Perché Io Vengo

Spesso mi hanno chiesto se fossi femminista.

Io ho sempre risposto di no. Anzi, le femministe mi stanno pure parecchio sulle palle, che se si facevano i cazzi loro magari a quest’ora passavo la giornata a infornare dolcetti senza alcuna pretesa, invece che fare la pezzente in carriera a Milano, e magari ero più felice.

Loro si son beccate la minigonna e la libertà di darla in giro con meno sensi di colpa, noi ci siamo puppate la ceretta brasiliana e l’implosione della virilità in una bolla di proto-maschi, terrorizzati dalle donne cosiddette emancipate. Evolutesi dalla condizione di angeli del focolare, infatti, le nostre post-femministe – sotto una spossante e costante sollecitazione alla perfezione personale e sociale – si trasformano in flagelli del demonio: incazzate, nevrotiche, acide, impegnatissime, ciniche, stronzamente complicate e, nei casi migliori, sole, con una sindrome premestruale che arriva a durare 20 giorni al mese e che può essere sfogata al massimo piangendo per i giudizi di Carlo Cracco a Masterchef *(tutti quelli che volessero sorbirsi il pippotto semi-serio sul femminismo contemporaneo, seguissero l’asterisco al fondo del post. Io comunque ve lo sconsiglio)

Quindi no, io non sono una pornofemminista divoratrice di scroto sotto sale.

moi

Tanto più quando mi succede di vedere cose come questa:

http://video.corriere.it/berlusconi-imbarazza-signora-ma-lei-viene/21f0605c-73a7-11e2-9084-585ed48470f3

http://video.repubblica.it/dossier/elezioni-politiche-2013/berlusconi-scatenato-con-l-impiegata-quante-volte-viene/118987/117473?ref=HRER1-1

Perché ciò che provo, guardando questo video, osservando questo vecchio erotomane alla deriva, questa caricatura della caricatura, questo grottesco latin lover alto 1 metro e un bananito, noto a tutti come Silvio Berlusconi, ecco ciò su cui io mi soffermo, è lei.

Lei. Meravigliosa. Di classe, poi, capace di abbinare i colori come solo un daltonico sotto chetamina potrebbe fare.

Lei ammicca. Sorride. Risponde, sveglia. Accipicchia, proprio un peperino, questa Signorina Silvani!

Ma certo. Cosa volevamo che facesse, lei? Che restasse seria? Che mortificasse Tutankhamon facendogli capire che questo umorismo da 12enne durante la lezione di Scienze sulla riproduzione umana ha rotto il cazzo? Che sono finiti gli anni del Bagaglino? Che il suo approccio da film di Jerry Calà è offensivo e che l’Italia non è solo un paese popolato da zoccole? Cosa volevamo che facesse, lei, che in quel momento incarnava il nostro genere, che era l’unica donna su quel palco. Lei che era lì, dopo tutti gli scandali e la feccia, dopo tutte le Noemi, e le Ruby, e  le Minetti, e le D’addario, e le Gelmini, e le Carfagna, dopo tutte le precarie che “le consiglio di sposare un milionario”, cosa pretendevamo da quel povero cesso multiorgasmico?

Volevamo mica che rispettasse la sua sessualità? Volevamo mica che rivendicasse il suo ruolo di professionista e non di fica-fregna-patata-sorca-passera? Volevamo mica che dimostrasse che le donne sono ancora capaci di indignarsi, perché hanno ancora una dignità? Perché se un vecchio calvo con la faccia marrone fa davanti a tutti allusioni così squallide sul tuo piacere sessuale, tu, testa di cazzo, devi indignarti.

Perché se non ti indigni, ti fai trattare come un oggetto sessuale, come un freak da cinepanettone, presti il fianco a questa idea malsana per cui la molestia sia lecita, simpatica persino. Invece fa schifo. Fa schifo lui. Fa schifo quella manica di idioti che ride lì con lui. E fai schifo anche tu, reginetta dell’amplesso, che fai il suo gioco, che lo assecondi, che gli fai pensare che comportarsi così vada bene.

E no, non penso di esagerare. Perché possiamo essere libere, possiamo giocare con il sesso, possiamo darla via o passarci sopra SaratogaIlSiliconeSigillante, possiamo essere riservate o parlare della nostra sessualità, scherzarci su persino e va bene, ma con chi diciamo noi, quando diciamo noi e come diciamo noi. E su questo non ci sono cazzi.

berlusconi-e-le-donne

Viceversa, quelle donne che continueranno a ridere di questo sessismo da discount, privo persino di testosterone; quelle che continueranno a essere complici di questi omuncoli, che continueranno a dargliela sperando di ottenere dei benefici, delle scorciatoie; quelle che scimmiotteranno questo patetico sessualcameratismo tra generi; quelle che faranno tutto questo, dovranno abdicare al loro diritto di lamentarsi degli uomini, in qualunque caso. Anche quando il marito le mollerà per una moldava 22enne. Anche quando un 50enne si scoperà la figlia appena maggiorenne. Dovranno tacere, perché tutto questo sarà frutto di una cultura che avranno contribuito ad alimentare. E loro, rispetto a quegli uomini, non varranno una cicca di più.

Detto ciò, siccome la mediocrità stanca, io mi auguro che la maggioranza di questo paese non sia più composta da donne e da uomini come questi. Che se così fosse sarebbe l’evidente e insindacabile dimostrazione che l’Italia è una fogna. E nelle fogne solo le pantegane possono camparci.

Amen.

PIPPOTTO SEMI-SERIO SUL FEMMINISMO (io comunque ve lo sconsiglio)

**Non sono femminista. O forse lo sono senza accorgermene, per un habitus culturale che ho. Forse lo sono nell’unico senso in cui si possa esserlo oggi: senza delirio e senza entusiasmo, perché noi abbiamo visto la spinta propulsiva dell’idelogia ritrarsi, e ora c’è la risacca, che è quel naturale scarto che c’è sempre tra la teoria e la pratica. Qualunque sia la teoria, qualunque sia la pratica. Quindi no, io non sono una femminista nel senso tradizionale del termine, io non credo che siamo migliori degli uomini, e neanche che siamo peggiori. Credo anzi che siamo diversi e che questa diversità dovremmo custodirla invece che pensare velleitariamente di appiattirla sotto una parità che non sarà mai concreta e che non ci fa nemmeno davvero gioco. Io non sono una femminista, ma rispetto la femminilità. La amo e ci tengo che sia amata. Mi sforzo per comprenderla e ci tengo che sia compresa. La critico perché voglio migliorarla. Rispetto così tanto la femminilità da poter parlare di “vagina” senza offendere nessuna donna intelligente.

141 pensieri su “Perché Io Vengo

  1. Sei stata fin troppo delicata con la sindrome da nanismo (non lo voglio nemmeno nominare), certo che lei non poteva molto altro comportarsi.
    Epperò, attendo sempre con fiducia infantile che al mondo sorga la donna globale che gli sappia rispondere spontaneamente: io vengo un sacco di volte, anche senza pillola nè libretto degli assegni.
    Un saluto e passa a trovarci, se hai tempo.

    A

  2. Seriamente:
    Quelli che si danno di gomito in ufficio, in cantiere, al bar, “beato lui che se le tromba eh?”, “dai che piacerebbe anche a te”. Ok ridiamo 10 secondi 10, poi basta. Perchè poi sbocco all’idea che un tizio simile venga SCELTO da noi per comandare il paese. Sbocco.

    Meno seriamente:
    Fica-fregna-patata-sorca-sorriso verticale-origine dell’universo-figa-aspiraminchia-attizzabanane-fagiana-gatta-sticchio-scassinapatte insomma quella roba lì che ci rende tutti più luminosi e felici di affrontare la vita.
    Siamo tutti un pò cinepanettoni via.

  3. tra omuncoli e donnette, povera italia! no, personalmente amo le vere Donne, stimo i veri Uomini: nella “diversità” (di genere) ricchezza, tanta ricchezza altro che lo stupidario nei dintorni del “venire”, mi sembra che il (vero) piacere abiti ben lungi da costoro..

  4. La prima cosa positiva della giornata questo post! Sul nano non mi pronuncio visto che riesce a toccare ogni volta nuovi picchi di squallore applauditi dal pubblico e non so quale delle due cose mi dia più il voltastomaco. Quanto allo pseudo femminismo attuale non so tu ma io troppo spesso vedo donne e ragazze che professano femminismo a destra e a manca con lamentele circa la mancata parità salvo poi trasformarsi in oche giulive e gatte morte al primo maschio interessante che trovano come a evidenziare che se ti comporti normalmente da donna autonoma e neurone munita non potrai essere interessante.

  5. Completamente d’accordo. Non sarebbe stato necessario nessun rigore femminista, nessun ” non si permetta vecchio porco!” sarebbe bastato un semplice ” che noia il suo umorismo banale “. Invece lei ha scelto di dire ” si si vengo, a costo zero e più volte!” . E allora poi che vuoi dire? che vuoi dire a tutti coloro che ridono e urlano ” Grande silvio!” ma soprattutto a lei? che popolo vergognoso siamo.

      1. Perfetto! Un “cavaliere non divaghiamo” non avrebbe lasciato gli appigli a cui si riferiva alexiel80. Il problema è che EGLI avrebbe continuato a “divagare” e la relatrice avrebbe dovuto avere l’energia per continuare ignorandolo…Era in seria difficoltà, non c’è dubbio, ma se sei relatrice ad un evento con Mr B…te lo devi aspettare e devi andare con le strategie in tasca, tanto EGLI è prevedibile e scontato.

  6. credo che sarebbe più che altro necessario avere la capacità di discernere tra l’ironia spicciola che a volte facciamo tutti e la realtà di una concezione della donna ancora arcaica e tremendamente idiota che resta radicata in questo paese forse più che in altri (ma mi sa solo forse)
    il femminismo con tutte le sue sacrosante rivendicazioni ha avuto il solo errore di voler far diventare uguali anche cose che erano tra le poche a avere un perchè nella loro differenza, così pur non ottendendo ancora una reale sacrosanata parità di vita hanno appiattito quelle differenze che invece facevano del rapporto uomo donna un piacere da vivere intensamente.
    ma non dispero, qualche millennio e chissà, forse ci arriveremo 🙂

    1. Ma sai, noi che percepiamo in maniera così ignorante e grossolana i limiti di un pensiero siamo solo pieni di stereotipi. Così dicono le persone colte. Bisogna avere conoscenza enciclopedica, per parlare di percezione sociAle. Cazzocredi?! 😀

  7. La cosa davvero più scandalosa è che quella tipa lì, magari, si è pure indignata. Ma ha mandato giù il boccone amaro facendo buon viso a cattivo gioco. In pratica si è fatta comprare. Ecco qual è la cosa raccapricciante. Lui vabbè… come si dice qui: non è un chilo con le pietre in tasca.
    Io non voglio credere che l’Italia sia una fogna, ma ammetto che non sono nemmeno sicuro del contrario.

    1. No. Dice che lei è una vittima e noi non capiamo un cazzo. Belli i tempi in cui uno aveva carattere sufficiente a manifestare il proprio essere in tutte le situazioni, o quasi. Ma tant’è, ci siamo abituati a tutto (dio, mi sento pesante)

  8. La gente quando parla dovrebbe tenere a mente il buongusto, così parlerebbe di meno.
    Ma siamo in Italia, paese di chiaccheroni.
    C’hai ragione Vagina, ma della ragione ce ne si fa poco: mazzate, ci vogliono mazzate

  9. Buon lunedì. Buona neve.
    Detto ciò, scusate ma l’avete vista? cosa vi aspettate da una di blu elettrico vestita e tutta en pendant? Guardando quelle immagini mi è venuta una voglia pazzesca di prendere a ceffoni tutte e dico tutte le donne sedute lì di fronte su quelle belle sedioline bianhe e squadrate con la gamba accavallata e tronfie e convinte. Loro dovevano alzarsi tutte! e andarsene in silenzio senza neancheuna smorfia sul volto. Dignità. Personale.

      1. Quoto l’abbandono della sala! Poi sarebbe dovuto seguire l’abbandono del posto di lavoro, purtroppo, a meno che le tipe in prima fila non fossero tutte capo di loro stesse…
        😦

  10. Quando ero al liceo, da brava ragazzina underground sinistroide che si interessa di politica, ero molto piu’ “politically correct”. I black block, il femminismo quello violento, la rabbia non facevano per me. Preferivo il dialogo io.
    Da un annetto, invece, i fucili e le bombe hanno preso il posto delle “soluzioni democratiche”. E non per femminismo, rivoluzione o chissàcchè.
    C’è un limite a tutto, semplicemente.

  11. Posso solo produrmi nell’inedito gesto che corrisponde a una limonata appassionata. Ti condivido su face(cum)book!
    p.s.
    Fare i dolcetti, comunque, o il paneconlapastamadre, può comunque essere una strada percorribile – a Milano non so, a Bologna certamente sì – ma se soffri d’insonna è più agevole.

  12. Per colpa di questo suo umorismo spicciolo in caso di perdita delle elezione non si potrà candidare nemmeno come nuovo papa. Scusa, probabilmente non c’entra un cazzo ma le dimissioni del papa mi hanno confuso…

  13. Ho goduto piacevolmente di ogni parola di questo post. A onor del vero, tutto questo ti ha reso anche un po’ più umana agli occhi di molti proto-maschi a spasso la fuori, me compreso. Quanto a essere così terrorizzati dal pussy giving, credo sia solo una primordiale forma di bigottismo. Curabile, in ogni caso. Ad maiora!

  14. that’s all.
    non so se sia femminismo, sicuramente non è quel rituale stanco messo in piedi dai vari se non ora quando.

    trovo questa cosa talmente grave da far scendere l’asticella sotto la soglia del 4percento. so già che non sarà così.
    però dovrebbe. cazzo se dovrebbe.

  15. Grande Vagy! Ecco il pippotto semi-serio sul famminismo è un’ottimo riassunto di quello che penso dell’essere donna! Berlusconi è davvero stupido, ma lo sono anche le donne che accettano di farsi trattare così! Stò insegnando ai miei fratelli il rispetto per la donna in quanto tale: siamo noi a dover dare loro le prime ” nozioni del vivere civilmente con l’altra”, senza farli sentire superman, solo per il ” pezzo in più “.
    No se rinasco non voglio essre uomo.
    Tra l’altro non mi sono mai lasciata definire ” l’altra metà “, perchè non sono metà di nulla, sono io tutta intera! Un bacio!

  16. Ho pensato la stessa cosa quando ho visto il video, stamani.
    Queste non sono donne, perché non basta avere la vagina per essere donne. Queste fanno il gioco degli uomini e contribuiscono ad aumentare l’idea che fare così vada bene.

  17. Sul femminismo la penso esattamente come te. Sull’oscenità con protagonista il nano e la zerbina, quel che mi turba di più non è neanche lei ma il pubblico plaudente e ridente (composto di donne e uomini). Ecco, quella platea lì mi fa pensare che sì, magari le cose cambieranno, ma molto lentamente… sono giovane ma chissà se mai ci arriverò a vedere il cambiamento di mentalità.

  18. Sei una femminista della differenza. C’è tutto un filone del femminismo che parla proprio del tuo punto di vista. Il femminismo, che sia dell’uguaglianza o della differenza, non parla mai di essere migliori degli uomini, anche le hard core femministe. In realtà le due correnti cercano di affrontare le disuguaglianze dettate dal genere secondo due maniere di interpretare la vita della donna in maniera diversa per raggiungere la possibilità di colmare differenze che possano nuocere alla donna fisicamente, mentalmente e emozionalmente.

  19. “Rispetto così tanto la femminilità da poter parlare di “vagina” senza offendere nessuna donna intelligente.”
    Standing ovation.
    Anch’io ti voterei…il problema sarebbe il nome che sceglieresti per il movimento/partito: finirebbe per votarti Mr B senza aver capito un #@§§*!

  20. Oh mamma, che bel post. Non c’è molto da dire se non che quando leggerai il mio commento tu senta nella tua testa un applauso che dura tipo 10 minuti. Poi potrai leggere il commento sotto di me. (è un consiglio ovviamente).
    Ad ogni modo a volte mi ritrovo anche io a pensare la frase del tuo incipit.
    A volte ho davvero bisogno di stare là a sfornare dolcetti e basta, e non esaurirmi con questo casino di mondo. Che poi, se ci pensi, in effetti, il mondo era più semplice per tutti quando era così, perchè le menzogne le dicevano solo gli uomini, adesso le dicono anche le donne, e la popolazione femminile è per la maggiorparte composta da donne.
    Oddio sono una donna antifemminista. Ma anche io l’unica cosa in cui credo è il rispetto. Bhà mi sembra un delirio quello che ho scritto… (non sono in sindorme premestruo giuro :))

    1. credo che possiamo al massimo essere donne contrarie a un certo stereotipo femminista.
      credo, e lo credo fortemente, che noi viviamo sulla nostra pelle i limiti delle ideologie di cui siamo figli, anche inconsapevolmente.
      detto ciò, viva i dolcetti sfornati, se sanno darci pace 🙂

  21. Sarò seria, per una volta. Non esprimerò giudizi particolari su Tutankamon perché ho smesso di considerarlo da anni, come molti altri suoi colleghi di aspetto serio e compassato ma squallidi, opportunisti, demagoghi e lascivi quanto lui.
    Solo una considerazione: non sono cattolica, non sono nemmeno atea né agnostica. Sono una donna coi piedi per terra che cerca di tirare avanti la carretta, lavoro, casa, famiglia, affetti. Però ieri, alle 11,40, dopo un filo di stupore ho provato per la prima volta una sincera ammirazione verso un uomo che ha saputo farsi da parte. Perché è vecchio, perché è ammalato, perché ha paura. Chapeau.
    Dovrebbero rifletterci su in tanti, in questo paese dove essere sempre finti gggiovani e in perenne forma e affamati e mai sazi di mona sembra essere l’unico obbiettivo.

  22. Eh no, non ci siamo proprio. Il femminismo non è un movimento di violente, pallose, bigotte che si ritengono superiori agli uomini e non ha niente a che fare con la violenza. Ancora una volta appena lo si nomina in maniera anche solo vagamente critica si aprono le valvole di sfogo per gli stereotipi. Ma sapete cosa significa per una sincera femminista rileggersi descritta snaturata e come un mostro, additata, etichettata delle peggiori barbarie in un mondo al maschile dove le barbarie sono commesse sulle donne ma ci sembrano normali, ovvie?
    La disparità è proprio nel fatto che se una donna si arrabbia, si indigna, osa protestare per il proprio diritto di non essere ridotta a fica e utero, viene additata come violenta, strega, acida, arrabbiata e quant’altro perché una donna non ha diritto di arrabbiarsi se non con le modalità e per le motivazioni gradite agli uomini e concesse dagli uomini, altrimenti è sgradevole al punto che nessuna vuole essere confusa con lei, pena l’ostracismo.
    Ma io non mi voglio piegare. Non voglio diventare una di quelle che dicono di credere nella parità, nei diritti, nella parità salariale, nel diritto all’aborto ma “femminista io? Per carità, no!” perché ho il terrore dello stigma.
    Il femminismo è un movimento dinamico, fatto di analisi, studi, letture e riletture, un movimento contro gli stereotipi di genere che colpiscono tutti e non solo le donne, animato da persone di ogni apparato genitale ed orientamento sessuale, animato da giovanissime e giovanissimi in scontro creativo con le generazioni precedenti. Certe regole, certe interpretazioni, sono etichette servite a demonizzarlo e neutralizzarlo.
    Esiste ancora, teorizza ancora, è in costante metamorfosi, studio delle alternative possibili, non si può inchiodare a poche semplici linee ed è ormai una nicchia non di rivendicazioni di privilegi per la donna ma di libertà per tutti dalle gabbie.
    Lo stigma colpisce chi ci crede. Io voglio andare in giro a testa alta perché il mio problema non è l’essere femminista ma come gli altri disinformati credono che io sia.
    Poi non vi lamentate se ci sono sempre più casi come quello della signora sopra, eh, frutto di decenni di distruzione dell’immagine del femminismo.
    Io da femminista non critico la femminilità ma solo le etichette che si danno a femminilità, mascolinità, omosessualità, transessualità e via dicendo, non ho i muscoli, non vesto da camionista e non pretendo di dare direttive a chi ha il proprio modo di essere donna. Sono semplicemente me stessa e tale vorrei restare, senza dovermi adeguare.

  23. Ciao Vagina, devo ammettere che appena ho visto il video ho pensato esattamente le tue stesse cose. A parte l’abbinamento da daltonico drogato, ma solo perchè ero più concentrato su altro dato il titolo dell’articolo. Ripensandoci con calma però ho cambiato idea. Mi spiego: credo che nonostante si sappia che lui è un porco erotomane, la malcapitata non si aspettasse un trattamento del genere e sia stata presa alla sprovvista, non so quante persone sarebbero state capaci di reagire diversamente davanti ad una platea. Platea, tra l’altro, che era lì proprio per sentire il porco erotomane prima citato, per cui l’indignazione della donna avrebbe sicuramente portato a fischi diretti a lei che non sa stare nemmeno ad uno scherzo. Senza contare che il porco erotomane si sarebbe subito giustificato allo stesso modo, esattamente come quando ha dato “per scherzo” del kapo nazista ad un membro del parlamento europeo. Per cui mi dispiace che tutti se la prendano con lei.
    La cosa che mi fa incazzare molto invece è che questa notizia sia definita tale! Ne ho le palle piene sinceramente di trovare cose del genere ogni volta che provo ad aprire un giornale. E mi viene il nervoso se penso che questo comportamento da vecchio porco ancora in grado di sbattersi le diciottenni sia una cosa che attira voti!
    Scusa per la lunghezza del commento, non sono stato in grado di sintetizzare di più…
    Ora mi leggo la parte asteriscata che nonostante il tuo avvertimento son curioso…

  24. La premessa è ancora più bella della conclusione.

    Direi che post come questo sono la dimostrazione che c’è ancora gente capace di analizzare “eventi da tavernetta” come questi ed estrarne riflessioni, anche sociologiche.

    Il problema non è lui.
    Il problema sono quelli che di fronte a uscite come queste, invece di dire “è anziano. Poraccio”, lo applaudono e ridono divertiti, dicendo “è il presidente del popolo. E’ simpatico!”

  25. il tuo asterisco è fenomenale, lo condivido appieno e mi trovo completamente d’accordo con te (sul Pippotto semiserio sul femminismo), sul resto non mi sbilancio, lo lascio valutare agli altri 🙂 comunque complimenti!

  26. Grazie al cielo!!! E’ tutto il giorno che cerco qualche donna INCAZZATA più che per il comportamento di Mister B per quello della cosiddetta donna sua partner di gaffe studiata a tavolino… e io ci metterei pure tutto il pubblico euforico presente!!! Non è una questione di femminismo, nè di perbenismo, ma di pudore!

  27. io non me la prenderei con la signora in questione: anzitutto il primo gesto che le é venuto di fare é stato di coprirsi il seno con la giacchetta, come faceva notare una commentatrice in un gruppo che seguo. E poi a me pare che nell’imbarazzo totale abbia cercato di riportare il discorso a quella che doveva essere il senso della sua presenza su quel palco: il lavoro. E cacchio ‘sto omunculo chiaramente ne ha svilito in tutti i modi la figura e con la sua quella di qualunque donna nella sua posizione,esattamente come quando invitava gli investitori stranieri a investire in Italia perché ci sono tante belle segretarie.e inoltre la signora oggi ha fatto pervenire nei vari uffici stampa una sua dichiarazione dove sottolinea che da parte sua non c’era nessun compiacimento o onore del trattamento riservato ma tanto imbarazzo .
    E poi la posizione totalmente squilibrata tra i due di fronte a una platea questa si compiaciuta dalla virile performance scadente del potente,a fianco dei capi, le avrá causato un comprensibile blocco.
    Sará mica sulle spalle di questa sfortunata a reggersi la dignitá della risposta delle donne contro ‘sti meccanismi spazzatura;donne che mi auguro invece siano solidali a chi come lei davvero si é trovata in una situazione ai confini della realtá e di difficile gestione, specie ribadisco, nella sua posizione.
    p.s. riguardo le tue considerazioni sul femminismo… ogni vagina la pensi come vuole,ma accidenti quanti stereotipi!

    1. è facile difendere il proprio onore con il plauso della platea.
      io la vedo diversamente.
      quanto agli stereotipi, prendendoli come tali, quasi sempre hanno un fondamento. il problema è se vengono eletti parametri universali.
      detto ciò, come dici tu, ognuno la pensi come je pare.
      ciao

  28. eh si,hai appena dimostrato di essere femminista pretendendo il rispetto che viene negato da sempre alle donne,sul quale molte ahimè passano sopra per non passare da isteriche,incazzate,acide,ecc….quando abbiamo tutto il diritto di essere incazzatissime…..che ti piaccia o no,che ti faccia avere faccine sorridenti maschili o no: complimenti,sei una di noi

  29. Condivido le considerazioni su B. e il video.Sul “femminismo” noterei anch’io che esistono diversi modi di intenderlo, Vorrei ricordare però che di persone come B. ( anche senza i suoi soldi ) ne esistono milioni e che in Italia la violenza sulle donne ha raggiunto dimensioni mai viste in passato, e di questo bisognerebbe parlare, perché il fatto continua ad essere sottovalutato come indicatore di una patologia che riguarda tutta la società. Perché è un problema di tutti ( uomini e donne ), che sta radicato nella tradizione culturale maschilista e perbenista che anche molte donne veicolano e approvano. La domanda su cui dovremmo riflettere oggi è quale può essere OGGI il ruolo delle donne nella costruzione di nuovi “diritti civili” in grado di contrastare i poteri forti che controllano l’informazione di massa, che quotidianamente alimenta comportamenti come quelli che tu denunci a proposito del video.
    Leggo sempre i tuoi post, e mi piacciono per il modo diretto in cui ti esprimi, anche se talvolta ci trovo pensieri che non condivido. Ma questo è il bello e l’interesse del confronto libero fatto in rete. Per questo penso che riflessioni come le tue dovrebbero avere una frequenza maggiore ed essere applicate a diversi ambiti della vita quotidiana.
    Un saluto e a presto!

  30. Povera ragazza…si è presa, incolpevolmente, un sacco di parolacce.. Avrete visto tutti quello che ha dichiarato… Addirittura è a rischio, ora, con quei beceri dei suoi datori di lavoro… Ma è ovvio che è difficile, in quel frangente, in cui sicuramente era in soggezione, avere la battuta e la risposta pronta e giusta da dare….. Uno come lui la vince su gente ben più sgamata di lei…….da VENTI ANNI!!!!!!!!!

  31. Standing Ovation!
    Non posso far altro che pensare: “perchè non s’è trovato una come te davanti?! che lo faceva di un piccolo, ma un piccolo, più nano di quello che già è?!”
    Oddio vagi, non possiamo fare in modo che la prossima volta si confronti direttamente con te? ti infiltriamo con qualche inghippo, che ne so.
    E allora sì, a quella stessa domanda, rispondo SI! io VERREI sedutastante davanti a un video del genere. In cui una Vagina, ad una battuta di bassa lega come quella, lo ciancicasse e lo appiccicasse sotto al tavolino, come un chewingum. Ma verrei di un orgasmo multiplo di quelli che uuuhhhh, sarei appagata per il prossimo lustro, come minimo.
    E cmq, gli articoli sui giornali te li meriti tutti!!! 😉 complimenti!
    ciao, vagi, baci!
    Silvia

  32. Che Berlusconi sia un’omuncolo penso che ormai sia cosa risaputa,ma mi sembra che ci si stia scagliando un po troppo su questa donna a cui sono stati fatti commenti offensivi di fronte a,più o meno.mezza Italia.
    Siamo tutte buone a dire,sedute comode sulla nostra poltrona,che noi avremmo risposto a tono,che noi avremmo fatto volare in alto la bandiera del rispetto verso le donne ecc.ma in realtà penso che tante siano buone a dare aria alla bocca. Perchè questa donna si è trovata vessata da uno degli uomini(ahimè)più potenti d’Italia,di fronte a pezzi grossi,di fronte ai suoi capi.Io sarei rimasta impietrita dallo sgomento e dalla sorpresa di tanta stupidità.
    E pensiamo anche che lei era li per rappresentare l’azienda:non pensate che se avesse fatto qualche commento sgradevole sarebbe stata mandata a casa e tanti saluti?
    Che poi questo non sia giusto,che poi il nostro paese rispetto per le donne 0 siamo d’accordo.
    Ma purtroppo la società è quello che è e non penso che questa povera donna abbia fatto nulla per essere messa in croce e considerata il simbolo della “pochezza” femminile!

    Only a storm in a coffee cup

  33. Quale comportamento maschile è offensivo o meno dovrebbero deciderlo le singole donne e non le altre per loro.E’ libera o no una donna di sentirsi offesa ?.Paternalismo si chiamava l’imposizione di ciò che è bene e ciò che è male.
    “devi indignarti”,chi sei tu per dire cosa una donna deve fare o meno?.

    Per fortuna che ci sono state le femministe che rivendicando per le donne il diritto al lavoro(mentre gli uomini dovevano e devono lavorare) hanno emancipato gli uomini dal dovere di mantenere le donne.Poveri quegli uomini che erano costretti a sposarsi.Evviva le femministe!.

  34. che dire… hai dato voce anche a me con questo tuo post! e anche per quanto riguarda il pippone semiserio sul femminismo… guarda, io che non seguo mai i consigli l’ho letto, e appoggio in pieno l’idea che uomini e donne NON SONO UGUALI (cazzo!) (e aggiungerei che va molto bene così), e chi fa del femminismo una lotta PRO uguaglianza tra sessi non ha davvero capito un cazzo… e fa solo danno anche. riguardo al nano malefico e a tutto il suo circondario di donnette ridanciane… ogni giorno di questa vita da 4 anni a questa parte mi chiedo questo: con buffoni parassiti del genere che futuro possono avere (in termini di lavoro, di educazione, di libertà, di rispetto, di dignità…) le mie due figlie femmine? ed è un pensiero che mi fa puntualmente incazzare. e cosa faccio di concreto? beh, per ora posso solo cercare di EDUCARLE a ESSERE DONNE.
    per il resto ti amo ❤

  35. L’incipit del post era una bomba. Nel senso: “fantastico”. II manifesto di una una ‘non femminista’, che consigliavi di evitare, è fantastico. Il resto del post, quando si entra nel qualunquismo, lho trovato qualunquista. Non stupido, ma semplicemente -come dire?- non necessario. Berlusconi è quello che è, ed è palese quello che sia. E’ un ‘patròn’ tipico della milanesità della sua generazione, che sono due generazioni fa. Un altro mondo, un altra società, insufflata di una ricchezza diffusa che era gonfiata. Tutte cose note. Le persone non cambiano. Non cambiano in singolo, l’individuo, e neppure in toto: l’umanità. Ci sono delle istanze pressoché etologiche si cui si fonda la sociologia umana, e negarle porta schizofrenia (nel caso femminile: isteria) di vario genere. Queste istante sono testimoniate nei Veri Classici, parlo di cose originariamente scritte in greco anitco, aramaico, cose così. Il dramma di Agamennone e Ifigenia che si consuma in Aulide. Il fallimento di Elettra, l’autoinganno di Edipo. O ancora, l’autodistruzione di Medea. Vi è un livello di lettura quasi mistico in queste cose antiche davvero, e uno molto simbolico in cose meno antiche, come Odisseo, il cui segreto è lo stesso di un Principino, e di un fennec, e di uno scoiattolo-volpe. Ahinoi, il guaio del primo femminismo, che al di là di un certo folklorismo credo portasse avanti idee sensate, è che nessuno si rende conto che ha avuto una generazione precedente fatta in un modo, e se cambia tutto, chi nasce dopo avrà una generazione genitrice fatta con le rivendicazione delle figlie della precedente. Sembra ovvio, ma è un innesco pericoloso. Lo stiamo ben vedendo, in questo rutilare di postmodernità, ma suppongo fosse inevitabile. Devo davvero leggere “Il sesso inutile”, della Fallaci, perché mi pare intriso di una riflessione antropologica degna del miglior Battiato, giovane, quando cantava “Vorrei vederti danzare”. La verità dell’uomo corre trasversale sul piano delle culture endemiche, perché se è verità dell’uomo, o è umana e comune, o non esiste. Come ci ricordava Emanuele. 🙂

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