di una coppia! Ti leggo e mi sciolgo di tenerezza perché penso che potresti essere la figlia illegittima dell’uomo che amo, e pure la mia, per i tuoi spigoli e le tue dolcezze accuratamente nascoste, per l’intelligenza e l’ironia splendenti, per la tua bella dignità, guadagnata o ritrovata non importa. Perché se i gggggiovani d’oggi ti assomigliassero anche solo un po’, saremmo tutti più contenti, gggiovani e meno gggiovani. Sei proprio bella, dentro e pure fuori.
    Baci.
    Zia

    1. dunque. ci penso. c’hai ragione, me sa.
      me so espressa male? sarà. condivido comunque. tutta la storia degli addendi, intendo.
      per il resto, zia, che ti posso dire? che ti ringrazio, che mi dici cose straordinariamente belle di cui forse non sono all’altezza, che non so se arriverà qualcosa di buono che abbia un fallo, che staremo a vedere e che quel che sarà te lo racconterò.
      un bacio grande a te e saluta il mio padre illegittimo da parte mia 🙂
      v.

  18. Vagi, sei la migliore.
    Non so perchè, ma anche io da un anno a questa parte ho intrapreso il tuo stesso cammino.
    Condivido in pieno quello che hai scritto; perchè è giusto così, soprattutto per sé, poi come viene viene.
    L’importante che tu – come del resto io – siamo pronte a qualsiasi eventualità, brutta o bella che sia. Perchè poi alla fine, se ami veramente, il periodo di “buio” passa, e ci si rende conto che non è perso chissà cosa.
    In bocca al lupo!

  19. Io ho compiuto il mio primo singleversario i primi di settembre e per lunga e consolidata esperienza confermo che il secondo anno è il migliore, anche se a me di essere ordinato non riesce proprio. Forse mi ci vuole il lutto in casa 😀
    A parte gli scherzi, ti auguro buona vita, di cuore, e ti auguro di mantenere questa fermezza anche quando sentirai il bisogno di sbarazzartene, perché nei momenti più duri il bisogno di avere qualcuno/a accanto è sempre in agguato, e da lì a svendersi c’è un passo.
    P.S. Complimenti per il colore, molto signorile ed elegante.

  20. per te è appena passato un anno! Per me è appena successo…8 giorni fa….4 giorni prima del mio compleanno….mi pare di leggere il futuro nelle tue parole

      1. il pre-estivo è quello in cui la gente, stanca dell’inverno passato in solitaria solitudine, inizia a darsi da fare per trovare qualcuno con cui uscire.

  21. io sono single da un anno e otto mesi e ancora non mi sono abituata… però il tuo è un bel post, dà speranza, grazie per averlo scritto 🙂

  22. Non ti manca niente e l’uomo che incontrerai un giorno e che cadrà pazzo d’amore per te, avrà due palle così. E sarete, straordinariamente, felici.

    Felice “singleversario” Vagina!

  23. bello… bellissimo post… non posso dire che lo avrei potuto scrivere io, perchè dalla mia non ho un anno di singletudine… ne ho circa 27 e un po’… praticamente uno in meno della mia età! 😉 però mi ritrovo in diverse delle cose che hai scritto… quando ho deciso di non rivedere più l’oggetto della mia non-relazione (perchè noi non stavamo insieme, come c’aveva più volte tenuto a ribadire lui…e io cretina a continuare a frequentarlo sperando in chissà che cambiamento) non posso dire di aver avuto paura delle domeniche da sola, dopo tutto ne avevo avute chissà quante prima di conoscere lui… era ogni dannato sms che arrivava che mi faceva sussultare pensando: “è lui! mi vuole rivedere!” e poi la delusione perchè nel 99% dei casi non era lui… e quando invece era lui… subentrava poi la delusione per qualcosa che diceva o faceva… e mi ritrovo spesso a pensare che in realtà io in una situazione di coppia… penso che non ci saprei proprio stare! vedo le mie amiche che prima erano attive, che uscivano, cinema, aperitivi, serate a chiacchierare fino a tardi… adesso per loro il massimo dell’uscita del sabato sera è cena + partita col fidanzato… ma posso io anche lontanamente tollerare una roba del genere??? non penso proprio!
    non so se troverò mai qualcuno in grado di farmi cambiare idea… ma approvo in toto quello scritto…. non voglio essere l’addendo di un’ipotetica coppia!!!

    1. è che anche se siamo sempre state abituate a pensare, fin dalla più tenera età, che saremmo finite accanto a un maschio, ecco c’è da conteplare l’ipotesi che potremmo non trovarlo e, soprattutto, che potrebbe non piacerci.
      e in questo non c’è niente di male.
      e noi abbiamo comunque un percorso da fare. che ci porti da qualche parte. presumibilmente ancora da scoprire.
      e allora, sticazzi. e buona strada anche a te! ovunque vada 🙂

  24. idem come sopra, mi ritrovo in tutto quello che hai detto, solo che io l’anno lo faccio il 12 febbraio, 2 giorni prima di s.valentino, figo eh? 😀
    Comunque la parte più bella di tutta questa storia, è rendersi conto di quanto si cresce in questi momenti, essere felici di ciò e cercare sempre di migliorare. Dobbiamo riuscire a stare bene con noi stessi, prima che con gli altri. E sto imparando che la solitudine non è poi così male, prima mi dannavo per dare tutto al prossimo (partner o amici che siano), invece ora cerco di pensare prima a me stessa.
    Unico problema comune: “sperare sempre nel lieto fine”, mi hai fatta sorridere…possiamo fare le dure quanto vogliamo, ma speriamo sempre nel vero amore (sempre se esiste) 🙂

  25. Per leggere i commenti in un secondo momento, Google mi ha indirizzata a “scatola nera vaginale” (o qualcosa di simile). Se vuoi, svolgo il tema: “Evoluzione Di una Vagina”…

  26. Sei riuscita ad esprimere in parole tutte le cose che ho sempre pensato e l’hai fatto parfettamente, esprimendo tutta la tua grinta. Ci vuole forza per camminare da soli, senza avere l’illusione di aggrapparsi a qualcuono, ed è per questo che, come scrivi anche tu, si cresce più in fretta ma si vive anche di più. L’esserere single può essere qualcosa di meraviglioso se si è capaci di gestire la situazione, (talvolta anche in modo un tantino egoistico) e tu sei d’ispirazione!

  27. Ti ho beccato al secondo post… a novembre scorso ,e non mi ricordo nemmeno come ci sono artivata al tuo blog . Scrivevi di un meccanico che era stato gentile con te , mi pare ( me lo andro’ a rileggere ) e mi sei piaciuta subito moltissimo …
    Buon blogcompleanno …con affetto.. cin cin !

  28. Cara vagina…
    Che figata, non avrei mai pensato di iniziare una frase in questa maniera!!! Grazie a te, adesso posso farlo…. Ma a parte la cazzatella appena scritta (chissà in quanti l’avranno pensato o fatto…), volevo ringraziarti per avermi fatto ridere (e riflettere) con i tuoi post (ne ho letti solo 5-6 per il momento). Devo ammettere che anche per merito di scrittrici come te, poichè tale ti ritengo, mi sto riconciliando col mondo delle donne…
    Ho festeggiato anch’io da qualche mese il mio singleversario e sono ancora in via di guarigione, preso come sono dalle mie illusioni, dalle mie utopie amorose…
    Le mie amiche dicono che sono da sposare, i miei amici dicono che sono l’ultimo dei romantici… Io dico che sono un coglione (o sono loro che mi coglionano?).
    Forse, come dici tu, essere “single è una scelta anche quando crediamo che non lo sia”. Quando mi renderò conto di ciò, forse guarirò e accetterò la mia situazione di singolitudine… E probabilmente, quando sarò guarito troverò la donna della mia vita… credo…
    Ciao,
    Andrea

    p.s. scusa lo sfogo da posta del cuore…
    p.p.s. auguri per il tuo singleversario!!!

    1. non scusarti, ci mancherebbe e anzi grazie 🙂
      e buon singleversario anche a te!
      una mia amica dice sempre: goditi questo momento, un giorno finirà e ti mancherà la tua indipendenza.
      secondo me può tornare utile anche a te! 😉

  29. Proprio l’altro giorno me lo chiedevo e mi è venuta in aiuto una mail di una studentessa (alla fine di un anno chiedo sempre ai miei ragazzi in che cosa posso migliorare la qualità del mio insegnamento e quali errori posso aver commesso senza accorgermene): “Un altro anno è trascorso. È stato un anno intenso ma veloce, forse troppo, ma un anno in cui sento di essere cambiata, di aver fatto nuove scoperte e amicizie. Se ci penso è strano, ma per tutti gli ultimi mesi il mio desiderio era finire il liceo ed andarmene, cambiare aria; ora che manca poco, che c’è solo un anno ancora, già mi mancano: la classe, i compagni, i professori, le ore in classe… tutto quello di cui ero stufa fino a venerdì, quando mi sono resa conto che manca solo un anno. Se mi posso permettere Prof, anche lei è cambiato, maturato: per quello che ho visto io ha imparato a gestire il successo di un libro, i fan, le presentazioni e l’emozione che questo comporta, riuscendo a conciliarli con noi alunni, con il programma e le interrogazioni. L’anno scorso avevo paura che ci abbandonasse, che preferisse fare lo scrittore piuttosto che insegnare a noi; ora sono tranquilla perché vedo che, essendo riuscito a conciliare le due cose, è felice di insegnare e di stare con noi. Quindi grazie per la pazienza e il tempo che ha dedicato ad ognuno di noi, anche quando forse noi non lo meritavamo troppo”.

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