Pussy Giving Tempestivo

Oggi parliamo di un grande problema che affligge l’universo vaginale e, di conseguenza, anche quello dei cazzetti: le tempistiche del pussygiving.

Fin dalla più tenera età, in cui i mesi scorrono, gli anni persino, a forza di ditalini abortiti pur di non darla via, le vagine crescono con l’idea che non devono depauperare la virtù che portano tra le cosce. Che lì, nella sacra fenditura femminile, alloggia un oggetto di imponderabile valore umano e sociale: la sorca.

Un approccio mentale di siffatta natura ha esiti per lo meno discutibili sulla psiche vaginale, che assume derive a volte assolutiste, la celebre Sindrome CHSI (ce l’ho solo io), a volte reazionarie (ma la cucio fino al matrimonio), altre volte totalitarie (il mio pelo per tutti, ma proprio tutti, anche il tuo ragazzo). Ringraziando il cielo, nella maggioranza dei casi, le vagine adottano ragionevoli vie di mezzo oligarco-illuminate, in cui la danno a una selezione di individui, non necessariamente meritevoli, secondo tempistiche che variano in base alle circostanze e all’età.

pussygiving

Finché non arriva quella fase della vita in cui la vagina si espone alla visione non protetta di tutte le serie di Sex & The City. Che poi, un fenomeno che mi fa sempre riflettere sull’approccio vaginale a Sex & The City è il modo in cui tutte, ma proprio tutte, vogliano essere Samantha, anche le suore, che io mi chiedo sempre: “Ma tu, un pompino a uno sconosciuto rimorchiato da 20 minuti in un bar l’hai mai fatto? No. E allora, che minchia vuoi essere Samantha?”.

Tornando a noi, quando una vede in Sex & The City – che pare sia diventato il bollettino ufficiale della femminilità media degli ultimi 15 anni – che persino quella pugnetta mentale ambulante meglio nota come Carrie Bradshaw si ripromette, al primo appuntamento con Mr. Big, di non darla via, ecco, una capisce che senza accorgercene, noi per prime siamo un po’ limitate da una specie di medioevo genitale, o di autodiscriminazione sessista. Nel senso: per quale inconcepibile motivo Carrie Bradshaw, naso alto 1.40 che cammina su tacchi sproporzionati, non avrebbe dovuto darla all’istante a un fico incommensurabile come Mr. Big nella prima serie? Son cose su cui riflettere. Hai visto mai che t’accorgi che non “la dai” ma “te lo prendi”, che la tua sgnacchera non vale necessariamente di più del suo augello e che, tutto sommato, la regola del terzo appuntamento è una vaccata e che, se una è capace di capire la propria pelle, può anche darla un po’ quando minchia je pare?

E poi c’è un altro risvolto estremamente pragmatico, sul quale ho costruito la mia personale teoria in merito: il pussy-giving va praticato, e tempestivamente.

Mi spiego: anni addietro conosco questo ragazzone, che studiava a Bologna, come me. Era alto, riccio, colto. E stravedeva per la sottoscritta, cosa che mi creava una sorta di illusoria pacificazione interiore con tutte quelle masturbazioni emotive che, già allora, inquinavano il mio essere. Siccome che mi piaceva, il ragazzo, decido di fare la brava e non gliela do subito. Me la tengo buona. Sai no, per non sembrare una facile, si capisce. Ci esco per il gelato. Ci esco per l’aperitivo. Ci esco per la passeggiata romantica tra i portici der cazzo. Ci limono sui gradini. Ci limono selvaggiamente appoggiata a un portone qualsiasi di Via Mascarella, che c’era il cinema Odeon, lì sotto. E poi, finalmente, ci ritroviamo nella sua camera da letto. Alè!

sarahjessica

In sostanza ci eravamo già un pelino affezionati, allora. E poi io ero giovane e mica sapevo come gestire una situazione critica come quella in cui mi ritrovai. E così, mentre gli aprivo la patta, che poi io vorrei far delle chiacchiere con quelli che hanno deciso di sostituire le cerniere dei jeans con una fila di 5 bottoni, ecco io pensai distintamente “Ti prego fa che non sia piccolo”. Non paga, arrivai a pensare all’uccello più piccolo incontrato fino ad allora e mi dissi “Beh, non sarà più piccolo di quello lì”. La storia mi smentì e lo capii mentre afferravo una verghetta minuscola, ma minuscola, ma minuscola. E, sprofondando nello sconforto, vidi ripassare davanti agli occhi tutte quelle ore investite in gelati, aperitivi, chiacchiere, telefonate, email e messaggini. Poi pensai al mio trombamico storico, che invece aveva una nerchia che era stata dichiarata patrimonio dell’umanità, e iniziai a piangere. Fu più forte di me. Compostamente eh. Al tipo dissi che piangevo per l’emozione, naturalmente. E lì capii.

Capii che se le cose a letto funzionano o no, bisogna realizzarlo in fretta. E se valeva quando eravamo studentesse universitarie, figurarsi oggi. Che magari lavoriamo, facciamo la spesa, cuciniamo, laviamo i piatti, facciamo lavatrici, stendiamo, stiriamo, andiamo in palestra, intessiamo relazioni sociali, coltiviamo passioni, viviamo crisi mistiche, costruiamo e smontiamo e dormiamo 5 ore a notte. Di tempo ne abbiamo poco. Tanto vale capirlo subito, se con un tipo si funziona oppure no. Se ci piace e se gli piacciamo. Se ce la fa. Se la durata della sua performance raggiunge almeno il tempo di cottura dei 4 salti in padella Findus, se si avvicina almeno un po’ al nostro genitale gemello (perché non esistono le anime gemelle, esistono i genitali gemelli, come è noto) oppure no.

Indi per cui, amiche vagine, praticate il pussygiving tempestivo.

Praticatelo se ne avete voglia. Praticatelo perché è vantaggioso e risponde a una logica di time-saving fondamentale per le nostre vite stipatissime di impegni e interessi.

Praticatelo perché se c’è qualcuno affascinante abbastanza da farci sentire un brivido nella pancia, non c’è nessuna regola che debba impedirci di scoprirci, ridotti come sappiamo essere, alla nostra essenzialità primordiale, nell’istinto più sublime e immediato che abbiamo.

Amen.

100 thoughts on “Pussy Giving Tempestivo

      1. Bellissima idea!! 😀
        Non ho mai commentato….ma devo dire che sei F-A-N-T-A-S-T-I-C-A!!!!
        Praticamente dai voce ai miei pensieri!!
        Annalia

  1. si avrebbe anche un indubbio risparmio energetico, evitando lo spreco di ettolitri di liquido seminale maschile secreto davanti ad un monitor che manda filmati porno di varia natura

  2. non male come teoria, andrebbe diffusa abbondantemente, certo è un po’ in ritardi sui tempi del “dick giving” che è invece praticato in modo quasi globale da millenni 😉

  3. Ahahahahah rido come una scema. Rido perchè è successo anche a me e in quel momento volevo morire. Rido perchè finchè non ti capita millanti in giro cazzate del tipo “le dimensioni non contano”. Rido, anche se in situazioni del genere ti viene da piangere!

  4. La “sorca” ha soprattutto un enorme valore economico. Regalereste 250 euro a chiunque? 😀

    Datela solo a chi se la può permettere! 😛

    D’improvviso sparirebbe la disoccupazione in Italia.

  5. Sante parole! Evidentemente durante lo primo scambio di informazioni tra donna e uomo (o uomo e uomo) appena conosciuti dovrebbe essere inclusa la “mole del pene”, oltre alle solite e ovvie nome, lavoro, hobby e menate varie… Si guadagna molto tempo e non si sprecano energie utili per incontrare altri cazzetti muniti 😀

  6. Quoto Vagina!! Quoto in pieno!!! Anche perchè io al terzo appuntamento senza provare “la merce” non ci sono mai arrivata. Se poi dovevo metterci l’impegno in tutto il resto almeno dovevo esser certa che l’obiettivo finale valesse la fatica…è un pò come gareggiare in una corsa dei 100m sapendo che non c’è nemmeno una coppa in palio, ma chi te lo fa fare?! p.s io ho felicemente fatto la fine di Charlotte!

  7. Ma chi vi dice che lui ve lo dia?

    L’uomo dotato non lo deve dare alla prima che capita altrimenti lei non si scolla più.

    Ho ancora amanti in giro per il mondo che mi pressano a distanza di anni per rivedermi.

    Dupalle!!!!

    Non lo dateeeee!!!! 😉

  8. premesso che mi sento carrie, ma molto spesso viene fuori samantha e alla fine sogno come la stridulissima charlotte, a causa del pussy giving ho trovato la roba più appagante della vita tra le gambe di un uomo che a sentirlo parlare mi zampillava il sangue dalle orecchie. ci vorrebbe un po’ di equilibrio insomma.

  9. Cara Vagi, non sono daccordo.L’uomo è un essere semplice e primordiale, e ama cacciare. Ma non nelle riserve, e spara ai palloncini al Luna Park solo se ha già una vagina sottobraccio che vuole vincere l’orso più grosso. Se vuoi l’uomo che ti stringa fra le possenti braccia, che ti dia sicurezza nelle giornate fredde e nevose, devi sapere aspettare e farti cacciare. La preda più ambita è quella che ti sudi, che porterai sempre con orgoglio a far vedere agli amici, la sua foto sempre in tasca. Quelle che te la danno la prima sera dopo un giro di pista al latino americano, il giorno dopo non la richiamerai mai più.

    1. @pinza: per quanto mi riguarda un uomo deve sudarsi la mia stima, il mio rispetto, la mia fiducia. più che le mie mutande.
      ma non escludo affatto che sia come dici tu.
      di base, non ho case history di successo, ecco.
      ti aggiornerò.

      1. Non fraintendermi, non disdegno l’arte del darla subito….. 🙂 e non avendo il coltello dalla parte del manico, non so cosa si prova nel possedere tutto questo potere.

  10. Sex & The City che cos’è Vagy?In via teorica lo conosco ma non ne ho mai vista neanche una puntata, per principio! Certo che il proprio uomo è meglio conoscerlo prima del matrimonio, te lo immagini come ci rimani dopo?
    Per qunto riguarda la ” caccia ” sono io che ho tormentato il mio ragazzo ( per anni, tanto che lui mi definisce,scherzando, la sua stalker ) e devo dire a distanza di 6 anni ne è valsa proprio la pena, in tutti i sensi!

    1. ooooh brava! chi la dura, la vince!!!
      io sex & the city l’ho visto tutto e l’ho amato. ma avevo 19 anni. gli riconosco, tuttavia, un ruolo importante a livello di sociologia mediatica e di dialettica sessuale al femminile…

      1. Vagy, allora posso tenermi il mio primato e come dice il mio papà ( lo stalker per eccellenza ) continuare a correre, che non è che dopo che li hai raggiunti si fermano…….
        Un bacio!

  11. Posto che, giustamente, prima di comprare un’auto è sacrosanto il giro di prova (bello lungo) credo sia una questione culturale e sociale il trattenersi la topa. Per principio.
    Se poi cresci con un padre pugliese che ti dice con occhi iniettati di sangue “i ragazzi vogliono solo una cosa, ricordalo” ti viene naturale mettere la sgnacchera sottochiave assumendo le sembianze di Gollum “è il mio tessoro”.

    1. ahahahah oddio, gollum.
      tanta stima. beh, anche mio padre è pugliese e non è che mi abbia detto “dalla pure in giro”.
      solo che la micro-verga mi ha illuminata, anni orsono.
      non che io dispensi la mia femminilità ovunque in giro, come è noto.

  12. Non sono morto dalle risate? Veramente? Meno male, credevo di sì! Allora posso commentare.

    Il mio contributo a questo post sarà illuminante come al solito, cioè insomma illuminante una beata minchia. E ti dirò, Vagi: uno dei miei ex trombamici (ex perché io sono così sfigato che con questo trombamico abbiamo deciso di essere solo amici, ma Cristo Santissimo e Misericordioso ma tutte a me, ma non ti è bastato avermi fatto il naso grande?!), dicevo, uno dei miei ex trombamici ce l’aveva piccolo, tant’è che io solevo chiamarlo simpaticamente “grissino”. Ovviamente non in sua presenza. Tuttavia, grissino era veramente un *grande* amatore, nel senso che ci sapeva fare un casino, Vagi.

    Ti dico tutto questo non per andare contro alla tua esortazione di darla via subito, anzi: l’esperienza ci insegna, AHIMÉ, che ci sono anche gli umani col minipener che comunque non lo sanno usare. Era per dire, insomma.

    Ah, l’ultima cosa: anche i gay vogliono sempre essere Samantha. Solo che molti di loro l’hanno fatto, un pompino a uno conosciuto venti minuti prima al bar. Anche dieci.

    1. sono d’accordo come donna, anche nel mio caso i peni più piccoli conosciuti sono anche quelli mai più dimenticati.
      Mannaggia a loro, dei veri amatori e lo sapevano, come sapevano di avercelo piccolo, ma ci scherzavano sù. Tanto di cappello, perchè io a scherzare della mie tettine moscie non ci sono ancora riuscita e non è proprio la stessa cosa.
      Molto spesso l’uomo dotato di Big P. è arrogante e l’arrogana a letto non sempre aiuta.
      e qui riporto le sante parole di un mio amico: il pene piccolo viene perdonato solo in casi di rara eccellenza in altri campi.
      Concordo!
      la parte dei gay in bagno… adorabile!

    2. @ale: haaha no ma ho conosciuto anche uomini non equipaggiatissimi che sapevano farci un casino ed è stato piacevolissimo, sia chiaro. in quel caso, però, l’ho vissuta molto male, cosa posso farci 🙂

      quello che conviene scoprire, per l’appunto, è se si funziona a letto. se c’è alchimia.
      se ci si piace. se la chimica s’accende.
      poi se questo passi per doti fisiche o amatorie, puro intrigo mentale, o quelchelè, non cambia.

      (sì comunque se non ce l’ha piccolo è mejo)

      detto ciò, voi gaii avete molto più diritto di essere samantha, rispetto a tante etero 🙂
      trust me!

      1. “(sì comunque se non ce l’ha piccolo è mejo)”

        Ok, a questo punto ci sta la domanda fatidica (eh, ma te la sei cercata, neh?): la misura minima per classificarlo come “piccolo”?

        🙂

        Mandi

  13. Sai a volte dipende dall'”educazione” che hai avuto come dice jeanesgenes se cresci con un padre o nel mio caso una madre che ti mette in guardia il quel modo è normale che poi una serra le gambe e fa fatica ad aprirle…e se da una parte la ringrazio per avermi evitato di darla a tutti quegli stronzi che ci sono stati nella mia vita dall’altra mi spiace essere stata così “rigida” e aver perso delle occassioni che con molta probabilità, conoscendo i soggetti, si sarebbero rivelate cm dire intese, indimenticabili…per quel che mi riguarda bissognerebbe saper trovare una giusta misura tra il darla a tutti e subito e non darla proprio in attessa di quello giusto perchè alla fine si hanno troppe aspettative e si finisce anche di restare deluse e avere dei rimpianti e/o rimorsi..mi sarebbe piaciuto averti conosciuta qualche anno fà mi avresti aperto gli occhi molto prima…ti adoro 😉

    1. ma si cara, cioè, è ovvio che parliamo di femminilità che hanno già sviluppato gli strumenti cognitivi per discernere a chi darla e a chi no. se avessi una sorella adolescente non le direi “dalla via a chiunque”. se parlo con un’amica ultraventenne, le dico di godersi la vita, di sperimentare, di vivere e scoprire cosa le piace di più, con tutta la libertà e la consapevolezza di cui è capace…

  14. Sto riguardando Sex and the city per l’ennesima volta. Io lovvo Samantha, come tutte, penso, ma sono sufficientemente disincantata da riconoscere che non avrei mai potuto slogarmi la mascella sulle parti basse del primo venuto, nemmeno anni fa. Io mi rispecchio molto in Miranda, per milleunmotivo, compresi i suoi tempi di attesa per lancio sul tamarazzo, brevi il giusto. Giusto quanto? Dipende dal tipo, appunto, come ben dici tu.
    Bacionissimi.
    Zia

  15. Oh cazzo, come ho potuto dimenticarmi di questo blog e non tornarci per mesi? Ora per non sbagliare mi metto in mailing list. Se la gente trombasse un po’ di più si vedrebbero molte più facce sorridenti per strada. Quando io faccio il tuo ragionamento del pussy/dick giving passo per un assatanato e/o un maschilista indegno: è bello sapere di non esser soli.

    (Che poi assatanato lo sono davvero, ma il punto è proprio questo. Viva!)

  16. Cara Vagy, anni fa ho letto da qualche parte che per essere sicure che una storia possa durare bisogna “non darla” prima del quarto appuntamento. Il perche’ del quarto e non del quinto o dell’ottavo mi sfugge…comunque…
    Allora ero “giovine” e con questo metodo credetti di aver trovato l’uomo della vita. L’ho anche sposato, a dire il vero. Ma poi abbiamo divorziato. Quindi ho capito che la regola del quarto appuntamento non funziona. All’attuale moroso, conosciuto quando ero gia’ piu’ che trentenne l’ho data al primo appuntamento, fregandome della regola. E’ stato bello, e li’ ho scoperto che eravamo sessualmente molto ben combinati (le misure si adattavano alla perfezione…io non cercavo un maxi uccellone ma uno giusto per me…^_^). Siamo ancora insieme dopo 6 anni…quindi confermo che il “fast giving” funziona…spero di cuore che tu possa trovare presto il tuo cuore-genitale gemello….e se uno ti piace…non pensarci due volte. (Oggigiorno per fortuna i ragazzi non giudicano se una la da via prima o dopo e se lo fanno sono degli imbecilli patentati…quindio, meglio perderli in partenza). Dalla con fiducia. Se va bene evviva, se va male, pazienza…ti sarai tolta un pensiero in piu’ ^_^ Baci

    1. cmq, per chiarire, io non cerco un “maxi-uccellone”. come ho sempre detto, ci sono i genitali gemelli e ognuna c’ha da trovare quelli. il piccolo e grande non sono valori in senso assoluto, ecco. mettiamola così 🙂

      detto ciò, grazie di corroborare la funzionalità e vantaggiosità del fast-giving 🙂
      bacioni a te
      v

  17. Ho conosciuto un tizio che mi ha raccontato, bontà sua, proprio un episodio del genere avvenuto in quel di Bologna. Meno male che hai citato il fatto che fosse colto: non è il tizio di cui parlo. Ma cosa c’è in quella città, un raduno di minidotati? Azz.

  18. ti ringrazio.
    Grazie.
    Non ho ancora affrontato l’argomento nel mio blog, perché l’ho iniziato dopo essermi fidanzata e quindi parlo più dello status “accoppiata”, che dell’essere single, ma non sai quanto mi trovi d’accordo.
    Io scopavo.
    Con alcuni dopo un mese, con altri dopo sei mesi, con altri dopo un giorno, con altri ancora dopo un’ora.
    Da single mi sono sentita libera di scegliere l’abbandono alla spontaneità sessuale.
    In Sex and the city mi piacciono Miranda e Samantha, non posso dire di essere uguale a Sam, ma di aver fatto alcune delle sue esperienze si!
    C’è chi la giudica surreale, eccessiva e utopica, invece rispecchia un prototipo di donna esistente!
    Quindi dico a tutte le donne : datela.
    Datela perché vivere il sesso in modo naturale e privo di stupidi sensi di colpa è bello, perché se un ragazzo ne vale la pena è meglio provarlo subito (se il sesso non va meglio tagliare il rapporto), datela perché lo stupido trucco “aspetto una settimana, un mese, sei mesi” non serve ad un emerita minchia.
    Datela perché dovete vivere il presente e se con un uomo deve funzionare il momento in cui decidi di dargliela non incide.
    I due uomini con cui sono stata più “santerellina” (senza volerlo) sono quelli che mi hanno maggiormente ferito.
    Con il mio fidanzato l’ho fatto dopo una settimana, lui sa che ho avuto un po’ di uomini e non mi giudica puttana o altro, anzi sa che l’ho scelto (verissimo) e che avendo avuto le mie esperienze non lo tradirei mai per provare novità!
    Ciauz! 😀

  19. Succede anche il contrario, mia moglie me la diede la prima sera e tempo dopo mi confessò che ebbe il timore e la quasi certezza che ce l’avessi piccolo, chissà, forse la sorpresa l’ha portata al matrimonio.
    Ti ho letto con estremo piacere, mi ha portato qui un tweet che riportava un articolo di Dagospia di oggi.
    Ciao

  20. La faccia, l’espressione delle donne quando ti abbassano le mutande è una delle cose più eccitanti che ci può essere.
    “verghetta minuscola”, ho paura a chiedertelo: ma quanto era minuscola? roba da scomparirti in una mano?
    e rispetto al trombamico patrimonio dell’umanità?
    ottima comunque, mi fai morire dal ridere. farò leggere questo post non appena incontrerò una donna convinta del fatto che “le dimensioni non contano” (appena ne incontro una).
    marco

      1. triviali…
        era, come dire, una domanda statisco/scientifica!
        poi lo sai che siamo sempre curiosi della vostra idea di minuscolo o enorme…
        tanto siamo sempre nell’anonimato, la verghetta non se ne risentirà e la nerchia non si bullerà!
        marco

  21. noooo…
    davvero ri sei messa a piangere? non ci credo!
    e lui come ha reagito?
    ma soprattutto, gli hai fatto un favore e sei arrivata fino in fondo, oppure hai preso una scusa e sei andata viimmagino fosse conscio delle sue misure e dubito che abbia creduto alla storia della commozione!
    carlos

  22. scusatemi, m’ero perso un po’ di punteggiature…
    ecco come doveva essere:
    “noooo…
    davvero ri sei messa a piangere? non ci credo!
    e lui come ha reagito?
    ma soprattutto, gli hai fatto un favore e sei arrivata fino in fondo, oppure hai preso una scusa e sei andata via?
    immagino fosse conscio delle sue misure e dubito che abbia creduto alla storia della commozione!
    carlos

  23. Grande Vagy! Io è la mia migliore amica abbiamo sposato la stessa teoria: meglio un bella scopata con uno di cui poi non ti innamori, che innamorarsi di uno con cui poi non riesci a farti una bella scopata! (Innamorarsi é un’iperbole per tutti i gradi di affezionamento).
    Sono piuttosto convinta che sia anche un buono spaventapasseri per le corna (almeno per quanto riguarda noi vagine, per i maschietti chissá..)!

  24. Cioè io sto divorando questo blog con la stessa voracità con cui sarei (il condizionale è d’incoraggiamento) capace di finire un pacco di Grancereale Digestive.
    Praticamente da quando ti ho scoperto (o meglio riscoperto, perchè qualcosa l’avevo già letta) ho spulciato tutto l’archivio.
    Grasse risate.
    E grasse prese di coscienza.

    Sarà che sono annata 85, laureata in comunicazione, terrona trapiantata (ma in Toscana, che checchè se ne dica NON è nord) e che nel mio passato da single me la sono proprio goduta tanto senza rimpianti, ma questo post finora è il mio preferito.
    Tipo che me lo sto rileggendo già 3 volte.
    Come se l’avessi scritto io.
    E’ tutto troppo vero.

    Sarebbe curioso farti capire come vanno le dinamiche con una fede al dito. E’ tutto molto più complicato.
    Soprattutto in un mondo che offre troppe distrazioni.
    Ma questa, come si suol dire, è un’altra storia.

    Sei immensa.

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