Il culo è il profumo della vita

La verità è che bisogna essere furbe, per essere vagine single. Ci sono certe cose che non vanno fatte.

Per esempio, non bisogna azzimmarsi tutte, mettere i tacchi e un vestitino nero, truccarsi e uscire di casa modello baldracca in acciaio inox di Mondial Cozza, per andare al compleanno di un amico omosessualo che compie 40 anni, che te lo immagini benissimo che la cosa più virile che ci troverai sarà il tuo medesimo clitoride. Ma, più d’ogni altra cosa, non bisogna farlo accompagnandosi a un giovine omosessualo 28enne, alto 1.85, con gli occhi neri neri e le ciglia che ridono.

Non per niente, che poi succede che la vagina single, tutta insensatamente acchittata, varca la soglia del locale e s’accorge di essere, come qualunque organismo cognitivamente superiore all’ameba avrebbe intuito a monte, più invisibile del fantasma formaggino, praticamente mitologica, particella vaginale inghiottita dal magma finocchio.

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Ebbene sì. Sono andata a una festa di compleanno che, casualmente, era di un amico omosessualo e ci ho portato anche Frecciagrossa. E lì, il giovane virgulto, ha iniziato a sgamarsi con il 60% della fauna frocia, finché non si è prescelto con un tipo, uno che c’aveva la camicia di jeans e la barba incolta da ruvido, da gaio amaro insomma. E quelli si so guardati, si so guardati e tempo 20 minuti, stavano a raccontarsi che fanno per campare, se lo prendono, se lo danno e che, guarda caso, capitano spesso nelle stesse città. Pensa te i culi della vita!

E così, mentre il frociamico cucca, tu vagina ordini un altro vodka lemon, riflettendo sul potere stigmatizzante della tua beneamata sorca, e pensando che naturalmente noi vagine restiamo single se questa quantità imponderabile di portatori d’uccello è dedita al fondamentalismo sodomita.

Finché Frecciagrossa non scompare per almeno 40 minuti per dedicarsi a ben più avvincenti attività, e io mi ritrovo a parlare con un tipo e a chiedergli cose come: “Ma perché vi piace la ciola?”, oppure a sentirmi dire: “Ah ma ho sentito parlare di te…cos’è che sei tu? La Vagina Elettronica?”. E senza nemmeno accorgermene, mi scopro a rimpiangere in una volta sola tutti i clacson di apprezzamento, tutti i fischi dei muratori, tutti i commenti insopportabili dei medioman quando vedono un paio di collant abbinati a dei tacchi, tutti i patetici tentativi di abbordaggio da cafoncelli con la faccia color  feci anche a gennaio; rimpiango i rutti e il fantacalcio; rimpiango i peni votati alla fregna, i maschi che appena svegli si grattano il culo, quelli che sanno toccarti con lo sguardo e sbucciarti come una cipolla sorridendoti.

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Finché non ci ritroviamo a casa, a festa finita, a bere una tisana sul divano, io e Frecciagrossa, a raccontarci come ce l’aveva e cosa si son fatti, loro. A raccontarci che l’unico etero della serata mi si è avvicinato e io l’ho ignorato, ed era anche un personal trainer, ed era carino secondo Frecciagrossa, e di donne ce n’eran diverse, ma io mi sto chiudendo e questo non va bene, dice il Freccia. Dice che devo dare chance alle persone, dice che devo divertirmi, dice che non devo essere troppo selettiva, dice che devo chiavare di più, in sostanza. E che se faccio la stronza non devo lamentarmi se poi morirò sola. E ride.

Dice che no, che devo stare serena, quanto più posso, perché ciò che non mi piace nella mia vita saprò metterlo naturalmente al suo posto, quando i tempi saranno maturi, esattamente come sto già facendo in tante altre cose.

Io lo guardo, Freccia, intorno alle 6 del mattino, dopo 3 ore di chiacchiere e distintivo. Lo guardo e lo ascolto.

Penso che si è puppato le mie paturnie del cazzo. E che ha trovato anche lo spirito per darmi dei consigli. Lo guardo, Freccia, e quasi mi commuovo pensando che sono orgogliosa di lui: frocio e saggio!

E l’indomani, non so se sia dipeso dalle chiacchiere notturne con lui o da tutto il pregresso frociame, ma comunque io mi son ritrovata, d’un tratto, a praticare attività erotica di ispirazione hard core con uno sconosciuto.

Molto maschio.

Ma maschio di brutto.

72 thoughts on “Il culo è il profumo della vita

  1. “attività erotica di ispirazione hard core con uno sconosciuto” ottimo, fantastico, INVIDIA!!
    “cafoncelli con la faccia color feci anche a gennaio” Muahahahaha ho Rischiato il licenziamento da risata sonora/sguaiata!

  2. Lo conosco un tipo dedito al fondamentalismo sodomita che però ti ama: SONO IO. Perché sono praticamente il tuo riflesso, solo che dall’altra parte dello specchio c’è il magma frocio, e quindi io me la vivo daqqua, la stessa pentola di paturnie che ti fai tu.

    Sessualità diversa, stessa merda.

    Io penso che: 1) invidio Frecciagrossa e tutta quella tipologia di umani che non si fanno paturnie o magari se le fanno ma in altri ambiti su cui noi siamo tranquilli; 2) secondo me il godersi la vita è qualcosa di quasi genetico, nel senso che ce l’hai dentro il gene del goderti la vita, e se putacaso sei nato col gene delle segaiolismo mentale ti devi fare un culo così per cambiare; 3) cambiare si può, lo so, e lo dimostri anche te nella tua amabile porca conclusione. Per un pochetto si cambia, magari ci sono i periodi in cui si sta bene anche da soli o i periodi in cui ci diciamo chissene se siamo così, c’ho vent’anni e voglio trombare. Ma non so se si può cambiare permanentemente. Se lo scopri, fammi sapere

  3. Non farti influenzare dal mondo gay, non puoi giudicare un buon venditore se lavora in un negozio dove la merce viene data aggratis. 🙂 Cmq mi sei ricaduta fra le braccia di uno sconosciuto…..

  4. Mi piace troppo la definizione “frocio e saggio”…che potrei anche far diventare “frocio è saggio”…in effetti mi sono molto sentito il grande Maestro Miyagi con il suo Daniel San, e la cosa più soddisfacente è che ha sortito effetto!! Ti avevo detto di aprire la mente, tu hai aperto le gambe, ma brava lo stesso! 🙂
    In ogni caso sono io a doverti ringraziare per il week end così lovely che come sempre mi hai fatto passare, oltre che ovviamente per il flirt con il gaio amaro che FORSE stasera rivedrò! Un bacio Vaggì, TVB.

    1. Ci ho pensato diverse volte ma c’è un piccolo dettaglio non trascurabile…non so scrivere! :/ E visto che tra me e lei la scrittrice è lei, le lascio volentieri il compito di raccontarmi e raccontarci! Però grazie comunque a tutti dell’appoggio! 🙂

  5. Sai cos’è che mi piace, che non ti fai nessun cazzo di problema, insomma il pane è sempre inequivocabilmente il pane.
    Il vino pure.
    L’amicizia, quella vera, anche.
    E, sì, ti farei abbondantemente da mangiare, bevendoci sopra e ridendo di gusto.

  6. Avere un amico gaio e saggio è già oro colato.
    Per tutto il resto campa alla giornata tesoro.
    Però nemmeno io ho capito perché non hai calcolato il personal trainer, che mai come in questo caso… due piccioni e una fava! 😀

  7. Avere amici gay può avere i suoi contro come nel caso della festa, ma i pro sono così tanti che una volta all’anno che un party omossessualo è il minimo prezzo da pagare!
    Per il resto: a me i personal trainer non piacciono. 🙂

  8. no, scusa!!!!:D l’unica cosa su cui potevi ‘espanderti’ e sarebbe stato un bel raccontare l’hai messa alla fine in una riga senza particolari?!?!?!? SADICA 😀

      1. La mia era solo una trappola per catturarti 🙂 Non ne esistono quasi più, è come trovare un gratta&vinci da 1 milione. Bisogna accontentarsi dei soliti uomini conigli o pseudo froci…… 😉

      2. Io flirtare?? Ho il savoir faire di Jonny Groove e la simpatia di un brufolo sul culo…. ma dove vado?? 🙂

    1. Che culo.!.
      Voglio sapere una cosa! dopo la rinvincita del clitoride te la sei fatta una sigaretta? o hai ancora smesso?

      ps: Vagina Elettronica è stupendo!

      Mia

      1. Non so se dispiacermi o meno ma…sono “caro” 🙂
        volevo dire che, necessariamente, le acque sociali ribollono al calare di una vagina 😀

  9. Questo post, molto brioso, dimostra la realtà di un fenomeno che ho notato svilupparsi da qualche anno: la donna single che esce in coppia (la sera, al mare, al bar, dovunque) con l’amico gay. Mi sono sempre chiesta quale fosse il divertimento, e leggo qui tra lo spumeggìo delle righe e l’amarezza reale del contenuto che infatti – almeno nell’immediato – ce n’è poco, molto invece di affanno interiore e anche di competizione aggiuntiva (come se quella occasionale tra donne o tra colleghi/e non bastasse).
    Suggerisco di restare alle tradizionali uscite con amiche a fini di rimorchio, tanto abusate ma sempre divertenti, dove in fondo il meglio della serata è proprio la sorellanza.
    Ciao!

    1. il mio gusto nell’uscire con frecciagrossa è che è il mio migliore amico.
      e questo direi che va al di là dell’orientamento sessuale 🙂
      poi che lui rimorchi e io no, pace all’anima. c’è stato un tempo in cui avveniva l’incontrario 🙂
      baci
      v

Parla con Vagina, Vagina risponde

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