Terroni a Milano

Il mio amico Tarallino, quello di bassa statura fisica e grande caratura sarcastica, si è appena trasferito a Milano, la grande città, per fare uno stage.

Sicché, timidamente, ingenuamente, romanticamente, mi ha chiesto: “Cosa devo sapere di Milano?”

A quel punto ho pensato di stilargli un piccolo vademecum del terrone emigrante, aspirante cittadino milanese, dicendogli quelle chicche che a me non ha mai detto nessuno e che ho dovuto imparare in 4 lunghi anni di etnometodologia applicata alla società milanese, perché le vere cose da sapere di Milano e della sua folkloristica fauna non sono il costo dell’abbonamento dell’atc, bensì:

1. Usare il taxi non è peccato mortaleil terrone fa una fatica atroce a eliminare il senso di colpa derivato dall’idea di tornare a casa in taxi. La ricca tradizione mitologica terrona, tramandata per lo più in forma orale dai tempi di Omero in poi, narra le epiche vicende di uomini straordinari che hanno percorso l’intera circonvallazione esterna in 91 alle 3 di notte pur di non fruire del comodissimo radio taxi 024040, che sarebbe costato loro l’intero regno.  Ma ciò è una falsità. A Milano ci sono situazioni in cui è più sensato rinunciare a una pizza che a un taxi e questa è una dura verità con la quale il terrone trapiantato prima o poi dovrà fare i conti.

2. Il sushigiovane terrone che arrivi a Milano, ti hanno raccontato che il tuo più grande incubo in questa città sarebbe stato la nebbia. Sbagliato. Scoprirai, piuttosto, che la tua più profonda angoscia diventerà il sushi. Sarai obbligato a sperimentarlo entro i primi 10 giorni dal tuo trasferimento, perché di fatto a Milano andare a cena fuori vuol dire 8 volte su 10 andare a mangiare sushi. Quando lo avrai assaggiato dovrai scegliere se fingere che ti piaccia, abdicando a tutta la tradizione gastronomica che ha formato il tuo gusto e ti ha cresciuto a forza di cozze arracanate, con il nobile intento di integrarti nella società milanese; oppure potrai essere sincero e dire che il sushi ti fa cagare. Sappi, però, che nel secondo caso, sarai condannato all’emarginazione sociale. Il gruppo ti vivrà come un disadattato o, comunque, come un sempliciotto retrogrado incapace di godere della squisitezza di un sofisticatissimo pesce crudo di dubbia provenienza, magnato con riso allesso.  La vicenda del sushi, mio caro terrone, è paradigmatica di tutto il processo di integrazione nel cosmopolitismo milanese: talvolta sarai obbligato a fingere, talvolta sarai obbligato ad adattarti, talvolta sarai obbligato a emerginarti per autoconservarti.

3. Il francesismo: non è fondamentale conoscere la lingua nel dettaglio. Ciò che costituirà una marcia in più, sarà la conoscenza di un medio repertorio di parole ed espressioni idiomatiche francesi. Il francesismo, assolutamente gratuito, è un indiscusso discrimine tra fighi e loser. Il terrone che arriva a Milano magari si sente anche piuttosto evoluto perché conosce vocaboli come “pedissequamente” e ha una discreta dimestichezza con l’inglese, ma ciò non lo aiuterà nel momento di massima difficoltà, quando il  milanese (vero o fasullo che sia) si definirà tranchant in merito al battage che si è creato sull’allure della serata Veuve Cliquot , che risultava un po’ troppo agèe, organizzata nello spazio en plein air alla maison di sticazzì. Il terrone, a quel punto, dovrà soltanto annuire e condividere, senza mostrare di non aver capito checcazzo abbia detto l’interlocutore.

4. L’inglesismo: parimenti importante, anche se di estrazione diversa, è l’inglesismo. Professionalmente non hai possibilità di sopravvivenza e non sono ammesse forme di dissidenza linguistica. Se vuoi essere figo devi imparare tutti i fondamentali dell’aziendalese e aggiornarti costantemente, perché ogni giorno emergono nuovi neologismi. Quando sarai a uno stadio avanzato, poi, ti scoprirai persino a inventarli tu stesso, i neologismi. E li inserirai nelle presentazioni powerpoint, serenamente, tanto nessuno lo saprà che è semplicemente una tua invenzione. Per iniziare, tuttavia, ripeti a casa davanti allo specchio, senza sentirti ridicolo: briefing, meeting, feedback, redemption, report, engagement, benchmarking, highlight, slide, brain storming, naming, management, leader, project, awareness, positioning, eccetera.

5. Piumino vs cappottoil clima milanese fa schifo: caldo boia d’estate e freddo porco d’inverno. Te ne accorgerai, caro amico terrone. Ciò che ti colpirà, tuttavia, sarà notare come i milanesi per via di una straordinaria mutazione genetica siano capaci di sopravvivere ai mesi più rigidi della stagione fredda in cappotto. Per cui tu, terrone, figlio di mamma terrona, che al liceo ti mandava a scuola con addosso un piumone caleffi dotato di maniche, perché c’era un atroce inverno di 14°, capisci che non sei competitivo. Tu, terrone, non puoi farcela proprio fisicamente a sopravvivere all’inverno indossando il cappotto, proprio non puoi, tu devi indossare la fottutissima piuma d’oca e raccontartela che però, sai, ci sono dei piumini che sono anche molto belli, se ci pensi.

6. Il semaforo gialloil semaforo milanese è diverso dal semaforo terrone. Ci tengo a dirtelo perché non voglio che tu ti imbottisca di multe alla prima volta che guiderai qui. Al sud, notoriamente, quando noi vediamo il semaforo giallo, acceleriamo. Trattasi di un riflesso assolutamente incondizionato, il cui messaggio sotteso non è “attenzione, rallenta, sta per scattare il rosso” quanto piuttosto “mena, muoviti, che mò scatta il rosso”. Ecco, no. A Milano quando il semaforo è giallo, si rallenta. Perché qui il giallo dura poco e sopra il semaforo c’è una telecamerina funzionante pronta a coglierti in flagrante. E tutto sommato se pensi che poi i soldi delle tue multe diventano vacanze per Formigoni, anche no.

7. I loghi: caro amico terrone, ti saranno sufficienti pochi giorni a Milano per capire che quelli che hai sempre considerato dei fighetti e delle fighette nella tua città, quelli che andavano in giro ricoperti di loghi D&G, Blauer, Refrigiwear, Fendi, Prada, Richmond, Burberry, Dior, Armani, Armani Jeans, non sono fighetti. Sono tamarri o provinciali. A Milano i fighi indossano la griffe, senza ostentarla e sono intercettati da persone parimenti fighe, che riconoscono la griffe, senza leggerla. E’ una specie di scrematura naturale o di selezione sociale silenziosa, per cui simile va con simile. Noi comuni mortali possiamo limitarci a comprendere queste dinamiche e a schifare i coatti che indossano loghi giganteschi, credendosi molto gagliardi.

8. Essere Bionoterai che qui, nella città più artificiale d’Italia, c’è una grande attenzione alla naturalezza. Qui, più che mai, bio è bello, bio è buono, bio è fico. Non stupirti, dunque, caro amico terrone, quando qualcuno ti proporrà l’acquisto di un cavolfiore a chilometro zero, che ti costerà 40 euro.

9. No politica: Milano è una città in cui, amico terrone, non devi mai cercare il confronto politico con le persone che conosci. Nel caso tu lo facessi, sappi che ti esporrai al grandissimo rischio di scoprire che tutti hanno, come minimo, dei discutibili trascorsi di destra più o meno estrema, se non direttamente la foto di Maroni in costume adamitico sul comodino. Per contro, non è necessario che ti dichiari di sinistra. Potranno presumere il tuo orientamento dal fatto che sei più povero di loro

10. Informazioneè fondamentale, a Milano, essere informati e ricorda sempre, mio caro, che il primo organo di divulgazione scientifica è Vanity Fair, mentre l’agenda mediatica degli argomenti più discussi della società italiana è dettata da Real Time.

11. Il milanese e Milanodi tanto in tanto ti capiterà di incontrare dei milanesi che parleranno in termini entusiastici di Milano. Il ché non farebbe una piega, se si limitassero a dire cose sull’efficienza della città, sugli eventi, sulle mostre. Il problema è che poi, a un certo punto, iniziano a dire che è bella. Questo per i primi 2 anni ti apparirà del tutto incomprensibile. Successivamente inizierai anche tu a cogliere una specie di bellezza burbera in questa città, che certi palazzi hanno dei bei cortili, per esempio, e che certi scorci, all’equinozio di primavera, sono suggestivi, e poi c’hanno delle vetrine paura, qui, in effetti. Ma quando inizierai a vederla così, sarà perché Milano t’avrà contagiato. Fino ad allora, comunque, sii accondiscendente con il milanese che ti parla dell’inconfutabile bellezza di Milano. Sii umano. Non nominargli altre 50 città italiane estremamente più belle e vivibilie non ricordargli quanto a Milano faccia cagare il clima, il cibo, l’aria che si respira, la società, il costo della vita, che qua ci veniamo tutti solo per lavorare e che la bellezza è una cosa altra di cui probabilmente ignora l’esistenza. Non farlo. Tu sii comprensivo.

12. Le multinazionalinel primo periodo in cui sarai a Milano, individui di varia estrazione umana e sociale ti parleranno di Unilever e Procter & Gamble. Tu non avrai idea di che minchia siano. Tranquillo. Significa che sei una persona normale. Poi vai a casa e cercalo online.

13. California Bakeryl’apice del tuo sforzo di integrazione sarà una domenica mattina, quando ti sveglierai per andare a fare un brunch al California Bakery. No, non pensare al ragù della mamma. Concentrati su quel sapore di internazionalità che vivi mentre ti abbotti di pancakes. Per la cronaca, amico, sappi che io a fare il brunch al California Bakery non ci sono andata mai.

14. Radio Deejaymettiamo le cose in chiaro da principio, sai cosa ci fai con tutta la filmografia di Lars Von Trier? Ti ci strichi. A Milano è molto più importante sapere chi sono La Pina e Diego, se non vuoi essere un parìa.

15. Ipocondria: noterai subito che ogni milanese soffre di qualcosa. Tutti hanno almeno una patologia, un’intolleranza, un’allergia. In realtà, però, non sono una razza diversa, rispetto a noi terroni. La differenza è che noi andiamo dal medico quando stiamo oggettivamente male, cioè, ma male. Loro no. Loro si fanno tipo i controlli e poi grazie ar cazzo che scoprono di avere delle cose che non vanno bene. Tu, anche in questo caso, assecondali e mostrati straordinariamente partecipe della drammaticità del loro reflusso gastrico.

16. La depressione culinaria: ti renderai conto del fatto che a Milano impera la magrezza. Ciò non dipende dal fatto che sono migliori di noi. Semplicemente, non conoscono il gusto per il cibo. Per loro il soffritto è la reincarnazione gastronomica dell’anticristo. Il piatto tipico è il risotto allo zafferano che capisci che noi non possiamo che trovare sconfortante una prospettiva del genere. Se sei fortunato la depressione culinaria ti indurrà a perdere peso. Se sei sfortunato, ti indurrà a ripiegare su cibo di fortuna e lieviterai.

16. Vacanze il mio topic preferito: le vacanze dei milanesi. Su questo argomento conviene sempre giocare d’anticipo. Ovvero, amico terrone, chiedilo tu, per primo, a loro, in quale angolo di mondo voleranno al primo ponte di 3 giorni. Così scoprirai, per esempio, che esistono persone che vanno in vacanza in Mongolia, nel Laos, in Vietnam e in tanti altri posti il cui nome non saprei riproporre e che comunque tu, come me, non saresti in grado di localizzare sul globo terracqueo. A quel punto, tu, userai molto meno entusiasmo nel dire che vai a trovare la tua amica a Londra. Come dire: sticazzi. Ciò che, però, ti consiglio di fare come contromossa è stressare (devi imparare anche “stressare” in effetti), all’occorrenza, la scelta del turismo nazionalista. Tu non vai in Malesia. Tu vai in Sicilia, che non puoi capire quanto è bella la Sicilia. E, di solito, questa cosa qui, come se tu il sud lo capissi davvero e riuscissi ad amarlo in un modo in cui loro non potranno mai, li induce a rispettare di più la tua posizione di povero pezzente del sud con la valigia di cartone.

Per ora mi sembra un buon inizio, amico terrone.

Inizia a lavorare su questi punti. Più avanti, magari, integreremo.

Cordialmente,

Vagina

217 pensieri su “Terroni a Milano

  1. buongiorno Vagina cara. Mi sono svegliata alle 5.30 (perché sono andata a letto troppo presto…23.30… è la vecchiaia inacalzante…) e ho aperto, come sempre, la posta e FB per vedere le novitá. IL primo articolo letto, é stato il tuo manuale del terrone a milano… che bell’inizio di giornata. Mi ha riportato a delle situazioni appena vissute in tale metropoli. Ho una cara amica milanese (autentica, cosí pare) e sono appena stata da lei per un nostro progetto. Ci siamo mosse sempre in bicicletta, infatti per ciò che dovevamo fare, occorreva spostarsi velocemente e non avevamo altra scelta. Io vivo (ahimé, da una parte) in germania (lo scrivo anche piccolo, tjè) da anni e mi sono abituata al traffico precisino di qua. La mia cittá é popolata da biciclette, abbiamo 550 km di ciclopiste!!! ecco ti puoi immaginare a milano… dove una ciclopista ha un’inizio e una fine prevedibilissime, e di solito a 50 metri, se va bene, dall’inizio…poi sparisce, per ricomparire in un altro quartiere….hahhah mi sono trovata a tornare italiana (e della mia cittadina costiera caotica) subitissimo. Salta i binari, schiva la macchina, vai sul marciapiedi e se prendi un pedone, sono 100 punti , se prendi un vecchietto 200… buttati in mezzo alla folla di una via pedonale in un giorno festivo (e senza MAI scendere dalla bici), e soprattutto prendi tutti, ma tutti i sensi unici e i semafori rossi…é stata un’esperienza per me appagante, infatti ho ritrovato con gioia la mia italianitá creduta smarrita nelle lande teutoniche…
    l’unica cosa… i lividi là sotto… dove ci siede in sella… maledetto PAVÉ!!!
    bacio charmeur 😉

  2. No beh…
    Ecco sono quasi commosso alle lacrime per lo straordinario omaggio alla mia città.
    Questo lo stampo e lo metto in cornice.
    Tutto vero, tutto esatto, manca solo forse un pò di pirla.
    Nel senso proprio d’intercalare, spiega al tuo amico di non tirare subito fuori il coltello (i terroni girano SEMPRE col coltello), va valutata l’intonazione.
    Si può essere pirla abbracciandosi dopo la quarta pinta oppure spalancando la portiera al semaforo e facendo seguire altri epiteti meno simpa.
    L’intonazione.
    Beh poi i colori, nerazzurri, ovvio, per i milanesi DOC, il resto non esiste.
    ça va sans dire…

    ps e comunque quando entrerà in confidenza con gli autoctoni scoprirà la mamma di Molfetta, il papà di Palermo, la zia di Napoli ecc…..

      1. no no io di terrone non o propio nulla.mia madre di sondrio e mio padre di chiesa val malenco.dai non scherzare

  3. però, scusa, mi sembrano un tantino luoghi comuni, nefasti luoghi comuni che sembrano segnare visioni da nordista (ignorante) verso i meridionali e dei meridionali (ignoranti) verso i nordisti, semplicemente amo chi si considera e si sente cosmopolita..

  4. Posto che mi hai fatto spisciare, e posto che ho appena scritto un post sulla struggente bellezza della mia città (che solo noi milanesi possiamo cogliere, me ne rendo conto), tengo comunque a precisare alcuni dettagli:
    -radio deejay, manco morta.
    -il taxi, giammai: il senso di colpa mi accompagnerebbe fino alla fine dei miei giorni.
    -gli inverni ultimamente sono molto miti, te lo assicuro: il cappotto è già troppo.
    -di destra, della lega: giammai.
    Forse ti devo portare in giro un po’ io.
    🙂

  5. Come sempre mi ritrovo sempre in quello che scrivi,anche se io sono nata al nord e sono confinata alle pendici delle prealpi Lombarde da una vita. Ma ho l’animo da donna del sud,mi sento chiedere spesso se io sia del sud,e quando mi fanno questa domanda,per me è il miglior complimento che avrebbero potuto farmi!!Io amo il sud,adoro la Sicilia (e conto di migrare lì un giorno,nemmeno troppo lontano),e odio il nord,anzi,lo schifo proprio. Tanto che mi ritrovo appieno nei punti 11 e 16. Il cibo qui è ‘na tristezza,e sopportare chi decanta le bellezze della mia città,mi fa venir voglia di chiedere se soffre di cecità. Io odio il nord. Io migrerò. Lo so.
    In bocca al lupo al tuo amico Tarallino per questa nuova avventura,e consolalo,io in inverno metto il piumino e sotto strati e strati di abbigliamento per non congelare. In me non c’è stata nessuna alcuna mutazione genetica. Oppure i miei genitori nordici mi hanno adottata da una bella famigliola del sud ^__^

      1. Tu non puoi capire in questi giorni di freddo, quanto io consulti il sito della nota compagnia aerea low cost, per organizzare una migrazione. Anche solo fino a marzo. Per ora. Poi si penserà a far solo il biglietto di andata ^__^

    1. mi sa che è un altro aspetto dei nordisti quello di correggere sempre pronuncia, grammatica, sintassi, accenti e qualsiasi altro particolare della lingua italiana e non che scappi…è più forte di loro 😉

  6. Ahahahah…sei fantastica, come sempre. Hai perfettamente radiografato il peggio di Milano. Sono le motivazioni che hanno portato mio fratello a scappare al sud (Romagna) con tutta la famiglia, lasciandomi solo nella città più triste d’Italia, fra i cummenda, sempre in giacchetta con fazzoletto intonato alla cravatta, con al seguito giovani rampolli di famiglie “bene” del resto d’Italia che pensano che sia molto figo praticare la professione di avvocato o architetto nella cosmopolita Milano. Fortunatamente ci siete voi terroni che bilanciate il piatto, e avete permesso ad un Pisapia di riprendere in mano le redini dopo una dittatura destroide. Ma lontano dai riflettori esiste anche una Milano più umile, dove resistono gli autentici sapori milanesi, quelli simili al periodo del dopoguerra descritti da mio padre. Abbiamo pur sempre la chiesa gotica più bella al mondo e l’affresco più famoso. Non sarà er cupolone, o il mezzo colosseo rimasto, ma meglio di niente. Purtroppo ci sappiamo anche accontentare. … mare lontano, le vie per i monti sempre trafficate, viviamo come in una prigione dorata., ma non troppo….. Consiglio scontato: appena puoi tornatene nella tua splendida terra.

    1. Anche per Alberto stesso consiglio… L’italia è grande, l’Europaha 27 paesi nei quali è possibile soggiornare e lavorare liberamente, quindi se trovi Milano triste, ciao! nessuno ti trattiene.

      1. Carissimo Steven, mio padre è di Milano, i miei avi spaziano da Treviglio a Crema. I miei figli sono nati qui, e ho ancora genitori e suoceri. Ho tutti gli amici, il lavoro, gli affetti. Ormai è tardi. Con la mamma veneziana avrei potuto farlo anni fa, decisamente quelle zone sono più vivibili, a due passi dal mare, altrettanto alle montagne. Mio fratello è rinato a Cattolica. Io invece speravo nella pensione per poter cambiare aria non solo nelle solite canoniche vacanze. Invece mi toccherà crepare in questa triste, grigia, caotica città insieme ai miei terronissimi vicini di casa…..però mai dire mai 🙂

  7. Simpaticissimo post.
    Concordo quasi in tutto conoscendo Milano, solo che io ho conosciuto la vera Milan da bere ……..ora è una Milano asciutta.
    Ma mi piace ricordare a me stesso ……… che Milano i verissimi Milanesi, sono solo una piccola minoranza ….. il resto solo dei trapiantati dalle varie regioni italiane che si sentono milanesi doc e che vengono chiamti o polentoni volgarmente chiamati bajuscia ……… ma quasi tutti di origine terronia.
    Ho conosciuto il vero milanese ……… che non è freddo, e solo più discreto, che sembra austero,ma che è un buono, ed anche altriusta ……. se il vero milanese non fosse stato tutto questo ……….. Milano non sarebbe la città che è.
    Chi vota Lega a Milano …… 80% sono terroni ……..

    1. Te lo appoggio, ci sei andato molto vicino!!! Purtroppo Vagi parlava della società milanese, ed è proprio così, come dice lei. La vecchia Milano non esiste più, adesso è più europea. E per sua fortuna non fa più tanto freddo come una volta….

      1. Ho sentito l’appoggio.
        Se tu oggi sei quel che sei …… lo devi al tuo passato, ti piaccia a no..

      1. @gundam: sono sicura che conoscerla, quella milano, sarebbe stato bellissimo. e confido, in effetti, che qualcosa di ciò che è stato ci sia ancora. solo che c’è anche tutto quello che ho descritto, con frivolezza, sia chiaro. come alcuni che hanno commentato non hanno colto, evidentemente…

      1. Io posso parlare per Torino, a Milano non ci ho mai vissuto. Per mia esperienza a Sabaudia City ho conosciuto qualche centinaio di meridionali e figli di meridionali che hanno dichiarato con orgoglio di votare lega, a fronte di alcuni torinesi doc. Poi ci sono quelli che votano e si fanno i fatti loro senza dirlo in giro… però il revanchismo leghista dei meridionali a Torino è molto palese, specie in alcuni quartieri fuori dal centro (almeno fino a 3 anni fa, quando ho lasciato Torino.. ora magari le cose sono cambiate). Su Milano, mi affido alle vostre esperienze.

  8. Cara Vagy, a questo punto me ne resto felice a Roma! Milano non mi piace proprio e ci sono stata diverse volte dato che alcuni miei parenti abitano lì. Possono tenersi il freddo tremendo il caldo soffocante ( le zanzare sono geneticamente modificate lì!), il brunch, le multinazionali e il il sushi ( che è proprio tremendo )!Io per pranzo vado a godermi la mia amatriciana, con tante care cose anche al ” risotto “! Un bacio!

    1. Ciao Baby, non vorrei contraddirti, ma la cucina lombarda non ha nulla da invidiare alle altre. Mai provato il risotto agli ossi buchi, o porcini, alla carne, fegatini, salsiccia, o i pizzoccheri, pizzoccheri bianchi di Chiavenna, o alla polenta, polenta taragna, polenta uncia, caseola, brasati di cervo, capriolo, casoncelli, zuppa di cipolle di Brunate….c’è solo l’imbarazzo della scelta. Vagi sarà costretta a frequentare la nuova generazione degli yuppies milanesi, che fanno del brunch il pasto più importante e cenano con aperitivi o al sushi bar. Per gli stranieri tutto questo è il cuore pulsante di Milano, per chi ci è cresciuto è solo la facciata sporca della stazione centrale. Per il resto, me ne andrei anch’io volentieri da qui…..città poco vivibile.

      1. Mi spiace ma abbiamo altri gusti, non mi piacciono le interiora degli animali, il risotto alla carne ( a dire la verità preferisco paste più solide e parecchio al dente ), la polenta la mangio solo con i funghi ogni tanto e gli ossi buchi con il midollo mi fanno impressione, ma il cervo è buono, così come il cinghiale, lo struzzo e le rane che mi hanno fatto mangiare senza dirmi cosa fossero.
        Davvero, non invidio nulla a Milano, ci lamentiamo di Roma ma lì è peggio, tra l’altro sono una che si ammala di continuo. Quando la cugina di mamma è venuta a trovarci a Natale, andava in giro a mezze maniche, perhè pensava di essere ai tropici!

      2. “..ci lamentiamo di Roma ma lì è peggio, tra l’altro sono una che si ammala di continuo. Quando la cugina di mamma è venuta a trovarci a Natale, andava in giro a mezze maniche, perhè pensava di essere ai tropici!”
        Adottatemi!!!!io non lo sopporto più il nord!!! e sono d’accordo con te,vuoi mettere un risotto o la polenta con le squisitezze del sud??ma non c’è paragone!!!^__^

      3. La madre patria dei pizzoccheri ….. è teglio (Sondrio)
        Altro vecchio piatto del MIlanese … si dice che nasce a monza la …Cassoeula
        La polenta targna è della valsassina .. non ricordo il paese.
        le famose latterie ……. oggi non esistono più.

      4. A Milano ci sono ristoranti dove si mangia in un modo che al sud se lo sognano 😀

        Solo che bisogna spendere.

        Milano è una città meritocratica, mangia bene solo chi guadagna di più!

        Invece al sud si mette in bocca l’oro anche ai porci!!! 😛

  9. Sulla questione griffe io avrei aggiunto una postilla riguardante anche la scelta di vestiario ed accessori.
    Vorrei citare una cosa che ho notato (o meglio che mi hanno fatto notare) quando da terrona non-africana palermitana mi sono spostata nella terra della piada (e della nebbia): gli occhiali da vista.
    Non si portano perchè con il passare del tempo diventi orbo quanto una talpa, li porti perchè fa figo e fa intellettuale. La grandezza della lente, con annessa supermontatura, è direttamente proporzionale al grado di intelligenza che vuoi dimostrare.

    E non importa che un povero cristo cieco doni un rene e ripassi tutti i Santi del calendario al momento del pagamento, per avere questo utilissimo oggetto (indipendentemente dalla marca), basta che quest’ultimo duri più tempo possibile.

    C’est la vie. (giusto per ricollegarmi al punto 3 eh)

  10. Ahahahah carissima Vagina, io abito tra Como e Milano, e Milano l’ho conosciuta solo grazie all’università, cosa che ha contribuito ad alimentare il mio “odio” per questa città. Non perché sia brutta, è pur sempre una città d’arte, di moda, cultura e chi più ne ha più ne metta. Ma il fatto di esser una metropoli è il suo calvario, il traffico, lo smog, il cielo che non si vede, i prezzi, la gente, i marocchini che ti tampinano davanti al Duomo e tu vuoi solo correre in facoltà perché sei in ritardo per colpa del treno e della metro piena, potrei andar avanti all’infinito.
    Ma vorrei ribattere ad alcuni punti 😛
    1- mai preso un taxi in vita mia, preferisco la pizza; 2- io amo alla follia il sushi, così come in generale la cucina asiatica. Spero che dopo il tuo trasferimento e le impressioni iniziali ti sia poi piaciuto (dimmi di sì, dimmi che il secondo punto è solo di copertura); 3/4- non uso particolari francesismi a parte brioche e bidet perché detesto i francesi, ma sugli inglesismi cc’hairaggione; 5- ho cominciato a usare il piumino solo recentemente, perché sto invecchiando. Prima usavo il chiodo; 6- semaforo giallo fuori Milano significa “MUOVITI A PASSARE COSA CAZZO TI FERMI A FARE CHE PASSIAMO IN TRE”. Trust me; 7- da me quella gente si chiama hipster; 8- in parte è vero, io stessa ho un’amica stilista che produce abbigliamento bio, però c’è da apprezzare quantomeno la buona volontà 🙂 9- di politica bisognerebbe non parlarne mai, perché se trovi quello che non la pensa come te rischi anche la rissa (storia vera); 10- hai dimenticato Focus e l’Internazionale, che dà il tocco intellettuale in più; 11- non ho mai sentito un milanese elogiare Milano: i milanesi che ho sentito parlare si lamentavano e basta, per qualunque cosa. Sono d’accordo con Principedellemosche, i veri milanesi DOC son pochi; 12/13- nemmeno io so cosa sono Unilever e Procter & Gamble, né ho mai fatto il brunch, perché di solito passo direttamente al lunch. 14- mai ascoltato radio DJ; 15- è vero, al nord si è decisamente più ipocondriaci, siamo quelli che googliamo il mal di testa e poi abbiam un tumore; 16- EH NO. Concordo con Pinzalberto, non c’è depressione culinaria, semplicemente ci sono molte più skinnybitch che altrove; 17- [perché hai scritto due volte 16] è vero, ma questo è perché l’abitante del nord vuol sentirsi desiderato, siamo molto più egocentrici 😉

    Sì, sono egocentrica e logorroica e ho ribattuto a tutti i punti. Andrò a flagellarmi per punirmi.

      1. No ma l’ho capito, è che dopo tre anni in cui ci ho passato 17 ore su 24 praticamente tutti i giorni, mi son sentita milanesizzata 😛
        Però confido ancora che un giorno arriverai ad amare il sushi 😀

  11. WIN! Sono Siracusana e sto qui da 2 anni e posso confermare! Xò io amo il brunch California Bakery, Badgel Factory e That’s Bakery le adoro tutte!!!

  12. Mi permetto di aggiungere un paio di cose riguardo i mezzi di trasporto: il panico da attesa di max 3 minuti della metro successiva. In principio la sottoscritta derideva i pazzi furiosi che bestemmiavano quando perdevano la metro, correvano, si ammazzavano sulle scale, per evitare di aspettare 3 minuti la successiva (io che in quel di Beeeri ho aspettato un autobus anche per un paio di ore di file)…ammetto che ora rischio la vita anch’io sulle scale per nn perdere la metro…è un istinto suicida che Milano ti attacca addosso. E il panico da discesa dal tram: ma per quale cazzo di motivo ogni santissimo giorno c’è almeno una fottutissima sciura milanese che, a mezz’ora dalla sua fermata ti chiede “scende alla prossima?” “no, e non faccio neanche scendere te babbiona, che se perdi una fermata ti ritrovi a 100 metri più in là dalla tua meta quindi potresti rovinarti la giornata!”. E con questa concludo: non so se qlc condivide la stessa fobia, ma da quando vivo a Milano ne ho una nuova e singolare: fobia da chiusura tornelli in pieno viso in uscita dalla metro.ahahha è più forte di me, scelgo sempre il passaggio libero o mi attacco al culo di chi passa prima di me!

  13. Il lavoro.. se si parla di Milano bisogna parlare del lavoro.. anche perchè per chi lavora davvero a Milano la vita sociale non esiste, o quasi, tranne se lavora in qualche modo delle pubbliche relazioni ovviamente… quindi è costretto 😛 Per lavoro a Milano si intende mantenere il resto d’Italia ovviamente.. 😀

    1. sì. certo. a milano si lavora. e si impara anche a lavorare bene.
      si impara a stare svegli, a drizzare le antenne, a recepire stimoli.
      ma l’eccessiva e patologica esaltazione del lavoro in quanto tale, la totalizzazione stakanovista vissuta da troppi abitanti di questa città, non è comunque una cosa per me salutare.
      come non lo è l’assenza di una dimensione sociale.

    1. Bello! Mi hai fatto sogghignare. Son Brianzolo e posso confermare che è tutto vero!
      Tranne una cosa: la cucina lombarda lo conosce il soffritto. Senza soffritto NON puoi fare il risotto! Le fichette che fanno il risotto senza soffritto sono delle ignoranti colossali.

  14. Sto ridendo da sola, davanti al mio iPhone, su un divano di Arnold Coffee… ottimo vademecum. Concordo però con Metalupo, quelli che tu credi milanesi sono in realtà terroni di seconda o terza generazione. Il milanese si è estinto, non c’è più.

      1. Certo, la mia madrina era originaria di Lecce! E’ venuta a mancare settimana scorsa, a 95 anni, di cui 70 vissuti a Milano. Dopotutto, non è una città cosi malsana, anche noi abbiamo un’aspettativa di vita alta!

  15. VERISSIMO:
    Usare il taxi non è peccato mortale.
    Il sushi.
    Semaforo giallo.
    Il milanese a Milano.

    FALSISSIMO:
    Ipocondria (al sud sono molto più fissati).
    Depressione culinaria. (Si mangia benissimo a Milano, c’è molta scelta e qualità, molto più che al sud, dove si bada troppo all’abbondanza e poco alle proporzioni).
    Vacanze. (Sfido che i milanesi non vanno al sud in vacanza e preferiscono altre mete, al sud i servizi per i turisti spesso sono vergognosi)

  16. il top. basta, non voglio leggere altri post fino a natale.
    (terrona trapiantata a roma –città altrettanto terrona, ma non lo dire ai romani che poi si offendono – e in fuga verso il civilizzato nord, causa eccessiva educazione impartita). brava.

  17. perdonatemi, ma non capisco questo razzisimo…. cadono le braccia a veder tante banalità ed assurdità tutte assieme…è possibile che l’avanzata Milano sia ancora così provinciale?
    gisuto per vostra info:72% degli abitanti di MIlano (che ricordo è il cuore pulsante dell’evonomia Italiana è siciliano o pugliese di prima o seconda generazione…
    ed ancora: terrone è un’offesa..come chiamare una persona di colore con l’appellativo di “negro”.
    PiolzAM: se il Nord è civilizzato come può partirire certi incivili contenuti? A proposito: si va a milano per lo stesso motivo che ha un malato di cancro per fare la chemio: è brutta, ma lo fai per vivere. A volte chi viene è sradicato ed è a 1500km dalla sua famiglia..poi va a Milano qui e si sente dire certe queste…. e tu la chiami civiltà…. mah

    1. maa… a cosa ti riferisci?
      questo post prende per i fondelli milano e i milanesi dalla prima all’ultima parola ed il 99% dei commenti non fa che rafforzare questa tesi… e tu sei qui a piagnucolare… di cosa???
      ogni frase che hai scritto ti contraddice, tra l’altro.

      1. Dico semplicemente che è solo gossip, e che la realtà è ben diversa. Milano per qualità della vita continua a salire in classifica ed è al 17esimo posto su 107, nonostante sia una grande metropoli, mentre Taranto.. la città a cui tra l’altro viene paragonata Milano nel post di vagina, è all’ultimo posto assoluto, 107esimo. Classifica pubblicata proprio ieri.
        Altro che prendere in giro.. c’è semmai da fare un bel po’ di autocritica da parte dei “terroni”, piuttosto che ridicolizzare chi gli dà da mangiare 😉

        Fonti:
        http://www.ilsole24ore.com/speciali/qvita_2012/home.shtml
        http://www.milanotoday.it/economia/milano-classifica-qualita-vita-2012.html

  18. Ho vissuto 13 anni e mezzo a Torino, citta’ piena di meridionali e di gran lunga di piu’ fresca immigrazione rispetto ai meridionali di Milano. Con altri miei coetanei allora giovincelli universitari, ci sfracassava alla grande, questa cosa di doversi integrare, in una citta’ del nord, piena di conterranei, che di inverno fanno tutti i frifri, poi d’estate quando vanno in vacanza dalla nonna, sono i primi che passano con il rosso, si abbuffano di parmigiana di giovedi’ e non sia mai che la domenica non c’e’ il ragu’ di capretto (a Torino mangiano meno sushi, lo si e’ scoperto perche’ a Milano fa figo),.

    Ho lasciato Torino per le Americhe da quasi 3 anni, un mio carissimo amico invece si e’ trasferito a Milano. Dopo alcuni tempi ci siamo sentiti e ci siamo chiesti a vicenda: ti manca Torino? Io gli ho detto no…. lui mi ha detto incredibilmente si. Dopo aver letto questo tuo post capisco il suo si!

    1. @pierpalmi: ecco. però tutto sommato alla fine ci si sta. e a volte non sembra nemmeno così male. ma forse parlo così perché mi ha già contagiata 🙂 detto ciò, mi sa che tu hai fatto la meglio cosa, comunque.

  19. Se avessi letto prima questo post non sarei arrivato a Milano, martedì, completamente impreparato. Fortuna che almeno sapevo chi fossero la Pina e Diego!

    Comunque ho avuto esperienze con milanesi (mio ex, coff coff, oddio la tosse!) e devo dire che ce lo ritrovo praticamente in tutto ♥

  20. Cara mia, da romana trapiantata a milano per lavoro ti ho letta con grande emozione……. Quindi è tutto vero?!!! E vogliamo parlare di Grom che è la gelateria più buona del mondo?????! Quindi se non fai la fila sei OUT!!!!!!

    1. Cazzo! GROM!!! Come ho potuto dimenticarmi di Grom???
      Il gelato di Grom. Ma come? Non l’hai mai mangiato?
      Il top per me è stata la granita di mandorle di Grom. Che mi faceva cagare. Ma proprio cagare.
      “Non è buonissima???”
      Grazie, di cuore, per questa aggiunta!

    1. Si può parlar male anche di Stoccolma, Copenaghen, San Franisco ed altre città all’avanguardia, dove il tempo è avanti di 10, 20 o 30 anni rispetto al sud Italia, ciò che non ha senso è che certa “la gente”, il popolino provinciale, ignorante e represso continua a confondere il “gossip”, le ciacchiere, con le argomentazioni serie. Altrimenti non si spiegherebbero commenti come “Milano merda”. E ciò accade anche con la politica, motivo per il quale tutti i quotidiani d’Italia persistono a disinformare con il gossip piuttosto che informare sui fatti, sulle persone e le idee che portano “la gente” a fare delle scelte.

  21. Fa un freddo allucinante. Sono sola a casa di sabato sera con un mal di gola lancinante e mi sono decisa a cominciare il mio blog quando d’improvviso m’imbatto in questo articolo. Non smettevo più di ridere. La serata ha cambiato decisamente corso, grazie!!! 😀
    Saluti terroni
    Maeruwyn

    1. Sarà, ma da una classifica del Sole 24 ore di oggi, Taranto risulterebbe ultima in Italia come qualità di vita. Per me, a parte il freddo, si troverà bene a Milano….. 🙂

      1. 🙂 a Taranto se hai il dna del sopravvissuto ad attacco nucleare, ti trovi benissimo, ne sono certa… 🙂

        Immagino il povero Tarallino davanti al sushi, con la nebbia di Milano che lo guarda…

      2. @pimpra: ahaha ti farò sapere come se la cava. per ora il sushi lo rifiuta ancora. dovrà affrontare lo svezzamento.

        @pinza: vorrei vedere se taranto non è all’ultimo posto con tutto quello che succede

      3. Scusami tanto, il commento era antecedente ai tragici fatti, non intendevo in alcun modo 0ltraggiare una città ferita. Capisco il tuo stato d’ansia e il desiderio di ritornarci al più presto. Un abbraccio.

  22. Più che un “must” il Sushi (come il classico aperitivo radical chic) è un modo per riconoscere chi si è trasferito lasciando le ridenti nebbie artificiali Tarantine. Del tipo “mangiare come se non ci fosse un domani”.

  23. i terroni che chiamano se stessi terroni per esorcizzare la valenza pragmatica del termine terrone mi fanno decisamente più terrone di altri terroni. E’ come se fossero gli hipster dei terroni, quindi un non hipster che tenta di fare l’hipster senza esserlo davvero, risultanto quindi un’imitazione di una figura che fa della finzione la propria bandiera, e apparendo molto più terrone del terrone naturale.

    Ps: sono calabrese.
    Baci.

    1. Fabrizio, mio caro non calabrese, c’è qualcosa che evidentemente non capisci. Tipo? Noi ci chiamiamo a vicenda e personalmente “terroni” perchè lo siamo e lo saremo sempre. Così come tu chiami “mano sinistra” la mano che non è la destra.

      1. Il termine terrone, nella sua accezione semantica, è stato utilizzato solo recentemente per indicare gli emigranti prima e gli abitanti poi del sud italia. Il termine nasce dalle campagne della pianura padana per indicare le persone con poca cultura e avvezze al lavoro nei campi, spesso sporchi di terra, da cui nasce anche il detto “Hai ancora le scarpe sporche di terra” che si usa dalle “mie” parti nel nordest.

        Trovo pertanto un pò improprio perpetrare in questo malinteso semantico e trovo un pò kitsch perpetrare in questa de-demonizzazione dell’etichetta terrone.. mi ricorda un pò mia nonna che sputava e chiamava il diavolo per scacciarlo.

        Pur essendo nato nel mezzogiorno d’Italia io non mi sono mai sentito terrone, e non mi ci sentirò mai.

        Infine, mi permetto di analizzare un tuo inciso

        “mio caro -> sono abbastanza economico a dire il vero
        non calabrese, -> sono un cittadino del mondo
        c’è qualcosa che evidentemente non capisci” -> noblesse oblige

        Baci

      2. Ma quale malinteso semantico?? I miei nonni la terra la zappavano davvero! Mio padre lo fa nel tempo libero e io invidio tantissimo chi ha un orto! Con la terra ho un attrazione fatale e non capisco quando è successo che essere contadini ha assunto anche un’accezione negativa. Non è che siccome il vocabolario dice che mi devo offendere, allora io mi offendo! È come dire “crucco”, niente più! È storia che viene deformata e da dispregiativo a scherzoso, dipende da chi le pronuncia certe parole, anche!

      3. Infatti non è il termine contadino ad avere un’accezione maligna, ma il termine terrone. Ho idea che qui ci stiamo un pò confondendo e stiamo analizzando le cose da un punto di vista diverso da quello proposto da me. Siamo a “cazzi per cadenazzi”, come si dice sempre dalle mie parti. In ogni caso, Baci

        (ps: concordo sull’importanza della natura dell’emittente)

  24. Bell’articolo, molto divertente! Mi ha fatto sorridere tanto.
    Per il punto 1 io da siciliano a milano da 8 anni ho cercato di non utilizzare il taxi potendo. Perché? Prima studente squattrinato, poi lavoratore e capisco che buttare 10€ per arrivare CERTE volte 15 minuti prima a casa è esagerato.Mi sento più milanese a prendere la 90/91 alle tre di notte (che poi alle 3 è uno dei pochi mezzi che gira ancora e quindi in circonvalla di sicuro a piedi non rimani).
    A parte questo tutti abbiamo capito l’articolo ironico, irriverente, stereotipato, su le righe ma solo un utente ha scritto almeno 4 post difendendo una milanesità e una nordicità che in un contesto del genere (questo articolo) sarebbe meglio lasciare nel cassetto. Io vivo a milano da 8 anni e la considero casa mia, viale certosa è più di un semplice viale per me però non è che mi taglio le vene se leggo queste cose…

    1. ma anche perché, come giustamente dici, è chiaramente un ritratto realistico (almeno di una parte della società milanese, che io ho conosciuto) ma goliardico.
      anche per me c’è qualcosa che sa di casa, il ché inizia a turbarmi 🙂

  25. Lombarda sì, ma milanese no, mon dieu! Amici terroni, Fate i sovversivi e se cercate un po’ il calore di casa (almeno quello apparente, quello reale purtroppo è ineguagliabile) spostatevi in provincia. Tra coloro i quali non vedono l’ora di andare a vivere a Milano perché fa figo ed è cool oltre che molto glamour e anche un po’ chic trovorete anche coloro i quali, come me, stanno molto bene dove stanno. E, anzi, schifano anche un po’ Milano. Per voi, amici terroni, c’è sempre un buon risotto. Ma non quello finto-milanese allo zafferano, si chiaro. Quello cercatelo nei ristorantini da 100 euro a piatto per turisti.

    1. La verità che non si dice è che gli aspetti negativi di Milano sono dati dalla presenza (se pur minoritaria) di persone esibizioniste leggermente arricchite, che dal sud si sono trasferite al nord e credono adesso di essere chissà chi. Da qui certa ostentazione nauseabonda e fissata per lo “stile”. La verità è che i terroni che arrivano a Milano devono fare i conti con certi terroni che ci sono a Milano, non tutti, anzi, che rovinano il panirama sociale cittadino. Se pur in presenza ben inferiore rispetto a Roma e Bologna… per fortuna

  26. Ma scusate, da quando 9 gradi sono un clima rigido? E la cucina che fa schifo? Da quando essere magri e non avere il colesterolo a mille è un sintomo di scarso amore per il cibo? Se vi fa schifo, non siete certo obbligati a lavorarci, andate in un qualsiasi paese del Nord Europa e poi vediamo come vi sentite a casa per quanto riguarda la pancia e le temperature.

    Io sono milanese al 100% e pur non amando alcuni aspetti di questa città (specialmente riguardo a inquinamento e viabilità), non mi ritrovo per niente nella descrizione. Hai tracciato il quadro di una piccola percentuale di residenti e di una determinata classe sociale. Trovo inappropriata la generalizzazione. Non prendo mai i taxi, non conosco nessuno che si vesta firmato da capo a piedi (questo al massimo si vede in provincia), né che parli con francesismi o anglicismi da multinazionale finanziaria. Non conosco nessuno che ascolti Radio Deejay mentre frequento persone di tutti gli orientamenti politici.

    L’unica cosa che posso confermare è la moda del sushi, ma subito dopo seguono anche tutti gli altri ristoranti etnici. Negli ultimi anni è diventato di moda anche per una questione di prezzo: si trovano quelli a buon mercato. La cucina italiana a Milano, a meno che si parli di pizza, costa cara. Nel bene o nel male, è una delle conseguenze dell’immigrazione massiccia.

    Mi rendo conto della vena dissacrante dell’articolo, però sono un po’ stufa di sentir parlare male della mia città, ricorrendo nel 90% dei casi a degli stereotipi. Specialmente quando si tratta di persone, e non è il caso dell’autrice, che parlano per sentito dire.

    1. Approvo pienamente tenderspike. Sono solo luoghi comuni tirati a sorte per divertire, puro gossip. Se non ci fossero stati tutti quei commenti di approvazione credulona, non sarei intervenuto nemmeno a difesa di Milano, perché questo post è solo goliardico, non ha nulla di serio, e così va letto. Sono inopportuni quei commenti stile “Milano merda”, non hanno capito lo spirito del post della vagina.

      1. Sono milanese, ma io mi sono divertito moltissimo a leggere questo post. E poi è sui luoghi comuni che di solito si esagera. In fondo non facciamo lo stesso con le città del sud?

    2. gli stereotipi nascono da dei costumi. ironizzare su di essi è attività più che lecita. personalmente, comunque, gli stereotipi di cui parlo per me hanno facce nomi e cognomi, quindi non parlo per sentito dire. anche se a volte per sentito dire ci si possono anche fare due risate.

      ma non è questo il caso. quindi dato che il tuo commento da milanese doc è così paradigmatico, circolare, perfetto, io non ho bisogno di aggiungere altro 🙂

  27. Non c’entra niente col tuo post (che comunque mi ha fatta ridere: io sono nata e vivo a Bologna ma mia mamma è milanese e buona parte della mia famiglia è lì, quindi è una città che frequento parecchio e in cui ho anche vissuto), volevo solo dirti che sull’Ilva mi hai aperto gli occhi tu e da allora ho seguito la vicenda in altro modo, e poi oggi ti ho pensata per via della tromba d’aria (ma pure quella…!). Spero che la tua famiglia stia bene.

    1. Ciao cara, la mia famiglia sta bene, fortunatamente. Anche se mi sono preoccupata perchè persone a me carissime erano all’Ilva.
      Detto ciò, sapere che ho contribuito a offrire una nuova prospettiva sulla vicenda, legittima quella specie di attivismo che vivo.
      E ti ringrazio. Sono giorni difficili per la mia città e io non vedo l’ora di tornare.

      un abbraccio
      v.

  28. Hai letto la guida semiseria della Giacomotti “Le regole chic per vivere a Milano”?
    Assolutamente no: la milanese non indossa scarpe, stivali e nemmeno sandali bianche (matrimonio escluso); la milanese non indossa decollete che mostrino più di due tacchi delle dita dei piedi; la milanese non esala il suo ultimo respiro nei jeans.
    Assolutamente sì: La milanese sfoggia volentieri il gioiello della nonna; adora la scarpa stringata maschile,rigorosamente piatta; stacca l’etichetta dall’abito griffato. La milanese non pranza, fa colazione

    😉

  29. Quoto col sangue tutto, ma proprio tutto (essendo anch’io un terrone a Milano, ma da 6 anni).
    Solo due/tre cose:
    – Per il Milanese NON ESISTE il passato remoto. Coniugano tutto al passato prossimo, anche se parlano di avvenimenti avvenuti ere geologiche prima. E, ovviamente, non sono MAI loro a sbagliare, sei tu che sei un terrone che ne abusa (anche se glielo dimostri con un libro di grammatica italiana).
    – Sul francesismo, aggiungerei ‘la claire’, che dopo indagini degne di CSI Lambrate, ho scoperto significa ‘saracinesca’. Il bello è che, finora, nessuno ha mai saputo dirmi perchè cazzo la chiamino così.
    – Per il Milanese, il magazzino è il ‘magazzeno’. Vai a capire perchè. E’ talmente radicato che anche le insegne dei magazzini lo riportano con la E.

    Se dovesse veirmi in mente qualcos’altro, non mancherò di aggiungerlo.

  30. per informazione:

    “clèr: s.f. (lombardo). ‘Saracinesca avvolgibile con aperture o a maglie per permettere la sorveglianza del negozio dall’esterno’.
    Da francese claire-voie, letteralmente ‘chiara vista’, usato fin dal Medioevo per indicare una gabbia a graticci”

    Idem per “magazzeno”, che ovviamente arriva dal francese “magasin” pronunciato “magazèn”.

  31. Bergamasca, origini siciliane, da poco trasferita a Milano, mi glorio di sentirmi più terrona che bergamasca e mi ritrovo in ogni virgola che hai detto (però il sushi mi piace eh…davvero!)

  32. Post sicuramente brillante e divertente, ma.. Basta con questi “terroni” contro milanesi/nordici/leghisti! Al di lá di tutti i luoghi comuni, che sono anche divertenti nel giusto contesto, quando cominceremo a sentirsi tutti cittadini di questo paese, che è bellissimo da Aosta a Messina, senza esclusione di colpi? 😉

  33. ho ritrovato tutte le cose che i miei numerosi amici trapiantati a Milano mi raccontano 😀 comunque la cosa che non capisco del barese è perchè storca il naso verso il sushi. cioè un divoratore di riso patate e cozze, polpi crudi, allievi crudi etc etc non gradisca quello che alla fine è riso con pesce crudo sopra! sarà la paura delle bacchette o della salsa di soya al posto del collaudato limone?
    comunque ormai anche a Bari è arrivata la moda del sushi (con mia grande gioia)

    io metterei anche un altro punto nella lista : la sindrome da mezzi pubblici:
    entrando in metropolitana ti viene spontaneo affrettarti. è vero, te lo hanno detto, ma credi sia impossibile che ne passi uno ogni tre-cinque minuti ,se arrivata ai binari vedi il treno che parte provi lo stesso senso di frustrazione che avverti in una qualunque stazione di Bari e provincia (trenitalia o fal che sia)
    Alla fermata del bus, il corpo , memore delle attese del 21 o del 4, corre scattante verso il bus che arriva cercando di arrivare alla fermata prima che riparta oppure ti prende quel senso di vuoto e scoraggiamento quando vedi che il bus è appena passato … poi con senso di incredulità vedi un tabellone che indica tra quanto tempo ne passerà un’altro e soprattutto che non passerà tra un secolo

    una cosa che mi è piaciuta di Milano (e che mi dicono anche le mie amiche) è che le ragazze non hanno la Vuitton enorme d’ordinanza (che io odio) vera o falsa che sia, ma cercano la borsa particolare da indossare!

  34. Questo post è bellissimo. Mi sono schiantata dal ridere. E sono di Milano.
    L’unica cosa che non ho mai preso è il taxi perché uso l’auto, ma non ho dubbi che piuttosto della 91 alle tre di notte lo prenderei, i francesismi e radio DJ. Per il resto è tutto così incredibilmente vero da far paura. Anche le amiche che si domandano come può non piacerti il sushi. .

  35. Io penso che alla fine i meridionali in fondo in fondo abbiano un innato senso d’inferiorità verso noi settentrionali che cercano di esorcizzare facendo i brillanti facendo i superiori e criticando tutto ciò che per noi è normale. Non sono stupidi e sanno bene che gira e rigira comunque la pagnotta la guadagnano qui al Nord e per questo anche se fanno i cosmopoliti davanti nel profondo un po’ ci odiano. Purtroppo non hanno mai perso il vizio del disprezzo e dello sputare nel piatto dove mangiano e questa è una cosa brutta perché.. i tempi stanno cambiando e rapidamente e per il Sud li vedo proprio brutti.

  36. Ma se ci sono 50 altre città più vivibili e culinariamente meno depresse di Milano ma mi spiegate una cosa?? Ma perché venite tutti qui??

  37. Io se fossi nato al sud sarei scappato a 12 anni,magari non a Milano ma almeno a Rimini..
    Comunque l’articolo ė molto divertente ed anche ben scritto,brava,finalmente un blog interessante.

  38. Che sfigati i terroni, odiano un posto e ci devono andare per forza se no non mangiano, poi si sfogano in sti blog d’ignoranza pura. Meno male che io, da polentone, posso tranquillamente permettermi di non filarmi (come fa tutto il mondo del resto) il sud e la sua gente che mi fanno proprio cagare. Sono solo ironico eh, non offendetevi terroni di merda. E il sole e il mare sono moooolto meglio in tanti altri posti con ben altra gente. A Milano ci divertiamo e ce ne freghiamo di voi, mentre i meridionali sono solo disoccupati depressi coi complessi presi a calci in giro per il pianeta. Vi nutrite di fantasie e luoghi comuni dato che la realtà vi brucia troppo (siete ai margini della storia poveracci). Scherzo naturalmente, non ditemi che non cogliete l’ironia (adoro le studentesse meridionali fuori sede col fidanzato cornuto al paese cha va a piangere dai genitori di lei quando non passa più sotto le porte).

  39. sono di bologna e non mi riscontro per nulla in queste cose , apparte quella del cappotto , questo significa che tra le varie zone del nord ci sono forti differenze culturali , gli emiliano-romagnoli si sa che sono gente ospitale e dal temperamento caldo

    comunque patetici i milanesi che danno ragione ai meridionali , io non lascerei mai nessuno parlare così male della mia terra , che schifo

  40. perchè non accettate il mio commento , cos’è vi rode qualcosa ?

    in poche parole volete far vedere come voi scrivete delle idiozie sul nord e fate passare solo i commenti di chi vi da ragione , o no ?

  41. carissima vagy,
    non so come sono finito a leggere tutte queste puttanate, deve essere mio figlio che con il mio pc cerca donnine nude, vabbè l’ età.
    Vedi io sono un uomo oltre i 50, e sia da ragazzino che da adulto ho viaggiato molto per lavoro. Non ti nascondo che ho iniziato la mia vita da figlio dei fiori, ma piano piano atteggiamenti discriminatori e fatti personali mi hanno fatto ritornare al mio casolare poco fuori milano dove sono cresciute, sposate e morte quattro generazioni della mia famiglia.
    Io non avevo,non ho e non avrò mai il diritto di andare a criticare cosa fà la gente a casa propria ho preferito fermarmi a casa mia.
    Economicamente è stato un disastro, nel cambiare vita ho perso almeno 2000 euro, però sono a casa mia e credimi che mai più andrò in un altro posto se non per ferie.
    Sono sempre più convinto che persone che vengono da fuori non possono capire una realtà che non conoscono ma che sono costrette a vivere per motivi contingenti, sono stato molte volte in Olanda e sono arrivato alla conclusione che la leggendaria tolleranza dei paesi bassi è rivolta solo ad altri olandesi (che stanno a casa in malattia per mesi…..tutto il mondo è paese…per poi dire che sono gli italiani a non avere voglia di fare un cazzo) ma, ripeto loro sono a casa loro e non hanno un altro posto dove andare mentre io potevo (e l’ho fatto) sempre tornarmene da dove sono venuto.
    Vorrei risponderi punto per punto ma mi sembra troppo, lasciati spiegare però perchè voi meridionali soprattutto i maschietti non riescono ad ambientarsi culinariamente, seguimi, quando tu arrivi qui non è che trovi un alter ego nordico della tua mamma a cucinare, ma ti vai a fare la spesa da solo e cucini da solo, quella non è cucina tradizionale del posto, e trà l’altro se non sai cucinare farà schifo sicuramente. Spero che tu capisca che il cinese che si finge giapponese di sicuro non ti cucinerà una cotoletta alla milanese come faceva la mia mamma, e credo sia chiaro che chi ha un ristorante kebab difficile sia di queste parti.
    La cucina lombarda da molte soddisfazioni te lo posso assicurare, ma dificilmente potrai assagiarla se non hai legami forti con gente del posto.
    Non resisto devo dirti anche questo, noi saremo anche ipocondriaci ma molti di voi hanno pensioni d’invalidità da paura.
    Meglio invalido o leggermente paranoico?
    Il clima………………Io credo che solo un idiota può pensare di andare mille km verso nord e trovare lo stesso clima, che dici….però fa comodo l’acqua che esce dai rubinetti senza comprarla dai mafiosi come in alcune zone della sicilia… o no.
    Una cosa che mi ferisce molto quando si parla di lavoro è la certezza dei forestieri di ogni origine che il nordico non ha voglia di fare lavori duri, vorrei spiegarti cosa è successo…….semplice.
    Per esempio…….le nostre donne ad un certo punto hanno lasciato perdere impieghi come le pulizie, perchè a 4 euro l’ora io mia moglie a pulire la merda non c’è la mando piuttosto faccio straordinari, 8 euro l’ora sono già diversi, cosa ne pensi? Se non fosse venuto nessuno a prendere il posto della gente della zona gli imprenditori avrebbero dovuto alzare i salari se volevano fare affari…….ma non c’è stato problema per loro visto che c’era la fila di forestieri a prendersi i 4 eurini.
    Ok si potrebbe andare avanti secoli a discutere di quello che uno pensa, ma io sono arrivato alla conclusione che ognuno sta bene a casa propria.
    Vi prego tornate al sole delle vostre terre con bellissimi paesaggi d’immond… ahhhhaaa scusa di mare mediterraneo, Milano è così brutta che non so che cazzo ci fai qui.
    Forse non ti andava di sposarti a 18 anni e fare 3-4 bimbetti con l’obbligo di essere assistita da suocera, fratelli e sorelle considerando che non credo ci sia qualcosa da fare in più che andare al mare dalle vostre parti.
    Vedrai che tu starai tutta la tua vita a scassare il cazzo qua e quando andrai in pensione rimarrai qua perchè i tuoi figli nati qua col tubo che ritorneranno alle origini se non per trovare i nonni.

  42. Il post sicuramente è gogliardico e divertente, premetto che vivo a Milano da quasi 20 anni e in Italia non vivrei da nessun’altra parte se non qua. Sono nordico al 100% da generazioni e non mi permetto di criticare il sud in quanto sinceramente non è argomento che mi compete. Per quanto mi riguarda ,tutti questi luoghi comuni dei quali tu scrivi, alla fine li avete creati voi, eh si, proprio voi, meridionali di destra e di buona famiglia. Non fate altro che criticare la vostra stessa gente e questo mi fa pensare molto. I milanesi si contano davvero sulle mani e ti posso assicurare che non sono assolutamente come tu li descrivi ,il resto degli abitanti sono meridionali immigrati da generazioni. Ora la mia domanda è : “Siete venuti a Milano credendo di trovare una situazione diversa da quella del sud e ne siete rimasti delusi?”. Perchè alla fine ,TUTTA l’Italia è paese.

  43. nata a milano cresciuta in un paesino a 16 km mamma di quel paese e papa’ veneto.

    ma quando vedo sotto natale i gazebo della Lega che vendono i panettoni mi viene lo stesso voglia di voltarmi urlando “ma invece di stare a vendere panettoni per quei dementi ignoranti non fate prima a stare a casa a godervi la pensione??” (l’eta’ media era sui 70)

  44. Milano non esiste più, è la “milenissazione”… inquietante, ma comprovata. Per le donne varia dai due ai due ai quattro mesi per le più bruttine, altre ce la fanno ancora prima di arrivare. Per gli uomini, mi raccomando Hipster, con la tua barbetta e il risvoltino. Ma dai, chi ci guadagna (;

  45. Bellissimo, migliaia di commenti di milanesi butthurt che piangono per un post satirico. Ma non erano i terroni quelli che fanno la lagna? Ahahah

  46. ma io dico se proprio Milano non vi piace, fòra di ball, non ci mancherete!! 😉 E poi riso e zafferano lo farai tu perchè non conosci minimamente la cucina milanese, il risotto giallo è ben altra cosa “soffritto” con burro o midollo e sfumato col vino e mantecato…altrochè…e poi risotti, cotoletta, panettone, (dolce di natale più mangiato al mondo) ossobuco,mondeghili…ma cosa ne sai della cucina milanese tu! altro che la vostra cucina!
    Tutti che ne parlano male ma sempre quì a rompere i c…ehm vi vantate delle vostre origini in continuazione, ma quanti napoletani vivono a milano? e quanti milanesi vivono a napoli? io non ho niente con nessuno, ma a questi paesanotti detrattori che si atteggiano con superiorità dico ” va a scuà’l mar cunt vert l’umbrela va!”

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