Uccideteci Tutte

Parlarne è importante. Il femminicidio.

Che neologismo superbo, femminicidio.

Le cose vanno chiamate col proprio nome, del resto. Se uno t’ammazza in quanto femmina, perché sei sua, perché sei troppo grassa, o troppo magra, o troppo petulante; perché sorridi alla persona sbagliata,  perché parli troppo, perché non parli abbastanza, perché ti innamori e ti disinnamori, perché vai a letto con un altro, perché hai paura, perché non sopporti più l’odore del suo fiato alcolico, o soltanto sogni una vita diversa; se uno t’ammazza perché non puoi andare via, perché sei una stupida, perché al mondo non sai starci, perché deve insegnarti proprio tutto, perché le sue mani attorno al collo tuo lo fanno sentire forte, perché il tuo stomaco è il suo stomaco e può piantarci dentro una lama quante volte vuole; perché ha un’amante e non te ne accorgi, perché ha decine di amanti e l’hai scoperto, perché gli porterai via quei figli che non ha mai voluto, ecco, in questo senso è lecito parlare di femminicidio.

Il femminicidio. Parlarne è importante. Poi, sai, con la festa della donna di mezzo, l’8 marzo, il tema è attuale.

femminicidio2

Il femminicidio. Il “fem”, non serve nemmeno completarla, la parola, su Google. Si completa da sé.
E’ il primo suggerimento. Il primo, dico. Mica il terzo o il quarto. Mica viene dopo “femmina”, “femminile”, “femmineo”, “femantico” che sarebbe “semantico” pronunciato da Nichi Vendola.
E’ il primo. Bisogna impegnarsi, per essere i primi. Il primo risultato non si scorda mai, come il primo amore.
E l’amore è cieco. L’amore ammala. L’amore mica è sempre uguale.
L’amore è il buio della ragione. Mica si capisce in fretta. Mica te ne accorgi, che ti ucciderà.
Certe volte lo pensi, che sia strano. Che in fondo agli occhi ci sia qualcosa che non quadra per niente. Che all’improvviso non riconosci. Che l’amore sfuma. E diventa ira. E diventa paura. E diventa dipendenza. E io non voglio farti soffrire. E io sono stanca. E falla finita. Ti prego, smettila. Ti prego, pensa a quando m’amavi. Ti prego. Lasciami andare.
Il femminicidio. E’ importante parlarne.
La mercificazione del corpo femminile. Sì, il berlusconismo, la tv commerciale. Si capisce, quelle ragazze lì mica potevano lavorare per guadagnare 1000 euro al mese. Se sei un cesso vai al call center. Se sei figa vai ad Arcore. Mia mamma lo sa quello che faccio, ma lei è d’accordo, questo paese funziona così.
Il femminicidio. Bisogna organizzarsi.
Fare un flashmob. Vanno così di moda i flashmob.
Il femminicidio. Che bel neologismo. Sai non ci sono alternative, per alcune di noi. Una potrebbe chiedersi dove siano la collettività, la comunità, l’assistenza sociale. La parrocchia. Dico, se hai superato i 18 anni di età, non dovrebbe essere pericoloso, andare in parrocchia.
Una potrebbe chiedersi molte cose e dirne molte altre.
Tutte giuste. Tutte condivisibili. Tutte ovvie.
Io, che non potrei che dire banalità, invece, dico che dovete ammazzarci.

Ammazzateci. Uccideteci.

Uccideteci tutte. Uccideteci, avanti.

Una ogni due giorni. Centoventi in un anno.
Possiamo fare meglio. Avanti. Siamo l’Occidente. Noi non andiamo con il burqa. Abbiamo le televendite con Anna Tatangelo.
Siamo l’Italia. Uccideteci. Salvo Sottile deve fare una nuova stagione.
Uccideteci. Tutte.

femminicidio

Uccideteci, avanti.
Uccideteci. Noi lavoriamo.
Uccideteci. Noi studiamo.
Uccideteci. Noi facciamo l’amore.
Uccideteci. Noi scopiamo.
Uccideteci. Noi leggiamo.

Uccideteci. Noi siamo migliori.

Uccideteci. Noi siamo peggiori.

Uccideteci. Noi sappiamo piangere.
Uccideteci. Noi amiamo le scarpe.
Uccideteci. Noi cuciniamo peggio delle vostre madri.
Uccideteci. Noi siamo sane.
Uccideteci. Noi siamo malate.
Uccideteci. Noi abbiamo un pensiero.
Uccideteci. Noi ci smarriamo.
Uccideteci. Noi desideriamo.
Uccideteci. Noi non vi vogliamo più.
Uccideteci. Ci fate schifo.
Uccideteci. Non vi tira più.

Uccideteci. Siamo puttane.

Uccideteci. I lividi ci donano.

Uccideteci. Siamo sorelle.

Uccideteci. Siamo compagne di classe.
Uccideteci. Siamo ragazze. Siamo mogli. Siamo ex.

Uccideteci. Siamo amanti.

Uccideteci. Siamo complici.

Uccideteci. Siamo nemiche.

Uccideteci. Siamo madri.
Uccideteci. E non saremo madri mai.
Uccideteci. Vi cambiamo.
Uccideteci. Vi deridiamo.
Uccideteci. Siamo tutte uguali.

Uccideteci. Pensiamo solo ai soldi.

Uccideteci. Noi amiamo.

Uccideteci. Amiamo ciecamente.
Uccideteci. Amiamo da essere stupide.
Uccideteci. Amiamo i nostri carnefici.
Uccideteci. Amiamo la vostra mediocrità.
Uccideteci. Moriamo di coraggio.
Uccideteci. Non abbiamo il coraggio di lasciarvi mai.
Uccideteci. Portiamo guai.
Uccideteci. La farete franca.
Permetteteci una cosa, però. Permetteteci di tornare in sogno a voi, ai vostri padri e alle vostre madri.

Permetteteci di tornare e di abitare ogni vostra notte.

Permetteteci di accompagnarvi nel sonno e nella veglia. Permetteteci di esserci nella coscienza di quegli uomini e quelle donne che FORSE non hanno saputo insegnarvi abbastanza l’amore. Che FORSE non hanno saputo educarvi al rispetto. Che FORSE vi hanno rimpinzati di cibo e ignoranza. Quegli uomini e quelle donne, padri e madri, che hanno cresciuto dei femminicidi.

Femminicidio. Che bel neologismo.
Buon 8 marzo a tutti.

96 thoughts on “Uccideteci Tutte

    1. scusami se mi permetto, ma se non hai nulla di che vergognarti non farlo, lascia la vergogna a chi se la merita. tu invece, se non hai nulla di cui vergognarti, sii fiero di quello che sei, che al mondo c’è tanto bisogno di UOMINI. ciao!

      1. ti capisco, la stessa cosa ogni tanto capita anche a me quando vedo certi esemplari di femmina. anche io mi indigno, arrossisco, mi vergogno al posto loro. poi riemergo e mi dico che se voglio far qualcosa di costruttivo una cosa fra tutte è la distinzione. del più banale “non facciamo di tutta l’erba un fascio”. io rispetto e voglio rispetto. per me, le mie figlie, le mie sorelle, le mie amiche, mia madre.

  1. si pezzo magistrale vagy… da vagina dentata proprio.
    oggi è finita la storia con l’uomo che consideravo l’uomo definitivo ed è finito anche il nostro progetto d’impresa… ci sono molti modi di uccidere una donna…il primo è stato mio padre….

  2. Ho pubblicato questo tuo pezzo sul mio fb, e promosso le cose che scrivi, secondo me facendo un piacere a tutti coloro che prenderanno a leggerti 🙂
    grazie, e buon 8 marzo anche a te

  3. Ci sono “cose” dove le parole non servono.
    Ammazzare una donna, e ammazzarla innanzitutto nel cuore e poi nel corpo, è l’attività più proficua del mondo di oggi. Uccidere donne rende soldi e potere.
    Ma c’è qualcosa che succede e non tutti gli uomini vi uccidono, anche se in tutti gli uomini, forse, c’è stato almeno un gesto di violenza contro una donna che amavano e amano.
    Ricordare il dolore e la fatica delle vita che tutte e tutti facciamo è sapere che non è l’otto marzo che dobbiamo lottare contro il femminicidio, ma ogni giorno, come farò stamani in aula con le mie classi.
    Perché la storia è storia di cadaveri, ma la maggior parte di questi cadaveri sono donne.
    Perché Gesù è venuto per liberare tutte e tutti e le donne in primo luogo, e niente affatto per rendere più forte il potere degli uomini sulle donne. Perché sono le donne, innanzitutto, che liberano e si liberano … per riuscire ad amare.
    Perché c’è bisogno di molto lavoro e di molto amore, per diventare meno feroci e più accoglienti.
    Facciamolo, ognuno iniziando da quel che è e sa fare.
    Grazie,

    Gioia in Gesù, risorto,

    ciao r

    1. mi inquieta questa evangelizzazione sul mio blog.
      sono per la libertà d’espressione, se educata, quindi non è un tentativo censorio. ma davvero mi turba leggere “gesù risorto” sotto ogni post. cioè mi chiedo: ma perché? cosa c’entra gesù e la religione mentre si parla di questo?
      nessuno qui ne fa un discorso su questo livello. parliamo di umanità, come possiamo. umanità e basta, se possiamo.
      di uomini e non di religioni.

      1. Non so se devo risponderti. Comunque non evangelizzo nessuno e non parlo d’altro che di umanit. Vittorio Arrigoni firmava i suoi post con l’invito a restare umani, la mia firma vale la stessa cosa. Grazie per la pazienza. ciao r

  4. magistrale. aspettavo con ansia un tuo scritto oggi (volendo leggere solo te sull’argomento poi!), certa che non avresti deluso. e non l’hai fatto, ma mi hai strabiliata! e mi hai pure fatta piangere. un po’ di rabbia e un po’ di amore. grazie.

  5. Non credo si possa definire amore un sentimento che ha come epilogo l’uccisione della persona amata… è piuttosto un “legame” patologico, con comportamenti ripetitivi ed inconsapevoli. In alcuni paesi come la Svizzera, l’Austria ed i “soliti” avanzati Paesi Scandinavi “obbligano” l’uomo violento a frequentare una terapia analitica per affrontare le proprie debolezze. Che vengono sempre da una infanzia traumatica dove l’inconsapevolezza di entrambi i genitori ha generato le radici della violenza. Subita e dalla quale ai bambini non è dato alcuna possibilità di sfuggire. La donna di oggi non è che il capro espiatorio di quella rabbia infantile che è stata rimossa. Poi ci sono alcune zone del paese dove persiste ancora una cultura maschilista di possesso della donna, vissuta come una proprietà sulla quale esercitare un controllo totale. Insomma credo che il problema sia più complesso della semplice contrapposizione di genere: in tanti omicidi di donne l’assassino si suicida… non vedo vincitori… sembra più che altro la dichiarazione di un fallimento esistenziale, una mancata presa di responsabilità della propria vita. L’altra viene vissuta come “l’unica colpevole” della sofferenza vissuta…

  6. Che tema difficile! Credo che tu l’abbia inquadrato bene, nei limiti di spazio di un post.
    Io ho solo un piccolo senso di disagio, perché c’è una domanda alla quale non riesco a rispondere, e ci ho pensato molto. Parlare di “femminicidio” non è di per sé sessita, almeno un po’?
    Forse no, perché non si può ignorare un fenomeno che, nei suoi episodi, si ripete “ogni due giorni” con modalità molto simili.
    O forse sì, perché rimarca le disuguaglianze tra i generi, quando nella nostra cultura (prima che nella legislazione) c’è un enorme bisogno di uguaglianza.
    E allora mi rispondo che, da maschio, forse non ho nemmeno il diritto di cercare una risposta. Tu, Vagina con una Memoria, me la puoi dare questa risposta?

    1. Ciao Daniele, anche io ho lo stesso dubbio strisciante… “femminicidio” é un termine sessista, si. Ma quello che penso io é che lo sará finché nella nostra cultura ci sará chi uccide una donna in quanto tale. Non per motivi relativi alla persona e indipendenti dal suo genere, ma proprio in quanto donna, Saró cinica, ma il mio sogno é che arrivi un giorno in cui si dirá “é stata uccisa una persona”. O, meglio ancora, “non é stata uccisa”. Ma persona comunque, non uomo o donna.

      1. Dimenticavo una cosa: come maschio hai tutti i diritti, perché non dovresti? tutti li hanno 🙂 Un saluto

      2. @Daniele & Fakeplastic: anche io ero molto disturbata dal termine e mi ero fatta un mezzo pippotto sul fatto che fosse discriminante. poi mi sono documentata e ho scoperto che, come avevo sospettato, fosse un termine adottato proprio dalle femministe, sudamericane in questo senso, che hanno volutamente introdotto l’elemento di genere per accendere i riflettori su un fenomeno sociale in netta crescita. ora, non è che mi sono studiata tutta la storia, ma documentandomi un minimo ho inteso che questo fastidio che il termine ci causa è, del resto, ciò che doveva causarci…

        non so se mi ho spiegata.

  7. Brava Vagy! Questo è un post degno dell’8 Marzo, non quelle cavolate tutte lustrini, strip e femmine urlanti che ci propinano ogni anno. Mio padre è rincasato due mimose e nell’altra mano……….una busta con una pesciolina dentro, perchè dopo una settimana a vedere il nostro pesciolino solo nell’acquario ha detto ” LIttle Shark ha bisogno di una compagna, che facciamo noi senza di voi ?”.

  8. Che poi, in fondo significa mettere in faccia pugni chiusi a un essere umano quasi sempre più debole, dopo che ti ha allegramente fatto capire che sei e resterai un coglione e tu non sai più cosa dire o blaterare.
    Quindi meni, accoltelli, spari, uccidi.
    C’è di peggio?

  9. Condivido totalmente, dietro un violento con le donne ci sono altre donne che non hanno educato bene! Si sono fatte sottomettere dai loro figli prima che questi avessero il tempo di iniziare ad odiare il loro genere. L’ineducazione sentimentale regna imperitura nei secoli. Amen…

    1. credo che dietro a un uomo violento con le donne non ci siano solo altre donne manchevoli di aver dato buona educazione. certo insegnare a essere rispettate in quanto donne è compito principale delle donne, ma non esclusivo. credo quindi ci siano anche padri che non hanno rispettato, che non hanno insegnato a rispettare. che hanno dimostrato che un pugno teso sia meglio di una carezza. che un ceffone sia meglio di due paroline magari in separata sede…

      1. ne ho parlato anche io con una mia cara amica e anche lei mi ha fatta riflettere su questo, che sì, che come dici nicky, è vero che è compito principale delle donne ma non è loro esclusivo appannaggio.

  10. Quoto tutto all 100% Vagy. E’ una vergogna nche solo pensare che si sta questo termine, ma non certo per noi…per loro che volgiono ucciderci, e non solo fisicamente ma spesso anche psicologicamente, che forse e’ anche peggio. Il peggior femminicida degli ultimi 20 anni? Berlusconi, che ha reso il mercimonio della donna una regola in tutto cio’ che ha fatto. Uomini come lui mi fanno solo che vergognare di essere italiana, e la cosa orrenda e’ che l’ha votato 1/3 degli elettori. Pazzesco…qualcuno mi svegli da questo incubo o mi spari.Va be’…non parliamo oltre di politicame…ma solo di oggi che e’ il giorno dedicato alla Donna. Auguri cara, auguri per questo giorno e per tutti quelli a venire.

    1. il problema peggiore sono le donne che con berlusconi ci sono andate.
      quelle che dopo un ventennio continuano a votarlo.
      che certe sono pure vecchie, e quello si inculerebbe le nipotine minorenni, ma niente.
      è ottusità. è ignoranza, lo sappiamo già.

      però ricambio il tuo augurio, anche se in ritardo!

  11. Ho letto con attenzione.
    Ho pensato e ripensato, ma non mi veniva nessuna significativa parola da aggiungere.
    Hai detto tutto. E così bene!
    Ed è assurdo che ancora accadano certe cose.
    Mi viene da dirti solo grazie.
    Solo quello.
    E, ora penso, visto da questo punto di vista, l’8 Marzo ha un senso festeggiarlo.
    Ha un senso sopportare anche certi spettacoli di cattivo gusto nei ristoranti…
    Ha un senso maggiore di tutto il resto.
    È sopra tutto.
    Ma, forse, mi chiedevo, dovremmo festeggiarlo, ricordarlo, tutti.
    Uomini e donne
    Tutti insieme.

    Ciao.
    Auguri.
    r.

    P.s. ogni volta che ti leggo – e lo faccio sempre- ho i brividi, proprio come quando ho letto il tuo primo post… dopo così tanto tempo che ti seguo, provo sempre la stessa cosa. Volevo dirtelo… dirtelo ancora…

  12. Mi sono venuti i brividi.
    Questo discorso dovrebbe essere stampato, piegato ed inserito in una lettera da inviare ad ogni italiano.
    Altro che restituzione dell’imu.

    Sei davvero il capo.

  13. Purtroppo è un segno di una patologia così grave. Distruggere colei che si vorrebbe reificare e possedere. Anche solo dal punto di vista logico è un non-sense.
    Per tornare alla realtà: questa abominevole approccio machista ha origine antiche e religiose che religione significa poi controllo sociale.
    L’inquinamento delle menti, l’oppio delle menti ha pessime conseguenze e certamente, non solo sul piano ideologico.

  14. Era un po che mancavo dal tuo blog e questo me l’ero persa…. l’ho letto adesso, e mi ha scombussolato tutta, ripenso a quando , da bambina vedevo mia zia, scappare nel cuore della notte dal’uomo che rientrava ubriaco e che la riempirla di botte…. grazie Vagina
    Ps: mi permetto di copiarla sulla mia Ia pagina fb

  15. E’ un pezzo vibrante e duro il tuo.
    Scava dentro e ti rovista delle viscere.
    Hai un potere di comunicazione ENORME.

    Grazie di condividerlo con noi.

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