Stagionature Vaginali

Qualche giorno fa, per ragioni sulle quali ritengo opportuno sorvolare, stavo guardando su Google delle fotografie di Alessandro Preziosi che comunque, diobbuono, Elisa di Rivombrosa a parte, resta sempre una cosa che noi vagine siamo legittimate a tirar giù tutti i santi e le madonne del calendario, senza macchiarci di bestemmia, mentre immaginiamo di porgergliela in tutti i luoghi e in tutti i laghi.

Alessandro-Preziosi

Ho guardato quei suoi occhi azzurri incastonati sotto la fronte pronunciata e divisi da quel naso spudorato. Ho osservato dapprima delle fotografie in cui era giovane e bello come un dio greco e poi l’ho guardato in alcuni scatti più recenti, in cui ha i capelli  più radi e il viso più smunto e la barba brizzolata. E se innanzi al tracotante virgulto delle prime immagini me so detta “mappensa quanto è contenta su madre ad aver sfornato questo bendiddio“, guardando le altre mi sono accorta che c’è una cosa che davvero invidio agli uomini: il gusto di poter invecchiare migliorando e di poterlo fare più serenamente di noi.

Poi sì, con me vincono facile, perché tra Ashton Kutcher e Daniel Day Lewis io scelgo Daniel Day Lewis, ora e per sempre, al di là del bene e del male, senza remore e senza ritegno. Ecco. L’ho detto. Non che ciò implichi un culto per la geriatria, né che io vanti un particolare feticcio per le prostate, semplicemente è che a me  l’uomo mi piace adulto, mi piace che c’abbia le mani che con la vita ce se so sporcate, e certe rughe in faccia che mi raccontano storie passate senza bisogno di parlare.

Però è pur vero che, al di là del mio personale e opinabile gusto, invecchiare da cazzetti è na cosa diversa che invecchiare da vagine. Al cazzetto il capello bianco, la ruga, la panza, ci possono stare. Badate: parliamo di POTENZIALITA’, non è detto che ci stiano bene. Il put pourrì di ingredienti può dare esiti molto diversi che oscillano in un range compreso tra George Clooney e Renato Pozzetto, quindi va da sé che ogni caso dev’essere valutato singolarmente. Ma non era qui che volevo arrivare. Volevo arrivare al fatto che, per contro, a noi vagine l’invecchiamento pare non giovi altrettanto e quando iniziamo a ravvisarne traccia sul nostro volto e sul nostro corpo, devo confessarlo, non è un bel momento.

Più che altro è che noi facciamo – come è noto, perché su questo tema mi rendo conto di sfrantecare le palle, ma è importante assai – una grande fatica ad accettarci, così come siamo. A guardarci senza crocifiggerci, a scoprire cosa abbiamo di bello e ad accettare cosa abbiamo di cesso. Per esempio, io, dopo una giovinezza intera spesa ad essere “la ragazza più intelligente che abbia mai avuto” (pensa te il benchmark…) e mai, ma manco pe sbajo, “la più fica“, ecco io per esempio ho capito i limiti del mio aspetto che non hanno, peraltro, nulla da invidiare ai limiti del mio carattere. Per esempio, ho imparato che ho un brutto culo ma che in compenso ho delle belle poppe, delle belle mani e delle belle gambe. Non che questo significhi granché, ar finale, o che mi sollevi dall’onta di questo lato B che nemmanco la Contessa De Blanck ci farebbe a cambio. Però sticazzi, mi limito a pensare che ci sarà sempre una parte del mio spirito pronta a reincarnarsi in una fregna turgida e fan di Alessandra Amoroso ma, fino ad allora, degli espedienti di sopravvivenza ai manifesti 4×4 di Belen Rodriguez dobbiamo pure elaborarli no?

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L’unico punto debole, in tutto questo, per l’appunto, è l’invecchiamento. E’ che dopo aver fatto una fatica epica ad accettare i nostri difetti, facendo emotivamente leva sui nostri pregi, scopriamo che la spietata azione del tempo va a erodere anche i nostri punti di forza. E così, un giorno, t’accorgi che tra le sfumature del tuo crine un po’ castano, un po’ biondo-rame, spuntano fieri, lucidissimi e rigogliosi, un par di capelli bianchi, ma proprio bianchi, ma bianchi da far paura. Oppure t’accorgi che c’hai le rughe in fronte e che la tua pelle non è più liscia come apprima. Oppure ancora eccola lì, davanti a te, che sei in mutande innanzi allo specchio, eccola, la nefandezza, sulle pingui cosce: la cellulite, il demonio fatto imperfezione vaginale. Poi cerchi di calmarti e di riportare il cervello in posizione dominante all’interno del tuo self. Pensi che no. Che Somatoline fanculo. Che la cellulite fa parte della femminilità. Che dovremmo accettarla. Che tutto sommato sto già facendo un po’ di massaggi, perché in questo periodo ho bisogno di coccolarmi, e che comunque anche pace all’anima di codesto cazzo. E proprio mentre sei lì che quasi ti stai bevendo le tue stronzate equosolidali sul femminismo della buccia d’arancia libera, accade l’imponderabile.

L’occhio cade, casualmente, sulla coscia destra. Succede che non abbiamo mai il tempo di guardarci con calma (e inizio a pensare che sia un bene) ma lì, d’improvviso, li vedi: i capillari. Cristo. I capillari sulla coscia. Ora, voi lo capite, questo non è bello. E non conosco una soluzione. E siccome penso che questo mio decadimento fisico devo accettarlo con dignità, ecco, devo confessare che è complicato gestire il culo della Contessa De Blanck e pure le vene varicose sulle cosce. A 27 anni.

Ed ecco perché io invidio gli uomini. Perché loro possono invecchiare come il vino e godersi la loro stagionatura.

Perché a 40 anni sono più affascinanti di quando ne avevano 30. E a 30 sono più belli di quando ne avevano 20.

E se a loro spuntano i capillari sulle cosce, possono nasconderli sotto un allevamento di peli neri, lunghi e ricci.

Io, invece, no.

85 thoughts on “Stagionature Vaginali

  1. potrebbe sembrare che non centri un cazzo.
    (te lo dico preventivamente, così sai a cosa vai incontro).

    ieri ho visto viva la libertà. e oltre ad uscirne depressa perchè la vita non è tutto un film ne sono uscita con un pensiero altissimo.
    proprio di quelli che poi ti chiedi chissà come mai chi mi conosce davvero bene dice che sono leggera anche se faccio finta di essere pesante.
    comunque, il mio pensiero altissimo era il seguente: vedi un po’ che invecchiando la valeria bruni tedeschi è diventata più figa di sua sorella.
    ma proprio che mi è uscito dal cuore. era lì, era mezza gnuda, rideva e flirtava e all’improvviso aveva avuto la meglio su vent’anni di fighezza ostentata dell’altra.
    e il segreto doveva essere proprio l’invecchiamento. o meglio, l’abitudine dell’una a bilanciare pregi e difetti, a esporsi e amarsi comunque, a bilanciare ciò che deve esser visto con ciò che deve esser nascosto. l’altra no. era abituata ad essere perfetta e basta. le manca la tecnica, l’elaborazione e la sfacciataggine.
    questo non per dire che belle le rughe. sticazzi. che brutte le rughe che brutte le smagliature, che brutto che oramai c’ho le borse stabili e la pelle che si sgrana. però se non altro noi abbiamo l’esperienza.
    si tratta di riaggiornare la tecnica e, ne sono certa, avremo la nostra vendetta.

    1. concordo bambina impertinente… e ti posso anche raccontare un’aneddoto della mia vita. Scuole medie, come vuole la tradizione in ogni classe si crea sempre l’olimpo di personaggi…la compagna di classe troia, il primo della classe etc etc… ecco e noi brutti anatroccoli o anatroccole che beh alla fine siamo costrette ad ingoiare rospi vari: dalla compagna troia che ti soffia il ragazzo sotto il naso e per di più alla tua festa di compleanno e altre facezie. Dopo 17 anni, avvento di facebukkake e classica organizzazione della cena di ritrovo. La troia che ha puntato tutto sulla sua avvenenza la ritrovi totalmente sfatta, il primo della classe l’anno dopo si suicida per una delusione d’amore… mentre io e gli altri anatroccoli tadan! vuoi la maturità, vuoi l’aver dovuto lottare più che con l’avvenenza quanto invece con lo spazio che questi altri ti rubavano, vuoi anche aver investito in altro… beh, devo dirtelo, una grandissima soddisfazione. quindi non me stupisco che la sorella della carla bruni si sia presa una bella rivincita.
      P.s. senza contare le continue frecciatine della ex troia… da sbellicarsi…

  2. No ma guarda che stai un attimino idealizzando l’invecchiamento maschile. È tutto un flaccidume: sono più i Pozzetto che i Clooney!

    Ti ringrazio di avermi ricordato quell’attimo di alta televisione che è stato il lato B della Contessa De Blanck all’isola dei famosi…

    1. ce lo so che sono più i pozzetto che i clooney.
      certo che ce lo so.
      ma questo perché non pensi allo stress emotivo dell’invecchiamento femminile. giustamente, perché dovresti pensarci.

      la contessa de blanck. natiche da invidia.

  3. riemersa dagli abissi di Apnea Emotiva,
    subito il colpo di genio analitico comico letterario che adoro:
    “per ragioni sulle quali ritengo opportuno sorvolare”

    io ogni tanto guardo le foto di Charlotte Casiraghi

    brava Vagina

  4. Onestamente posso dire una cosa che personalmente mi distingue da molte altre donne – anche se poi io cado in pesante depressione per altri motivi e per altri fattori critici della mia rutilante tendenza all’ autodafè della condanna e pure ad eseguire la condanna 😉 – è fatto che a me il mio corpo piace: l’invecchiamento, le tette grandi o piccole, il doppio mento, la cellulite, la panzetta… etc ect… me ne sono sempre strafregata al massimo. E quindi io credo che il problema sia puramente legato al fatto dei condizionamenti, sociali, religiosi, culturali, che subiamo sin da quando siamo piccole. Forse per una questione di deviazione professionale ed anche una mia peculiare tendenza al bastiancontrarismo estremo, non ho mai assimilato questi condizionamenti. Si certo non vado fiera di certe foto, il più delle volte non è che mi piaccio (e mi chiedo perchè invece i cazzetti mi considerano irresistibile vabbè), però onestamente la cosa è superflua…non sono particolarmente fotogenica, ecco. Non ho nessun problema con rughe e capelli bianchi e altri decadimenti… anche perchè onestamente io crescendo, esattamente come se fossi un cazzetto, sono migliorata. Ma appunto credo che sia un’atteggiamento mentale. O forse anche una questione, nel mio caso, di ecologia mentale:
    ho già tanti problemi, problemi che io posso risolvere, mentre invece l’invecchiamento no o anche il fatto della cellulite e della panzetta… voglio dire… (posso forse rinunciare ai miei tre litri di birra quotidiani? Nooooo!) ha senso preoccuparsi? No. ecco. questo è il mio ragionamento. Anche perchè se trovate il cazzetto che si innamora di voi scoprite che tutti i vostri pensieri sugli inestetismi sono inutili, lui non li vede….

    1. no ma io sono assolutamente d’accordo.
      solo che il black out arriva.
      e un cazzetto che ci ami e sia cieco ai nostri difetti, come è noto, non c’è.
      poi certo va bene tutto. azioniamo il cervello.
      ma se è black out è black out.
      e ognuno, come giustamente dici, c’ha i suoi 🙂
      baci
      v

      1. capisco bene quello che intendi… i black out sono una brutta cosa e ne ho vissuti svariati per motivi diversi.

        Credo di essere in pace con me stessa ecco, almeno a livello fisico, in altri ambiti vorrei solo una vita senza più scossoni del dovuto. ovvero quelli del lavoro.

  5. ah scusa una domanda vagy… ma… quella cosa curva che si sovrappone alla coscia sinistra della contessa, per caso, ho le allucinazioni o è un cazzo in erezione?

  6. Cara Vagina,
    secondo me non c‘é da disperarsi perché c‘é taaaaanta ‘mancanza materna‘ in giro e tantissimi ragazzi sono attratti da ragazze e donne più grandi, ergo anche la donna più grande esercita fascino e pure parecchio. Secondo me le cose si equilibrano abbastanza in vecchiaia almeno fini ai 55 diciamo, guardando alla realtà e non alla tv che è fatta apposta per i vecchi a casa con la moje brutta in cucina che gli prepara il frittatone di cipolle…

      1. NO, senti…io ho da poco scoperto che esiste il vajazzling e volevo disconoscermi come appartenente al genere femminile. Poi però ho visto che hanno fatto il roll on occhi per uomo, e mi sono un attimino ripigliata. Cioè che noi invecchiamo male e rincoglioniamo aggrappate a sti espedienti assurdi da adolescenti complessate, ma loro si infrocizzano…non so cosa sia peggio :/

  7. cara Vagi,
    la pensavo così a 27 anni, ora che ne ho 43, posso rassicurarti, anche le vagine migliorano e possono invecchiare bene, ne conosco.
    Si è vero casca un po’ tutto, ma la pelle è più liscia, gli occhi più dolci e l’atteggiamento generale è più calmo e accogliente, insomma femminile. Si sta meglio, si è più orgogliose di essere vagine. C’e’ da dire anche che se si lavora bene, quell’aria da segacazzi tipica delle vagine giovani, sparisce. Il sesso poi e nettamente migliore, non c’e’ paragone.
    Solo che guardando le donne più giovani provo grande preoccupazione pensando a quello che le aspetta: amori sofferti, gelosie, gravidanze, puerperi, divorzi, casalinghitudine, sforzi sovrumani per reggere i ruoli di moglie figa-mamma amorevole-amante spettacolo-impiegata dell’anno-seria professionista etc etc che in genere vengono sostenuti tutti insieme tra i 30 e 40. Se sopravvivi e non diventi vittima di te stessa, tutto si ridimensiona e le priorità cambiano in tuo favore.
    E’ vita certo, e va vissuta, ma mi piacerebbe che le trentenni di ora si facessero più furbe di noi, soffrissero un po’ meno e adottassero un po’ più di filosofia sticazzi.
    Aspetto i 50 con la speranza di stare ancora meglio e che nessuno fotografi il mio culo mentre scendo da una barca!

    1. mia cara, più che altro le 30enni di oggi difficilmente avranno lavoro + marito + figli + casa.
      o magari sì. ti aggiornerò.

      anche se tutto il discorso sul fatto che si diventa meno incazzose e più femminili è affascinante e suona perfettamente sensato…

  8. Alessandro Preziosi c’ha i denti alla squalo, quel tipo di dentatura alla Faziofabio, per intenderci, e io diffido degli umanoidi con quella tipologia di dentatura: son tutti strunz, maschi e femmine. Capisco che la mia teoria lombrosiana poco conti di fronte alla tempesta ormonosa che il tipaccio ti scatena, però io mi sentivo di avvertirti tesò: diffida di quelli coi denti piegati verso l’interno, e magari col canino leggermente sovrapposto.
    I capillari. Ahiahiahiahi! Una soluzione, complessa e dolorosa, è farseli cauterizzare, però poi tanto tornano, magari tre cm più in là. Un’altra soluzione è farci un tatuaggio attorno, chessò… un tralcio d’edera di cui il capillare sia già una parte di gambo. Io però questa l’ho scartata perché ho intuito che, sempre per la legge della ripresentabilità dei soggetti, nel giro di qualche anno le mie gambe sarebbero state come i muri di certe stradine di Brera.
    Insomma stellina, lascia che il tempo faccia il suo lavoro e AMATI PIU’ CHE PUOI, che sarà banale ma e’ la cosa più importante. Perché se tu saprai essere piu’ clemente con te stessa, i capillari e la cellulite diventeranno un dettaglio da poco, e, citando la Littizzetto “L’importante per noi donne non è l’involucro, ma il ripieno, come per i tortellini.”

    Bacissimi

    Zia

  9. Sarò forse parte di una minoranza, ma io adoro la cellulite (o buccia d’arancia) su certi culi importanti (che nulla o poco hanno a che vedere con quelli stile Belén); ammiro le ultraquarantenni che portano a spasso con eleganza e simpatia le loro rughe; amo le donne veraci, quelle che, quando si tratta di mangiare prelibatezze culinarie, non si vergognano a dirti: “Buono, m’è piaciuto, facciamo il bis?”.

    Su con la vita! Evviva Vaggì!

    Rendl (un serioso – solo all’apparenza – prof. quasi quarantenne)

  10. Diciamo che la nostra curva di maturazione è più spostata in avanti, anche per quello che riguarda il cervello.
    Quando avevo 25 anni e ne dimostravo 15 le mie coetanee – che mi piacevano assai – andavano con quelli pelosi e mascelluti. E le 18enni erano troppo acerbe.
    Il meglio viene ora, fortunatamente.
    Per voi è un po’ il contrario.
    Devo comunque dire che conosco tante donne che sono migliorate, nel complesso. E tanti uomini che sono peggiorati. Ma peggiorati tanto eh…

      1. Ah guarda non lo so.
        Sei migliorata negli ultimi anni? Probabile.
        Infatti credo che ATTORNO ai 30 anni, una donna è nel suo momento migliore. Il giusto compromesso.
        Questo in generale.
        Per un uomo, sempre in generale, diciamo appena prima dei 40?

      2. Egocentrismo, immaturità, egoismo, superficialità….. solitamente sono le prerogative del quarantenne scapolo per scelta. I più amati e più odiati dalle donne 🙂

  11. Qualche giorno fa, un mio amico che tira di boxe, mi ha raccontato che il suo allenatore, di punto in bianco, è sparito….cosi’….puff….svanito. Dietro di se’, ha lasciato solo un biglietto con su scritte poche parole:
    Passo le mie giornate in una palestra a guardare i giovani pugili che incrociano i guantoni, saltano la corda o colpiscono il sacco. So tutto di jeb, uppercut, ganci e diretti. Conosco i trucchi e gli espedienti a cui ci si aggrappa per non finire al tappeto.
    Mi basta un colpo d’occhio per capire se gioco di gambe, tempismo, capacità di schivare i colpi, sono abbinati ad una tempra capace di sopportare il più terribile degli obblighi: quello di andare incontro al dolore.
    Una volta, tanto tempo fa, anch’io sono stato un pugile. Anzi, un buon pugile. Sono persino arrivato a sostenere qualche incontro da professionista.
    Ora però, tutto quello che faccio è osservare l’azione, dare buoni consigli e tenere tra le labbra un sigaro spento.
    Non sono più quello di una volta. Sopra la cintura dei miei pantaloni, da qualche anno, c’è un rigonfiamento che sbuca dalla felpa che indosso ogni giorno.

    E’ dura starsene seduti delle ore su una panca di legno, sentendosi stanchi e senza forze, ed assistere allo spettacolo della giovinezza, della sua energia che si materializza nella danza di uomini agili, resistenti, che sudano, grugniscono e mettono a segno colpi che rimbombano fino dentro ai cessi puzzolenti di candeggina.
    Ogni tanto mi capita di rivedere me stesso, in piedi al centro del ring, sento le urla della folla, della gente che allora scommetteva su di me, rivedo le luci, il tappeto e le corde che non solo mi impedivano di scappare ma mi ricacciavano al centro della battaglia.
    Che tempi quelli, che vita.
    Non è rimasto nulla, solo qualche trofeo che prende polvere su una mensola e delle foto ingiallite. A tenermi compagnia, adesso, ci sono un secchio e un asciugamano durante il giorno, e un vecchio televisore nelle lunghe notti in cui non riesco a prendere sonno.
    In quelle notti interminabili, nella mia testa non fanno che risuonare le parole, che un pugile panamense (Roberto Duran) soprannominato ‘mano di pietra’, pronunciò durante un’intervista:
    ‘il momento più bello del mio essere pugile non è combattere né vincere, ma sbucare dagli spogliatoi e sentire la gente che urla il mio nome. Il momento più bello è la VIGILIA, quando tutto è ancora possibile, quando si ha paura di perdere ma ci si immagina la vittoria più bella di come mai potrà essere’.
    Proprio non ci riesco a dormire ora che i miei round sono finiti, ora che non ci sono diete ferree da seguire o allenamenti massacranti da sostenere per giungere preparati all’ultimo incontro.
    Invecchiare, sentire il proprio corpo che perde colpi, è una sporca, orribile faccenda. La prego di non fare torto agli uomini pensando che per loro sia una questione meno oscena che per le donne. Forse assume sembianze diverse, ma le assicuro, che in entrambi i casi, ci vuole un fisico bestiale per non soccombere alla sua violenza.
    La forza, l’energia, l’entusiasmo, la passione, la capacità di sognare, di costruire magnifiche illusioni, e soprattutto quella di recuperare dopo uno sforzo – al lavoro come in ambito sportivo (a proposito, da quello che scrive, lei da l’idea di non aver grande consuetudine con la pratica sportiva, mi sbaglio??, se cosi’ fosse è davvero un peccato…quante cose si capiscono osservando un pischello o una pischella che, quasi senza sforzo, riescono a raggiungere risultati che a noi costano estenuanti sedute di allenamento) – si consumano, evaporano, si volatilizzano…..una mattina osservi un giovane leone, vorresti corrergli dietro, arrivare sulla preda prima di lui o anche solo provare a sfilargliela dalle fauci ma…..sei stanco…sei stato nella foresta per tanto, troppo tempo, e ora you are running on empty (che belli certi dischi di Jackson Browne, impreziositi dal suono languido, avvolgente della chitarra di David Lindley).

    Da qualche parte ho letto ‘Youth is wasted on the Young’…. ma Lei davvero pensa che ci si possa consolare della cacciata repentina, inattesa, dall’ Eden, la giovinezza (la vigilia….si goda la vigilia, il sabato del villaggio, che per la noia della domenica c’è sempre tempo), grazie alla possibilità di ‘nascondere i capillari sulle cosce sotto un allevamento di peli neri, lunghi e ricci’ e magari di rimediare un po’ di casual sex (come un Barney Stinson qualunque…che non per nulla è il protagonista di uno show dove le risate sono registrate, finte…come gli orgasmi delle donne che finiscono nel letto di uomini siffatti)??

    p.s. adesso lasci che la ringrazi per la risposta ad un mio commento di un suo precedente post.
    Ci tenevo solo a chiarire che quando parlavo di Porto Cervo e Norvegia mi riferivo sempre a Milano. Porto Cervo= Corso Como, Navigli, Quadrilatero della moda, etc etc….Norvegia = luoghi inconsueti….Senza averne alcun diritto (lo so da me, non c’è bisogno che me lo faccia notare) mi permettevo di suggerirle (non di andarsene dalla città in cui vive ma…) di frequentare, che so, depositi di mezzi di trasporto pubblici, laboratori di tassidermia, aule in cui si insegna l’arte del restauro, uffici del catasto….rimarrebbe sorpresa, nello scoprire, in quanti seducenti orsi polari, o attraenti lupi siberiani, ci si può imbattere nel momento in cui si lasciano le consuete vie chiodate e ci si avvia, da soli, off the beaten track.

    1. Un uomo che possiede la capacità di guardarsi dentro, e intorno, in questo modo, passerà sicuramente indenne la curva a gomito determinata dallo scontro con lo specchio, e contro i ricordi.

    2. il tenore delle mie considerazioni era evidentemente diverso. e in quell’ordine di idee, sì, c’è una differenza. superficiale, sociale, indotta, ma c’è.
      poi posso immaginarlo, che possa non essere piacevole anche per gli uomini. ma apprezzo spesso i lettori che danno il giusto peso alle parole. nascondere i capillari sotto i peli è naturalmente un esempio faceto.

      la nostra amarezza, prematura, se ritieni, nasce dal fatto che la grande vittoria smettiamo poco a poco di immaginarla. di già.
      anzi. eppoi io ho dimestichezza con lo sport: vado in palestra ben 2 volte alla settimana da ben 6 mesi!

  12. Cara Vagy, confermo che anche se siamo donne superemancipate e supermoderne, resta comunue in noi l’atavica paura di “invecchiare”….io sinceramente ho iniziato a pensarci dopo i 39…prima no..fino a quell’eta’ sono sempre stata fiera di dimostrare meno delle mie coetanee e anche di molte donne piu’ giocani. Ma il “momento” viene, L’iingresso nei 40, davvero simbolico per tutte le donne perche’ segna l’ingresso nell'”eta’ di mezzo” per me e’ stata un’autentica tragedia emotiva…fortunatamente ho un uomo a cui tutto questo nn importa. Oggi gli ho detto “ormai sono vecchia” e lui per tuttta risposta mi ha preso la mano e se l’e’ messa sul pacco. 🙂 I love my man. Con questo vorrei dirti che se hai la fortuna di trovare l’ “Uomo” a lui non gliene frega una cippa se hai capelli bianchi, cellulite e la panzetta. Ti amera’ per cio’ che sei. E poi…proprio oggi ho lettio un articoletto su yahoo che dice che l’eta’ in cui la donna e’ piu’ bella sono i 29 anni… ;). Kiss

  13. Chissà vagi, a me è capitato di trovare un marito così appassionato di me da invaghirsi dei miei difetti, alla fine mi ha convinto che non son difetti. 🙂 E’ tutta questione di amore x se stessi, se sei fortunata trovi uno che te lo insegna.

    1. ma vedi da questi commenti in molte mi dicono “se trovi quello che ti ama”, “sai quello giusto non le vede le cose brutte”.
      ora se una non trova quello che la ama? perché questa ipotesi c’è.
      siamo capaci di non odiarci per i nostri difetti e di non considerarli in parte causa del non essere amati nel senso coniugale del termine? son cose su cui riflettere, secondo me…

      1. Io credo che viviamo in una societá/cultura che sprona la donna ad essere ipercritica verso se stessa, per questo aiuta avere qualcuno che ci insegna ad amarci. E’ a quel punto che entra in ballo l’uomo: di solito impariamo l’amore per noi stesse da qualcuno che ci ama, lo impariamo quasi per mimesi come i bambini, ma puó (dovrebbe) essere anche un percorso di autoconsapevolezza sociale, direi, piú che personale.

  14. Beh, ma è pure un mito. Se penso a Claudia Cardinale o a Caterine Deneuve che a vent’anni erano belle come si può essere belle a vent’anni e forse un pochino di più, adesso mi sembrano belle come si può essere belle a 75 anni e forse un pochino di più. O se penso a Rita Levi Montalcini.
    La bellezza non è – strettamente parlando – una quantità di cellulite in più o in meno, ma è una capacità, che non tramonta mai se una o uno non la vogliono far tramontare. Le persone più brutte (in senso tecnico) che ho incontrato nella mia vita, sia maschi che femmine, hanno sempre scopato come animaletti se così hanno voluto. Molto più di persone “belle”, che ho conosciuto sempre nella mia vita.
    C’è bisogno di “?” per far risaltare la propria bellezza. La tua non sarà granché nel lato B, ma qui dentro è assai ben nutrita. Valorizza e premia.
    Cioè vivi.
    Non è una lezione, tu le dai a me. È la mia esperienza.
    ciao r

  15. Anche le vene varicose si curano quindi RELAX.

    Su tutto il resto….sì per noi donne son cazzi, ma, tant’è. Prima ci fai pace, meglio è .
    Resto dell’idea che una testa brillante su un corpo nella media, dà un risultato molto superiore dì un bel corpo su una testa vuota. E so che lo sai. 🙂

  16. […] e che comunque anche pace all’anima di codesto cazzo […] come se dice a Roma: sei ‘ntajo!

    Però, una cosa seria te la devo chiedere: perché qualche giorno fa stavi guardando su Google delle fotografie di Alessandro Preziosi?? 😀

    r.

  17. Per l’appunto, ci sono i Clooney e ci sono i Pozzetto. Ci sono le Basinger, le Moore, le Stone, sempre più belle dopo i 50. Poi ci sono io a 45 anni, che sembro un trentenne fuori forma, ne carne ne pesce, mentre i miei amici hanno il fascino degli anni d’argento. C’aggia fà? Non ci si accontenta mai…

  18. Per i capillari l’unica soluzione è bere in continuazione succo di mirtillo, sono con te sorella, ne ho molti e ho pure un anno meno di te. L’unica cosa che mi consola è che un uomo, che mediamente non si accorge se la sua donna è andata dal parrucchiere per farsi la testa fuxya, non li noterà mai. 🙂

  19. complimenti perché scrivi bene, sei padrona di un vasto vocabolario ma ti “abbassi” ad usare espressioni dialettali e “volgari” per colorare e caratterizzare i tuoi articoli, senza inibizioni, fuori da ogni schema. Il bello è che si vede che tutto questo lo fai con naturalezza 😀 quando avrò bisogno di farmi due risate per sdrammatizzare la pesantezza della giornata passerò a leggerti 😀

  20. eh no! non condivido una virgola di quanto affermi, a parte la storia dell’invecchiamento maschile: anche a me piace la pelle che racconta! e gli occhi “furbi dell’uomo che sa”. pensa te, Vecchioni è il mio idolo!!! punto di vista professionale a parte, secondo me non ha pari! eppure, voglio dire, l’età ce l’ha! ma….. ha il suo fascino!
    Non sono d’accordo invece per la questione invecchiamento femminile….. e ti dirò che affermo con convinzione da tanto tempo che fino a 40 anni si invecchia, dai 40 in poi, invece si CRESCE! si, hai letto bene, si cresce, non si invecchia, perché se è vero che ti accorgi di avere sempre più rughe e sempre più capelli bianchi, d’altro canto acquisti una capacità critica non indifferente nei tuoi stessi confronti e ti apprezzi sempre di più, anche nei difetti! e non solo, diventi più libera! libera di dire, di fare, di essere… di osare!!! e davvero i paletti te li metti solo tu! però non devi esser schiava del “così ci si mostra, così si fa, così si è”, altrimenti stai fregata! devi essere solo ed esclusivamente quello che vuoi e sai essere in quel preciso istante senza cedere agli sguardi di disapprovazione o ai ricatti di non accettazione degli altri! scopri magicamente di essere quello che lo specchio ti rimanda, ma non solo fuori, anche dentro, e che agli altri piacerai solo se piaci a te a prescindere dal culo, dalla cellulite, dalle rughe, dai capelli bianchi!
    le rughe! le rughe sono la nostra storia, i nostri dolori, i nostri sorrisi, le nostre risate, i nostri corrucciamenti…. cancellarli equivale a cancellare parte di sé….. non sia mai!!!
    ed i capelli bianchi…..i capelli bianchi servono! servono a ricordare che il tempo passa e non torna e che quindi non va sprecato!!! io i capelli bianchi li ho accettati da subito: avevo 19 anni! oggi ne ho 52 e da allora non li ho mai tinti né colorati: li porto spudoratamente, sfacciatamente bianchi! e lunghi! lunghi da fare schifo! e a pazza! mi ostino ad asciugarli col phon perché non sopporto il capello a posto! straordinariamente selvaggi e spudoratamente bianchi, al punto che quando li asciugo mi capita spesso di pensare: toh! c’è ancora una ciocca nera!….. e manco a farlo apposta, se qualche volta vacillo, sta sicura che proprio quel giorno incrocio qualcuno che mi scuote per riportarmi sulla MIA corretta via dicendomi qualcosa del tipo: “embé? che facciamo con questi capelli alla femme fatale?” oppure “oh, signora è lei! non l’avevo riconosciuta con questa chioma al vento! – che dice, faccio io, li devo tagliare, vero, sono troppo lunghi? – lei: ma neanche per scherzo, sono stupendi, li tenga così!” … e, per parafrasare la protagonista delle 50 sfumature varie, la mia dea interiore gongola, fa la ola con i suoi cloni, e, testa alta, petto in fuori e pancia in dentro riprende orgogliosa la sua strada……. e spariscono la cellulite, la pancia, e tutto il resto, tranne le rughe, quelle le tengo lì……. ragazza mia, bisogna accettarsi per quello che si è e non rincorrere mai la perfezione, che peraltro non esiste,….. è l’unico modo per condividere con sé stessi il proprio corpo e i propri difetti con serenità! 😉

  21. Le donne bruttine&intelligenti sono quelle che hanno maggiori probabilità di essere più fighe a 50 anni che a 25, al contrario delle femminone. Ovvio che Pamela Anderson a 45 anni è da buttare (metaforicamente neh, io le voglio bene lo stesso), mentre una come la Littizzetto rimane bruttina, ma meno cessa di 20 anni fa. Temo aiuti anche l’essere magre, ma forse non per forza (la ciccia non dovrebbe distendere le rughe?). A me torna sempre in mente quel vecchio film -stile I bellissimi di rete4- intitolato “Il segno di Venere”, con la bonazza Sophia Loren e la bruttina Franca Valeri. Inutile dire chi delle due sia invecchiata meglio e con più charme…

  22. Cara Vagy, il mio migliore amico, un rimorchiatore-seriale è precocemente incanutito. Pensavo si sarebbe ucciso invece……rimorchia più di prima. Se accedesse una cosa del genere a me….ho giurato che quando accadrà lo sapranno tutti perché mi tingerò di rosso Tiziano. Comunque, visto che le donne di casa mia non fanno in tempo ad invecchiare ( stirano prima ), quando sarà andrò fiera delle mie rughe, delle vene varicose e della cellulite, perché sarranno un traguardo ! Un bacio!

  23. Dunque sì, in effetti mi trovo assolutamente meglio ora a 48 che non a 28, anche se all’epoca mi devastavo di sport e il fisico era messo meglio di sicuro.
    Sarà appunto il pizzetto spruzzato bianco assieme alle tempie, sarà forse una certa cosapevolezza matura che a 28 manco sai chi sei.

    Tu no.
    Tu sei giovanissssima, e va bene così.
    Hai lo sguardo giovane, la mente giovane, la vita davanti.
    E fa niente se ti siedi su due chiappe “importanti”, sei giovane lo stesso.
    Eppoi, belle pere, belle gambe.
    ‘zzo vuoi ancora.

  24. Io ne ho 44 e a 27 effettivamente ero preoccupata di tutti i difetti tanto da praticare ore di palestra e diete perenni. Passavo da momenti in cui lo specchio manco lo potevo incrociare, nemmeno a luci spente, altri in cui mi piacevo….fa parte del gioco. Oggi a 44 anni mi piaccio sempre e proprio per questo piaccio anche a cazzetti giovani e non. Ma la cosa più libidinosa è un uomo che ti dice che sei magra, che hai un sedere fantastico, nemmeno un po’ di cellulite e smagliature e che faresti invidia a una 20enne, ma sai benissimo che non è vero niente, è solo che c’è qualcosa di così magico in te che fa sparire tutti i difetti.
    P.S: io preferisco Ryan Goslin a George Clooney o a Richard Gere….

    1. questa cosa qui me la dice anche una mia amica.
      comunque siete state motivanti, con questi commenti. voi che siete più fiche oggi di ieri. cioè beate voi.
      vi farò sapere.
      ryan gosling ha la faccia a forma di banana. come potete non accettarlo.

      1. In realtà ero più figa ieri, la giovinezza ha la figaggine intrinseca (ricordalo e approfittane più che puoi)…ma oggi più vagina…non so se mi spiego.
        per quanto riguarda la faccia di banana…che dire: nobody’s perfect!!!

  25. se ce li lasciate, i peli folti e ricci (vedi precedente post sulla depilazione brasiliana:-)))!
    in realtà, anche le donne che invecchiano sono affascinanti, sull’autobus che mi conduce al lavoro dopo aver accompagnato mio figlio a scuola spesso incontro delle bellissime donne non più tanto giovani che però danno dei punti a ragazze mal messe e finte fashion. forse il mio giudizio è di parte, visto che di anni fra pochi giorni ne avrò 45!

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