Apnea Emotiva

Quando hai 27 anni e una discreta esperienza di vurpi fritti, come si dice a Taranto, non ti aspetti di sentire da un momento all’altro, così, d’emblée, una frase che ti vada in direttissima sulle palle (che in senso strettamente anatomico nemmeno hai), facendoti sentire parallelamente una deficiente di ultima generazione.

Non per niente, ma perché non sei più abituata a sentirti una deficiente, non per i cazzetti, per lo meno. Sai, si capisce, dopo un’importante gavetta tardo-adolescenziale di:

“forse mi hai dato troppa importanza” (by trombamico), “ci stiamo solo frequentando” (by the same trombamico), “non lo so se ti amo” (by trombamico diventato ex ex), “tra noi non è cambiato nulla” (by sverginator), “non ti tradirei mai per una qualsiasi” (by ex ex una settimana prima de mette le corna in vacanza), “ormai è finita” (by ex), “non ti devo niente” (by ex), “lei è almeno 10 volte più bella di te, ciononostante ho scelto te” (by ex ex ex), “ah, non te l’avevo detto che lei è una modella?” (by ex ex), “come sai, io ho due relazioni” (by ex ex ex), “sentiamoci su skype” (by egofrocio)...

…ecco una non se l’aspetta di avere ancora un margine di vulnerabilità dialettica ed emotiva, lì, così, alla mercé di un qualsivoglia cazzetto.

[Per carità poi, non oso immaginare le abominevoli nefandezze che posso aver detto io, ai cazzetti, in my life. Naturalmente ricordo le cose che mi sono state dette, quelle che hanno toccato il mio culo per dirlo con classe, ma so di essere stata all’occorrenza – a mia volta – quanto di più contundente potesse esserci nell’universo vaginale]

Invece io, ieri, mi sono sentita cretina. Di nuovo. E mi sono detestata, e mi sono cazziata, e mi sono ripetuta che no, che non devo sentirmici, tanto meno per un Cazzetto Immaginario. Il tutto è durato 20 minuti, sia chiaro, poi sono andata a magnare e bere con l’amici mia super-terrons, quindi sticazzi, però di fatto io quei 20 minuti lì, li ho spesi a frignare come una rincoglionita per un Cazzetto Immaginario.

Dicesi Cazzetto Immaginario il frutto di una patologia assai diffusa tra le vagine single e metropolitane: l’Apnea Emotiva. Il più riconoscibile sintomo della suddetta malattia è la creazione di microcosmi paralleli dentro i quali le vagine (presuntamente cazzutissime e indipendenti), stipano le proprie fantasie a sfondo domestico, fermentate nell’intestino tenue di una giovinezza spesa nella convinzione che tutti avremmo trovato la nostra metà perfetta.

io4

Nella sostanza capita che scegliamo un cazzetto X. Lo scegliamo secondo una logica apparentemente random ma che risponde, in verità, a un sofisticatissimo algoritmo vaginale, per il quale decidiamo che il soggetto individuato ha delle caratteristiche straordinariamente fuori dalla norma. E’ un’entità virtuale, spesso, una persona che non fa parte materialmente delle nostre vite, i cui limiti umani non siamo obbligate a indagare. Il soggetto è posto a una strategica distanza, anche geografica, da noi tale per cui possiamo deliberatamente idealizzarlo senza limite alcuno alla fantasia uterina. E così, per esempio, decidiamo che quella persona ci capisce meglio di tutti gli altri, oppure che ci affascina come nessuno ci affascinava da tempo. Decidiamo che è uno con cui potremmo pensarci, a concederci un lembo di pelle, cristosanto, perché per emozionarci per qualcosa di animato – al di là delle promo sui pacchetti-massaggi fatte dalla nostra estetista, intendo – saremmo disposte a vendere un rene.

Decidiamo che esso, il  Cazzetto Immaginario, è intelligente, colto, ironico, sagace, brillante, impavido, un po’ bastardello, il ché non ci spiace affatto, perché tutto sommato anche Mina cantava “Sei l’uomo più egoista e prepotente che abbia conosciuto mai” e ci sbavava dietro, quindi è lecito, voglio dire: si può fare!

E così siamo andate, perse, partite. Rincorriamo per i tornanti della nostra femminilità più impervia, in uno stato di alterazione allucinata, il nostro oggetto del desiderio, sognando piccolezze putridamente sentimentali che ci vengono sistematicamente negate per la presupposta lontananza dell’individuo. E poco ci manca all’amplesso mentre ci struggiamo al pensiero che adoreremmo guardarlo mentre si fa la barba, lui, con i suoi tratti secchi e decisi da vero maschio alfa!

Il meccanismo è, di per sé, potenzialmente perfetto, pura ingegneria vaginale, predisposta per autoalimentarsi da sola, senza dispendio di energie da entrambi i fronti. La negazione la tiene in vita e, nel mentre, una rinfrescatina ogni tanto, una telefonata, una fotografia, una email, un regalo, evvai che la torbida immaginazione riprende a macinare illusorie conferme.

Tutto procede liscio, finché il giocattolo non s’inceppa. Finché non t’accorgi che di reale in effetti non c’è davvero ncazzo. Finché non  capisci che è soltanto un’illusione che il tuo cervello tende alla tua vagina, per chetarla un po’, per farla sentire meno diversa da quel crogiuolo di homo sapiens che quotidianamente si innamorano e si disinnamorano, che soffrono e si struggono, si prendono e si lasciano.

Ecco. Il mio giocattolo si è inceppato ieri.

Ieri che ho capito che il mio Cazzetto Immaginario, quello che vive all’altra parte del mondo con la sua faccia storta e spigolosa, i suoi tratti scuri, le sue palle quadrate, la sua intelligenza, il suo cinismo, la sua ferocia, la sua indipendenza, il suo pragmatismo, il suo essere migliore di me, il suo esserci stato tante volte senza esserci stato mai, ecco io ieri ho capito che questa cosa, tutta, questa mia convinzione che lui sia fico a mio insindacabile giudizio, che io con lui riuscirei a farci all’amore come con nessuno in questo momento, guardandolo fitto fitto nell’occhi mentre mi deflora, con le sue mani nelle mie, nella vecchia e vituperata missionaria, intrecciandoci di baci prima di fare milleeuno sconcezze, ecco tutto questo non significa una minchia umida. Cioè, ho capito che questa proiezione delle mie ovaie non esiste e mi sono odiata, cazzo se mi sono odiata, mentre frignavo come una demente per uno che nella mia vita non è mai esistito, non esiste e non esisterà mai. Mi sono odiata perché ero patetica e stronza. Perché me so inventata un sacco di cose che non ci sono e mi sono scoperta alla stregua delle pischelle dilettanti, che si costruiscono in testa quello in cui c’hanno voglia di credere.

Mi sono odiata perché una prolungata Apnea Emotiva mi ha indotta a questo: piangere per un Cazzetto Immaginario, cristo, robe che nemmeno a 13 anni per Leonardo Di Caprio, voglio dire!

98 pensieri su “Apnea Emotiva

  1. …. e quando codesto cazzetto invece esiste… ma il problema è che non ha mai pensato che tu possa esistere per lui??? Sempre di apnea emotiva parliamo…. ma che orrenda vergogna……

      1. Esiste…. ma ti ignora…. perché tu hai i capelli ricci… ma lui li vorrebbe lisci… ma forse gli piacciono anche ricci… ma forse non lo sa neppure lui….

      2. Porca di quella t…. ‘sti ricci neri in capa al cazzetto immaginario, ci sono eccome. Lontani e bastardi. E ti accarezzano di parole e poi danno alla lontananza tutte le colpe. Non prima, però, di averti adeguatamente e ripetutamente trombata nei gg della risurrezione di nostro signore ecc… E tu, che hai ancora un brandello di cuore, glielo porgi perché ne faccia scempio. Gli porgi tutto! Oh Vagina Romantica e Sventurata!

      3. La Fede: tu sei un pezzo del mio cervello e del mio cuore che vivono in un altro luogo!!! E come fai a sopportarli??? Raccolgo giusto giusto i pezzi da una storia simile…. Ma sono sempre da capo…..

  2. la vulnerabilità dialettica è la più grande, quella che a volte riesce a fare più danno all’io, alla psiche.
    in fondo le parole sanno ammaliare e velare tutto in modo a volte inspiegabile, perché stuzzicano il lato più immenso e illimitato di noi, la fantasia.

  3. Se ti può consolare esistono anche Vagine Immaginarie eh.
    Il fatto sconcertante è che lo capisci che sono immaginarie, se solo ti metti un attimo a razionalizzare. Ma come succede a te, la proiezione del contenuto del nostro scroto risulta più forte e più reale della realtà.
    Non ci sono cazzi, succede e succederà sempre, non esiste esperienza che tenga.

  4. Vagy, a parte che io piango ancora quando guardo Titanic, non c’è niente di male nell’immaginare l’uomo perfetto, tanto non esiste neanche la donna perfetta! Di fantasia possiamo peccare quanto vogliamo, è quello il bello!

  5. Se vale anche fantasticare in maniera simile su di una ragazza che conosci da anni, impegnata da anni, per cui hai scritto “roba”, che hai deciso di pubblicare su di un blog (che prima non c’era e quindi dai cavolo apriamo un blog), che periodicamente dici “dai mi è passata” (e puntualmente la rivedi e ti perdi), e lei sa tutto questo perché coglione sì, ma le palle per parlarle ce le hai avuto (o almeno nella tua testa funziona così)…ti capisco, ti sono pienamente solidale, e mi permetto anche di dirti “magari non è il caso di essere così duri con se stessi, anche solo per 20 minuti” (consiglio uberparaculo, che non si capisce se sia rivolto più a te o a me).
    Ah, comunque bel pezzo, brava come sempre 🙂

      1. eh grazie 😀 anche se trapiantata nel milanese!!! pensa te come stiam messi (domanda tipica: ma sei sarda, come fai a nn saper nuotare?!?!…e sai…c’abbiamo pure noi la terra ferma…)

  6. Mi e’ rimasta la curiosita ‘ …. Che ha detto ( o fatto ) il cazzetto immaginario in questione x rompere l’ incantesimo ?

  7. … Embè, hai pianto un po’, però hai “amato” un po’… in fondo è tutto relativo, lo spazio, il tempo, il reale, l’irreale… magari il mondo vero è quello che costruisci nella testa… quindi, continua…

    Anche io ho sorriso molto, leggendo, che a te (come a molti) soffrire ti fa bella… [ma che cavolo sto dicendo?] epperò un po’ è così… che ci vuoi fare… ti esce la poesia…

    Ps: ma quel faccino smunto lì? non mi diventerai mica una “terrona_simil_milanese_anoressica”, vero???

    Sei ADORABILE, sappilo! 🙂

  8. E mi trovo ad essere discorde, mia cara vagina… La metà perfetta esiste, e magari era proprio lui dall’altra parte del mondo, con cui avresti fatto del gran amore alla missionaria vituperata guardandolo proprio negli occhi e venendo da fermi.

      1. Infatti mi senti un po’ in colpa. Però. Anche dirsi bugie… Dipende dal monento storico in cui ci si trova.

  9. Noi cazzetti, ‘sti trip psicotici li chiamiamo seghe mentali.
    a dare il giusto nome alle robe, ci si dà anche il giusto peso.

  10. …ultimamente mi sono abituata a vedere il mondo come un massiccio scambio di informazioni binarie…tutto è: acceso o spento.
    Parafrasando…se l’epilogo della storia “indirettamente gestita” è “acceso”, in quanto si arriva ad un “dunque”…allora la Donna in questione ha compreso correttamente…
    Se invece, per qualsivoglia motivo presente e spiegabile su questa od altrui galassia, la conclusione è “spento” (c’ho ripensato, fattene una ragione)… allora la Donna non ha capito una benemerita.
    Noi donne passiamo da argute ed intelligenti a dementi cosmiche in un nanosecondo…e la variabile è tutta lì…in un “click”
    Fatti una risata e sventola il fazzoletto bianco…per “salutare” ;))

  11. valà vagina, che alla fine tutti si ha solo bisogno che qualcuno ci tenga seriamente il viso tra le mani e lo sappia carezzare a lungo. dopo si tromba che è una meraviglia, tra l’altro.
    hai un’età bastardella, questo si, quando ci si sente ancora in grado di far tutto, ego appalla, ed è una giusta illusione.
    non è un ragionamento al ribasso questo, è solo che poi un giorno tutto quadra, misteriosamente, si tratta di resistere, e i cazzetti immaginari non vanno disprezzati, sono vaginitudini cui voler bene, in ogni caso.

  12. Secondo me in quanto vagine è normale farsi un sacco di stupidi castelli nella mente e il fatto che tu abbia “addirittura pianto” per un cazzetto immaginario forse significa solo che ieri eri un po’ più vulnerabile del solito (o a causa di una splendida sindrome pre mestruale, o causa di giove in trigono con saturno, o a causa di barbara d’urso, alla fine è sempre colpa sua). Ritengo che i cazzetti immaginari abbiano la loro dose di lati positivi, quindi non ti odiare per quei 20 miuti di crisi, siamo vagine, 20 minuti di crisi sono pochissimi 🙂

  13. Grazie. No, ma veramente, GRAZIE! Perchè io lo sapevo che il mio era un cazzetto immaginario, lo sapevo. Ma avevo bisogno di leggere la descrizione precisa che ne hai fatto te per realizzare il tutto. Ripeto ancora, grazie. Hai una lettrice un po’ più consapevole, da questo momento in poi.

  14. Vurpi fritti? In una sessione di dialetti salentini ho trovato solo “purpi fritti”, relativo a “ragazze lascive”. Dove derivi non viene spiegato da nessuna parte, che relazione hai con un polipo? Dovresti creare una rubrica sul dialetto salentino, origini e significati dei detti. Hai tempo? 🙂 Per il resto, non si può vivere senza sogni. Io a 45 anni sogno ancora una carriera alla Del Piero…. che rincoglionito…..

    1. vurpi è la declinazione tarantina di purpi.
      sì, vuol dire quello in teoria.
      io non sono lascia pe gnente eppure mi hanno regalato ben 2 maglie con su scritto “n’è fritte vurpe” che significa “ne hai fritti tanti di vurpi eh, malandrina?”
      ma te pare? a me?

      quanto a te, non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore…

  15. Ti amo proprio. Non provo questa sensazione da millemila anni però leggendo le tue parole mi è sembrata di avercela sotto pelle, nello stomaco e tra le dita dei piedi. Sei brava. Stop.

  16. io ho sempre sostenuto l’essenzialità, nella vita, della figura del sogno erotico. soggettivizzato. il cazzetto immaginario, insomma.
    a prescindere dallo status, single o accoppiate che si sia.
    imprescindibilmente deve essere di molto figo, di molto stronzo, storicamente caratterizzato dalle mille donne che lo attorniano, ma pronto a volere solo noi.
    la rude consapevolezza che si tratti solo di un’astrazione assale, ogni tanto. ma poi, poi un messaggio, un regalo, una mail, un incontro casuale.
    non ti dico che abbia un senso, però a me, ogni volta, un po’ scalda il cuore.

  17. Io questo ennesimo figurante nel bestiario dei cazzetti lo ho sempre chiamato il “fidanzato immaginario”, ma cazzetto rende di più, aggiunge profondità alla figura, se così si può dire. Superfluo aggiungere che io ce l’ho sottomano il cazzetto immaginario e corrisponde in pieno alla descrizione. Mannaggia Vagì!

  18. Io ci sono rimasta sotto due anni e mezzo, con un cazzone immaginario. E cazzone qui non è sinonimo di grosso cazzo, ché mai mi fu data possibilità di verificare. Ma grazie Vagi, perché io a questa scemenza mia non sapevo dare un nome, invece scoprire che ero afflitta da apnea emotiva mi fa sentire malata, ma curabile :-).

  19. Vabbeh dai, niente che una sana orgia gastronomica pasquale pugliese non riesca a risolvere.
    Se al quarto montone da infilare sullo spiedo avete bisogno fai un fischio.
    Invidia.

  20. Grandiosa! m’ inchino.. Ti daranno la laurea ad honorem in psicologia..:)).
    Tutte quante credo ci siamo passate da codesti filmini..
    Che vuoi fare..Il problema è che ci hanno inculcato – fin dalle favole dell’ infanzia- che siamo incomplete.. e invece la verità è che stocazzo di principe non va cercato.. nè fabbricato.. Ecco perchè incontriamo sfilze di australopitechi, invalidi emotivamente\ sessualmente\ dialetticamente che ci sembrano chissachi, nella speranza di “tappare” qualche falla .. mica solo vaginale..
    Le nostre dis- avventure confermano la convinzione che la migliore mossa per la femmina single, reduce da amori- amorazzi- proiezioni in 3d – è l’ immobilità e l’ autostima..
    Amati Vagy e aspetta, fatti rispettare.. L’ intelligenza e la femminilità non ti mancano!

  21. robe da 13enni ? a me è successo di piangere per il mio cazzetto immaginario una settimana fa. L’ apnea emotiva esiste e l’hai descritta alla perfezione, con tutti i sintomi, da enciclopedia medica. Ho pianto per il mio cazzetto che per me è irraggiungibile in tutti i sensi (nonostante fosse stato lui il primo a manifestare interesse, ormai più di 2 anni fa) e ho capito che piangevo soprattutto per la pena che mi faccio, per il tempo sprecato, perché non ho il coraggio di mostrare chi sono nè a lui nè a nessuno da cui desidererei essere amata …

    1. …ho capito di non piangere per lui, benché abbia avuto modo di conoscerlo non ho mai voluto approfondire e non sarà perfetto, “intelligente, colto, ironico, sagace, brillante, impavido, un po’ bastardello” come mi piace immaginare (spero)

  22. Sono le fantasie che creano problemi alla gente. Se non si avessero fantasie non si avrebbero problemi, perché si prenderebbe ciò che capita. Ma allora non ci sarebbe il romanticismo, perché romanticismo è ritrovare la propria fantasia in una persona che non ce l’ha. Un mio amico dice sempre: le donne mi amano per l’uomo che non sono

    A. Warhol, form A to B and back again

  23. La mia Apnea Emortiva è durata un fottutissimo anno.
    Sai cosa è peggio? Che alcuni cazzetti immaginari lo sanno quando tu ti stai facendo un trip. E ci sguazzano a darti corda. A chiamarti ogni tanto, un sms di notte con una canzone. Ci sguazzano cristodio!

    Poi però ad un certo punto finalmente finisce, e si può anche piangere per 20 minuti. Ma non si piange per lui. Ah no, si piange per essere state così stupidamente patetiche.

Parla con Vagina, Vagina risponde

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